Se non piangi lo farà il tuo corpo

Un proverbio irlandese dice che “Le lacrime versate sono amare, ma ancora più amare sono quelle che non si versano”.

La qualità della nostra vita dipende strettamente dalla qualità delle emozioni che proviamo abitualmente. Inoltre, dipende, dalla nostra capacità di gestire gli stati emozionali dolorosi e dalla capacità di trasformarli in stati emozionali produttivi! Tutte le emozioni non sono uguali e non hanno lo stesso grado di accettazione nella nostra società.

L’emozione più accreditata è la felicità, fondamentalmente perché è un segno di sicurezza, di fiducia e successo. Così siamo costretti a fingere di essere apparentemente felici, rispondiamo sempre che stiamo bene e mostriamo un sorriso, anche se ci viene voglia di piangere. La felicità ci assicura il successo sociale ci fa ottenere nuovi amici e trasmette un’immagine di successo.

La tristezza invece, è considerata un’emozione negativa, un’emozione che dovremo nascondere e della quale ci dovremmo vergognare. Le espressioni di tristezza, come le spalle curve, gli occhi tristi e le lacrime, sono considerati segni di debolezza e d’insicurezza. Tuttavia, anche la tristezza e le lacrime hanno il loro ruolo.

Perché le persone che piangono sono emotivamente più equilibrate?

Stigmatizzare la tristezza e il pianto serve solo a farci sentire peggio, perchè pensiamo di non essere abbastanza forti per sopportare i problemi senza esserne sopraffatti. Ma in realtà le persone che hanno il coraggio di esprimere la loro tristezza e piangere, hanno un maggiore equilibrio emotivo rispetto a quelle che reprimono le lacrime e nascondono i loro sentimenti. Ecco perchè le persone che piangono sono più equilibrate

1. Non reprimono le loro emozioni

Se ti senti pieno di gioia, nascondi il tuo sorriso? Se senti un rumore in casa durante la notte, hai paura? Quindi non vi è alcun motivo per nascondere la tristezza. Solo le persone sicure di sé, con una buona intelligenza emotiva, sono in grado di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, anche se queste sono considerate “negative”. Ci vuole molto coraggio per andare controcorrente ed esprimere chi sei veramente o come ti senti in un determinato momento. Infatti, il filosofo Seneca disse che “non c’è motivo più grande per piangere del non poter piangere”.

Mantenere il sangue freddo e reprimere le emozioni ha un prezzo molto alto, non solo per la nostra salute psicologica ma anche per quella fisica. Numerosi studi hanno collegato la repressione emozionale ad un aumentato rischio di sviluppare malattie come l’asma, l’ipertensione e le malattie cardiache. Uno studio condotto presso la Stanford University ha scoperto che le persone che reprimono spesso le loro emozioni reagiscono alla pressione e allo stress in modo esagerato, con un maggiore aumento della pressione sanguigna rispetto alle persone classificate come ansiose. Questo indica che la “calma apparente” non è veramente buona per il nostro equilibrio emotivo.

2. Approfittano delle lacrime per cambiare prospettiva

Lo sapevate che le lacrime alleviano lo stress, l’ansia, il dolore e la frustrazione? Le lacrime non sono solo acqua pura con cui lavare l’anima, ma lavano anche (letteralmente) i nostri occhi, permettendoci di vedere la situazione da un’altra prospettiva. Le lacrime non ci svuotano, al contrario, ci rafforzano e ci permettono di crescere. La poetessa uruguayana Sara Ibàñez aveva già detto: “Piangerò senza fretta. Piangerò fino a dimenticare il pianto e ritrovare il sorriso”.

Infatti, il 70% delle persone pensa che piangere sia confortante. Il punto è che il pianto ci permette di vedere la situazione da una prospettiva più positiva. Quando terminiamo di piangere, la nostra mente è più chiara e, anche se immediatamente ci sembrerà difficile riordinare le idee, in pochi minuti saremo più sereni e in grado di analizzare la situazione da un’altra prospettiva. Questo perché le nostre emozioni hanno raggiunto un equilibrio e la nostra mente razionale è pronta all’azione.

