Comportamenti che danneggiano il legame emotivo con i figli

comportamenti che danneggiano legame emotivo con i figli
La maggior parte di noi diventa genitore senza conoscere bene le fasi dello sviluppo di un bambino e ci affidiamo al nostro istinto o all’esperienza dalla nostra infanzia. Molto spesso, però, il nostro istinto in realtà è solo una reazione emotiva che non è stata ben ponderata; a volte la nostra infanzia può essere stata negativa o persino violenta.

Molto spesso durante la giornata un genitore vuole che i propri figli facciano subito alcune cose: mettiti subito le scarpe, sali subito sul marciapiede, entra subito in casa, smettila subito di fare rumore. Se i bambini non ubbidiscono, il nostro livello di stress aumenta rapidamente.

Essere un buon genitore non è solo proibire, ma soprattutto rafforzare il vincolo emotivo, facendo capire loro che siamo al loro fianco in ogni momento e che li aiuteremo a maturare e a diventare persone felici e complete.

Perchè determinati comportamenti indeboliscono il legame emotivo con i figli?

Per comprendere quanto sia importante capire le conseguenze che un nostro comportamento può provocare, immaginate la seguente situazione: è un tipica mattina. Vostro figlio/a si sta preparando per andare a scuola e si sta facendo tardi.

Prima di tutto pensate a cosa volete che faccia subito vostro figlio/a. Probabilmente penserete a obiettivi quali: vestirsi, fare colazione, lavarsi i denti, preparare lo zaino per andare a scuola. Questi sono i vostri obiettivi a breve termine. Vostro figlio/a si sta gingillando e notate che si sta facendo sempre più tardi. Dite a vostro figlio/a di fare presto, ma lui/lei non si sbriga.

Ora riflettete su quello che state provando. Cosa sta succedendo al vostro corpo, all’espressione del viso, alla voce? I muscoli si irrigidiscono, aumenta il battito cardiaco, assumete un’espressione seria e alzate la voce. E poi che emozioni provate? Probabilmente il livello di frustrazione sta aumentando velocemente e provate un senso di panico e di rabbia.

Ripetete a vostro figlio/a di fare presto, ma sembra che lui/lei ora si muova ancora più lentamente. Parlate con un tono di voce arrabbiato e vi muovete per casa agitandovi e dicendogli/le che se continua così arriverete tardi al lavoro.

Cosa state pensando in questa situazione? Forse state pensando: “lo so che è in grado di fare presto. Lo sta facendo apposta per farmi fare tardi” o forse pensate: “Perché non mi ascolta mai? devo assolutamente FARLO ascoltare” o forse pensate: “Come si permette, adesso gli faccio vedere io chi comanda”.

E poi che cosa fate? Molti genitori in una situazione del genere cominciano ad urlare. Dicono cose come: “Se non sei pronto in due minuti ti lascio qui” o “Perché fai sempre così?” o “È possibile che non impari mai?” A volte minacciano di punire il bambino, dandogli una sculacciata o togliendogli un gioco. A volte minacciano di portarlo a scuola anche se non ha finito di vestirsi. Alcuni genitori afferrano il bambino, lo scuotono, lo
picchiano, lo insultano con parole come “stupido”.

Ora, cosa succede al bambino in una situazione del genere? Di solito quando il nostro cervello emotivo prende il sopravvento non ci rendiamo più conto di quali sono gli effetti delle nostre azioni sui nostri figli. Se riuscissimo a tornare indietro vedremmo che anche il bambino è sempre più agitato e spaventato dalla nostra rabbia e dalle nostre minacce. I bambini inoltre possono sentirsi profondamente feriti e mortificati dai nostri
insulti.

Quando li puniamo possono sentirsi non amati o non desiderati. Tutte queste reazioni inibiscono il cervello razionale e quindi a questo punto il bambino reagisce con il suo cervello emotivo: si mette a piangere, sbatte i piedi per terra, oppure urla. Vostro figlio si sente proprio come voi, e due persone in uno stato di panico non sono in grado di risolvere un problema in modo costruttivo.

Una situazione del genere probabilmente si concluderà in questo modo: voi, molto arrabbiati, accompagnate il bambino a scuola e al momento di salutarvi non gli fate un sorriso né gli date un abbraccio. Una volta arrivati al lavoro il vostro cervello razionale riprende il controllo e cominciate a sentirvi in colpa per quello che avete detto e fatto.

Vostro figlio a sua volta avrà difficoltà a seguire la lezione, si sentirà non amato, rifiutato e abbandonato. L’insegnante a quel punto potrebbe provare a sua volta un sentimento di frustrazione nei confronti del bambino che non lo ascolta. Il bambino, proprio pochi minuti prima di cominciare ad affrontare una prova scritta, potrebbe ripensare al fatto che gli avete dato dello “stupido”. Oppure proverà sentimenti di rancore e se la prenderà
con i compagni più piccoli.

