Il “potere delle parole”, ecco quelle che alimentano il nostro malessere

 

Le parole hanno il potere di distruggere e di creare. Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo. (Buddha)

Diceva Marshall Rosenberg “Le parole sono finestre oppure muri”. Ed è proprio vero! Le parole hanno una forte influenza sui nostri stati d’animo e la nostra salute: possono ricaricarci ma possono anche deprimerci. Non di rado si ripetono, o si pensano, frasi negative che alla lunga possono influire negativamente sul benessere psicofisico.

Il potere delle parole

Siamo soliti non dare molta importanza alle parole che diciamo a noi stessi in quanto ignoriamo che queste possano rinforzare la mentalità nella quale siamo calati: ebbene, queste parole possono imprigionarci impedendoci di maturare e di evolvere.

Le parole, dette o pensate, hanno un immenso potere: possono esprimere fiducia, orgoglio, passione, gioia.. ma possono anche ferire, giudicare, bloccare, scoraggiare. Quando parole con queste connotazioni arrivano dagli altri, è più semplice comprenderne l’impatto negativo sul nostro umore. Siamo invece meno propensi ad analizzare le parole che rivolgiamo a noi stessi, che hanno un impatto ancor maggiore.

Dovremmo, invece, divenire consapevoli del fatto che solo evitando queste parole abituali e pericolose (e anche le frasi o i modi di dire che ne conseguono) possiamo ritrovare un rapporto spontaneo con la nostra quotidianità.

Le parole che alimentano il nostro malessere

I tanti perché…

Per stare bene e in pace con sé stessi bisogna eliminare le parole nemiche del benessere, come i tanti perché. “Perché mi sento sempre un’incpace? Perché ho l’ansia? Perché mi sento sempre triste? Perché non trovo l’amore?” Potrei continuare all’infinito con gli esempi….i ogni caso si tratta di un termine molto utilizzato per cercare di indagare le cause del proprio malessere o della condizione nella quale ci si trova.

Sforzarsi di trovare una motivazione o una spiegazione del proprio stato d’animo non è per forza la soluzione più corretta. Porsi troppi perché può portare a degli errori, per esempio attribuendo a sé stessi errori o atteggiamenti scorretti.

Volere a tutti i costi…..

Una parola che ti può far stare male è “voglio a tutti i costi”. Questa non è forza di volontà, ma ostinazione. Chi si ostina a guarire, a stare bene, a migliorare, resterà sempre uguale, e quindi sofferente e scontento. Ostinarsi in una direzione o in un progetto può essere dannoso per il proprio benessere perché si mettono dei limiti al fluire della vita e allo sviluppo del proprio io.

E’ più opportuno cercare di mantenersi aperti al mondo e ai cambiamenti perché, soltanto in questo modo, si raggiunge ciò di cui si ha necessità per sentirsi appagati.

Ieri….

Un’altra parola nemica del benessere psicofisico è ieri. La tendenza di rintracciare nel passato le cause che hanno portato a compiere degli errori è scorretta perché impedisce di vedere, realmente, il presente e l’oggi. “Sto male perché in passatonon ho ricevuto l’amore che meritavo” “Il passato mi ha segnato la vita”. “Ogni volta commetto lo stesso errore“.

Focalizzarsi su ciò che è stato, gli eventuali passi falsi compiuti da sé stessi e dagli altri è particolarmente deleterio perché non consente di prendere coscienza dei sentimenti che vivono oggi. Ciò che conta è osservare quello che accade dentro di noi in questo momento. In tal modo gli permettiamo di svolgere la sua funzione. Al contrario, se lo fissiamo nel passato, continuiamo a rievocarlo e così lo facciamo tornare all’infinito.

F
E’ importante pensare che ciò che conta è vivere il quotidiano osservando il proprio mondo interiore ed imparando ad accettarlo.

Cambiare

Il benessere può essere compromesso anche dalla parola cambiare che ricorre con molta frequenza nei discorsi di noi tutti. Per non ammalarsi bisogna imparare ad osservare il proprio mondo interiore senza cercare di modificarlo. Accettare i sentimenti e le sensazioni è un modo per stare bene e per condurre un’esistenza positiva e serena.

Il desiderio di cambiare deve essere visto come un sintomo di un disagio più profondo. Il desiderio di cambiamento è la conseguenza di scelte o atteggiamenti sbagliati… ma perché abbiamo sbagliato?
Noi siamo il risultato di uno specifico percorso, quindi, invece di partire con la frase “devo cambiare” abbiamo bisogno di guardarci dentro per risalire all’origine di ciò che ci condiziona tanto e accettare il nostro vissuto.

Il voler cambiare a tutti i costi, non fa altro che amplificare il nostro malessere perché ci fa sentire incapaci e impotenti. E’ bene abbracciare il cambiamento ma prima bisogna passare per l’accettazione. Ostinarsi a cercare il cambiamento innesca in noi forti frustrazioni che si traducono in ansie, paure, atteggiamenti disfunzionali e sintomi psicosomatici.

Per approfondire ulteriormente questo argomento ti consiglio la lettura dell’articolo “Attenti al linguaggio, l’inconscio ascolta

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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