Ecco come un componente della famiglia può invalidarti la vita

Ti uccide vederli crescere. Ma penso che ti ucciderebbe ancor più rapidamente se non crescessero. (Barbara Kingsolver)

La famiglia, ancora prima che la relazione intima, è uno degli scenari tipici nel quale nasce e cresce il dramma delle relazioni tossiche. La famiglia ci viene “imposta” e quindi, per quanto possa non piacerci, dobbiamo adattarci, soprattutto quando si è ancora piccoli o adolescenti. 

La situazione familiare è ancora più complessa perché, banalmente, nessuno di noi può liberarsi dei genitori, del fratello, della sorella o del nonno. Possiamo chiudere una relazione di coppia, ma non possiamo fare lo stesso con i nostri parenti…..almeno finchè non si è adulti!

Nella famiglia tossica i legami familiari sono minati alla radice

Quando si è piccoli si è particolarmente vulnerabili e dipendenti e tutto ciò che ci succede durante l’infanzia rimane attaccato alle nostre radici e questo vale sia per l’infanzia positiva sia per quella negativa. A questo punto, è doveroso chiedersi: quali possono essere le conseguenze che derivano dall’aver vissuto un’infanzia tossica?

La tossicità familiare può acquisire varie sfumature; il genitore può mostrare un atteggiamento ambivalente, manipolatorio, opprimente, abusante, anaffettivo….Il problema che spesso si fa fatica ad ammetterlo e prenderne consapevolezza.

In una famiglia tossica le dinamiche cognitive, affettive e sociali sono radicalmente distorte; predominano i conflitti, i comportamenti deviati, gli abusi. Si innescano schemi comportamentali che seppur tossici e disfunzionali diventano così abituali tanto da indurre i membri della famiglia a crederli normali. Alcuni esempi?

  • Il figlio o la figlia viene egoisticamente investito del ruolo insostenibile di soddisfare i bisogni affettivi della mamma, di compensare la sua infelicità coniugale e/o esistenziale.
  • Non esistono regole, si entra in camera senza bussare e si dà per scontato che non possa esistere privacy. Anzi, il figlio che tenta di mantenere una certa riservatezza, viene malgiudicato
  • Ogni cosa, attività, abitudine è imposta da qualcun’altro, non vi è potere decisionale se non quello di altri componenti del nucleo familiare
  • Il genitore esige che il figlio condivida la sua stessa visione delle cose con frasi tipo “noi la pensiamo cosi”, “non la pensiamo allo stesso modo?” “Siamo sempre stati d’accordo”
  • La mamma instaura con il figlio un rapporto ambivalente: oggi lo coccola e domani diventa completamente trasparente e indifferente ai suoi bisogni
  • La mamma acquisisce un atteggiamento morboso, anche a livello fisico e se non riesce a farlo va su tutte le furie o si mostra estremamente dispiaciuta, utilizzando spesso le lacrime per far sentire loro in colpa.
  • I genitori hanno una visione chiara del futuro del figlio, sanno già cosa dovrà fare nella sua vita, anche se lui o lei di fatto non si è espresso a riguardo.
  • I genitori non svolgono una funzione di guida, non pongono limiti né fanno richieste. In altre parole, i genitori si aspettano che i figli si educhino da soli
  • Un fratello maggiore può abusare ripetutamente della sorella più piccola sotto lo sguardo assente dei genitori

I parenti tossici sanno essere talvolta più pericolosi per la nostra identità che i partner conosciuti al di fuori della realtà familiare

Quando si è piccoli, si tende a giustificare il genitore o qualsiasi altro parente stretto,  anche se mostrano un atteggiamento tossico e manipolatore, proprio perché è un componente importante della famiglia.  Perché i genitori diventano persone tossiche? Perché usano la loro autorità per  sottomettere e manipolare, quando quelle persone dovrebbero prendersi cura dei loro figli più di chiunque altro al mondo?

A questo punto è legittimo chiedersi: perchè assumono questo atteggiamento? Come hanno appreso questo comportamento? Di solito, il genitore che manifesta trascuratezza emotiva o un atteggiamento abusante ha un passato di “vittima” di altrettanti abusi.

“I figli sono come gli aquiloni. Arriva il giorno in cui si innalzano e tu devi insegnare loro a volare, tenendoli con quel filo esile che si dipana dalle tue mani. Possono cadere a terra più volte e tu dovrai ripararli e innalzarli ancora nel vento.
Ti chiederanno sempre più spago e per ogni metro che si dipanerà dalle tue mani, il tuo cuore si riempirà di gioia e di tristezza.
Via via che l’aquilone si allontanerà, avvertirai che il filo che ti unisce a lui prima o poi si spezzerà e lo vedrai volare libero e solo nel cielo della vita. In quel momento ti renderai conto di aver assolto il tuo compito di genitore e ti augurerai che il vento sia sempre propizio” 
Romano Battaglia

Liberarsi dalla tossicità dei familiari

Vivere in una famiglia tossica ha un prezzo molto alto; si può letteralmente perdere la capacità di dar vita a relazioni significative per il resto della vita. I problemi che ne derivano possono variare da un lieve disagio interpersonale a profondi problemi sociali ed emotivi.

In generale, la gravità dei problemi è in relazione a quanto presto nella vita si è manifestata, a quanto prolungata e grave è stata la trascuratezza. Certo, la famiglia non possiamo sceglierla noi quando si viene al mondo….ma una volta adulti possiamo liberarci da chi ostacola la nostra crescita emotiva

Mostrarsi decisi

Mostrarsi sicuri di sé, fermi sulle proprie opinioni, contrarie a quelle dei genitori abusivi, è il primo passo per cambiare le cose. “Non posso”, “non voglio” ,”non sono d’accordo”: è fondamentale esprimere con fermezza il proprio pensiero, agire con determinazione e usare la propria facoltà di decisione.

