4 ragioni per non accontentarsi in una relazione

Accontentarsi in amore è come cercare di abbronzarsi con la luce della lampadina. Fingi un calore che non esiste. Ti accontenti di una luce flebile che mai potrà compensare il bagliore del sole. L’amore deve stordirti come fanno i raggi del sole che picchiettano sulla testa, altrimenti non chiamarlo amore. Katia V.

C’è un Amore, quello che ti fa battere il cuore in maniera unica, che ti fa nascere le farfalle nello stomaco. E c’è un amore fatto di briciole, che ha imparato solo ad elemosinare.

Nella nostra cultura, impariamo ben presto che il nostro valore è spesso associato alla capacità di trovare un partner; che non siamo completi fino a che troviamo la fantomatica “altra metà”. Quindi nessuno si stupisce se le persone si precipitano ad accasarsi prima di essere pronte, o prima di trovare una persona adatta con cui farlo.

Perchè è importante avere una relazione che davvero ci fa star bene?

Un problema molto diffuso nelle relazioni soprattutto in quelle di coppia, è l’adattarsi spesso a rapporti che non ci fanno molto bene. Spesso ci uniamo a persone con le quali stiamo bene nel momento iniziale, ma man a mano che la relazione continua siamo portati dal partner a sopportare, ad adattarsi a certe situazioni che prese singolarmente non provocano grandi sacrifici, ma nel lungo periodo, tutte insieme, portano a trasformarsi, a diventare “come il partner ci vuole”, accontentandosi dei rari momenti in cui è contento e ci gratifica. Perché l’accontentarsi in un rapporto di coppia piuttosto che rimanere soli è necessariamente disfunzionale?

Facciamo un esempio

Se una persona timida che si accontenta di frequentare un gruppo di amici che, spesso, non corrispondono alle persone che desidereresti frequentare. Questo accade perché tu non credi di avere le risorse per conoscere altre persone e, soprattutto, per farti accettare da esse. Il pensiero ricorrente è: devo già ritenermi fortunato ad avere qualcuno che mi sopporta, non posso certo concedermi il lusso di scegliere….

All’interno di questo gruppo tu non avrai mai il coraggio di fare una proposta, di prendere una decisione o di dire un no perché pensi che se lo facessi, ne verresti automaticamente espulso/a.  La stessa cosa funziona in amore: ci si accontenta perchè si pensa…si ha paura di non poter trovare di meglio.

4 ragioni per cui non bisogna accontentarsi in una relazione

1. La paura di stare solo/a può farti dimenticare le tue priorità

Le persone che hanno paura di stare sole hanno anche più probabilità di focalizzarsi più all’avere una relazione piuttosto che pensare alla qualità della relazione. Chi ha paura di restare solo tende a portare avanti relazioni che non lo soddisfa pienamente, e spesso anche a sopportare atteggiamenti sgradevoli del partner.

Ma è vero che avere una relazione è meglio che stare soli? Assolutamente no. Le persone timorose di restare sole, manifestano la stessa tendenza alla depressione e a sentirsi sole sia se si trovano in coppia, sia che sono single.

Considerando l’estrema importanza sociale che viene data all’avere un partner, è comprensibile che molte persone si facciano prendere dalla fretta ed accettino compromessi di cui non sono convinti. Ma quando la paura di stare soli guida le nostre decisioni in campo romantico, il rischio è quello di ritrovarci in situazioni spiacevoli, che ci possono generare depressione o renderci vulnerabili ad abusi.

2. Essere single ha i suoi lati positivi.

Uno degli svantaggi di essere single è che chi lo è, deve affrontare molti pregiudizi. I single sono spesso tacciati di egoismo e immaturità ad esempio, e si trovano a dover affrontare alcune forme di discriminazione, come una maggiore difficoltà ad accedere a mutui, affitti, etc. Ed ovviamente, in realtà una persona single può essere generosa, matura e finanziariamente solida così come una persona sposata.

Non essere in coppia è una buona opportunità per costruire amicizie solide, svolgere attività interessanti, e sviluppare un senso di valore e identità che non dipende dall’amore e dall’approvazione di un partner. Tutte queste esperienze ti saranno utili quando ti troverai in una relazione. Se sei soddisfatto/a con la tua vita da single, e hai imparato a procurarti da solo/a ciò di cui hai bisogno (a livello economico, emotivo, affettivo etc.) non avrai l’aspettativa ‘romantica’ che il partner debba soddisfare tutte le tue necessità, ma lo vedrai appunto per quel che è, un compagno/a di vita, e non il Principe Azzurro.

