Impara a vedere il mondo come sei non come ti senti

Non farti trascinare dai tuoi problemi, ma fatti guidare dai tuoi sogni. (Ralph Waldo Emerson)

“Se osservi abbastanza attentamente il tuo problema, ti accorgerai di essere parte del problema” disse Platone……ed è proprio vero!

Spesso siamo portati a rimanere prigionieri delle circostanze e non ci rendiamo conto che quando le cose vanno male non siamo obbligati ad andare con loro, non dobbiamo lasciarci trascinare. A volte la soluzione ai problemi può essere semplice; possiamo per esempio cambiare punto di vista e non lasciarci intrappolare dai pensieri negativi.

Tu vedi il mondo come ti senti, non come sei

Sappi che nella vita niente è eterno, tutto passa….sia i momenti belli, che quelli difficili. Preoccuparti o mortificarti non renderà i tuoi problemi meno gravi e tanto meno li farà passare più velocemente, anzi! Stai offrendo alle tue preoccupazioni, un divano confortevole su cui mettersi comode.

Purtroppo, quando ci capitano le cose inaspettate, queste generano una forte risposta emotiva capace di offuscare la nostra vista. Infatti, uno studio molto interessante condotto presso l’Università di Friburgo ha dimostrato che le circostanze avverse come le preoccupazioni, i contrattempi ci fanno vedere il mondo più grigio, letteralmente, perché influisce sulla risposta elettrica delle cellule della retina, che sono responsabili della “visione dei contrasti “.

Un altro esperimento fatto presso l’Università di Bristol, ha messo in evidenza che le persone ansiose hanno difficoltà a rilevare le emozioni nelle espressioni facciali e verbali delle persone; in pratica percepiscono fondamentalmente rabbia o atteggiamento accusatorio. Questo significa che quando le emozioni prendono il controllo, per noi è più difficile vedere il mondo come realmente è.

Come imparare a vedere le cose nella giusta prospettiva

Di fronte a un problema, è come se improvvisamente avessimo una visione a tunnel che ci impedisce di vedere l’intero quadro. Ci facciamo dunque coinvolgere  dalle circostanze e adottiamo un pensiero negativo e allarmista, lasciando, così, che i problemi ci trascinino con loro. Ecco tre soluzioni efficaci  per uscire dalla corrente che ti trascina

1. Non combattere contro le tue emozioni, assumetene la responsabilità

Le emozioni non sono negative in ​​se stesse, sono messaggi molto importanti che devi imparare ad ascoltare. Infatti, non puoi evitare di essere triste se succede qualcosa di brutto o arrabbiarti quando sei vittima di un’ingiustizia. Non c’è niente di sbagliato in questo.

Ogni problema ha tre soluzioni: la mia soluzione, la tua soluzione e la soluzione giusta. (Platone)

Il problema inizia quando lasci che le emozioni prendano il controllo e offuschino la tua vista. In questi casi, si innesca un sequestro emotivo in piena regola, e combattere contro di esso di solito è controproducente! E’ come nuotare contro corrente, ti sfinirà, non riuscirai ad avanzare. Pertanto, la cosa più saggia da fare è prendere piena consapevolezza di quello che senti senza opporre resistenze per poi lasciarlo andare. Hai subito un torto da tua madre o magari dal tuo ex? Ok, non devi far finta che non è successo nulla ma nemmeno rovinarti l’esistenza per l’accaduto!

Un trucco che può aiutarti a capire questo concetto viene dalla filosofia buddista e consiste in equiparare le emozioni ai tuoi occhi. Non puoi controllare tutto ciò che vedi in ogni momento, ogni istante sei bombardato da migliaia di stimoli visivi, ma di solito non ti preoccupano. Prendi nota e distogli lo sguardo per concentrarlo su ciò che ti interessa veramente. Lo stesso puoi fare con le emozioni. Togliendogli parte dell’impatto, queste influenzeranno meno la tua prospettiva del problema

2. Diventa un esperta di ristrutturazione cognitiva

Le emozioni non sono le sole a influenzare la tua prospettiva del problema, hanno valore anche le tue convinzioni, le aspettative e i pensieri. Se nel corso degli anni hai sviluppato uno stile di pensiero castastrofista, questo si attiverà automaticamente ogni volta che avrai a che fare con un problema. Quindi, per non essere trascinata via dalla corrente devi anche prestare attenzione ai tuoi pensieri.