Anche voi a questo punto avete difficoltà a concentrarvi sul lavoro perché vi sentite in colpa, vi vergognate del vostro comportamento e siete preoccupati per vostro figlio. Quindi il vostro obiettivo a breve termine è probabilmente stato raggiunto: siete arrivati al lavoro puntuali, ma sia il rapporto con vostro figlio che la sua autostima sono stati danneggiati.

In sintesi, assumere determinati comportamenti rigidi e severi, non serve a insegnare importanti lezioni ai propri figli, anzi tutt’altro. Vediamo in particolar modo quali sono i comportamenti che indeboliscono il legame emotivo tra genitori e figli.

Comportamenti che danneggiano il legame emotivo con i figli

L’assenza di ascolto
I bambini parlano molto e, soprattutto, fanno domande. Vi tormentano con mille dubbi, mille perché, mille commenti nei momenti meno opportuni. Vogliono sapere, sperimentare, comprendere e condividere con voi tutto ciò che accade intorno a loro.

Sappiate che se li zittite, se li obbligate a stare in silenzio o non date peso alle loro parole, rispondendo a monosillabi o sgridandoli, in breve tempo smetteranno di rivolgersi a voi. E inizieranno così a preferire degli spazi di solitudine, nascondendosi dietro una porta chiusa che non vorranno lasciarvi oltrepassare.

Le punizioni
Sono molti i genitori che confondono l’educazione con la punizione, la proibizione, un autoritarismo severo e rigido in cui c’è spazio solo per i comandi e in cui ogni errore viene castigato. Questo tipo di metodo educativo causa soltanto una mancanza di autostima nel bambino, che svilupperà una grande insicurezza e, allo stesso tempo, romperà il vincolo emotivo con voi.

Se castighiamo, non stiamo insegnando. Se ci limitiamo a far notare al bambino tutto ciò che fa male, non saprà mai come farlo bene. Non gli stiamo dando mezzi né strategie, ma lo stiamo semplicemente umiliando. E tutto ciò genererà in lui rabbia, rancore e insicurezza. Quindi evitatelo, sempre.

Paragoni ed etichette
Poche cose possono arrivare a essere più frustranti dei paragoni tra un fratello e l’altro, o tra un bambino e un suo compagno di classe, per fargli notare i suoi errori, la sua mancanza di iniziativa, le qualità che non ha. A volte, un errore commesso da molti genitori è quello di parlare dei figli ad alta voce tra di loro, come se loro non potessero ascoltarli.

“Che cosa ci vuoi fare, mio figlio non è sveglio come il tuo, è lento, ci mette una vita…”.Commenti di questo genere sono dolorosi e generano un sentimento negativo che non solo svilupperà dell’odio verso i genitori, ma anche un sentimento interiore di inferiorità.

Urlare invece di argomentare
Non stiamo parlando di maltrattamenti fisici, perché diamo per scontato che sappiate bene che non c’è modo peggiore per rompere il vincolo emotivo con un bambino di questo gesto imperdonabile.

Ma dobbiamo essere coscienti che esistono anche altri modi di maltrattare un bambino, altrettanto distruttivi, come quello psicologico. Quest’ultimo, infatti, si ripercuote direttamente sulla personalità del bambino, la sua concezione di sé e la sicurezza in se stesso.

Ci sono genitori che non sembrano conoscere altri modi di rivolgersi ai propri figli, se non gli urli. Alzare la voce senza un vero motivo provoca nel bambino uno stato di eccitazione e stress continuo. Il bambino non saprà quale rimprovero conta davvero e quale no, non capirà quando sta facendo una cosa giusta e quando sbagliata. I contini urli innervosiscono e fanno male, perché non permettono il dialogo, solo gli ordini e i rimproveri.

Seguardiamo il mondo con gli occhi di un bambino di 1 anno, 5 anni, o 13 anni allorapossiamo meglio comprendere il loro comportamento, poiché è dettato dalla loro visione del mondo in quella particolare fase del loro sviluppo.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

3 Commenti a “Comportamenti che danneggiano il legame emotivo con i figli”

  1. Luciano

    Giu 23. 2018

    Interessante. Ma lei dott.ssa ha dei figli?
    Mi viene spontaneo pensare ai professori universitari….insegnano cose che non hai mai fatto….
    Ci spieghi pure come educare un figlio testardo e menefreghista. Io ho due figlie….con una ho un rapporto splendido….con l altra pessimo. Eppure sono sempre io. Morale….ci vuole fortuna!

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  2. Eleonora

    Gen 08. 2018

    Anch’io vorrei sapere come fare a far si che si muov a senzadanneggiarlo

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  3. Elisa Principe

    Dic 11. 2016

    Sarebbe interessante scrivere anche come motivarlo a vestirsi più velocemente se si esce per lavorare…bell’articolo.

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