8 realtà concrete sulla dipendenza sessuale

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Prima di parlare della dipendenza da sesso è importante capire che cos’è una dipendenza, a prescindere dalla sostanza o dal tipo di atteggiamento (rapporti sessuali, gioco d’azzardo, taccheggio…) in oggetto. Una dipendenza è una vera e propria malattia caratterizzata da un atteggiamento compulsivo volto a ottenere stimoli gratificanti nonostante palesi conseguenze avverse.

Per dipendenza s’intende un’alterazione del comportamento volto alla ricerca patologica del piacere attraverso mezzi, sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica. L’individuo dipendente tende a perdere la capacità di controllo.

La dipendenza sessuale, al pari della dipendenza da sostanze, può portare a una ricerca patologica dell’atto per risperimentarne l’effetto psichico (il piacere correlato) ed evitare la sindrome di astinenza.

E’ importante sottolineare l’incapacità di controllo. In sintesi, il soggetto non deve “sentirsi come se non fosse in grado di controllare il suo comportamento” ma di fatto deve esserci un reale deficit, davvero difficile da evidenziare con criteri diagnostici e per questa difficoltà, per non cadere in trappola, l’American Psychiatric Association fa direttamente marcia indietro e nega l’esistenza del disturbo… dopo aver affermato il contrario per decenni, fino al DSM IV dove la dipendenza da sesso era annoverata tra i “disturbi sessuali non altrimenti specificati”.

E’ chiaro che chi soffre di dipendenza sessuale non è semplicemente una persona che non riesce a tenere a bada determinate tentazioni ma è realmente preda di impulsi incontrollabili. I principali sintomi correlati includono tentativi falliti di frenare “comportamenti sessuali indesiderati”, infedeltà patologica, schemi e modelli ricorrenti e l’impegnarsi in determinati comportamenti sessuali nonostante potenziali rischi per la salute.

Nell’ipersessualità, il sesso diviene un’esigenza primaria per la quale tutto il resto può venire sacrificato, inclusi la salute, la famiglia, gli amici o il lavoro. Una relazione può basarsi esclusivamente sulla possibilità di soddisfare tale bisogno, quindi possono venire a mancare anche ingredienti fondamentali come stima e fiducia reciproca.

Disturbi correlati

Solo in alcuni casi, alla dipendenza sessuale sono associati problemi di masturbazione compulsiva, disturbi legati a parafilie, bisogno incontrollato di pornografia e/o il ricorso al cyber sesso.

8 realtà concrete sulla dipendenza sessuale

  1. Ipersessualità, attività promiscue e attività sessuali ad alto rischio sono molto comuni negli episodi maniacali in chi è affetto da Disturbo Bipolare.
  2. Le persone con Disturbo Borderline di Personalità possono impegnarsi in attività sessuali promiscue.
  3. Chi ha confusione sulla propria identità di genere (orientamento sessuale) può impegnarsi in comportamenti sessuali compulsivi per la mancata capacità di accettare ed elaborare una propria identità interiore.
  4. Le vittime di abusi sessuali nell’infanzia spesso ripetono un modello appreso nel tentativo disfunzionale di acquisire controllo risolvere il trauma. In questo caso, il trattamento (“la cura”) è legato alla risoluzione del disturbo post traumatico da stress.
  5. Le persone con Sindrome di Asperger possono essere maggiormente a rischio di manifestare comportamenti sessuali fuori controllo.
  6. E’ stato osservato che chi ha una dipendenza da sostanze può essere incline a cadere nella dipendenza sessuale come una sorta di dipendenza sostitutiva qualora decidesse di smettere l’assunzione della sostanza.
  7. Chi soffre di disturbo dipendente di personalità può diventare sessualmente dipendente perché la ricerca dell’amore si allinea alla ricerca di un partner sessuale.
  8. Un bambino che ha subito una sessualizzazione eccessivamente precoce (anche se non ha subito abusi fisici) potrebbe non rendersi conto che i comportamenti associati alla dipendenza da sesso sono malsani. In pratica può succedere che chi ha una dipendenza sessuale non se ne renda conto fin quando non sarà qualcun altro a farglielo notare.

Dipendenza sessuale: cause

Le cause di questo disturbo possono essere molteplici, così come accade per qualsiasi disturbo che coinvolge la sfera psichica, anche in questo caso l’eziologia è complessa. Secondo Patrick Carnes (medico, psicologo e sessuologo statunitense) la dipendenza sessuale esiste eccome e il ciclo della Dipendenza inizia con i “Core Beliefs” (“Convinzioni di base”, cioè delle credenze generalmente inconsce) che il dipendente dal sesso ritiene di avere:

  1. “Io sono principalmente una persona cattiva e immeritevole”.
  2. “Nessuno mi amerebbe per quello che sono”.
  3. “I miei bisogni non saranno mai soddisfatti se devo dipendere dagli altri”.
  4. “Il sesso è il mio bisogno più importante”.

Stili di attaccamento e bisogni sessuali

Il sesso, per chi ha una dipendenza affettiva avrebbe solo lo scopo di ricercare la vicinanza dell’altro.