3. Per la possibilità di incontrare l’Amore con la A maiuscula, vale la pena correre il rischio di…non trovarlo

Accontentarsi è un investimento sicuro, mentre cercare il meglio è una scommessa. C’è ovviamente una probabilità che non conoscerai mai la persona che cerchi. Ma in caso contrario, ti renderai conto che è valsa la pena sia correre il rischio che aspettare.

La psicologia ha ampiamente dimostrato che quando si tratta di prendere decisioni non siamo sempre razionali, anzi. In particolare, abbiamo una distorsione cognitiva, l’avversione alla perdita , che descrive bene la tendenza, tutta umana, ad essere più sensibili ad una perdita che ad un guadagno. Perdere 100 euro ci fa sentire molto male, ma guadagnare 100 euronon ci fa sentire, in proporzione, altrettanto bene.

La stessa propensione ad evitare la perdita la dimostriamo quando si parla di relazioni, e grazie a questo spesso scegliamo di rimanere in relazioni insoddisfacenti piuttosto che aprirci alla possibilità di averne una migliore.

Un altra distorsione cognitiva che ci spinge ad accontentarci è la cosiddetta teoria del costo irrecuperabile (sunk cost in inglese). Cioè, se abbiamo fatto un investimento (economico o emotivo) in qualcosa, ci sentiamo obbligati a persistere nell’affare, anche se non è vantaggioso. Per esempio, se abbiamo pagato per un concerto, tendiamo ad andarci anche se abbiamo la febbre.

Ci dimentichiamo che anche se abbiamo pagato il biglietto, abbiamo comunque una scelta: possiamo scegliere tra andare comunque al concerto e ammalarci ancora di più, o stare a casa e curarci. La stessa cosa tende a succedere in una relazione in cui abbiamo investito molto tempo ed energie.

4. Accettare i difetti di una persona non significa che ci si deve accontentare.

Tendiamo ad essere eccessivamente perfezionisti riguardo alle qualità che vogliamo in un partner, e come conseguenza rifiutiamo persone fantastiche sulla base di ragioni superficiali (ad esempio, “non è abbastanza alto”), che sul lungo termine non sono importanti.

Insomma, “accontentarsi” di qualcuno potrebbe non essere così drammatico dopo tutto. Ma quando ci si innamora, accettare i difetti del partner non viene percepito come accontentarsi. Anzi, una delle caratteristiche dell’innamoramento è proprio quella di idealizzare il partner.

In ogni modo, invece di fissarci sulle mancanze di un potenziale partner, dovremmo essere in grado di valutare la persona nel suo complesso, cercando di capire se è in possesso delle qualità che veramente sono importanti per una relazione a lungo termine (generosità, rispetto, onestà etc.).

Insomma, se la relazione ti fa sentire bene, tu ed il partner condividete i valori più importanti e vi divertite assieme, allora forse non ti stai “accontentando”.

Per concludere…..

E allora il principe azzurro esiste? No. Il principe azzurro o la donna perfetta non esistono ma esiste l’amore completo. Per poterlo incontrare è necessario però aver chiare quali siano le proprie esigenze irrinunciabili per un rapporto d’amore. Quando si è ragionato a fondo su ciò che si vuole allora, con tatto e sensibilità, lo si potrà esprimere alle persone che incontriamo ogni giorno.

Questo è il primo passo per circondarsi di persone simili a sé e con le quali può essere più facile creare relazioni. Questo principio non vale solo per i rapporti d’amore ma anche per quelli amicali, lavorativi o famigliari. Un rapporto che è privo degli aspetti per noi essenziali è un rapporto basato sul compromesso ed è noto che quest’ ultimo non è mai fonte di piena soddisfazione.

E’ l’ora di essere sinceri con se stessi

Con quante persone ti relazioni normalmente? Quante hai conosciuto davvero? Se ci rifletti non saranno poi così tante.Ti chiedo: è su questa piccola esperienza che basi la convinzione che la relazione giusta non esiste? Allora comincia a smettere di cercare ossessivamente un partner, soprattutto smetti di cercare quello sbagliato con il lanternino, inizia a migliorare la relazione che hai con te stesso/a, liberati dei rapporti “gabbia dorata” che ti intossicano e inizia a fare nuove appaganti esperienze di vita, moltiplicando le tue relazioni e quindi le tue possibilità.

Se non lo stai facendo, è inutile affermare “è impossibile”. Alzati e fallo, oggi, adesso. Un amore a metà potrebbe anche durare, ma non basta. La stabilità, la durata di una relazione non è necessariamente garanzia di qualità del rapporto e di soddisfazione piena per entrambi i partner. Solo se esprimi a te stesso/a e agli altri quello che vuoi hai la reale possibilità di incontrare la persona giusta ma per farlo devi smetterla di chiamare solitudine quella condizione che invece si chiama essere liberi. Solo tu sei responsabile della costruzione della tua felicità individuale e relazionale.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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