Cosa ci spinge a cercare nuove storie?

Sei in una relazione stabile, hai costruito bene fin ora ma… senti che la relazione non ti basta più e vuoi voltare pagina, cambiare aria, cambiare partner, avere nuove esperienze… Ti è successo? 🙂 Non sei il primo e non sarai l’ultimo. Ora ti spiego perché accade ma per farlo ho bisogno di farti capire prima un paio di cosa sulle emozioni.

Cosa sono le emozioni?

Le emozioni sono processi della sfera emotiva che sperimenti appena giunto al mondo.

Per farti capire meglio farò un paragone (sì, un po’ forzato!). Le emozioni possono essere paragonate ai nutrimenti: così come esistono intolleranze alimentari (quando non riesci a processare/digerire un nutriente) esistono una sorta di intolleranze emotive. Esistono piatti più complessi, difficili da digerire e piatti più semplici e che non caricano il tuo apparato digerente. Analogamente, esistono emozioni più complesse di altre e c’è bisogno di più “esercizio” per poterle assimilare ed elaborare

Un apparato digerente efficiente, ti consentirà di elaborare cibi più complessi. Così, una sfera emotiva ben strutturata ti consentirà di accedere e assimilare anche emozioni più complesse.

L’assimilazione delle emozioni, proprio come la digestione, è un processo molto complesso dove intervengono tante reazioni distinte che si integrano tra loro. Reazioni integrabili, interagenti ma anche separabili. Tali reazioni si susseguono e servono a costruire una base emotiva complessa nel soggetto.

Perché l’emozione che si prova è complessa?

Sai bene perché un piatto può essere definito pesante e complesso (ipercalorico, ricco di ingredienti e condimenti)… ma perché un’emozione si può definire complessa?

Perché, prima di essere “assimilata”, un’emozione deve essere vissuta (riconosciuta ed elaborata) e non tutto è facile quando alla base manca un buon esercizio.

In più, le emozioni coinvolgono il corpo inducendo piccole o grandi modificazione. In passato si parlava di fisiognomica, in questa sede mi limiterò a dirti che le emozioni possono modificare la mimica espressiva, il nostro sistema endocrino, immunitario, possono portare ad alterazioni posturali e cardiache. Non è un caso che la psicosomatica studia proprio come la complessità delle emozioni possa riflettersi sulla fisiologia corporea.

Le emozioni possono indurre variazioni sulla pressione arteriosa connessa con il sistema nervoso autonomo. Possono indurre azioni che portano a ferire l’altro, attaccarlo, alla fuga o… alla passività.

Ora, chi riesce nel processo di “riconoscimento, elaborazione e assimilazione” delle emozioni è molto avvantaggiato. Anzi, io direi che detiene una “sfera emotiva completa ed efficiente“.

Non sempre questo accade: purtroppo non tutti da piccoli, riceviamo una buona educazione emotiva e ci manca il processo di alfabetizzazione emotiva. In pratica, per inerzia, impariamo a conoscere solo le emozioni semplici e ci sfugge del tutto l’elaborazione delle più complesse.

Si parla, in questi casi, di alessitimia, empatia alterata (assente, bassa o smisurata propensione empatica), incapacità introspettive o addirittura disturbi della coscienza.

A complicare il tutto si aggiunge il fatto che l’emozione è subitanea, cioè si manifesta all’improvviso, in modo sprezzante e forte! Può travolgerci come un pugno e chi non ha una “certa educazione emotiva” non riuscirà a capire neanche cosa sta succedendo.

Ecco che le emozioni non elaborate, non riconosciute e non assimilate possono far insorgere sensazioni sgradevoli come l’ansia, la vergogna, la  paura, l’angoscia da abbandono e anche un insensato senso di colpa.

Questa intera premessa per spiegarti che probabilmente tu non sei “padrone delle tue emozioni” ma potresti esserne vittima. Quando senti il bisogno di lasciare il partner (che magari ami!), tale bisogno è indotto da una mancata regolazione emotiva, anzi, diciamo così: è indotto da una cattiva educazione emotiva!

Cosa ci spinge a cercare nuove storie?

Parliamo della tua educazione emotiva. Forse -e dico forse- hai qualche carenza che non ti consente di elaborare le emozioni più complesse.

Se, quando eri piccolo, non hai imparato ad elaborare ed assimilare l’intera gamma emotiva, probabilmente il concetto di stabilità emotiva può esserti difficile da capire.

Bauman con l’Amore liquido, esprime il concetto della scomparsa del desiderio di sperimentare nuove situazioni verso la ricerca di un amore autentico e stabile.

In te, la scomparsa del desiderio di sperimentare nuove situazioni non è avvenuta perché, probabilmente, non sei mai stato educato alla stabilità.

Serpeggia in te, in modo silente, il desiderio di amare ed essere amato, con una continua ricerca di appagamento, senza però la sicurezza di essere stato sufficientemente completato. Perché? Perché questa sicurezza nessuno te l’ha mai data, per te è qualcosa di sconosciuto… e così ti fermi al primo step, quello della ricerca di nuove situazioni.

