10 regole per crescere un figlio con una sana autostima

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Molti adulti ritengono che i giovani si sviluppino in modo sano grazie alla competizione e al confronto con gli altri relativamente ai successi scolastici, sportivi o artistici. Confondono così la dignità umana o il valore dell'”essere” con le prestazioni. Germain Duclos, “Autostima alla riscossa”

Il nostro equilibrio psicologico e il nostro senso di sicurezza interiore, che sono alla base della nostra stabilità, sono influenzati dall’autostima, che è un importante fondamento della personalità.

L’importanza dell’autostima

In una prospettiva di prevenzione e per investire nell’umanità, genitori, insegnanti, la società tutta devono essere innanzi tutto sensibilizzati all’importanza dell’autostima nel futuro dei nostri giovani. Sarà così possibile evitare le conseguenze disastrose della mancanza di autostima di cui parla Josiane de Saint-Paul:

“La mancanza di autostima ha conseguenze profonde in tutti gli ambiti della nostra vita, sulle decisioni che prendiamo, sugli amici che scegliamo, sul tipo di rapporto che stabiliamo con gli altri o sulle relazioni sentimentali. Inoltre, ha ripercussioni sulle nostre aspettative e sui risultati che otteniamo, e anche sul nostro atteggiamento complessivo nei confronti dell’esistenza. Danneggia anche l’ottimismo, l’energia e la gioia di vivere”

10 regole per crescere figli sani mentalmente

Il pedagogista Germain Duclos, nel suo libro “Autostima alla riscossa!”, spiega ai genitori come aiutare i propri figli a raggiungere buoni risultati a scuola, negli sport e nella vita in generale.

Nello specifico: individua le principali cause di una debole autostima nei diversi contesti in cui il bambino si muove; spiega quali sono le parole e i comportamenti che feriscono, minando la sicurezza di sé; propone le soluzioni più efficaci per valorizzare il potenziale unico e speciale di ciascun bambino.

Ecco alcuni spunti tratti dal suo libro.

1) Insegna a tuo figlio che è lui ad avere il potere di agire

Spiega a tuo figlio che i risultati non sono magici, ma che c’è un collegamento logico tra come si comporta e il risultato finale.

Per riuscire bene a scuola uno studente deve avere determinati atteggiamenti: saper stare attento, essere motivato, essere autonomo e responsabile. Quello che puoi fare è aiutarlo a sviluppare questi comportamenti.

2) Aiutalo a migliorare l’attenzione

Se tuo figlio non raccoglie buoni risultati a scuola forse non è attento a scuola.
Se è questo il problema, prendine attosenza colpevolizzarlo. Parlane con lui e cercate insieme delle strategie per superare questa difficoltà.

Chiedigli di individuare, magari facendo un elenco, quali sono secondo lui gli stimoli visivi e uditivi che lo distraggono maggiormente: in questo modo prende coscienza della sua difficoltà. Di sicuro è un primo passo per superarla.

Per esempio potrebbe capire che sono gli oggetti sul banco che lo distraggono, allora spronalo a pensare a una soluzione, ad esempio: mettere via l’astuccio quando la maestra parla…
Esprimi commenti positivi per come sta cercando di risolvere il problema.

3) Motivalo

Premi, promesse o punizioni sono totalmente inefficaci per motivare un bambino ad andare bene a scuola. Il piccolo deve trovare dentro di sé il piacere di far bene e di riuscire. Quello che puoi fare è cercare di favorire la nascita di questa motivazione. Ecco come:

  • Cerca ogni occasione per mostrargli quanto è utile quello che impara a scuola anche nelle cose che gli piacciono: ad esempio la geometria è utile nei giochi di costruzioni o nel fai-da-te, imparare a leggere lo aiuterà a leggere i suoi libri preferiti in autonomia
  • Incoraggialo anche a mettere in pratica ciò che impara: a scrivere una lettera a un amico, leggere una ricetta, contare le monete per pagare il gelato…
  • Dimostragli che teni più al suo processo di apprendimento che ai voti
  • Sottolinea che l’intelligenza è una cosa e i voti un’altra
  • Evita di fargli vivere stress da prestazione
  • Stimolalo a confrontarsi con se stesso e i suoi progressi e non con gli altri. Evita la competizione che è sempre dannosa
  • Concedigli il diritto all’errore e parlagli anche tuoi vostri errori e di come si possa imparare dagli sbagli.
  • Se dopo un insuccesso è scoraggiato, ricordagli i suoi successi precedenti
  • Sostienilo affinché porti a termine un compito malgrado le difficoltà
  • Complimentati per i suoi sforzi anche se non ha raggiunto l’obiettivo.

4) Spronalo a trovare il suo metodo di studio

Quando deve fare i compiti aiutalo a trovare il metodo di studio che più si adatta al suo carattere, al suo tipo di intelligenza:

  • Ritma la lezione di storia se è un bimbo particolarmente musicale
  • Lascialo muovere per la stanza se è un bimbo cinetico
  • Suggeriscigli di fare schemi e disegni se è un visivo
  • Mostragli i passaggi logici di un compito se ha una mente matematica
  • Fagli ripetere la lezione ad alta voce se ha un’intelligenza di tipo linguistico.

