Vittimismo cronico: come riconoscere e gestire le persone che sanno solo lamentarsi

Non sempre tutto è come sembra. A volte dietro alla falsa maschera della vittima si nasconde ben altro. Scopriamo come affrontare ogni situazione.

Ci sono persone che si trasformano in vittime permanenti arrivando a soffrire di ciò che si potrebbe definire vittimismo cronico. Queste persone si travestono da false vittime, consapevolmente o inconsapevolmente, per simulare un’aggressione inesistente e, allo stesso tempo, scaricare la colpa sugli altri, liberandosi così da ogni responsabilità.

Infatti, il vittimismo cronico non è una malattia, ma potrebbe portare con il tempo a sviluppare un disturbo paranoico quando la persona insiste continuamente a incolpare gli altri di tutti i mali di cui soffre. Inoltre, questo modo di affrontare il mondo genera una visione pessimistica della realtà, terminando per causare malessere tanto in chi si lamenta come in chi riceve la colpa.

Vittimismo cronico: come riconoscerlo

Tutti avrete avuto a che fare con persone che si lamentano di continuo, per qualsiasi cosa ed in qualunque momento.  Ma come riconoscere e gestire le persone che sanno solo lamentarsi? Scopriamolo in questo articolo!

Come ho già accennato, le persone affette da forme di vittimismo cronico sono soggetti pessimisti, che non riescono a valutare se stessi né ad assumersi realmente alcuna responsabilità. Non sempre però le vittime agiscono in buona fede. A volte “ci si alloggia sugli allori”, si tende ad approfittare della situazione. Riconoscere le false vittime è importantissimo poiché queste potrebbero recarvi non pochi danni.

Vittimismo cronico: tipologie

Vi sono vari fattori che possono spingere a sentirsi nel ruolo della vittima, ogni fattore è collegato ad un determinato tipo di vittimismo cronico.

Vittimismo cronico: la vittima passiva

Generalmente le persone arrivano ad assumere un atteggiamento vittimistico nel momento in cui non riescono più a difendersi da soli. Non hanno più armi a propria disposizione. Sono sprovvisti di qualsiasi difesa. Sono soggetti che assumono un atteggiamento vittimistico mossi dalla paura. Sentendosi disarmati, l’unica cosa che sanno fare è lamentarsi. Questa categoria può ulteriormente dividersi in: passivi-aggressivi passivi pacifici.

I passivi-pacifici sono semplicemente persone vittime di se stesse, che non hanno ulteriori scopi nell’assumere questo comportamento. Il loro atteggiamento gli si ritorce contro di continuo eppure non  riescono ad uscire da questa “spirale delle lamentele”. Sono persone innocue che recano danni soprattutto alla propria persona.

I passivi-aggressivi sono quelli di cui bisogna temeredi più. Sono coloro che più di tutti “si travestono da agnello” per poter disarmare e aggredire alle spalle il proprio interlocutore. Questi soggetti pur essendo inizialmente motivati da un’esigenza (non sanno come reagire di fronte ad una determinata situazione) ad un certo punto approfittano del loro status per mettere gli altri in una posizione sgradita, in cattiva luce.

Vittimismo cronico: i manipolatori

A differenza delle vittime spinte dalla passività, i soggetti manipolatori che assumono atteggiamenti vittimistici non hanno proprio nulla di passivo. Le vittime manipolatrici croniche sono infatti spinte dall’egocentrismo, dalla voglia di emergere, dall’esigenza di essere vittoriosi in ogni situazione.

Queste persone infatti utilizzano il loro fittizio ruolo di vittima per trarne vantaggi personali. Sfruttando il loro “saper fare le vittime” mettono i proprio interlocutori in cattiva luce, li fanno apparire aggressivi e irrazionali (anche quando in realtà non lo sono).

Il ruolo di vittima infatti consente alle vittime manipolatrici di mettere in mostra una parte costruita della propria persona; infatti,  sembrano docili e sottomessi (anche se in realtà sono aggressivi e manipolatori). In questo modo riescono suscitare un sentimento di pietà nei propri interlocutori. Gli scopi delle vittime manipolatrici possono essere molteplici ma generalmente intendono raggiungere i propri obiettivi attraverso le seguenti modalità:

– Sfruttando il proprio interlocutore per mostrare agli altri il proprio status di vittima indifesa (facendolo apparire aggressivo e irrazionale).

– Sfruttando il proprio falso vittimismo per riuscire a farlo sottostare al proprio volere.
In sostanza, la retorica di questa persona ha come obiettivo delegittimare gli argomenti del suo interlocutore. Ma non smentendo le sue affermazioni con argomenti più validi, piuttosto facendo in modo che l’altra persona assuma, inconsapevolmente, il ruolo di aggressore.

Come lo fanno? Semplicemente assumendo il ruolo di vittima nella discussione, in modo tale che l’altra persona sembri autoritaria, poco empatica o addirittura aggressiva. Questa strategia si conosce come “retorica centrista”, dato che la persona cerca di mostrare il suo avversario come un estremista, invece di preoccuparsi di confutarne le affermazioni. Pertanto, qualsiasi argomentazione che avanzi il suo avversario sarà solo una dimostrazione di malafede.

