Dimmi che madre hai e ti dirò che partner cerchi

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Scrittrice e fondatore di Psicoadvisor

La letteratura psicologica ha sempre più valorizzato il rapporto della diade madre-figlio come punto di partenza di possibili problematiche future dell’individuo. E’ cruciale lo studio delle relazioni infantili, in quanto carenze o bisogni nei primi anni di vita si trasformano spesso in età adulta nella ricerca di figure di attaccamento e di appoggio, proprio per sopperire a queste mancanze. In effetti, alcune delle caratteristiche che contraddistinguono una coppia (gioia, vicinanza, gelosia, freddezza, distacco, simbiosi, sicurezza ecc.) sono in qualche modo una riedizione di dinamiche relazionali interiorizzate nell’infanzia.

Dopo la nascita del piccolo ci troviamo di fronte alla fase del rapporto simbiotico con la madre

Parliamo del rapporto madre-bambino. C’è una dipendenza totale del neonato, una completa passività, la madre nutre il neonato a livello fisico, ma anche affettivo. Se all’inizio questa relazione simbiotica (tra madre e figlio) è indispensabile, in seguito potrebbe assumere delle sfumature negative o addirittura dannose se non contenuta e progressivamente allentata. Infatti, molte emozioni intense si sviluppano a partire dall’esperienza di attaccamento: paura se la figura di attaccamento si allontana, collera se dimostra di non essere disponibile alle richieste, tristezza se rimane per troppo tempo irraggiungibile, gioia se risponde ai segnali del bambino. Questo legame richiama lo stile di attaccamento studiato in particolare da John Bowlby. “Le relazioni di attaccamento nell’infanzia costituiscono il prototipo di tutte le relazioni d’amore che il soggetto instaurerà nel corso della sua vita” (Bowlby, 1969).

Cosa si intende per attaccamento?

Quando si parla di Bowlby, tutti conoscono a grandi linee la teoria sull’attaccamento. Teoria che è stata rielaborata tante volte e rimaneggiata da diversi autori. Parliamo spesso di attaccamento ansioso, evitante, sicuro e ambivalente (insicuro-resistente), disorganizzato… ma pochi si soffermano sul modello operativo interno, quello che può essere la “chiave di volta” per sottrarsi al classico copione affettivo. In psicologia Modelli Operativi Interni (MOI) sono estremamente importanti perché consentono di prevedere e spiegare reazioni, comportamenti e i rapporti con le persone significative.

In che modo la figura della madre influisce nelle storie d’amore?

Le relazioni sentimentali sono l’espressione di una combinazione complessa di esperienze evolutive e caratteristiche di personalità. Chiaramente, l’aspetto dell’apprendimento sociale dato dalle esperienze infantili consentirà ai figli, una volta adulti, di proiettare le proprie emozioni e sensazioni sul partner. Questo può materializzarsi con differenti forme di rapporti amorosi: la scelta inconsapevole di un partner simile alla madre, la scelta inconsapevole di un partner totalmente differente dalla madre e la scelta inconsapevole del partner che ha caratteristiche simili al padre, in quanto le peculiarità materne sono particolarmente evidenziate in se stessi.

4 tipi di madre: scopri qual è il partner che fa al caso tuo

Molte persone si aspettano nel rapporto con il partner la risoluzione di tutti i loro problemi, si danno completamente in una relazione, ma vogliono altrettanto in cambio. Spesso, si pensa di poter risolvere modalità relazionali frustranti abbandonando la famiglia di origine per rifugiarsi nella convivenza con il partner, ma questa molte volte è solo un’illusione, in quanto questi comportamenti, ormai consolidati, non si abbandonano così semplicemente. Nella letteratura sulle relazioni tra partners si parla frequentemente di collusione.

Questo termine, che deriva dal latino cum ludere, oltre al significato di giocare insieme ha quello di ingannare, di stare al gioco e di autoingannarsi: si tratta di una complicità inconscia tale per cui ciascuno dei partners, sulla base delle proprie fantasie e sui bisogni creati da carenze affettive, attribuisce all’altro ruoli che non sempre coincidono con la realtà.

Madre invadente e autoritaria

Le classiche frasi delle madri invadenti e autoritarie: “Se non fai bene i compiti ti metto in castigo! “Non telo meriti” “Non mi piacciono i tuoi amichetti” “Devi essere il primo della classe!” “Non basta, devi impegnarti di più!” “Non mi deludere!”

