“Se tu non mi ami è colpa mia”: subire ogni forma di ricatto emotivo pur di amare

Solitudine non è essere soli, è amare gli altri inutilmente. Mario Stefani

L’incapacità di vivere senza avere un uomo accanto, spesso crea forti dipendenze che vanno al di là dei sentimenti: non si ha la forza di prendersi cura di sé e quindi ci si affida all’altro, incondizionatamente. Molte volte l’ostacolo principale all’amore vero, siamo noi stesse, con le nostre paure, la nostra storia familiare, i nostri sensi di colpa nascosti…

Prima di iniziare una relazione bisognerebbe imparare cosa significa “AMARE”: prerequisito dell’amore è la stima e rispetto di sé, l’innamoramento stesso diventa così un momento di crescita interiore, un continuo e reciproco arricchimento emotivo.

“L’innamoramento sano rende allegri e ottimisti, è quel pizzico di follia di onnipotenza che ci fa credere di avere il mondo in mano”

Dedicare la propria vita a chi non ci ama, a chi ci procura dolore o disagio, a chi alimenta conflitti e ci allontana dagli altri, è un’attentato a noi stesse. Un affronto al vero amore e alla stima di sé, un attentato che ci preclude ogni possibilità di sperimentare appagamento, serenità e autentica felicità. Solo l’amore reciproco che prevede un continuo arricchimento emotivo può migliorarci, può farci crescere e ci può spingere verso l’alto!

Eppure, nonostante sia ben chiaro cosa significa amare, ci ostiniamo a cercare a tutti i costi un amore qualsiasi per renderlo il nostro scopo quotidiano. Scegliamo, anche se in modo inconsapevole, l’uomo che non ci ama abbastanza e che addirittura non ci ama affatto. Ci piace quell’insano piacere di rendere il partner il fulcro del nostro affetto, dei nostri pensieri, dei nostri investimenti…. convinte di dover sperimentare fino alla fine quella relazione anche se intrisa di sofferenza.

Diciamo la verità: pur di avere l’oggetto del nostro amore (o di quello che pensiamo essere l’amore), passiamo sopra a qualsiasi cattiveria: tradimenti ripetuti, offese di fronte ai figli, freddezze, violenza psicologica, eclatanti mancanze di rispetto…….quasi a giustificare ogni suo comportamento…..tanto “lui è fatto così”

“Una donna innamorata e non corrisposta che si ostina a voler conquistare un uomo, è la peggior nemica di se stessa”
Roberto Gervaso

Più il partner ci tratta male o si dimostra sfuggente e indisponibile, più raddoppiamo gli sforzi per accontentarlo o conquistarlo. Anche se il rapporto si rivela insoddisfacente sin dall’inizio, non vogliamo assolutamente rinunciare a quello che consideriamo un grande amore. Nonostante ci tratti con freddezza e – peggio ancora – non ci rispetti, ci sentiamo profondamente innamorate: quell’uomo è diventato il senso della nostra vita.

Gli amori insani entrano nella vita di chi ha sofferto nell’infanzia

Queste storie partono da un presupposto fallace: quello di poter far innamorare l’altro grazie al proprio amore incondizionato.

Perchè desideriamo un uomo che non ci ama? Perchè uomini capaci di donarci amore non suscitano nessuna attrattiva? Non vi è una spiegazione univoca….molto dipende dalla nostra personalità e dal nostro vissuto.
Ciò che accomuna molte donne innamorate di uomini sfuggenti e anaffettivi è la distorta e inconscia  voglia di rivincita dall’amore stesso, quell’amore tanto volto e mai ricevuto quando si era piccole.

Parliamo di donne cresciute in una famiglia che non le ha mai valorizzate e che ripongono nel rapporto di coppia tutte le loro aspettative di realizzazione personale. L’uomo che amano diventa la loro ragione di vita perchè soltanto nella misura in cui si sentono amate da lui, possono sentire di essere amabili e di valere qualcosa.

Nel cercare di ottenere l’amore di un uomo egoista e non innamorato si cerca di vincere la battaglia che si è persa durante gli anni della crescita : quella di farsi amare da un genitore sempre altrove perchè preso da altro o fisicamente assente.

Gli amori insani entrano anche  nei periodi di maggiore fragilità personale

In particolare, dopo un lungo periodo di solitudine affettiva o dopo una separazione o un fallimento sentimentale che fa ancora male, si è maggiormente vulnerabili e pertanto facilmente esposti ad amori sbagliati. In questi casi, vi è la voglia di riscattarsi all’amore perduto: la nuova storia deve compensare l’ insuccesso precedente…”stavolta deve funzionare a tutti i costi”

In questa ottica, il fatto di non stare in coppia squalifica la nostra autostima e rafforza la pessima convinzione “io non sono amabile”. Ed è proprio in queste condizioni emotive che si fa strada il compromesso sentimentale “con chiunque, piuttosto che sole”.

Ci si piega a una sorta di ricatto emotivo, fingendo con se stesse che va bene così, anche se non si è innamorate, anche se non si è soddisfatte del partner. Perché l’alternativa, cioè l’essere da soli, fa troppa paura ed è più difficile e faticosa da gestire rispetto a questo compromesso.

Questo crea inevitabilmente l’idea della coppia come un obiettivo “obbligato” da raggiungere e, che se non realizzato, accresce l’ansia e un senso profondo di inadeguatezza. Da qui l’idea fuorviante che la vita a due è sempre più bella e più facile mentre quella della donna separata o divorziata richiama subito a un grigiore, a una noia e a uno svuotamento di attività e obiettivi da poter realizzare.

In realtà sappiamo molto bene che, spesso, le maggiori affinità e coesioni avvengono più facilmente fuori dalla coppia (con gli amici, ad esempio) che, invece, necessita di continui accomodamenti e compromessi a volte faticosi.

L’amore (quello vero) si basa sull’autenticità, sul mostrarsi per quello che si è, con i propri pregi e le proprie debolezze

Abbiamo cose più importanti a cui dedicarci, non possiamo lasciare che qualcuno, chiunque esso sia, “bruci” il nostro tempo. La vita va vissuta nella sua interezza senza sprecarla, perciò bisogna amare chi ci ama e non perdere tempo con chi non lo fa.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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