Cosa significa amare per un manipolatore affettivo: una testimonianza autentica

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Dipendenza e manipolazione affettiva sono tematiche molt ricorrenti, per questo motivo abbiamo deciso di condividere con voi la testimonianza di un nostro lettore che grazie alla consapevolezza e a un lavoro di introspezione è riuscito a porre fine a una relazione malata.

Di seguito la sua testimonianza

Vi scrivo perche’ i vostri articoli mi sono stati d’aiuto e vi lascio la mia testimonianza, liberi di pubblicarla se volete (in modo anonimo).

Nell’ultimo periodo ad ogni incomprensione corrispondevano insulti (stronzo) e venivo puntualmente rimosso da Facebook (in aggiunta minacciava di rimuovere le foto dell’album condiviso), bloccato su Whatsapp e minacciato di essere lasciato; tutto questo per ben 4 volte nelle ultime settimane tra Ottobre e Novembre.

La mia memoria e’ di ferro e le parole non si dimenticano, e ci sono state tante brutte azioni (dispetti per farmi stare male) come ad esempio salire in auto mentre pioveva e lasciarmi fuori l’auto ad attendere che mia sorella e la sua amica salissero, senza degnarsi del fatto che fossi sotto la pioggia.

Oppure ad esempio farsi accompagnare a casa presto per andare l’indomani ad una visita, per poi lasciarmi attendere fino alle 10.30 del mattino sotto casa prima di andare alla suddetta visita…tanti piccoli gesti, tante piccole violenze psicologiche, e io dentro stavo male, perche’ erano ingiustizie camuffate.

Ero dubbioso, ma negli ultimi litigi mi ha detto chiaro “con te a volte non sto bene, poi ne parliamo”, spiegando questa frase con un “ho la sensazione che tu volessi io fossi diversa” e cosi’ via, continuando per settimane con alti e bassi, addirittura un giorno mentre andavamo al cinema mi disse “con te sono felice”, ed eravamo esattamente ad una settimana dalla fine della relazione.

Se tutti questi alti e bassi, insulti e dispetti potevano essere sufficienti a finire la relazione…io non sono riuscito ad intavolare un discorso, poiche’ la sua difesa era non parlarne o comunque diminuire il peso di tutto cio’.

Ho accumulato rabbia, perche’ questo muro, questo passare dall’essere coccolato all’essere trattato malamente mi ha portato ad un accesa discussione, alimentata pero’ quella sera dal suo “silenzio” e dalle sue ennesime battute sul dove andare…mi diceva “per me va bene tutto”, con nessun entusiasmo e tutto questo ci ha portato ad una lite dove io gridavo per spiegare che volevo solo stare insieme, che se non mi voleva poteva semplicemente dirlo e cosi’ via…

Ma questo anziche’ innestare una reazione di rassicurazione verso di me e “amore”, ha invece generato una crisi di nervi in lei, portandola ad insultarmi per 3,4,5 volte, dicendomi di stare zitto e portandola a “scappare” dall’auto.

Li’ ho capito che non c’era piu’ nulla da fare, semplicemente era colpa mia che non mi ero accorto prima di star portando avanti una relazione finita (o forse mai iniziata), e complice il limite della dignita’ ho deciso di riportarla a casa (per non lasciarla per strada) e lei ha avuto una seconda crisi dove mi ha indirizzato offese sul mio essere uomo, sul mio lavoro e sul mio stress…dandomi la colpa di quella crisi di nervi.

Ho chiesto in modo definitivo se la colpa era mia e se davvero “mi voleva”, ma ha risposto che era colpa mia e per ora non voleva vedermi, in ragione di cio’ ha rimosso me e la mia famiglia da Facebook e bloccato su Whatsapp.

La relazione chiaramente si e’ “conclusa” nei giorni seguenti, anche se lei ha tentato un chiarimento di persona (niente scuse profonde), accennando dispiacere ma giustificandosi di aver avuto un’infanzia brutta e di essere io la causa della sua crisi di quella sera…questo quindi ancora una volta (successo tante volte nella relazione), mi ha portato ad essere in difetto, ad essere in qualche modo colpevole delle sue reazioni cariche di insulti e disprezzo.

Li’ ho deciso di dirle che il mio sentimento era cambiato, che la mia dignita’ non era in vendita e l’ho invitata ad andare via e non contattarmi piu’, anche se in maniera un po’ stupida le ho detto che forse saremmo rimasti amici (tra mesi)…ma era solo il mio cuore che non voleva accettare di finirla cosi’. Chiaramente a dimostrazione della mancanza di rispetto verso di me, decide di scrivermi…inviando messaggi “emozionali” e d’amore, instillando in me malessere.

Dopo il mio “muro” si e’ fatta risentire dopo 10 giorni, ripetendomi della sua voglia di fare pace e di non voler buttare tutto alle ortiche…al mio ennesimo muro, ha iniziato ad insultarmi via SMS, non con brutte parole ma apostrofandomi non capace di amare, di essere egoista e che non valesse la pena per lei piangere per me, aggiungendo in qualche modo che la mia decisione dipendesse da familiari e amici.

Ho risposto che doveva assumersi le sue responsabilita’ e lasciarmi in pace, dato che io non provavo piu’ nulla (eh si’, era riuscita a distruggere quel legame che ci ha unito 3 anni). Il mio ultimo SMS recita “E’ finita il 22 Novembre, quando tra insulti e lacrime capivo che non era amore. Buona fortuna”.

E’ passato quasi un mese, non l’ho rivista, ne’ sentita e ho cambiato pure numero…sto meglio con me stesso, quella sensazione di sofferenza e’ svanita perche’ anche se vi ho raccontato la parte finale, ho vissuto davvero male questa relazione, perche’ ad ogni “problema”, ad ogni “errore” da parte mia, corrispondeva sempre una reazione esagerata, fatta di silenzi, allontanamento e piccole punizioni (non ignorate questi segnali).

Ho realizzato che ho vissuto un legame affettivo (non conoscevo le relazioni tossiche), poiche’ ho vissuto un periodo davvero triste, fatto di lutti e problemi personali che mi ha indirizzato a cercare un sostegno affettivo, credo in qualche modo sia stato anche per lei cosi’ e nonostante tutto se questo mi ha fatto soffrire comunque mi dara’ i suoi frutti piu’ avanti, mi auguro anche per lei sia cosi’.

I ricordi belli ci sono stati, e’ vero…ma la vita e’ breve, e tendiamo a cadere nella routine, nei problemi quotidiani e allora dobbiamo avere la sicurezza che chi ci stara’ accanto ci dara’ l’impressione di non dover morire mai, perche’ e’ quello lo scopo dell’amore.”

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