3 insegnamenti di “equilibrio emotivo” riassunti in un racconto Zen

Se riuscirai a mantenerti sempre nel presente, sarai un uomo felice. La vita sarà una festa, un grande banchetto, perché è sempre e soltanto il momento che stiamo vivendo. (Paulo Coelho)

Da sempre gli insegnamenti buddhisti offrono strumenti preziosi per rendere la propria vita più serena. L’elemento che ha permesso che questa filosofia o religione perduri con il passare del tempo e che continui ad essere scelta dalla persone è la semplicità con cui essa trasmette messaggi colmi di saggezza, i quali sono davvero in grado di migliorare la nostra qualità di vita.

Scegliere di vivere secondo una filosofia Zen significa dare grande valore alla riflessione e al pensiero, concentrandosi sul presente, sul qui e ora. Una filosofia di vita che influenza tutto il nostro comportamento e che ci aiuta a non subire gli effetti negativi dello stress, dei pensieri negativi, degli influssi del mondo esterno, ma di immergerci nella nostra dimensione interiore per ritrovare la pace e la serenità.

Una filosofia molto antica ma che è anche estremamente attuale e adatta per tutte le persone che somatizzano eccessivamente le dinamiche complesse della vita moderna.

Un racconto Zen…..per riflettere

Dicono che una volta un famoso poeta cinese decise di studiare la saggezza del Buddha. Per farlo percorse un lungo cammino per trovare un grande maestro Zen e appena ne ebbe l’opportunità, gli chiese:“qual è l’insegnamento più importante del Buddha?”  Rispose il maestro: “Non danneggiare nessuno e fai solo del bene”

“Che sciocchezza!” esclamò il poeta.  “Ho percorso migliaia di chilometri per trovarti dato che sei considerato un maestro molto saggio, e questa è la risposta che mi dai? Anche un bambino di tre anni sarebbe in grado di dire ciò!” E il maestro sorridendo rispose ancora “Può darsi che un bambino di tre anni sia capace di dirlo, ma è difficile metterlo in pratica, anche per un uomo vecchio e saggio come me.

Una delle cose più interessanti delle filosofie orientali, come buddismo, è proprio la sua semplicità. Questi racconti Zen ci offrono un cammino molto più semplice per trovare l’equilibrio mentale.

3 Insegnamenti Zen che ci aiutano a vivere meglio

Per capire gli insegnamenti Zen e coglierne il significato, non è necessario divenire seguaci di tale filosofia o religione. Bisogna solo aprire il nostro cuore e realizzare un’importante apertura mentale. Anche senza impegnarsi a fondo nella scoperta della filosofia Zen, possiamo trarre da questa scuola di pensiero alcuni insegnamenti pratici e utili, ideali per la vita di tutti i giorni. Ecco, allora, 3 insegnamenti Zen per godere della quotidianità e lasciarci alle spalle molti malesseri che tormentano il nostro presente

1) Non sei quello che dici, sei quello che fai

Pensiamo che le nostre credenze e valori ci definiscano come persone. In un certo senso è così, ma questa affermazione non è del tutto vera. Non siamo persone migliori semplicemente perché crediamo in qualcosa o abbiamo accettato certi valori come nostri standard di comportamento. Ciò che ci trasforma in persone buone sono le nostre azioni. Le parole e i pensieri senza azioni rimangono solo buone intenzioni.

Infatti, il mondo è pieno di persone con buone intenzioni che nei momenti decisivi non agiscono secondo i valori e le convinzioni che proclamano ai quattro venti. Questa parabola ci incoraggia a non cadere nell’errore di pensare che siamo migliori semplicemente perché abbiamo ideali più “puri” o buone intenzioni. Dobbiamo assicurarci che questi valori e idee abbiano uno sbocco pratico. Dobbiamo assicurarci che ci sia una congruenza tra ciò che pensiamo, sentiamo e facciamo. Non siamo solo persone buone per ciò che pensiamo o sentiamo, lo siamo per ciò che facciamo.

2) Non fare agli altri quello che non vorresti che facessero a te

Nel buddismo non esistono dieci comandamenti o leggi complicate che determinano ciò che è buono e cosa non lo è. Esiste una sola regola: non fare del male agli altri, astieniti dal causare danni, sofferenza e dolore.

Dovremmo comportarci con gli altri nello stesso modo in cui vorremmo che loro si comportassero con noi. È una regola molto semplice perché prima di ogni dilemma morale dovremmo solo chiederci: vorremmo che qualcuno si comporti in questo modo con noi o con le persone che amiamo?

Il problema di questa regola è che implica che la responsabilità delle nostre azioni è interamente nostra, e terrorizza coloro che preferiscono che sia una religione, stato o società a decidere ciò che è giusto o sbagliato perché in questo modo hanno una scusa per sfuggire alla loro coscienza. È sempre più facile dare la colpa agli altri invece di assumere la responsabilità degli errori commessi.

Naturalmente, questa regola apparentemente così semplice ha anche un’altra importante implicazione dato che è imperativo essere prima capaci di amare noi stessi. Se cadiamo in abitudini auto-distruttive termineremo facendo solo del male agli altri. Per accettare e mettere in pratica questa verità sarà necessario fare un grande lavoro interiore, qualcosa che molte persone non sono disposte a fare.

3) La felicità è adesso

Spesso, assorbiti dallo stress e dalle mille attività quotidiane, ci dimentichiamo di prenderci cura di noi stessi e di osservare il percorso che stiamo facendo. Siamo troppo impegnati a rimpiangere il passato o a sperare in un futuro migliore, senza accorgerci che, nel frattempo, stiamo vivendo. Il presente è una condizione poco celebrata dall’uomo contemporaneo, uno stato di passaggio che, al contrario, è molto importante nella filosofia Zen.

“La vita non è una gara ma un viaggio da assaporarsi in ogni suo passo lungo il percorso. Ieri è storia, domani è mistero e oggi è un dono: è perciò che lo chiamiamo – il Presente” Bil Keane

Soprattutto perché saper apprezzare il qui ed ora significa anche imparare a valorizzare le cose che si hanno e, finalmente, essere felici. La felicità, secondo una delle più celebri frasi Zen, dipende dal nostro atteggiamento mentale e da come ci poniamo nei confronti del mondo. Come essere felici? Secondo il pensiero Zen basta scrollarsi di dosso le negatività, evitare di farsi influenzare da fattori esterni e ricordare che ogni uomo ha condizione sufficienti per sentirsi felice.

PER CONCLUDERE…..

Il maestro Zen del racconto ci invita, in un certo modo, a liberarci da questa necessità di aggiungere e complicare tutto per abbracciare la semplicità. Ci insegna che a volte le grandi verità sono le più semplici e che per trovare l’equilibrio a volte è necessario ritornare alle origini e rimuovere dalle cose tutti gli strati superflui che vi abbiamo costruito intorno.

Diceva Mahatma Gandhi “Il passato ci appartiene, ma noi non apparteniamo al passato: noi siamo del presente. Costruiamo il futuro, ma non siamo del futuro” Amo ripetermi spesso questa frase; mi aiuta tanto a capire che non devo sprecare nemmeno un secondo della mia vita.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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