Mal di denti e incoscio

Cosa può causare un forte dolore ai denti che, all’apparenza, non si può spiegare? Non tutti lo sanno ma sono molte le evidenze che correlano il mal di denti all’inconscio.

Mal di denti, cosa fare

In caso di mal di denti, la prima cosa da fare è verificare la presenza di carie o altre malattie paradontali. Per farlo sarà necessario consultare un dentista.

La carie è la malattia dei tessuti duri del dente che interessa smalto e dentina. Si tratta di un processo irreversibile che dovrebbe essere arrestato prontamente per evitare danni irreparabili all’apparato dentale.

In assenza di carie, possono ugualmente essere presenti dolori ai denti legati a malattie paradontali o malattie del sistema maxillo facciale.

Solo quando avete fatto le opportune verifiche e consultato un buon dentista, sarà possibile parlare di mal di denti psicosomatico.

Mal di denti psicosomatico

Dato la complessità della cavità orale, i disturbi psicosomatici che riguardano bocca e denti fanno parte di una branca a sé.

I disturbi psicosomatici sono quelle alterazioni fisiologiche conseguenza, in buona parte, di processi emotivi e attività inconsce.

I disturbi psicosomatici possono influenzare il buon funzionamento della cavità orale e non è difficile immaginare il perché: la cavità orale è legata direttamente e simbolicamente agli istinti primordiali.

Il primo piacere fisico, l’uomo, lo ottiene proprio mediante la bocca; vi basterà pensare alla suzione al seno materno.  Molti autori inseriscono anche l’alitosi tra i disturbi psicosomatici della cavità orale.

Quando parliamo di psicosomatica del mal di denti, non facciamo riferimento a qualcosa di astratto. La psicosomatica della cavità orale è legata a processi biochimici che coinvolgono neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale. Questi neurotrasmettitori sono attivati da centri superiori stimolati, a loro volta, da processi cognitivi (processi emozionali inconsci).

Mal di denti e inconscio, collegamento diretto

Vi sono dei collegamenti diretti tra mal di denti e processi inconsci. Il nostro inconscio può condizionare fortemente la nostra condotta comportamentale.

Masticare chewing gum, sfregare continuamente i denti (bruxismo), ingerire un eccesso di zuccheri, stimolare il vomito (bulimia)… sono tutti processi comportamentali (innescati dal nostro inconscio) che possono condizionare fortemente la salute dei nostri denti.

Chi ha costantemente “voglia di qualcosa di dolce”, probabilmente, è più incline alla caria dentale. La “voglia di zuccheri”, in realtà, è giustificabile da un meccanismo inconscio che potrebbe essere riconducibile a una sindrome abbandonica e a una carenza affettiva che pone le sue radici nell’infanzia.

Chi, al mattino si sveglia con mal di denti e sensazioni di dolore diffusa alle mandibole, probabilmente potrebbe soffrire di bruxismo notturno. Queste persone, di notte, digrignano continuamente i denti; il bruxismo è un disturbo che può presentarsi sia durante le ore di veglia che nel sonno. Durante la notte, il bruxismo esprime, in una forma del tutto involontaria, un forte stato di tensione emotiva che il soggetto trattiene durante il giorno.

Da un punto di vista psicosomatico il digrignare i denti è un tentativo inconscio di scaricare un surplus di tensione psichica, una quota di ansia o aggressività che si è accumulata durante la giornata e che il soggetto tende a non esprimere.

Masticare continuamente chewing gum può essere visto come il desiderio inconscio di procrastinare una situazione: si mastica e si rimastica pur di non agire e per rimandare una situazione di potenziale ansia.

Anche mordersi le labbra, l’interno delle guance e le altre mucose interne della cavità orale può sfociare in una vera e propria patologia. In casi estremi si parla di automutilazione quando il comportamento diventa cronico e continuo. Queste lesioni sono osservate in persone che portano un forte carico di stress ma possono essere correlate anche a disturbi di personalità come il disturbo borderline.

Mal di denti e inconscio, collegamento indiretto

Come appena descritto, l’inconscio può condizionare i nostri comportamenti che influenzano la salute dentale. Il link tra inconscio e denti non è, però, sempre così esplicito.

disturbi psicosomatici che riguardano la cavità orale possono manifestarsi mediante:

  • dolore facciale atipico
  • dolore odontogeno atipico
  • dolore fantasma
  • alitosi
  • sindrome miofasciale con dolori e rigidità dei fasci muscolari che consentono la masticazione
  • bruciore intraorale e sindrome della bocca che brucia

I dolore odontogeno atipico consiste in mal di denti senza alcuna causa apparente. In mancanza di fattori organici, la fisiopatologia proposta è di natura psicogena, neuropatica o idiopatica.

Per gli odontoiatri, il mal di denti psicosomatico è una sfida ardua, soprattutto per le difficoltà da affrontare prima di poter raggiungere una diagnosi definitiva.

Il dolore fantasma riguarda i pazienti che hanno rimosso un dente. A seguito dell’estrazione, infatti, il paziente potrebbe lamentare dolore al “dente mancante”. Anche in questo caso l’approccio odontoiatrico è molto complicato.

Quella della bocca che brucia è una vera e propria sindrome indicata come BMS, dall’inglese Burning mouth syndrome. In questi casi il paziente psicosomatico lamenta bruciare alla bocca in mancanza di afte, infezioni o qualsiasi altra causa. In psicosomatica la BMS è legata a una scarsa qualità della vita che viene affrontata inconsapevolmente. In pratica il paziente crede di avere una vita tranquilla ma il suo inconscio esprime tutt’altro. Il paziente, dunque, tenderà a somatizzare ansia, depressione e frustrazioni. Il bruciore alla bocca, quando occasionale, può essere correlato a senso di inadeguatezza.

La letteratura disponibile suggerisce che la BMS è una malattia multifattoriale associata a componenti psicologiche come ansia, depressione e cancerofobia (paura invalidante di ammalarsi di cancro).

Come è chiaro, il linguaggio dei denti è molto complesso. Chi soffre di mal di denti cronico o episodico, farebbe meglio a rivolgersi in primis a un dentista, come sostenuto anche da Dottordentista.com, in modo da scongiurare cause organiche e puntare su una diagnosi attenta e precisa.


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