Madri e figli: un vincolo di forza

madri e figlie

Pochi legami possono essere così intensi come quello che si instaura tra madri e figli. Prima dal cordone, poi al seno e ancora dopo con lo svezzamento: una madre nutre letteralmente il proprio figlio fino al raggiungimento dell’autosufficienza di quest’ultimo e non solo.

Quando il bambino è cresciuto, la madre continua a nutrirlo con il suo amore e con le sue cure. La madre, per il suo bambino, è un pilastro quotidiano, il suo rifugio, il suo complice: è la prima figura di attaccamento capace di offrire libertà affinché il bambino possa intraprendere il suo cammino personale.

—> I 15 principi di Maria Montessori per educare bambini felici

I bambini vivono una condizione di assoluta, anche se transitoria, dipendenza dalla loro madre, devono fare affidamento sull’adulto per qualsiasi necessità. In molti casi, il rapporto madre – figlio, anche nella vita adulta, verte sulla dipendenza affettiva spesso accompagnata da sensi di colpa.

La catena degli errori tra madre e figli

Molto spesso, sentiamo dire dai nostri genitori, che non vorrebbero mai commettere gli stessi errori che i loro genitori hanno commesso negli educarli. Il problema è che, altrettanto spesso, i nostri genitori non sono davvero consapevoli dei reali errori commessi dai nostri nonni perché hanno appreso inconsapevolmente dei modelli e stili d’attaccamento errati. S’innesca così una catena di errori educazionali fatta di modelli non sempre corretti.

Molti dicono che la maternità è una cosa istintiva che bisogna lasciarsi guidare dall’istinto… NULLA DI PIU’ SBAGLIATO! Essere madre è difficilissimo: i genitori si muovono in un campo minato dove l’errore è dietro l’angolo e quello della madre è il ruolo più difficile da interpretare.

L’unico modo per spezzare la catena passa attraverso la consapevolezza e l’accettazione.

Madre e figli: un vincolo complesso

Ci sono madri autoritarie, madri narcise, madre iperprotettrici, madri asfissianti, genitori elicottero… ma per un figli piccolo ogni madre è meravigliosa a suo modo. Durante l’infanzia, i figli non riescono a riconoscere gli errori dei genitori e, in particolar modo, quelli commessi dalla madre, così, quando una mamma sbaglia il figlio proietta inconsapevolmente le colpe su se stesso.

Se un bambino non riceve tutte le attenzioni dovute, si convincerà inconsciamente che non le merita e anche da adulto crederà di non essere meritevole d’amore finendo per scegliersi un rapporto di coppia sbagliato.

E’ durante l’infanzia che il bambino sviluppa il concetto di sè e realizza la sua immagine in base alle emozioni che i genitori gli trasmettono. E’ difficile (ma non impossibile) crescere un figlio che abbia un’immagine di sé ben strutturata e con una buona autostima.

Se le sensazioni che la madre innesca in un bambino sono senso di inadeguatezza, il bambino sarà un adolescente difficile e da adulto non farà altro che andare a caccia di approvazione.

Questi aspetti sono ancora più risonanti in caso di figlie femmine: mentre per i maschietti la figura materna è “diversa” da loro, per le femminucce è “simile” e il tipo di dipendenza originaria assume una risonanza maggiore.

L’amore tra madri e figlie è un affetto onesto e complice, è lo sguardo di una bambina che cresce per divenire in parte il riflesso di sua madre, ma con più bellezza e con tutta la saggezza ereditata.

Durante la crescita, se il rapporto madre – figlio è totalizzante, quella relazione rischia di prendere il posto di altre relazioni amicali o amorose. In questo contesto, il figlio rischia di perdere un importante momento dell’emancipazione, quando la ricerca di altre fonti di gratificazione diventa naturale e fondamentale per strutturare la propria identità.

Il dominio materno, la mamma possessiva

Le mamme possono essere molto possessive con i figli, soprattutto se stanno attraversando il rifiuto della separazione. La mamma avverte come una minaccia tutto ciò che può alleggerire il legame tra madre-figlia. Durante l’adolescenza il legame madre-figlia viene sistematicamente attaccato: nuove amiche, uscite, attività, interessi… la mamma inizierà, con tutti i mezzi a disposizione (tra cui il “senso di colpa”) ad ostacolare le attività in questione. Il senso di colpa, in particolare, diviene l’arma principale del combattimento. Ogni volta che la figlia tenterà di ribellarsi, pagherà con una angoscia  che le costerà sofferenza e che non le darà tregua anche per gli anni a venire.

Il rifiuto della separazione può andare avanti fino alla tarda adolescenza. Quante mamme rimangono sveglie fino a tardi ad aspettare che la figlia al ritorno di un’uscita? Le stesse mamme, spesso sono colpite da continui malori e capogiri ogni volta che la figlia si deve allontana di casa. Le stesse mamme sono solite rinfacciare tutto il “bene di mamma” che hanno donato per distogliere l’attenzione della figlia verso una nuova attività. E quante drammatizzano problematiche familiari proprio nel momento in cui la figlia decide di andare a lavorare fuori o di studiare in un’altra città….. Queste madri rallentano inevitabilmente l’emancipazione delle loro figlie.

Negli Stati Uniti, le mamme iper-controllanti e possessive si sono guadagnate l’appellativo di genitore elicottero. Vi proponiamo un test per scoprire che tipo di genitore siete: TEST – sei un genitore elicottero? ma più di tutto, se avete un figlio piccolo, vi invitiamo a leggere i consigli di Maria Montessori per educare i bambini segnalato a inizio pagina.


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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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