Imparare a fronteggiare l’ansia

L’ansia non è un emozioneCredo che sia doveroso chiarire innanzitutto che l’ansia non è un’emozione: viene spesso associata a paure, fobie o anche a periodi di nervosismo, di tensione o a situazioni difficili da affrontare nella nostra vita.

Questa chiarificazione è importante perchè le emozioni sono naturali: nascono con noi, colorano la nostra vita, ci aiuto per la nostra sopravvivenza; ciò che non è naturale è convivere con l’ansia fino a farci consumare, fino a farci perdere aspetti importanti della nostra vita, fino a farci perdere la nostra libertà e la nostra individualità.

Si tratta di una serie di attivazioni psico-fisiche che si innescano per le motivazioni più varie, a volte, apparentemente banali o apparentemente inesistenti.

E quali sono queste attivazioni? Ecco le principali:

• problemi respiratori o sensazione di non avere il respiro
• accelerazione del battito cardiaco con annessa paura di star per avere un infarto • disturbi gastrici
• tensione
• capogiri
• annebbiamento della vista
• sensazione di avere la testa vuota
• sensazione di perdere il controllo
• sensazione di essere “fuori dal proprio corpo” (depersonalizzazione)
• sensazione di essere in pericolo, essere minacciati o vulnerabili
• paura di morire

Sento spesso “se non succede nulla a livello fisico (ad es. cardiaco), per davvero, allora va bene, non c’è problema” oppure “non riesco a dormire a periodi, o mi sveglio spesso perchè penso e ripenso alle stesse cose, a cose che dovrei fare , ma sono fatto così”

Ma cosa succede a lungo termine?

  • Si evitano situazioni che possono causare ansia: si inizia con il selezionare pochi contesti, per poi generalizzare l’evitamento a quasi tutti gli ambienti e, infine, ritrovarsi nella peggiore delle ipotesi a rinchiudersi in casa, unico luogo ritenuto in grado di fornire la giusta protezione dalle minacce esterne.
  • Si abbandonano le situazioni quando sopraggiunge l’ansia: la persona interrompe l’attività che sta svolgendo appena avverte una piccola variazione nel proprio stato psico-fisico… e se si ritrova a lavoro? lo abbandona costantemente, fino a perderlo? e se si ritrova a scuola? perde intere giornate o mesi? e così via…
  • Si cerca di fare le cose in maniera perfetta o di avere il controllo sugli eventi per prevenire il pericolo: la vita, però, è fatta di imprevisti; quindi appena qualcosa va storto arriveranno le sensazioni di nervosismo, irritabilità e/o, a volte, sensazioni di panico.

Per quanto riguarda i pensieri: i pensieri dettati dall’ansia sono diretti al futuro e il più delle volte prevedono catastrofi; essi cominciano con “e se succedesse che…” e finiscono con un esito disastroso.

Molte persone almeno una volta nella vita provano forte ansia fino ad arrivare all’attacco di panico, ma per alcuni diventa un vero e proprio disturbo ed ogni volta sono convinti che stanno per morire.

Scegliere di spezzare la catena e non rimanere bloccati ogni volta, evitando situazioni, luoghi, ecc dipende da ciascuno di noi.
Comprendere che anche un disturbo psicologico, va considerato pericoloso per la nostra vita, al pari di uno fisico dipende ancora una volta da noi.

Consultare uno psicoterapeuta è il primo passo verso la guarigione: sarà il professionista attraverso tecniche di rilassamento e/o di immaginazione e/o attraverso un intervento sulle cognizioni, sui comportamenti e sulle emozioni, a permettervi una rielaborazione di queste sensazioni e la possibilità di imparare, praticare e sviluppare la capacità di fronteggiare l’ansia.

Illustrazione: Sonaksha Iyengar 

A cura della dott.ssa Domenica Signorile, psicodiagnosta clinica


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Psicologa e Psicodiagnosta Clinica. Consulente in Aspetti medico-sociali della sessualità, esperta Aba/Vb.

2 Commenti a “Imparare a fronteggiare l’ansia”

  1. Domenica Signorile

    Giu 28. 2018

    Buonasera Signora, credo che la psicoterapia debba iniziare fissando degli obiettivi a breve, medio e lungo termine e che per questo,raggiunti gli obiettivi che lo psicoterapeuta concorda con il paziente, prima o poi debba finire anche perché i. Ogni tipo di intervento l’autonomia deve essere una delle principali finalità. Una volta a settimana credo sia sufficiente.

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  2. Gelsomina

    Giu 28. 2018

    Descrizione perfetta !
    Il problema sorge quando si inizia la psicoterapia …..quella non finisce mai ed un buon psicoterapeuta costa tanto …..
    tutto qui…. altrimenti starei sicuramente due volte a settimana a fare le sedute 🙁

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