3. Sanno che il pianto è terapeutico

Lo sapevate che il pianto stimola il rilascio di endorfine nel cervello, ormoni che ci aiutano non solo ad alleviare il dolore, ma anche a promuovere uno stato di rilassamento e di pace? Per questo motivo dopo avere smesso di piangere, ci sentiamo molto meglio e più rilassati. Infatti, è stato riscontrato che non è conveniente interrompere il pianto ma è meglio lasciarlo sfogare perché la prima fase ha esclusivamente un effetto attivante, mentre la seconda fase ha un effetto calmante che riduce la frequenza cardiaca e respiratoria, portando ad uno stato di rilassamento. A volte, il pianto è più benefico della risata.

Uno studio condotto presso l’Università della Florida ha scoperto che il pianto è profondamente terapeutico, soprattutto quando agisce come “rimedio relazionale”, vale a dire, quando ci avvicina alle altre persone e queste ci offrono consolazione. Si è anche riscontrato che il pianto triste, quello che ha lo scopo di creare nuovi vincoli dopo una perdita, ha un enorme potere catartico.

4. Non si adeguano alle aspettative sociali

Le persone che non hanno paura di piangere si sentono molto più libere, sono in grado di esprimersi senza essere vincolate alle convenzioni sociali. Queste persone non hanno paura di deludere gli altri e tanto meno di mostrare la loro presunta debolezza, perché sanno che piangere non implica realmente nulla di tutto ciò.

Quelli che piangono sono disposti a seguire l’istinto e non vogliono sentirsi condizionati dalle aspettative sociali. Tale consapevolezza permette loro di essere più liberi e vivere secondo le proprie regole. Queste persone sono dei veri e propri “attivisti” che lottano per una società emotivamente più sana in cui le persone non sono costrette a nascondere i propri sentimenti.

5. Si collegano emotivamente attraverso le lacrime

Piangere è una delle espressioni più intime dei nostri sentimenti. Quando piangiamo di fronte a qualcuno, è come se stessimo mettendo a nudo la nostra anima. Pertanto, le lacrime contribuiscono a creare un legame molto speciale, è come se ci connettessimo direttamente attraverso il nostro “io” più profondo.

Quando una persona “accetta” questa tristezza, senza cercare di fuggire da essa o fornire false parole d’incoraggiamento, ma semplicemente ci appoggia e rimane accanto a noi, si crea una connessione unica. Infatti, una delle funzioni delle lacrime è proprio quella di chiedere aiuto, sia pure indirettamente, mostrando la nostra impotenza e vulnerabilità, in modo tale che gli altri vengano a confortarci.

Pertanto, il pianto e la tristezza non devono essere percepiti come un segno di debolezza, ma come un segno di forza interiore e di consapevolezza. Non piangiamo perché siamo deboli o incapaci, ma perché siamo vivi e non ci vergogniamo di esprimere ciò che proviamo.

Per approfondimento leggi pure “Chi piange è mentalmente più sano e più forte

Se non piangi, il tuo corpo lo farà per te

Perché quando ci sforziamo di sopportare, di mantenere il contegno, di trattenere tutto quello che preme per uscire all’esterno, finiamo per scoppiare. Non siamo fatti per imprigionare emozioni e sentimenti…..ogni emozione va espressa, manifestata, liberata.

E come ho già sottolineato, per timore di come reagiranno gli altri, di quello che diranno di noi  siamo portati a conservare dentro di noi quello che, prima o poi, uscirà prepotentemente. Leggi pure “Disturbi psicosomatici e somatizzazioni

Se non piangi, comincerai a soffrire

Se trattieni sempre le lacrime rischi di soffrire, di vivere una vita dominata dalla tristezza, depressione, angoscia…ma se vuoi fare in modo che non accada inizia a tirare fuori tutto quello che hai dentro.

