Chi oggi è rifiutato, respinto o maltrattato è stato un bambino non amato

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Il concetto che abbiamo di noi stessi inizia a crearsi già dai primi mesi di vita, a partire dalle prime relazioni. Costruiamo, infatti, le prime percezioni di noi dal modo in cui gli altri ci percepiscono e dal modo in cui ci percepiamo nel rapporto con gli altri.

Un bambino che rappresenta se stesso come degno di amore e di importanza e gli altri come rispondenti ai suoi bisogni, da adulto si comporterà di conseguenza, sicuro di ricevere amore e supporto nelle relazioni.

Se c’è stata una cattiva sincronizzazione tra le risposte del bambino e del genitore,  il bambino può rappresentarsi come non degno di attenzioni e costruire un’immagine negativa di sé che successivamente tenderà a confermarsi nelle relazioni successive.

In questo modo se una persona si forma un concetto di sé negativo tenderà a confermarlo rimanendo intrappolato in un sistema che si autoalimenta, creando una serie di profezie che si autoavverano; questa è la base su cui si possono costruire problemi nelle relazioni, come le continue delusioni nelle storie d’amore.

Perchè accetto una condizione così denigrante ed invalidante per me?

Una relazione che fa soffrire, che distrugge, che porta alla sepoltura del proprio essere dovrebbe far riflettere tanto: che ci faccio con questa persona?

Cos’è l’amore?

L’amore è libertà, espansione del proprio sè, unione e realizzazione personale e nella coppia. Se ti senti annichilito/a, se sei felice in minore quantità di quanto sei triste, vuol dire che sei stato “un bambino non amato”

L’adulto con un vissuto di “non amore”

Un “bambino non amato”, da adulto quasi sicuramente vivrà relazioni distruttive in modo spesso inconsapevole e disperato senza avere la capacità di intravedere un’altra possibilità per la sua vita: vivrà per il partner, annullandosi completamente.

Spesso chi vive questo genere di storie è convinto che si tratti di amore e che prima o poi il proprio partner se ne renderà conto e cambierà. In seno a questa speranza si perdono spesso svariati anni. Il problema è che nessuno cambia soprattutto se non è lui stesso a volerlo, non si cambia perchè qualcun altro lo pretende.

La spinta inconscia di queste relazioni di “non amore” è proprio il rifiuto. L’adulto con un vissuto di “non amore”, si strugge tantissimo nella relazione proprio perchè sente, anche se a livello inconscio, lo spettro di un vicino rifiuto. Per rifiuto intendo non solo l’essere respinti ma anche umiliati, non accettati e maltrattati. Costui o costei è consapevole di questo meccanismo ma spera che prima o poi il partner si riveli innamorato e redento.

In modo inconsapevole si va a riproporre un antico copione in cui la persona che oggi è rifiutata (respinta, maltrattata) è stata dapprima un bambino non amato: i genitori sono stati assenti o iperprotettivi e controllanti o in alcuni casi abusanti. La crescita copre la ferita, ma la lascia insanata. Attraverso l’identificazione con il partner le persone dipendenti cercano di salvare se stessi e colmare le proprie carenze affettive.

In pratica, nella ricerca di amori attuali tormentati, il non amato, oggi adulto, non fa altro che ripercorrere l’antico copione vissuto con i genitori, l’antico dolore per non essere stato amato con la speranza di sanare questa antica ferita. Nella vita di coppia si riattribuiscono, più o meno inconsapevolmente, un ruolo simile a quello vissuto con i genitori, nel tentativo di cambiare il finale.

Perchè da adulti si cerca di riattribuire un ruolo simile?

Vi è disperato bisogno dell’Io di essere amato. Quella disperazione che porta a dire: “io non ce ‘l’ho (l’amore) ma da qualche parte deve esserci”. In questi casi,  c’è il rischio che si innesti il modello di comunicazione passivo (non ho amore, allora ne do tanto) cioè quello di ‘zerbinarsi’, prostarsi, umiliarsi , insomma tutti quei comportamenti (non necessariamente evidenti e plateali) che portano inevitabilmente a tradire e al venir meno del rispetto per se stessi.

Quando si raggiunge la consapevolezza di essere prigionieri di questo meccanismo, ecco che nasce il desiderio di rivivere e superare i traumi infantili e cercare così di ritrovare il sentiero perduto e realizzare le proprie potenzialità.

Nel libro “La ferita dei non amati” Schellenbaum spiega che il “non amore” può essere superato attraverso la rinascita all’Amore, che in questo caso è impegno a volgere in positivo il negativo ricevuto. Così può realizzarsi il riscatto. E, lo sappiamo bene, ognuno di noi, come il più debole dei non-amati, ha in se stesso una scintilla di una forza eroica che trasforma i no in sì. E ciò vale sia nei confronti di se stessi che verso gli altri.

Il motto che Schellenbaum si sforza di ripetere è proprio quello di volgere tutta l’energia dedicata a ripensare al non amore in gentilezza e tenerezza verso le persone. Difficile da fare? Anche vendicarsi, nutrire rancori, covare invidie è un programma di non facile realizzazione… Ricordiamolo.

I bisogni dei bambini

Ecco i principali bisogni primari che i bambini devono soddisfare durante l’infanzia: legami stabili con gli altri (protezione, stabilità, cura e accettazione); autonomia e senso di competenza; libertà di esprimere emozioni e sogni, spontaneità; autocontrollo e limiti.

Se, nonostante la presa di consapevolezza delle vostre esigenze,  a liberarvi dagli schemi disfunzionali del passato, non dovete escludere la possibilità di chiedere aiuto ad un professionista. Ricordate, non è mai l’amore di un altro che ci guarisce, ma solo l’amore che finalmente decidiamo di dare a noi stessi.

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Un commento su “Chi oggi è rifiutato, respinto o maltrattato è stato un bambino non amato”

  1. Argomento molto interessante e ben trattato!
    Purtroppo mi riconosco in molti punti… e mi chiedo ma non c’è un sistema per riabituare il cervello ad amarsi, mi rendo conto sempre di più che la mia difficoltà nel rapportarmi con gli altri è dovuta a delle carenze affettive subite da bambina!
    Se esistesse un metodo che incosciamente abitui ad amarsi e a stimarsi io lo vorrei conoscere,
    perché purtroppo questa mia mancanza di affetto mi sta portando a distruggere tutto ciò che mi circonda!

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