3 cose che devi accettare se vuoi superare il dolore e la sofferenza

Prima o poi tutti noi ci imbatteremo in eventi dolorosi; è ovvio che nessuno può esserne immune! E la mia non è una visione pessimistica, ma realistica. Inevitabilmente saremo travolti da qualche evento spiacevole che ci porterà a fare i conti con la sofferenza.

Basta pensare alla morte di un genitore, alla fine di una relazione, oppure alla perdita di un lavoro o magari alla notizia di avere un problema fisico. Tutti eventi traumatici che vanno a minare il nostro senso di sicurezza e stabilità.

“La sofferenza psicologica si sprigiona quando non accettiamo tali eventi e il dolore che questi inducono, proprio perché l’individuo si scontra con la propria impotenza nel cambiare ciò che è immodificabile”

L’atteggiamento immediato consiste nel rifuggire il dolore, ossia nel dissociarsi emotivamente dall’accaduto, minimizzando a livello razionale l’evento accaduto. A quel punto intraprendiamo una vera e propria battaglia contro le nostre emozioni per non accettare la realtà, entrando in una sorta di apatia o meglio appiattimento emozionale.

Tentativi che si rivelano inutili, dato che vanno a bloccare il naturale processo di elaborazione dell’evento negativo che conduce all’accettazione e al superamento dell’evento traumatico.

Perché restiamo bloccati nella sofferenza?

Quando le avversità bussano alla nostra porta, è difficile riprendersi dal duro colpo. A volte veniamo presi di sorpresa, altre volte è così forte che ci fa perdere i nostri punti di riferimento psicologici.

Il recupero non è facile! C’è chi impiega meno tempo e chi necessita di molto più tempo tempo più o meno lungo: i tempi di recupero non sono uguali per tutti. Di fronte un evento traumatico, ognuno attribuisce un significato emotivo alle situazioni in modo soggettivo. Tuttavia, dobbiamo assicurarci di non rimanere bloccati nella sofferenza.

L’arte di non sprecare la propria vita e di non farsi travolgere dagli eventi del passato, è ben spiegato nella filosofia buddista nel racconto della zattera.

Leggi l’articolo ” La zattera, un racconto buddista ti spiega come sprechi la vita“.

Il succo del racconto consiste nel tener presente quanto sia importante, per vivere bene, lasciarsi alle spalle ciò che non ci rende sereni (che potremmo immaginare come tante zavorre) e che ci impedisce di aprirci al nuovo.

Uno dei motivi principali per cui restiamo bloccati nella sofferenza è che rifiutiamo di accettare l’accaduto.

Sappiamo che quando ci porteremo alle spalle quella sofferenza potremo voltare pagina. E a volte non vogliamo voltare pagina perché pensiamo che significherebbe dimenticare la persona che non c’è più, o assumere che non possiamo fare niente di più per rimediare a una situazione nella quale non ci sentiamo comodi.

La sofferenza diventa un modo per espiare la colpa

È un blocco paradossale, in quanto non vogliamo sentirci male ma non vogliamo neppure sentirci bene, perché nella nostra mente significherebbe lasciarci alle spalle una parte della vita con la quale ci identifichiamo ancora. In alcuni casi questo paradosso può essere causato dalla colpa. Cioè, non riusciamo a perdonarci ciò che abbiamo fatto o smesso di fare, e ci puniamo attraverso quel dolore. In questo modo, la sofferenza diventa un modo per espiare la colpa.

Purtroppo, possiamo sentirci in colpa senza esserne pienamente consapevoli, perciò permettiamo che la colpa diventi una condizione cronica che influenza la nostra capacità di recupero

3 idee che devi accettare per superare il dolore e la sofferenza

Se vuoi lasciarti alle spalle la sofferenza, devi capire cosa accade dentro di te. Sappi che il tuo inconscio è molto protettivo nei tuoi confronti; vuole a tutti i costi aiutarti a combattere il dolore ma non sempre lo fa in modo funzionale. Attua dei meccanismi di difesa per lenire le tue sofferenze che però  si rivelano controproducenti. Cosa fare per superare un blocco emotivo? Devi acquisire consapevolezza su tre concetti fondamentali.

