Come capire se ti porti dentro una ferita emotiva

ferite-emotive

Non mi pento dei momenti in cui ho sofferto, porto su di me le cicatrici come se fossero medaglie. (Paulo Coelho)

Portarsi una ferita emotiva significa convivere con un evento emotivamente traumatico, e nello stesso tempo qualunque trauma, a modo suo, è un lutto da affrontare.

Spesso non siamo consapevoli di cosa ci blocchi, di cosa ci faccia provare paura o malessere. Nella maggior parte dei casi, l’origine di queste emozioni risale all’infanzia, a quelle ferite emotive provocate dalla nostra prima esperienza con il mondo che non siamo stati in grado di guarire.

Dobbiamo esserne consapevoli e, di conseguenza, evitare di nasconderle perché, più tempo aspettiamo per guarirle, più si faranno profonde.

La paura di rivivere la sofferenza di questi traumi ci costringe a indossare centinaia di maschere che non faranno altro che ostacolare i nostri movimenti nella vita.

“Ogni ferita per legge di risonanza attira nella vita circostanze relazionali affini alla ferita stessa, in modo che essa possa perpetuarsi e nutrire l’ego ferito”

L’ego ferito, è comunque sempre un aspetto della personalità bambina, congelato in un’epoca in cui il bimbo era fortemente bisognoso, dipendente e incapace di auto-sostenersi.

Capire perché agiamo in un certo modo, ci permette di capire

“Conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli dei”

Quali sono le ferite emotive che ci condizionano in età adulta

Ferite di violenza

Attacco: il bambino è stato esposto a violenze fisiche

Da grande, il bambino diventerà a sua volta, una persona che picchia gli altri. Le punizioni corporali esprimono il messaggio sleale e pericoloso della “legge del più forte”,  cioè ferire gli altri, purchè essi siano più piccoli e meno potenti di quanto sei tu. Il bambino allora concluderà, da adulto, che è lecito maltrattare le persone più deboli, più giovani o più piccoli. Rientrano anche gli animali domestici). Da adulto, proverà poca compassione per quelli meno fortunati di lui, e avrà paura di quelli che sono più potenti.

Giudizio: il bambino è stato giudicato duramente e frequentemente.

Da grande il bambino si sentirà sempre inadeguato. Rischierà di chiudersi nella zona di comfort e ovviamente di adottare una personalità finta, che modellaterà in base a ciò che pensano gli altri. In pratica: diventerà tutto ciò che gli altri vogliono che lui sia.

“È meglio essere odiati per ciò che siamo, che essere amati per la maschera che portiamo”

Per conseguenza  avranno difficoltà a riconoscere la loro identità perché l’hanno costruita sulle necessità e sui desideri degli altri, per accontentarli e per non ricevere da loro delle critiche.

Dovrà indossare mille maschere, dovrà comportarsi in maniera goffa e troppo rigida, starà bene solo quando riceverà delle conferme positive dall’esterno. Ovviamente, appena queste verranno a mancare, crollerà tutto il suo mondo e le certezze che credeva di avere fino a quel momento.

Vergogna: il bambino è stato umiliato e ridicolizzato pubblicamente

Da grande il bambino tenderà a sviluppare patologie psicologiche quali depressione, ansia, limitato uso delle proprie potenzialità, difficoltà a coltivare rapporti sociali, e incapacità nell’età adulta di gestire serenamente e normalmente l’eventuale ruolo di genitore.

Da adulto avrà una bassa autostima autostima, difficoltà a fidarsi degli altri, esprimerà spesso rabbia,  risentimento, collera, sarà insensibile alle sofferenza altrui e avrà una certa tendenza all’aggressività e alla violenza.

Violazione: il bambino ha subito un abuso, nello specifico coinvolgimento in attività sessuali da parte di un adulto

Da grande il bambino tenderà (a seconda della gravità dell’abuso), ad essere altamente aggressivo, ad incolparsi ferocemente, avrà una bassa autostima, tenderà a deprimersi o ad oscillare molto tra stati emotivi. Avrà difficoltà a regolare gli impulsi e problematiche ad inquadrare e sviluppare una corretta identità sessuale e una vita sessuale soddisfacente.

Ferite di manipolazione

Controllo: è stato un bambino dominato e controllato

Da adulto non permetterà a nessuno di controllarlo perché ha paura che possa accadere di nuovo.
Avrà sempre la sensazione di essere indifeso, di essere respinto, non amato. Soffrirà di bassa autostima, di eccesso di dipendenza e di rabbia.

Sfruttamento: è stato un bambino usato per soddisfare i bisogni dei genitori

E’ il caso dei bambini che hanno già un destino segnato ancor prima della nascita e che fin dall’infanzia si troveranno pressati da genitori che puntano troppo sulle loro prestazioni, investendo in modo esagerato, mostrando delusione quando i figli non rispondono nel modo desiderato.

Tradimento: il bambino si è fidato ma è stato tradito

Da adulto il bambino avrà difficoltà a dare fiducia; farà fatica a credere che qualcuno possa amarlo veramente. Il ragionamento inconscio è ” se non mi hanno voluto bene nemmeno i miei genitori, chi altro potrà mai amarmi?”