Prendi le distanze

A volte, la determinazione non è sufficiente, nonostante i tuoi dissensi, la tua determinazione, i tuoi continuano ad arrecarti stress, ansia… A questo punto il modo migliore per affrontare una situazione tossica familiare è prendere le distanze. E’ bene accettare che è impossibile cambiare il genitore, ormai cresciuto e sviluppato interamente nella sua personalità. Anche se siamo legati alla famiglia d’origine da un vincolo di sangue, ciò non significa che siamo obbligati a convivere e condividere gli stessi spazi.

E’ possibile un distacco senza necessariamente viverlo in modo assolutistico: è possibile provare affetto per i familiari anche mantenendo le distanze. Il distacco, quando è la famiglia di origine a fomentare malessere interiore, non solo è consigliato ma anche indispensabile.

NOTA BENE

Purtroppo i manipolatori emotivi esistono in tutti i contesti della nostra vita, il che significa che bisogna imparare a identificarli e a proteggersi da loro. Soprattutto chi ha vissuto in una famiglia  disfunzionale rischia di essere facile preda dei manipolatori, dei narcisisti….. per quel bisogno d’amore che ci è stato negato.

Ricordiamoci sempre….che una persona può decidere di cambiare qualcosa di sé solo se lo decide! Qualsiasi pungolo dall’esterno sarà nullo se non parte da una motivazione intrinseca e personale. L’unico potere di cambiamento che abbiamo, infatti, è solo su noi stessi…Perché amare in modo sano è un’altra cosa!

Vorrei proporvi un nuovo modo di interagire e animare Facebook, così da usare i social network come mezzo di denuncia sociale. Con l’hashtag #iostoconpsicoadvisor potete inserire qualsiasi informazione che vi riguarda, una foto, una riflessione, una frase… l’hashtag dovrà essere usato solo da chi ha subito violenze fisiche o abusi psicologici e, nonostante tutto continua ad alzarsi al mattino a testa alta. Un metodo “social” di mostrare aiuto e comprensione, uno scambio tra utenti che hanno vissuto esperienze affini.

Anche noi useremo questo hashtag per leggere le vostre esperienze e, almeno virtualmente, mostrarvi la nostra presenza.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

6 Commenti a “Ecco come un componente della famiglia può invalidarti la vita”

  1. Matteo

    Feb 25. 2018

    Mancano i riferimenti bibliografici alla Teoria della Nascita di Massimo Fagioli.

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  2. Rosalina

    Feb 24. 2018

    Dalla mattina alla sera mi sento dire: “fallita, pezzente, straniera di merda, stronza, puttana, mignotta, ma chi ti si inculla? fai schifo…fai cagare!”. E dirmelo è mio figlio. Un figlio per il quale ho sempre rinunciato alle mie cose, alla mia vita (essendo da sola per allevarlo), e che da 5 mesi è ritornato a vivere in mia compagnia, farsi mantenere da me, che non ho più voglia di fare da madre a NESSUNO…Lui non capisce, che anch’io ho una vita, e che non intendo fare madre “ad aeternum”… Più costruisco, più AMO ME STESSA, e piu lui si arrabbia perché non è più al centro della mia vita…i suoi insulti alla mia persona, ovviamente mi danno fastidio perché mangia , si alimenta, dorme e usa tutte le utenze pagate coi miei soldi…Ora me ne vado di casa. Preferisco vivere sotto il ponte a convivere con un tipo del genere. Piu di 20 anni di psicoanalise per capire il quanto IO sono preziosa, il quanto IO sono valida come persona, il quanto IO sono una brava, bravissima persona…Ho vissuto la stessa storia con suo padre e mi sono liberata…ora , mi sembra che la cosa è proprio ereditaria, e quindi, mi devo liberare anche da questo FIGLIO TOSSICO…che mi sta avvelenando le giornate, il sangue, la vita…EVVIVA LA LIBERTA!

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    • Cristina

      Feb 26. 2018

      Bravissima e tantissimi complimenti …..dal cuore !

      Buona vita , Cristin

  3. Betty

    Feb 24. 2018

    Si è proprio vero, vengo da una famiglia disfunzionale, abusi e manipolazion8 fin dall’infanzia, dal padre, dal fratello che è 7n carnefice peggiore del padre… ci lavoro anche insieme, nella ditta lasciata dal padre… incredibile. Per lui è normale il trattamento che mi riserva, un astio profondo di base con 1000 sfumature, e non si rende conto di essere anche lui una vittima. Io invece ho la consapevolezza che non potrò mai avere 7na vita appagante. Siamo tutti soli; io, mio fratello e mia sorella.nessuno si è fatto una famiglia

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  4. CINZIA

    Feb 22. 2018

    Mi creda non è facile liberarsi della tossicità di una madre che schiacciava sotto i piedi i miei giocattoli o li infilzava con le forbici. Botte, tante botte. Musi, tanti musi per mesi e anni…….ma ho fatto il mio dovere di brava figlia, l’ho accudita fino alla morte. Adesso mi sono liberata, adesso finalmente vivo quel che mi resta serena. Dopo aver letto i suoi articoli credo di aver avuto a che fare con una terribile narcisista, ma non lo sapevo.

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  5. Barbara

    Feb 22. 2018

    Il prezzo che si paga è la solitudine e l’isolamento già all’interno della famiglia .. non ho mai capito perché non si insegna a scuola a riempire la solitudine .. con la musica .. con la meditazione .. con le buone letture .. quanti infelici e disadattati in meno ci sarebbero ..

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