Segnali che ti stai sforzando troppo per qualcuno che non apprezza quello che fai

Se ami un fiore, non raccoglierlo. Perché se lo raccogli, esso muore e cessa di essere ciò che amavi. Se ami un fiore lascialo vivere. L’amore non è possedere; l’amore è saper apprezzare. (Osho)

Il “prodigarsi” per il prossimo, quindi per la famiglia, per il partner, per un amico è una qualità che tutti noi apprezziamo. “Il dare” e la capacità di aiutare gli altri sono caratteristiche che ci nobilitano e ci consentono di crescere come persone. Ma tutto ha un limite, oltre il quale possiamo farci del male senza rendercene conto e senza che l’altra persona lo apprezzi.

Fin da piccoli siamo abituati a considerare la generosità come un valore fondamentale

Dare è meraviglioso: mette di buon umore, aiuta a sentirsi meglio, rende la vita più serena. Non parliamo solo di generosità in senso materiale, ma dell’essere generosi a livello sentimentale, concedersi emotivamente. Eppure la felicità non sta solo nel dare, anche ricevere è un diritto, scopriamo nel corso di questo articolo il perché.

Il problema sorge quando la nostra generosità non viene ricambiata. E’  proprio questa l’origine  delle nostre più grandi delusioni: le persone per le quali ci prodighiamo non mostrano il nostro stesso livello di sincerità, impegno e maturità.

Dare e ricevere emotivamente: una questione di reciprocità

Gli eccessi fanno sempre male. Se è vero da un lato che dare troppo senza ricevere nulla risulta frustrante, è anche vero che chi tende a voler esclusivamente ricevere assume un atteggiamento impregnato di egoismo. Come in tutte le cose, anche in questo ambito è fondamentale l’equilibrio emotivo.

“Il mondo non è solo bianco o nero, è molto più complesso, si compone di infinite sfaccettature. Per vivere serenamente e trovare una certa stabilità emotiva è bene assumere un atteggiamento razionale, finalizzato al bene della nostra persona e di chi ci circonda”

Donatori vs Riceventi

Secondo alcuni psicologi, quando si parla di dinamiche relazionali esistono vari tipi di soggetti.

  • I donatori: rientrano in questa categoria coloro che dedicano la propria vita ad altre persone. Credono che la propria felicità sia strettamente legata al benessere altrui e fanno di tutto perché ciò avvenga.
  • I riceventi: sono le persone “emotivamente viziate” abituati da sempre a ricevere senza dare mai nulla in cambio.
  • I falsi donatori: ovvero le persone manipolatrici che apparentemente fingono di fare del bene agli altri ma in realtà agiscono solo per raggiungere interessi egoistici. Leggi anche Come riconoscere un manipolatore.
  • Equilibratori: rappresentano l’esempio lampante del comportamento che tutti dovrebbero assumere per avere relazioni interpersonali sane. Cercano di mantenere un certo equilibrio tra dare e avere. Hanno una concezione estremamente rispettosa di se stessi e degli altri e fanno di tutto perché tutti soddisfino i propri bisogni emotivi.

Il lato negativo del prodigarsi

Purtroppo, spesso non siamo pienamente consapevoli del fatto che le nostre risorse emotive e cognitive siano limitate, così finiamo per sprecarle, coinvolgendoci in attività che non valgono la pena o relazionandoci con persone che non le apprezzano.

Come sapere quando ti stai sforzando inutilmente?

  • Quando ti sforzi di più per l’altra persona di quanto non faccia lei
  • Quando il tuo livello di compromesso è maggiore di quello della persona che cerchi di aiutare
  • Quando rischi molto per aiutare qualcuno, ma quella persona non rischia praticamente nulla per sé
  • Quando ti stai consumando troppo nel percorso, ma l’altra persona non è disposta a investire la stessa quantità di energia
  • Quando quella persona non valorizza il tuo tempo, l’impegno e la dedizione
  • Quando quella persona non sarebbe disposta a fare lo stesso per te

In questi casi, sarebbe conveniente chiedersi se vale davvero la pena sprecare tanta energia, tempo e fatica per piantare fiori che nessuno irrigherà, dal momento che alla persona che stai aiutando non le interessa.

“Le persone che donano se stesse (a livello emotivo) lo fanno in buona fede, credono nel potere dell’amore e nutrono un profondo senso di rispetto nei confronti degli altri. Quando però una persona si dona a 360° senza essere apprezzata (o in qualche modo corrisposta nella realtà dei fatti) inizia a perdere le speranze, a credere di non essere all’altezza, di non poter far nulla per migliorare le cose”

NOTA BENE…….

La felicità si raggiunge quando si crea un giusto equilibrio tra il dare e il ricevere. Se questo equilibrio viene a mancare il senso di solitudine e di inadeguatezza avrà la meglio. Ad un certo punto dunque le persone che danno senza ricevere mai (anche se nella realtà dei fatti hanno un indole positiva e socievole) si sentiranno sole e crederanno che nessuno al mondo possa capirle.

Quanto può essere malsano continuare a prodigarti troppo senza essere apprezzata?