Le madri irrisolte e invadenti considerano i figli come se fossero di proprietà personale. Un bene prezioso di cui occuparsi e preoccuparsi, sempre e per sempre. Questo legame tossico ha tutta una serie di implicazioni per lo sviluppo emotivo, psichico e sessuale del bambino. In ambito amoroso e sessuale un bambino che diventa adulto vivrà in legami d’amore in maniera zoppicante: da un lato desidera amare ed essere amato, dall’altro teme inconsciamente di tradire la madre e di trovare un partner fagocitante come lei.

Sviluppa così una chiara difficoltà nello stabilire un’intimità e un’autentica connessione emotiva con un partner adulto. Cercherà legami sperequati senza una reale progettualità per difendere le sue paure, e il suo immobilismo del cuore. Anche la scelta del partner ideale sarà un cammino irto di difficoltà. Per la madre invasiva nessun partner può andar bene per il figlio. Troppo alta/o, troppo bassa/o. Esigente. Accomodante, dimessa/o. Incapace…

Madre anaffettiva

Le classiche frasi delle madri anaffettive:”Ho da fare!” “Non pensi di essere grande per le coccole!” “Smettila di starmi addosso!” “Sbrigati!” “Non sai fare nulla da solo!?”

Le madri anaffettive sono persone incapaci di esprimere liberamente le proprie emozioni, soprattutto quando si tratta di manifestare amore. Questo dipende solitamente da un vissuto personale problematico che ha impedito alla donna di sviluppare un rapporto sano con le emozioni e con se stessa. Fondamentalmente la madre anaffettiva non ama abbastanza se stessa per poter trasmettere amore ai suoi figli.

Chi è cresciuto con una mamma anaffettiva, in età adulta,  svilupperà poca autostima, disturbi da sindrome dell’abbandono, incapacità di manifestare le emozioni, disistima nei confronti dell’altro sesso. Nutre credenze irrealistiche sull’amore e ripone nel partner aspettative di essere ripagati. All’origine di tale dipendenza affettiva, dunque, ci sono due errori: la scelta di un partner da idealizzare per propri bisogni inconsci o la passiva rassegnazione a vivere con chiunque in quanto ci si sente indegni e con bassa stima di se stessi

La dipendenza è suffragata sulla convinzione, più o meno consapevole, di valere poco e il partner è percepito come l’unica alternativa alla solitudine. Con questo schema psicologico, la persona si sentirà incapace di chiudere una relazione disfunzionale , perché avrà paura di soffrire di più con la solitudine.

Madre amorevole e presente

Le classiche frasi delle madri presenti: “Non preoccuparti se sbagli” “Ci sosterrò sempre” “ce la puoi fare” “Lo sai che ti voglio bene?” “Se hai bisogno che ti aiuti, chiEdi pure e io ti aiuterò”

Il bambino con una mamma presente sa di poter contare su una figura primaria ritenuta affidabile e pronta ad intervenire in caso di bisogno e il proprio sé è percepito come amabile e degno di attenzione, derivante dalla sicurezza di poter esprimere tutta la gamma delle emozioni. Da adulto avrà interiorizzato un modello di sé positivo e una concezione degli altri positiva; sarà sensibile, in grado di dare e ricevere aiuto; il suo stile di conoscenza sarà aperto, fiducioso, esplorativo, in grado di utilizzare meccanismi autonomi e creativi.

Le relazioni di coppia saranno caratterizzate dalla capacità di dare e ricevere amore poiché sono stati interiorizzati entrambi i ruoli; nelle relazioni ci saranno  intimità, rispetto, apertura emotiva, e capacità di risolvere i conflitti con il partner in maniera costruttiva. Inoltre, proprio come da piccolo aveva la fiducia che la madre sarebbe tornata da Lei/lui, che non lo avrebbe abbandonata/o, anche nella relazione sentimentale ha fiducia che il partner non lo abbandoni e gli/le sia fedele.

Le persone con attaccamento sicuro preferiscono generalmente una relazione affettiva con chi è altrettanto sicuro e pertanto in grado di rispondere in maniera adeguata ai propri bisogni emotivi. Descrivono le loro storie d’amore come felici, amichevoli e basate sulla reciproca fiducia; esprimono la loro capacità di accettare e sostenere il partner malgrado i suoi difetti e hanno relazioni più stabili e durature.