Ad esempio, se una persona osa contrastare una lamentela con prove indiscutibili o statistiche provenienti da fonti attendibili, la vittima non risponderà con dei fatti, ma dirà qualcosa del tipo: “Mi aggredisci continuamente, ora dici che sto mentendo” o “Stai cercando di imporre le tue opinioni, fammi il favore di chiedermi scusa”.

Come gestire le persone che sanno solo lamentarsi

Apriamo gli occhi

Come per tutte le interazioni sociali l’atteggiamento da assumere con le persone affette da vittimismo cronico varia in base al rapporto tra le parti. In linea generale comunque è molto importante non cadere nella loro spirale di lamentele. Aprite gli occhi. La consapevolezza del tipo di persona che avete di fronte è fondamentale! (è una vittima sincera o manipolatrice?) E’ il primo passo per poterla affrontare nella maniera più opportuna!

Diciamo la verità

Dire la verità aiuta sempre ma anche in questo caso è bene essere consapevoli del tipo ti vittima che si ha di fronte. Dire a qualcuno “non lamentarti di continuo” può apparire offensivo e far male alle persone più fragili. Fategli capire che il semplice lamentarsi non porta a niente, stimolateli ad assumere un atteggiamento positivo: se si tratta di una vittima passiva probabilmente apprezzerà, se si tratta di un manipolatore probabilmente fingerà di non capire.

Facciamo le vittime!

Sembra un consiglio superficiale ma molto spesso le persone che si lamentano non riescono a vedere “al di la del proprio naso” e come dice il proverbio “a mali estremi estremi rimedi“. Mostrategli che anche voi se volete sapete lamentarvi e che fondamentalmente tutti hanno i loro problemi ma non per questo continuano a lamentarsi 24h su 24! In questo modo la persona comprenderà che forse i suoi problemi non sono così enormi e la smetterà di lamentarsi. Se riuscite a “vestirvi di vittimismo” riuscirete a tenere testa anche al manipolatore più astuto!

Allontaniamoci

Se proprio non riuscite a gestire in alcun modo queste persone, beh forse è giunta l’ora di allontanarvi, ma non per sempre. Prendetevi i vostri tempi e spazi. Quando avrete di nuovo a che fare con quella persona, se torna a lamentarsi, fategli notare che siete li per rilassarvi anche voi; se non dovesse capirvi allontanatevi nuovamente. Talvolta si scopre una natura incompatibile tra modi di fare che può portare anche a troncare definitivamente il rapporto.

Ricordate che la cosa più importante è che queste persone non vi rovinino la vita scaricandovi addosso la loro negatività e, soprattutto, che non vi facciano sentire in colpa. Non dimenticate che vi può fare del male emotivamente solo colui al quale voi date il potere di farlo.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

2 Commenti a “Vittimismo cronico: come riconoscere e gestire le persone che sanno solo lamentarsi”

  1. Santi

    Nov 04. 2017

    Leggo i vostri articoli tutti i giorni.
    Mi trovo benissimo perché li applico di continuo.
    Complimenti!
    Grazie

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  2. Michele

    Nov 04. 2017

    Buongiorno
    Grazie per questo interessantissimo articolo!!!!
    Ho avuto una storia sentimentale di 3 anni con una donna vittima-manipolatrice, sicuramente con un passato non facile, ma sembrava gli piacesse molto esporre le sue sofferenze a chiunque gli stava davanti.
    Figuriamoci con me che avevo la capacità di ascoltarla e consolarla. Ma non appena riuscivo a darle il buon umore… si “ri-armava” di nuove cartucce per mettere in cattiva luce altre persone della sua cerchia, sia lavorativa che familiare. E sembrava pure vero. Ma il suo problema con gli altri, era che non sapeva mai difendersi. Poi scoprii che era anche bipolare!
    Della nostra storia, è rimasto un lamento da parte sua, chiama i miei amici al telefono (diventati di riflesso anche suoi amici) per parlare della sua sofferenza data dal fatto che io non sono stato comprensivo nei suoi confronti. Inventa malanni e acciacchi, e aggressioni da parte dei suoi parenti, qualcuno anche fisico! Ma conoscendo la persona, so che, tutte queste sono sue invenzioni per potersi sentire dire “poverina”. Questa è la sua benzina! Purtroppo più va avanti negli anni, più si rinforzano i suoi atteggiamenti. Con molta sofferenza ci siamo allontanati e chiuso ogni minimo rapporto. Perché quando ho cercato di sentirla per chiederle come stava ecc ecc… lei ha incaricato una sua conoscente, a telefonarmi col suo cell, per dirmi che se l’avessi chiamata un’altra volta mi avrebbe denunciato per stalking!
    Allora fine di tutto. 🙂
    Grazie per avermi letto, e ancora grazie per le sue rubriche.

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