Per esempio. Immagina che il tuo partner abbia l’abitudine di mettere i piedi sul tavolo. Non ti sei mai lamentata di questo, forse perché all’inizio pensavi che non fosse un comportamento fastidioso. La fase dell’innamoramento ci stordisce un po’. Cosa succede quando lo stordimento finisce? Abbiamo una visione più chiara della realtà: quello che prima tolleravamo adesso ci irrita, molto.

Probabilmente comincerai, di tanto in tanto, a dire un “Sai che non mi piace” oppure a fargli capire, con l’espressione del viso, che non apprezzi questa sua abitudine. Ma se i segnali che invii non producono nessun cambiamento, sopporterai e sopporterai, con il muso lungo, fino a quando esploderai. Il grande errore è proprio questo….fingere che non ti dia fastidio un gesto che per te è irritante, non esprimere il disagio al momento giusto, considerare che è meglio non discutere.

Il tuo corpo ti avvisa quando non stai bene

Se hai adottato come stile di vita l’abitudine a sopportare, assorbire e tenere dentro tutte le tue emozioni, il tuo corpo comincerà ad inviarti segnali d’allarme. Mal di testa ricorrenti, problemi di stomaco, eczema o qualunque altro problema di salute può essere un disagio interiore che cerca di richiamare la tua attenzione.

È importante prestare ascolto ai messaggi dell’inconscio

Forse non capiamo quello che ci sta succedendo sul piano fisico; a volte è il risultato di un’esperienza passata che a stento ricordiamo.

Ma se continui a porre limiti alla tua vita, se soffri di periodi di ansia o stai male per buona parte del tempo e ti senti infelice, ascolta il tuo corpo; attraverso esso possiamo capire e arrivare al cuore del problema. Il corpo non reagisce a caso.

“Corpo e mente sono collegati. Se volti le spalle al problema emotivo, non potrai invece ignorare il dolore e il malessere manifestati dal tuo corpo”

Ma c’è di più. Se non indagaghi, se non cerchi dentro di te la causa che ti sta danneggiando, il disturbo di stomaco può diventare un eczema, l’eczema un problema di circolazione e questo una dermatite del cuoio capelluto. Fin quando ignorerai i suoi segnali, ne invierà altri fino a quando non deciderai di mettere la parola fine a ciò che ti sta rendendo infelice.

Convinzioni, traumi ed esperienze

I nostri problemi nascono dalle convinzioni, dai traumi e dalle esperienze che abbiamo deciso di alloggiare nella nostra mente o di sperimentare. Sono, allo stesso tempo, una buona opportunità per aprire gli occhi, imparare e lasciar andare.

La paura di dire “no” può provenire da un trauma o una convinzione che ci portiamo dietro dall’infanzia. Il grande timore di dire quello che sentiamo nel momento in cui l’emozione sorge, può essere legato ad un’esperienza negativa che ha provocato poca autostima e mancanza di fiducia in noi stessi.

Non sottostare a tutto questo. Non sei obbligata ad adattarti. Ogni trauma, ogni esperienza è la possibilità di trasformarti in quello che veramente desideri essere. Diamo allora retta al poeta argentino Oliverio Girondo: “Piangere a lacrima spianata. Piangere a fiotti … Piangerlo tutto, ma piangerlo per bene (…) Piangere d’amore, di disgusto e d’allegria …”

E allora ricorda: se non piangi, lo farà per te il tuo corpo. Comincia a piangere, quando ne senti il bisogno, per liberare il corpo da un malessere non necessario…..Sei pronta a scegliere il benessere invece della tristezza?

Se ti è piaciuto questo articolo puoi seguirci sulla Pagina Ufficiale di Psicoadvisor, sul mio account personale o nel nostro gruppo Dentro la Psiche. Puoi anche iscriverti alla nostra newsletter. Puoi leggere altri miei articoli cliccando su *questa pagina*.


Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

I commenti sono chiusi.