Cosa succede nel cervello di un dislessico?

dislessico
La dislessia è un disturbo dell’apprendimento che rende più difficoltoso imparare a leggere con scioltezza e comprendere la totalità del testo letto. È quindi un disturbo che riguarda la struttura stessa del cervello indipendentemente dalle capacità cognitive dell’individuo e gli psicologi hanno spiegato che chi è dislessico ha difficoltà ad associare i fonemi ai rispettivi segni grafici – che sono i «mattoni» del linguaggio umano, scritto e parlato. 

COME SI RICONOSCE

Ogni dislessico è diverso dall’altro perché la dislessia non è un’entità monolitica. Essa si presenta come un complesso di caratteristiche che ogni dislessico condivide in misura più o meno estesa. Di seguito è riportato un elenco di tratti, comportamenti, abilità, differenze percettive o di sviluppo che possono essere presenti in misura più o meno ampia negli individui dislessici. Tanto più alto è il numero delle risposte affermative, tanto maggiore è la probabilità che si tratti di dislessia. In tal caso è necessario rivolgersi ad uno specialista (neuropsichiatra) per avere una diagnosi. L’Associazione Italiana Dislessia offre al riguardo una consulenza gratuita.

STILE DI APPRENDIMENTO

– L’acquisizione delle abilità connesse alle prime fasi dello sviluppo è stata più lenta rispetto alla media (camminare, parlare, ecc. …).
– La capacità di lettura e scrittura è significativamente inferiore alla vivacità intellettiva.
– Viene frequentemente rimproverato, accusato di agire in modo stupido o di essere pigro o sbadato, immaturo e di “non impegnarsi abbastanza”.
– Il quoziente di intelligenza è nella media o sopra le media, ma il rendimento scolastico è basso, specie nelle prove scritte.
– Si sente stupido, ha una bassa autostima, tende a nascondere le sue debolezze.
– Tende ad eccellere in materie quali arte, ingegneria, meccanica, costruzioni, amministrazione, vendite, musica, design e sport.
– Ha difficoltà a mantenere l’attenzione. E’ molto vivace. Gli riesce difficile concentrarsi. Sembra “iper”.
– Va bene agli esami orali, ma ha scarsi risultati in quelli scritti.
– Apprende rapidamente attraverso l’osservazione, la dimostrazione, la sperimentazione e gli aiuti visuali.
– E’ bravo a mettere in pratica idee astratte.
– Sogna molto ad occhi aperti. Si perde facilmente nei propri pensieri. Perde il senso del tempo.

ABILITA’ DI LETTURA E SCRITTURA E ABILITA’ LINGUISTICHE

– E’ molto lento nella lettura.
– Può avere una ragionevole rapidità di lettura, ma non comprende ciò che ha letto.
– Non legge mai per il gusto di farlo.

– Può essere distratto dal riconoscere “disegni” nel testo scritto e si lamenta che le parole “saltano fuori” dalla pagina.
– Legge male ad alta voce.
– Nella scrittura e nella lettura mostra ripetizioni, trasposizioni, aggiunte, omissioni, sostituzioni o inversioni di lettere, parole e numeri.
– Durante la lettura può provare mal di testa, giramenti di testa o malessere.
– Si confonde con alcuni tipi di lettere, numeri o parole e tende ad invertirli.
– Tende a non ricordare le elencazioni (nomi, cose, numeri, ecc. …) specie se in sequenza.
– Si confonde facilmente con le lunghe spiegazioni verbali, specie se in sequenza.
– Esprime le sue idee con difficoltà.
– Nella lettura e/o nella scrittura tende a ripetere sillabe, parole e addirittura intere frasi, talvolta legge o scrive parole al contrario oppure salta le parole.
– Dimentica la parte centrale della frase o ciò che ha appena finito di leggere.
– Trova difficoltà a compitare correttamente.
– E’ facilmente distratto da stimoli sonori.
– Gli capita di equivocare ciò che sente.
– Ha difficoltà a verbalizzare i suoi pensieri.
– Può pronunciare male parole lunghe o trasporre parole e frasi nel parlare.