Sperimentando troverai il metodo migliore.

5)  Autonomia e senso di responsabilità

L’autonomia è fondamentale nello sviluppo del bambino. Per svilupparla è fondamentale evitare di iperproteggerlo. L’iperprotezione impedisce l’autonomia e mantiene il bambino in uno stato di dipendenza.

“Ogni gesto che un genitore compie al posto del bambino, quando lui ha la possibilità di agire, nuoce alla sua autonomia”

Devi spronare tuo figlio a sentirsi lui il solo responsabile. Ecco cosa puoi fare per sviluppare nel bambino autonomia e responsabilità:

  • Incoraggialo quotidianamente a compiere da solo piccole scelte (ovviamente nei limiti): potrà decidere quale maglietta indossare, chi invitare a casa, se iniziare con i compiti di matematica o di italiano; aiutatelo ad accettare le conseguenze delle sue scelte
  • Incoraggialo a portare a termine quello che ha iniziato (se ha voluto iscriversi al corso di tennis, non si abbandona a metà anno, si finisce il corso e poi si vedrà)
  • Affidagli piccole responsabilità adeguate all’età, per esempio dar da mangiare al gatto, apparecchiare…
  • Mettigli in evidenza le sue forze e riconoscigli l’impegno
  • Non sostituirti a lui nei compiti a casa
  • Spronalo a prendere iniziative.

6. Non dare mai la colpa all’insegnante

Abituarlo alle responsabilità vuol anche dire che se va male a scuola non devi riversare la colpa sugli insegnanti, con frasi tipo: “hai difficoltà perché l’insegnante non spiega bene”.
Questo atteggiamento, che cerca di preservare il bambino da un certo malessere, in realtà non lo aiuta a sentirsi protagonista.

Se l’insegnante è un problema, discutene direttamente con il docente; a tuo figlio puoi dire: ”Non si può cambiare insegnante, ma tu cosa puoi fare?”.

Solo così si renderà consapevole che ognuno ha potere su se stesso, ma non sugli altri. Il ruolo del genitore è aiutare il bambino a capire che è lui il principale attore del suo apprendimento e che deve fare scelte personali. Dandogli responsabilità gli si dimostra che lui ha tutte le capacità per progredire.

7) Il tuo amore deve essere incondizionato

I genitori devono far sentire al bambino che il loro attaccamento nei suoi confronti è incondizionato. E’ amato per ciò che fa ma anche per ciò che è. Cerca di empatizzare contuo figlio, cogli i suoi sentimenti dopo un insuccesso e accompagnalo a trovare le strategie giuste per migliorare. Devi farlo con complicità, amore ed empatia.

Solo sbagliando e commettendo errori troverà il suo metodo per raggiungere gli obiettivi. Il genitore per prima deve fargli capire che non è il voto l’importante e che un brutto voto non è un fallimento. E’ dagli errori che si impara a migliorare

8) Sostienilo dopo un insuccesso

Se il bambino si critica verbalmente, magari dandosi dello stupido, dopo un insuccesso devi subito intervenire: empatizza e mostragli di comprendere il suo scoraggiamento, non sminuire il suo sentirsi fallito, ma digli con fermezza che non accetti che lui si disprezzi o si denigri. Ribadisci che un brutto voto non è un fallimento e che tutti sbagliano.

Ricordagli i suoi successi passati o il successo che ha in un ambito non scolastico (sportivo o sociale); in questo modo gli consenti di provare un senso di orgoglio che ne aumenta l’autostima.

“Il senso di competenza si fonda su un bagaglio di ricordi positivi da cui partire per superare le difficoltà”

9) Non sminuire le sue difficoltà

Se tuo figlio ha un insuccesso, non fare finta di niente, pensando così di non turbarlo, ma accetta il brutto risultato, parlane, spiegagli che non è un limite, ma devi capire dove ha sbagliato. Il bambino deve essere consapevole delle sue difficoltà per trovare il modo di migliorare.

Un’altra cosa importante è non lodarlo in tutto quello che fa: è inutile dirgli che a calcio è un campione quando non è vero. Il confronto con la realtà rischia di deprimerlo.

10) I risultati scolastici non sono tutto

Non esercitare troppa pressione affinchè tuo figlio ottenga ottimi voti e sia il primo della classe. Troppe aspettative rischiano di abbassare l’autostima. Tuo figlio è importante in quanto persona da amare e non in quanto scolaro.

Ricorda che un buon rendimento scolastico è solo un aspetto dello sviluppo. Una persona può riuscire bene nella vita malgrado una carriera scolastica costellata di fallimenti.

Favorire l’autostima nei figli è la più bella eredità che i genitori possano lasciare per il loro futuro

Grazie a una buona autostima i bambini riusciranno a credere nelle loro capacità e sentiranno di avere un buon controllo sulla loro vita. Più tardi, una volta diventati adulti, potranno a loro volta trasmettere questa eredità ai loro bambini.


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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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