Cosa puoi e non puoi fare per non perderti d’animo e sentirti sconfitta

Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire. (Paulo Coelho)

Cosa ci porta a deprimerci? Cosa ci fa sentire inadeguati e inutili? È difficile prendere coscienza delle proprie capacità e dei propri limiti. Ognuno ha tante potenzialità. Ognuno può avere dei limiti. Il problema è proprio questo: non accettarsi per come siamo.

Nella nostra autocritica, siamo così focalizzati a sentirci inadeguati da distorcere e sabotare anche situazioni che potremmo affrontare con meno difficoltà. Siamo umani! Forse a volte lo dimentichiamo. Pensi di non essere simpatica e carismatica come la tua collega? Macchissenefrega?!

Ogni persona ha un valore a sé

I paragoni, se non propositivi e volti al miglioramento, esistono solo per autosabbotarsi. In più nella società moderna si fa una gran confusione tra l’essere e l’apparire… tanto che molto spesso i nostri desideri sono più legati all’apparire che all’essere.

Paradossale vero? Sì, è decisamente un paradosso se capisci che l’Essere è l’identità della persona, la sua intima natura, ciò che si è. Attraverso l’essere esprimiamo la nostra identità, un modo di vivere personale e necessario, la nostra unicità. Apparire, invece, è il mettersi in vista, riflettere un modello ipotetico costruito per piacere agli altri. Apparire spesso collima con il perdere la propria autenticità, perdere di vista i propri bisogni fondamentali.

Cosa ci porta a deprimerci? L’insoddisfazione

Se siamo portati a esaudire desideri non autentici, e non in linea con il nostro essere, come potremmo mai sentirci appagati? Se soffriamo la solitudine che senso ha riempire quel vuoto con il primo che incontriamo? Se viviamo una relazione che ci fa soffrire che senso ha continuare? Ecco, il segreto è tutto quì: prendere consapevolezza di cosa ci manca veramente e cosa vogliamo veramente.

Ovviamente per rendere tutto ciò più comprensibile è capire cosa vuoi veramente dalla vita. Cosa realmente può nuocerti e cosa può appagarti. Prima cosa, abbandona quel peso che ti trascini….il passato!

Una lezione di vita vera che deve farci riflettere….

Anzi, per spiegarmi meglio ti invito a guardare lo spot della Toyota sulla mobilità sostenibile e accessibile a tutti, dove la testimonial è Bebe Vio, la ragazza che all’età di 11 anni ha perso braccia e gambe. Oggi lei ha poco più di 20 anni ed è campionessa paraolimpica nel fioretto. La sua forza è nata da una forte presa di consapevolezza e accettazione di sé e del suo limite.

Solo attraverso questo dolorosissimo passaggio la ragazza è riuscita a fare grandi cose e di certo il suo percorso non è ancora finito. Nello spot possiamo ascoltare le parole di Bebe:

I miei sogni me li ricordo tutti, soprattutto i più fichi, quelli impossibili, ma non sogno mai quello che non sono più. Quando sogno mi vedo come sono, tutto quello che ho conquistato, vedo tutto quello che posso ancora diventare, perché è solo quando inizi a sognare l’impossibile, che puoi realizzarlo”.

L’ultima frase è un palese riferimento ai concept della Toyota e di come la casa stia investendo risorse nel progettare nuove tecnologie, ma fermiamoci un attimo prima “Quando sogno vedo come sono, tutto quello che ho conquistato” di certo la prima e più grande conquista è stata la sua piena autoconsapevolezza associata a quella voglia di farcela, di emergere a discapito di tutto. “Vedo tutto quello che posso ancora diventare”, ecco, perché è solo mediante l’accettazione di sé che si può ambire al meglio.

E’ solo affrontando il dolore della perdita che si possono ottenere nuove conquiste. Solo così si può crescere davvero e si possono ottenere grandi soddisfazioni. L’accettazione del sé e del proprio passato, seppur dolorosa e tormentata, è una tappa obbligatoria e auspicabile per garantirsi una vita piena di autentiche conquiste.