Primo concetto: se neghi ciò che è accaduto non potrà mai sparire il problema.

Il primo passo per elaborare una perdita consiste nel riconoscere di soffrire e di concedersi tale sofferenza, in modo da poterla superare: per accettare l’inaccettabile bisogna passare nel mezzo alle emozioni negative che questo produce.

Mantenerti nella fase di negazione, sperando che ciò che è accaduto sia stato solo un brutto sogno, non risolverà il tuo dolore e tanto meno ti renderà meno infelice, al contrario, servirà solo ad aggravare la sofferenza. Praticare l’accettazione radicale può invece aiutarti.

Secondo concetto: se volti pagina non significa che hai elaborato

Continuare con la tua vita non significa che dimenticherai, o che hai elaborato l’accaduto, significa semplicemente che ti sei adattata alle nuove circostanze. Né più né meno. Il dolore, se non elaborato, resta intatto dentro te,  continuando il suo processo di avvelenamento psichico e successivamente anche  fisico.

Anche se fai finta di nulla il dolore esiste, e il suo decorso non può essere né deviato né spezzato. Esso deve essere sostituito tramite l’elaborazione dalla consapevolezza che dentro di te vi è una forza nuova…. una potenzialità d’amore nuova da propagarsi tutt’attorno. E te ne accorgi quando inizi ad amarti, a prenderti cura di te.

Terzo concetto: la sofferenza non elimina la colpa

La sofferenza non elimina il senso di colpa e non ti assicura il perdono. Ciò che veramente ti permette di andare avanti è imparare la lezione. E tu impari la lezione solo quando maturi. Significa che continui ad andare avanti con la consapevolezza che qualcosa è cambiato, che non si può tornare indietro. Quando smetterai di guardare dietro ma ti concentrerai sul presente, vuol dire che sei pronta al cambiamento.

“Prendiamo un ginocchio abraso dopo una caduta. Fa male, e se l’incisione è più profonda sanguina. Poi si forma la crosta che si staccherà da sola. Ma se la gratti e la tormenti la ferita si riapre e torna a sanguinare” Morelli

Ricorda che c’è un punto in cui, dopo le lacrime e la tristezza, è indispensabile ricomporsi e andare avanti, altrimenti corri il rischio di restare intrappolata nella depressione.

PER CONCLUDERE

La sofferenza che segue l’esperienza di una perdita non deve spaventarci o scoraggiarci. Anzi, è necessaria in quanto segnala che tutta la nostra persona sta reagendo alla mancanza della persona cara. Ecco perché non bisogna sopprimere o soffocare ciò che è naturale,  cioè l’espressione del dolore.

II dolore ha un senso e va riconosciuto: è successo qualche cosa di molto brutto e piano piano posso rendermene conto. Solo così possiamo dare il senso dell’esistenza e vivere un presente capace di contenere la perdita che abbiamo subito.

Anche le relazioni interpersonali e la rete di amicizie e di affetti che abbiamo costruito durante l’arco della vita possono aiutarci in questo percorso.  Un dolore condiviso con gli altri non diventa minore, ma più tollerabile.

La motivazione necessaria per andare avanti nella vita può sfuggirci proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno. Può esserci molto di aiuto partecipare ad attività che aiutino a motivarci. Ad esempio, se amiamo stare all’aria aperta perché ci fa sentire più vivi e motivati, cerchiamo di uscire il più spesso possibile.

Se è passato molto tempo dall’ultima volta in cui abbiamo fatto qualcosa di piacevole, è ora di ricominciare.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

1 Commento a “3 cose che devi accettare se vuoi superare il dolore e la sofferenza”

  1. Francesco Minelli

    Dic 23. 2017

    Articolo che fa emergere uno degli elementi più importanti: l’accettazione della sofferenza.

    Anche se non è facile guardare la sofferenza dritta in faccia è proprio quello il modo per affrontarla e superarla.

    Grazie per la condivisione!

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