La ristrutturazione cognitiva è una tecnica impiegata nella terapia cognitivo-comportamentale. Viene utilizzata per identificare e correggere i modelli di pensiero negativo. Il primo passo consiste nel monitorare tutti i pensieri negativi automatici che affollano la nostra mente e generano stress emotivo e frustrazione, come per esempio: “sono un disastro, non riuscirò a risolvere il problema, non ce la farò mai.”

Questo pensiero dovrebbe essere sostituito da uno più funzionale, del tipo: “con un po’ di pazienza e serenità sarò in grado di risolvere il problema” ” Devo darmi un’altra possibilità”. Tutto questo non significa ricorrere a idee positive irrealistiche e ingenue, ma assumere un atteggiamento più realistico e propositivo.

E’ bene precisare, però, che questa tecnica non si limita solo a sostituire un pensiero con un altro; sarebbe poco efficace, dato che la mente non si lascia ingannare tanto facilmente. La cosa importante è mettere in discussione la validità di quei pensieri negativi automatici fino a comprendere che si tratta di generalizzazioni errate.

Cerca l’origine di questi pensieri e trova delle situazioni della tua vita alle quali non si applicano. Quando affronti questi pensieri e metti in discussione la loro validità, poco a poco diverranno sempre più deboli.

3. Prendi le distanze dal problema spostandoti verso il passato e il futuro

“Non possiamo risolvere un problema continuando a pensare nello stesso modo in cui lo abbiamo creato”, disse Albert Einstein. Per uscire da questo ciclo negativo è necessario cambiare prospettiva. È essenziale che stabiliamo una distanza emotiva.

Per capire esattamente cosa significa, immagina che il problema sia la foto di un panorama. Se metti la foto a un centimetro dai tuoi occhi, vedrai solo un ammasso di colori e un’immagine sfocata. Ma se pian piano allontani la foto dagli occhi, quel panorama sarà ben visibile ai tuoi occhi. Improvvisamente tutto ha un senso, perché hai cambiato la prospettiva e ora hai una visione più globale.

I vantaggi di stabilire una distanza emotiva dai problemi sono stati ampiamente studiati in psicologia. Uno studio realizzato presso la Cornell University ha scoperto che quando stabiliamo una distanza psicologica, i problemi ci sembrano più semplici. Un’altra ricerca condotta presso la Columbia University ha rivelato che la distanza psicologica permette di acquisire autocontrollo e aiuta a ridurre la reattività emotiva.

Ci sono diverse tecniche che aiutano a stabilire questa distanza emotiva, una delle più semplici ed efficaci è “il viaggiatore del tempo”, dato che attiva anche le tue risorse naturali di guarigione e resilienza. In pratica, è sufficiente immaginare che puoi viaggiare nel tempo.

Cerca nel tuo passato una situazione che ti ha preoccupato molto e ti ha fatto sentire male. Valorizzala con gli occhi del presente. Noterai che molte delle tue preoccupazioni sono state banali. Ora immagina di spostarti nel futuro, cinque o dieci anni, e guarda indietro al problema che stai vivendo oggi. Chiediti se è necessario o intelligente affrontarlo in questo modo.

RICORDA…

Le cose non devono andare necessariamente come desideri….e quando le cose non vanno come dovrebbero o come vorresti, non è detto che non miglioreranno. Impara ad essere più fiduciosa delle tue risorse….avrai più possibilità di mantenere l’equilibrio emotivo in mezzo alla tempesta senza crollare. E questo non significa assumere un ottimismo ingenuo, ma solo essere coscienti che prima o poi tutto passerà. Sì, passerà!

Se ti è piaciuto questo articolo puoi seguirci sulla Pagina Ufficiale di Psicoadvisor, sul mio account personale o nel nostro gruppo Dentro la Psiche. Puoi anche iscriverti alla nostra newsletter. Puoi leggere altri miei articoli cliccando su *questa pagina*.


© Copyright, www.psicoadvisor.com – Tutti i diritti riservati. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.


Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

Nessun commento.

Lascia un commento