Non solo, il sesso può essere vissuto come un meccanismo di autocura anche quando viene praticato con il partner. A sostegno di questa osservazione, Davis, Shaver& Vernon (2004) ipotizzano che chi ha uno stile di attaccamento evitante può vivere i comportamenti sessuali come un modo per ridurre lo stress perché non c’è bisogno di mostrare al proprio partner l’angoscia che si prova oppure di fare richieste esplicite di cure e conforto.

Per approfondire i comportamenti sessuali da un punto di vista emotivo, ti invito a leggere l’articolo “Attaccamento e comportamento sessuale“.

Dipendenza sessuale: cura e terapia

La psicoterapia si prefigge l’obiettivo di spingere il soggetto a superare l’ossessiva percezione del bisogno/impulso sessuale e iniziare ad avere un sano rapporto con la sessualità. Nei casi più ostinati, accanto alla psicoterapia, possono essere impiegati farmaci di tipo ansiolitico e terapie farmacologiche in grado di attenuare la libido.

Con la psicoterapia di tipo psicodinamico oltre a quanto detto in precedenza, si va a lavorare sulle credenze e sugli incesti che hanno spinto il soggetto verso quella determinata dipendenza.

E’ utile capire la psicologia che si nasconde dietro il comportamento sessuale: scoprire i significati “non sessuali” che si esprimono con pulsioni e desideri di natura sessuale consente di individuare i reali bisogni del paziente al fine di trovare altre fonti alternative di soddisfazione.

Quando una coppia entra in terapia perché uno dei partner manifesta impulsi di natura sessuale incontrollabili, è bene comprendere che il lavoro non avverrà esclusivamente su chi soffre di questa dipendenza: affinché la relazione sopravviva alla dipendenza da sesso entrambi i partner devono cooperare su più fronti. Mentre il partner che soffre di dipendenza deve essere pronto ad assumersi la responsabilità del proprio comportamento al fine di guadagnare di nuovo la fiducia del compagno/a, il partner tradito dovrà imparare a fidarsi di nuovo, il che non è mai facile. Inoltre entrambi i partner dovranno trovare la strada per provare empatia, compassione e comprensione reciproca, piuttosto che tristezza rabbia e frustrazione, emozioni generalmente consolidate quando questa dipendenza è presente nella coppia.

Gruppi di sostegno e terapie di gruppo

L’uso dei gruppi di sostegno (terapie di gruppo) è consigliato da vari terapeuti e autori internazionali, tuttavia un gruppo di sostegno potrebbe essere controindicato per determinati soggetti. Alcuni Gruppi di Sostegno mirano a replicare il principio dei 12 passi di recupero già applicato nel campo degli alcolisti anonimi e nelle terapie di gruppo da tossicodipendenze.

Dipendenza sessuale: il dibattito medico-scientifico

Nella comunità medica, scientifica e specialistica della sessuologia, non è stato ancora trovato un modo per descrivere questo fenomeno, inoltre vi sono molti “scettici” o addirittura chi sostiene che ammettere l’esistenza di tale patologia possa essere controproducente per la stessa emancipazione sessuale ottenuta negli anni.

In ambito psicodiagnostico, tutto è affidato all’esperienza del clinico e questa dipendenza, quando considerata tale, dovrà rispondere ai criteri usati per le dipendenze in generale. Per gli scettici sottolineo che sebbene ninfomania e satiriasi sono ormai spariti dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, queste malattie rientrano nell’International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems, indicati sotto la voce di “ipersessualità“.

L’ICD dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce l’ipersessualità come malattia e l’ente sanitario di riferimento a livello Globale è proprio OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), quindi dovrebbe essere il Manuale diagnostico ad allinearsi e a farlo individuando criteri diagnostici accettabili.

Il motivo? Per l’assenza di criteri diagnostici specifici, lo psicoterapeuta di turno potrebbe trovarsi nella disagevole condizione di utilizzare la propria esperienza come unico metro di misura del comportamento sessuale del paziente.

Eppure la fisiologia del sistema nervoso ci mette in evidenza un chiaro modello di riferimento sia in termini di disregolazione della dopamina (la stessa osservata nel gioco d’azzardo, dove  è lo stesso Ministero della Salute ad affermare, negli spot “può causare dipendenza patologica” ed è citata anche nel DSM V), sia in termini di “sistema della ricompensa” dove l’attività sessuale è classificata come ricompensa intrinseca con un rinforzo positivo che induce all’accumulo di ΔFosB* (fattore di trascrizione che funziona come un interruttore molecolare) come osservato nelle dipendenze da sostanza. Sostanze stupefacenti, così come l’acquisizione cronica di piacere sessuale, funziona come “ricompense” che inducono l’accumulo del ΔFosB nel nucleo accumbens del sistema limbico del nostro sistema nervoso centrale. In pratica una “ricompensa sessuale” può agire su meccanismi biomolecolari già osservati nella neuroplasticità legata alle dipendenze da cocaina ed eroina.

Illustrazione: Øivind Hovland


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Anna De Simone, life e mental coach, scrittrice e admin di psicoadvisor.com

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