Quando il rapporto è consolidato, stabile e dovresti raccogliere i frutti dell’appagamento del rapporto di coppia, ecco che qualcosa scatta!

Per te, le storie d’amore hanno una data di scadenza ed è solo una questione di tempo. Sappi però che non esistono date di scadenza se non quelle indotte dalla tua sfera emotiva: nel tuo processo educativo nessuno ti ha insegnato il valore delle cose durevoli, stabili… nessuno ti ha insegnato ad assimilare ed elaborare le emozioni legate a un appagamento a lungo termine.

Amore liquido: non conoscere il piacere delle cose durevoli

Con il termine “amore liquidosi indica un conflitto perenne tra il desiderio di coinvolgersi in affetti e l’angoscia di essere responsabili di un legame duraturo, di una sana e sentita “dipendenza” da un amore.

Per questo dualismo, qualcuno di noi si sentirà “costretto” ad accorciare la durata delle relazioni autentiche e profonde per sperimentare relazioni sempre nuove, anche tradendo il proprio partner, per ricominciare da capo e sì, per non sentirsi mai legati a niente.

Questo accade perché non abbiamo imparato ad assimilare il piacere delle cose durevoli, addirittura, in alcuni casi niente può appassionarti davvero fino a diventare un autentico scopo di vita. Tutto ha importanza ma niente ha importanza davvero. Allo stesso modo le situazioni sentimentali diventano liquide, con una data di scadenza.

Bauman fa alcune osservazioni e non parla mai di educazione emotiva. Perquesto autore tutto nasce perché non siamo capaci di stare bene con noi stessi perché, per te, hai poco valore e quindi togli valore anche agli altri.

C’è poi un’altra corrente di pensiero che interfaccia il bisogno di cambiare partner al consumismo. Qui il paragone è facile: viviamo in una società consumistica, aleatoria, fatta di dispositivi che hanno una vita programmata, dove il piacere diventa usa e getta, euforico…. Così ci adeguiamo al fine di non ascoltare e ascoltarsi mai nel profondo. Questo pensiero ha molto a che vedere con l’educazione emotiva di cui ti ho parlato in premessa: se non ti fermi ad assimilare ciò che hai dentro (perché sei distratto o perché non hai mai imparato a farlo), non puoi conoscerti, non puoi apprezzarti e non puoi apprezzare ciò che hai, compresa la relazione con il partner.

Poi c’è chi accumula le relazioni per evitare i rischi dell’amore, come se avere relazioni effimere e brevi lo tenesse al riparo da eventuali sofferenze legate all’abbandono. In questo caso, la persona ha due modalità di agire: instaurare relazione a breve termine oppure instaurare relazioni durature ma superficiali. Di questo te ne ho parlato nell’articolo dedicato al partner evitante.

Come rimediare?

Tornando alla metafora iniziale, non puoi imporre al tuo apparato digerente di assimilare tutto e subito… Non puoi pretendere, di punto in bianco, che la tua sfera emotiva si ri-programmi da sola. Puoi però imparare a “esserci nella coppia”. Puoi imparare a riconoscere le tue emozioni e iniziare ad apprezzare anche la stabilità emotiva che non hai mai conosciuto fin ora.

L’esserci (con se stesso e con il partner) non è cosa da tutti, funziona solo quelli che hanno voglia di crescere, di accrescere le proprie capacità emotive e introspettive, funziona solo per chi sceglie di “esserci e sentire” senza paura di soffrire.

La vita di ognuno di noi può essere divisa in “epoche”. Magari hai già sperimentato l’epoca in cui “andare via” era la soluzione… ora sperimenta l’epoca del restare, dell’esplorarti in profondità, l’epoca in cui riesci ad assimilare ogni emozione.

Perché è così difficile? Perché le varie epoche vissute soggettivamente hanno alcune ricordi che funzionano come stimoli guida. Fino a oggi, purtroppo, non hai ricordi “consolidati dell’esserci” come manifestazione di stabilità e appagamento duraturo. Non hai “appreso” la capacità di fronteggiare determinati stimoli e funzioni seguendo “stimoli guida” che sono il retaggio di paure e schemi passati.

Fermati, respira, pensa e soffermati di fronte allo scorrere veloce dei vari sentimenti e delle emozioni che ti accompagnano nel quotidiano.

Fia introspezione e impara a conoscerti, individua quali sono gli “stimoli guida” che ti portano a “scappare dalla relazione”, che ti inducono alle “assenze” e non ti fanno apprezzare una vita fatta di presenze e reciprocità. Fai un tuffo nel passato, ripensa alla tua infanzia… capire quali sono state le mancanze dell’epoca ti aiuterebbe a rendere meno liquido il senso delle relazioni a partire da quella che vivi con te stesso.

Letture consigliate: Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi“. Cliccando sul titolo del libro potrai accedere alla pagina Amazon che ti consente di leggere un estratto gratuito.

Illustrazione: Henn Kim


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Anna De Simone, life e mental coach, scrittrice e admin di psicoadvisor.com

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