Ciò che ti rende felice è… adesso

Quante volte ti capita di rimandare proprio ciò che ti sta più a cuore? Se non reagisci non arriverà mai il giorno in cui ti sentirai pronta, matura per migliorare la tua vita. Per attuare un cambiamento occorre un’azione radicale, una piccola scossa: una presa di volontà che viene dalla consapevolezza che continuare ad agire come hai sempre fatto potrebbe solo amplificare il tuo senso di inadeguatezza e infelicità.

Quali sono i comportamenti che ci deprimono

Pensa a ciò di cui hai realmente bisogno: il nostro istinto conosce le nostre necessità più autentiche, il problema è che spesso le mascheriamo con desideri di come vorremmo essere senza tener conto di chi siamo davvero. Ci focalizziamo su cosa ci manca e non su cosa ci nuoce, anzi cosa sta già nuocendo il nostro equilibrio psicofisco. Qualche esempio?

Ti può deprimere voler mantenere una relazione sbagliata

Esistono delle relazioni che ci tolgono l’energia vitale. Una relazione dovrebbe offrireil meglio sia dalla coppia sia dal singolo. Quando in una relazione un partner non fa altro che criticare, giudicare, insultare, svalutare, ci vuole poco a sviluppare un comportamento di inadeguatezza e sofferenza.

Ti può deprimere procrastinare

Rinviare continuamente gli impegni, che siamo importanti o meno, ci fa sentire poco capaci. Non c’è nulla di peggio che sentirsi inetti ed incompetenti per danneggiare il nostro umore.

Ti può deprimere essere troppo sedentaria

Molti di noi lavorano seduti, si muovono con i mezzi, non fanno le scale ed usano l’ascensore anche per fare un solo piano. Facile, comodo ma poco utile per il nostro benessere. Camminare, andare in bicicletta e muoversi in generale facilita la produzione di endorfine che sono dei veri e propri antidepressivi naturali.

Ti può deprimere isolarti dagli altri attraverso i social network

I social ormai fanno parte della nostra vita, basta avere una connessione internet e iniziamo a fissare quello schermetto del cellulare come fosse l’unica cosa al mondo. Io amo facebook, ma lo uso con moderazione, con attenzione. Conosco bene le mie priorità. Restare incollata al tablet o allo smartphone tutta la giornata ci aliena e ci impoverisce. Questi comportamenti protratti per periodi medio-lunghi non fanno altro che toglierci tempo prezioso. tempo che possiamo gestire in modo più produttivo.

Ti può deprimere non prenderti cura del tuo aspetto

Il cattivo umore lo combatti principalmente volendoti bene, prendendoti cura del tuo corpo.Talvolta basta prendersi cura di sé con pochi gesti quotidiani, un rossetto anziché il burro-cacao, un taglio o una tinta nuova di capelli possono regalare un po’ di sicurezza a quelle persone che non si piacciono.

L’idea che il corpo sia un caro amico ci permette di cambiare prospettiva nel modo in cui ci rapportiamo a lui: coccolarlo di tanto in tanto, con un bagno caldo, un massaggio, una giusta attenzione quando ci stiamo vestendo, senza mettergli fretta, sono tutte piccolezze che migliorano le nostre emozioni in relazione con il corpo. Si sa, mente e corpo van di pari passo.

Ti può deprimere non godere delle bellezze della natura

C’è chi ama andare in montagna e che al mare; questo non è importante, l’importante per tenere lontano il cattivo umoe è passare del tempo immersi nella natura. La natura, con i suoi colori, profumi ed orizzonti che ci regala, è un antidepressivo naturale. Invece, vedo file chilometriche davanti ai centri commerciali o all’Ikea, sia quando piove sia quando c’è il sole. Rinchiudersi in fabbricati, lavorare in palazzoni, dormire in condomini non facilità un umore felice, leggero e positivo.

RICORDA SEMPRE….

nessuno può veramente amare qualcuno se prima di tutto non ama se stesso e permette di venir calpestato nella sua essenza, quella intima e vera che risiede nella propria anima. Les Brown diceva “Le persone non falliscono perché mirano troppo in alto e sbagliano, ma perché mirano troppo in basso e fanno centro” Dunque, guardati dentro e ascolta le tue necessità, i tuoi bisogni, i pianti segreti e le speranze per cui vuoi lottare ancora.

Non guardare solo le tue cicatrici emotive, guarda anche quella parte di te che chiede di essere guardata e ascoltata: non credi sia giunto il momento di  tirare fuori le tue vere risorse?

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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