Se ti prodighi troppo senza essere ricambiata, è come piantare fiori in continuazione perché, dal momento che l’altra persona non si assume la sua parte di responsabilità e non li innaffia, finiscono per seccarsi sempre. Ovviamente, si tratta di un comportamento malsano che nessuno ripeterebbe, ma nelle relazioni interpersonali, in particolare quando sono coinvolti i sentimenti, non è sempre facile renderci conto che stiamo piantando fiori nel deserto.

Questo non significa che devi smettere di dare, ma certamente è un segnale che non sei  sulla buona strada. Forse quella persona è troppo egoista per riconoscere il tuo impegno, forse non è disposta ad assumersi la responsabilità e l’impegno richiesto dalla situazione o forse semplicemente non si rende conto dello sforzo che stai facendo per aiutarla.

In realtà, il problema principale di questo equilibrio insano è che tu dai, ti comprometti e assumi responsabilità molto di più dell’altra persona per risolvere un problema che non è tuo.

Meriti di essere amata, riconosciuta e sostenuta

Tutti abbiamo bisogno di sapere che ci sono persone che ci amano, ci sostengono e riconoscono i nostri sforzi. Se noi diamo continuamente senza ricevere nulla in cambio, non dobbiamo sorprenderci se un giorno, guardando dentro di noi, percepiamo un enorme vuoto emotivo.

Pertanto, anche se questo non significa che dobbiamo aiutare solo chi può restituirci il favore, è importante che usiamo il nostro tempo e le energie con quelle persone che riconoscono veramente i nostri sforzi e, soprattutto, sono disposte a impegnarsi e assumersi la responsabilità, non con noi, ma con se stesse, con il processo di cambiamento e miglioramento che hanno iniziato.

Qual è la soluzione?

Semplicemente non dovresti seminare, ma aiutare a seminare i fiori, mettendo ben in chiaro fin dall’inizio che sei disposta ad aiutare ma che la responsabilità finale non è tua e, quindi, ti aspetti lo stesso impegno e sforzo da parte dell’altra persona.

3 consigli per evitare di “darsi” troppo per il prossimo

Ricorda che ci sono situazioni in cui il modo migliore per aiutare è non farlo. Se il tuo intervento assume dei toni iperprotettivi infatti, potresti addirittura impedire che la persona cresca e impari la lezione. Dopo tutto, non si matura con gli anni, ma con i danni. Intanto fa tesoro di questi miei consigli 🙂

1. Impara a dire di no

Questo è il primo passo per superare la gentilezza eccessiva. Se non riesci a rifiutare un favore quando ti viene chiesto non non potrai mai interrompere il circolo vizioso che crea il tuo comportamento. Imparare a dire “Non posso, mi dispiace” è fondamentale per iniziare a riprendere il controllo della tua vita e sbarazzarti della necessità di approvazione costante.

Naturalmente, questo non significa che devi dire di no a tutti, basta imparare a stabilire i propri limiti e farli rispettare. Valuta se la richiesta che ti stanno facendo è ragionevole, se disponi del tempo e della forza necessari per farlo e, soprattutto, se non è in contrasto con i tuoi obiettivi ed esigenze.

2. Elimina il senso di colpa

Nel corso del tempo la gentilezza diventa un obbligo. Sì! Perché quando aiutiamo più volte qualcuno, questa persona crede di avere il diritto di “esigere” nuovamente un altro favore senza nemmeno chiederci se siamo disponibili.

In alcuni casi si stabilisce un rapporto nel quale ci mettiamo a completa disposizione e quando abbiamo il coraggio di negarci, l’altra persona si offende e cerca di farci sentire male. Ma se desideri cambiare, devi imparare ad affrontare questi atteggiamenti assumendo che non è colpa tua, che hai già fatto abbastanza per aiutare quella persona e che è giunta l’ora di occuparti delle tue cose.

3. Pensare a te stessa prima di pensare agli altri

Detto così può sembrare un’idea egoista, ma non significa calpestare i diritti degli altri, semplicemente vuole dire fare valere i propri, implica cercare un equilibrio tra ciò di cui abbiamo bisogno e ciò di cui hanno bisogno le persone intorno a noi.

E’ giunto il momento di rivalutare i tuoi obiettivi e stabilire delle priorità. Dopo tutto, se non lo fai tu, chi lo farà per te? Ricorda che l’amor proprio inizia in casa tua.

Se ti è piaciuto questo articolo puoi seguirci sulla Pagina Ufficiale di Psicoadvisor, sul mio account personale o nel nostro gruppo Dentro la Psiche. Puoi anche iscriverti alla nostra newsletter. Puoi leggere altri miei articoli cliccando su *questa pagina*.


© Copyright, www.psicoadvisor.com – Tutti i diritti riservati. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.


Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

1 Commento a “Segnali che ti stai sforzando troppo per qualcuno che non apprezza quello che fai”

  1. Egle

    Feb 27. 2018

    Eccellente Articolo lo prendo in visione per la mia Crescita Personale

    Grazie

    Reply to this comment

Lascia un commento