VISIONE

– Durante la lettura si lamenta di provare sensazioni di movimento o di vedere le parole in movimento o distorte.
– Può vedere sulla pagina cose che non ci sono.
– Ha problemi visivi che test standard non sembrano rivelare.
– Trova difficile vedere le cose nel modo appropriato.

LATERALIZZAZIONE

– Può avere difficoltà nei compiti che implicano abilità motorie.
– Ha difficoltà a copiare e riassumere correttamente.
– La scrittura è talvolta illeggibile.
– Può non essere in grado di riconoscere la propria scrittura.
– La scrittura può continuamente oscillare da leggibile a illeggibile.
– Il modo in cui tiene in mano la penna può essere inconsueto.
– Può essere ambidestro.

– Appare non coordinato e goffo nel movimento quando gioca o è impegnato in attività sportive.
– Spesso confonde la destra con la sinistra e il sopra con il sotto.

TEMPO

– Sperimenta difficoltà nella consapevolezza del tempo, nella sua gestione e nell’essere puntuale.

MATEMATICA

– Si basa sulle sue dita per contare.
– Può essere capace di contare bene, ma ha difficoltà a contare oggetti.
– Non sa amministrare il denaro.
– E’ bravo in aritmetica, ma non in problemi che implichino il linguaggio.
– E’ incapace di afferrare i concetti di algebra o del calcolo.

MEMORIA

– Ha problemi con la memoria a breve termine.
– Generalmente ha un’eccellente memoria a lungo termine.
– Ha problemi di memoria con l’informazione strutturata in sequenza.
– Pensa principalmente per immagini e non ricorrendo al dialogo interno.

COMPORTAMENTO

– E’ una persona molto frustrata.
– Può essere molto disordinato.
– Brama attenzione.
– In realtà è molto più indietro negli studi di quanto non appaia.
– In classe disturba oppure fa il buffone oppure è troppo calmo.
– Può essere emotivo o ansioso in merito ai suoi problemi scolastici, alla lettura, alla scrittura, alla matematica.
– E’ propenso alle allergie.
– Può avere una soglia di sensibilità al dolore molto elevata o molto bassa.
– Può essere ipersensibile, emotivo e aspira alla perfezione.

Il font Dyslexia di  Daniel Britton

A Daniel Britton (grafico web talentuoso) è stato diagnosticato dislessico. Per un non dislessico non c’è modo di capire che tipo di sforzo serve nel trovare un senso nelle lettere. Britton quindi decide di creare un font, chiamato “Dyslexia”, cosi da dare un assaggio ai “normali” di cosa vuol dire avere essere dislessici.

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Il grafico è chiaro nel dire che la sua esperienza non è di sicuro generale per tutti, ma che nel suo caso specifico il modo in cui rappresenta le lettere è il modo in cui il suo cervello (anche se poi il discorso è un poì più lungo e complicato NdM) codifica le lettere.

Britton ha creato il Font Dyslexia togliendo dal classico Helvetica circa il 40% delle linee. Questo rende le lettere ancora riconoscibili, ma il cervello ha bisogno di un po’ di tempo per metterle insieme.

Per Britton è stato un grosso successo, il web ne parla, e ha persino trovato lavoro!

COME SI AFFRONTA

Più tardi la difficoltà del bambino viene riconosciuta, più si complica il problema.

Quando qualcuno – genitore o insegnante – sospetta di trovarsi di fronte ad un bambino dislessico è importante che venga fatta al più presto una valutazione diagnostica.
La diagnosi deve essere fatta da specialisti esperti mediante specifici test.

La diagnosi permette di capire finalmente che cosa sta succedendo ed evitare gli errori più comuni come colpevolizzare il bambino (“non impara perché non si impegna”) e l’attribuire la causa a problemi psicologici, errori che determinano sofferenze, frustrazioni e talora disastri irreparabili.

Quando la diagnosi è fatta, si possono mettere in atto aiuti specifici, tecniche di riabilitazione e compenso, nonché alcuni semplici provvedimenti come la concessione di tempi più lunghi per lo svolgimento dei compiti, l’uso della calcolatrice e del computer.

I dislessici hanno un diverso modo di imparare, ma comunque imparano.

Non sempre è facile trovare la persona in grado di identificare il problema; è utile consultare le figure professionali specifiche che se ne occupano: neuropsichiatria infantile, psicologo e logopedista.

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