Colpa: il bambino è stato ripetutamente fatto sentire in colpa sulle cose che ha fatto

Da adulto il bambino svilupperà alcuni disturbi di carattere psicologico come: indecisione, insicurezza, ipocondria e paure di diverso tipo, bassa stima di sé, enorme bisogno di essere considerati e amati.

FERITE DA RIFIUTO

Rifiuto: il bambino ha cercato di entrare in connessione con il genitore ed è stato respinto

Da adulto il bambino non si aspetterà più di essere apprezzato o di piacere. La paura del rifiuto sarà un tema ricorrente dell’adulto: questa paura lo spingerà ad avre evitamenti sia nella sfera sociale che sentimentale.

Bisogno: il bambino non ha ricevuto nutrimento e cure adeguate

Da adulto si sentirà una persona vuota e bisognosa. Questi sentimenti lo spingeranno ad assumere un atteggiamento accomodante; sarà facile all’innamoramento e tenderà sa stringere legami di dipendenza.

Abbandono: dopo aver ricevuto cura e attenzioni il bambino è stato abbandonato

Da adulto il bambino avrà sempre paura che possa accadere di nuovo. Potrà innamorarsi e vivere il rapporto con costante timore di essere lasciato. Sarà la classica persona alla quale basterà un semplice ritardo o una mancata risposta al cellulare per sospettare e temere gli scenari più cruenti: “Non mi vuole più” E’ arrabbiato con me? “Ha avuto un incidente'”

Invisibilità: non è stato mai apprezzato per i suoi sforzi

Da adulto il bambino tenderà a sabotare ogni suo successo piccolo o grande che sia. Assumerà quasi sempre un atteggiamento depressivo e pessimistico. Screditerà le sue qualità focalizzando piuttosto la sua attenzione su ogni suo piccolo difetto. Questa sua sfiducia in se stesso non lo renderà una persona ambiziosa; sarà portato ad accontentarsi sia in amore che a lavoro.

FERITE DA CARENZA

Carenza semplice: il bambino ha avuto genitori poco accudenti

A causa di quello che gli è successo, da adulto si sentirà imperfetto e inadeguato e sempre fuori posto. Sarà sempre molto insicuro, svilupperà una bassa autostima e soffrirà in maniera amplificata il senso di solitudine.

Inamabilità: totale assenza di accudimento da parte dei genitori

Da adulto il bambino non si sentirà mai amato, avrà paura di amare e avrà difficoltà a stringere qualsiasi legame intimo. Il senso di insoddisfazione maturato in età infantile si riverserà in qualsiasi ambito pure in quello professionale. Questi adulti infatti tenderanno a essere insoddisfatti in tutto.

Cosa si può fare per guarire una ferita?

L’ego ferito è un aspetto che coinvolge l’attuale personalità,  che però è stato congelato in un’epoca in cui il bimbo era fortemente bisognoso, dipendente e incapace di auto-sostenersi

Pertanto bisogna rapportarsi a questo aspetto con tatto, empatia, sensibilità e comprensione verso se stessi, per penetrare l’armatura e lo strato di ghiaccio che lo separa dal nucleo della ferita.

“Le ferite sanno essere feritoie se ci sai guardare dentro”

Non c’è una vera e propria ricetta, ma sicuramente ci sono alcuni fondamentali che bisogna intraprendere per auto-curarsi una ferita:

1) Volontà di sviluppare auto-osservazione e consapevolezza nella vita quotidiana

2)  Individuare i momenti di evitamento: quando si presentano i conflitti noi evitiamo l’emozioni con delle strategie inconsce, quali?

3) Confrontarsi con la dinamica in questione, fermarsi e riflettere

4) Investigare i propri comportamenti, le proprie motivazioni e abitudini reattivo/emotive

5) Stare con le emozioni, viverle pienamente, accettarne la presenza e l’importanza, cercare di comprendere quale messaggio ci stanno portando

6) Chiarezza, dopo un po’ di lavoro si sbroglia il bandolo della matassa e ci appare chiaro cosa è successo, perché e come bisogna agire

7) Cambiamento, come per magia ora si vede il mondo in modo diverso e quindi tutto cambia.

Bisogna diventare consapevoli dei bisogni che non sono stati rispettati della parte bambina, e cercare di soddisfarli. Ciò può essere fatto direttamente o attraverso metodi e tecniche che  aiutano quella parte inconscia a sbloccarci e trasformarci.


Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sugli argomenti che salvaguardano la tua crescita emotiva, puoi seguirmi sulla mia pagina di facebook “Psicoadvisor“, aggiungermi su Facebook

Vuoi commentare e condividere con noi le tue esperienze? Iscriviti al gruppo di Psicoadvisor “Dentro la psiche

Per ricevere ogni giorno i nuovi contenuti sulla tua posta elettronica, iscriviti alla news letter di Psicoadvisor: clicca qui per l’iscrizione


Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

I commenti sono chiusi.