Madre ambivalente

Le classiche frasi delle madri ambivalenti:  “Non ti sopporto” “Nessuno ti vuole” “Ti amo figlio mio!” “Faccio tanto per te!” “Se mi deludi sarei capace di morire!” “Non sei mio figlio…scherzavo!”  “Faccio tutto per il mio piccolo”

Chi è cresciuto con una mamma ambivalente da adulto si farà trascinare dal vortice della passione, pensando ad ogni “fiammata” di aver trovato la persona giusta. Nella realtà andrà incontro a continue idealizzazioni, anche eccessive, proprio delle persone che presentano quei tratti caratteriali che lei/lui odia. Solo in seguito si renderà conto di aver commesso un profondo errore nella scelta. A quel punto soffrirà intensamente. Il bambino che sperimenta una relazione con una madre imprevedibile sviluppa modelli di sè come di una persona da amare in maniera discontinua, ad intermittenza.

Ne consegue che all’interno di una relazione d’amore adulto, quando a prevalere saranno i modelli positivi del sè, come persona amabile, penserà di essere amato profondamente e rispettato dal partner. Quando prevarranno i modelli negativi del sé, come persona vulnerabile e non degna di amore, allora sarà trascinato facilmente nel vortice della gelosia più drammatica, originando una relazione ossessiva, possessiva e autoritaria. Possono verificarsi reazioni di aggressione fisica anche violente, o addirittura episodi che sfociano in delitti passionali.

Il dilemma principale del soggetto insicuro-ambivalente è chè rimane costantemente nella fase dell’innamoramento. La sua ansia da separazione è sempre molto forte, il suo amore è sempre ossessivo, il suo odio è sempre travolgente. La possibilità di esplorare il mondo, di essere felice di amare in una dimensione di sicurezza consolidata sono per lei/lui dimensioni sconosciute. Per chi è cresciuto con una mamma ambivalente l’amore lo riconosce solo se appare come travolgente, illusorio e drammatico.

IN SINTESI

Viene da chiedersi come mai certe relazioni non vengano troncate. Questo accade perché le nostre decisioni sono regolate da un forte bisogno di coerenza che ci spinge a cercare continue conferme ai nostri modelli mentali dell’attaccamento. Scegliamo quindi come partner chi rafforza le nostre aspettative e confermi l’idea che abbiamo di noi stessi. Se riteniamo di non essere degni di amore, cercheremo un compagno di vita che ci “rassicuri” nella nostra idea. Oppure, riusciremo comunque a distorcere le informazioni fino a vedere nel partner i segni del tradimento o dell’indifferenza, realizzando così la nostra personale profezia.

Qualsiasi cosa che può contenere uno stato emotivo diventa fonte di conforto e quindi finisce per essere ricercato con frequenza

Il cibo, l’alcol, le droghe, il sesso, lo shopping… sono tutti espedienti che possono offrire un fugace ed effimero conforto. Qualsiasi dipendenza nasce dalla mancata capacità di poter gestire -internamente- le proprie emozioni. Attenzione! Le parole «mancata capacità» non significa che “siamo incapaci”, significa solo che non abbiamo avuto ancora modo di imparare a regolare i nostri stati psicoaffettivi, pertanto questi possono emergere forti e tumultuosi. Per fortuna la regolazione affettiva è qualcosa che si può apprendere in qualsiasi periodo della nostra vita.

L’assenza dell’amore genitoriale ci avrà pur fatto “ammalare”, ma noi abbiamo tanto amore dentro ed è quello che ci farà risplendere

Ricorda sempre la tua unicità…perché ognuno di noi lo è. Ciascuno è un essere speciale con una scintilla luminosa al proprio interno, come una perla, che aspetta solo di essere scoperta e di arricchire profondamente la tua vita. Ricorda sempre…Stare bene con se stessi è la prima cosa di cui bisogna occuparsi per migliorare la qualità della vita, per stare in mezzo agli altri e per portare all’interno della propria esistenza una ricchezza preziosa e costante.

Non c’è niente di sbagliato nel dare valore a se stessi e ai propri bisogni!

Dobbiamo solo imparare a farlo. Le consapevolezze sono le più belle conquiste che possiamo fare, talvolta arrivano spontaneamente con l’esperienza ma intanto gli anni passano e i rimpianti rischiano di accumularsi. Ecco perché la psicoterapia è così preziosa ed ecco perché il mio secondo libro è diventato non solo un bestseller ma anche il libro più consigliato dagli psicoterapeuti per le ricadute positive che ha sullo sviluppo psicoaffettivo. Si chiama: «d’Amore ci si Ammala, d’Amore si Guarisce», non lasciarti ingannare dal titolo, è un vero e proprio manuale di psicologia che ti consentirà di conquistare quelle inedite consapevolezze che fanno la differenza tra affermazione di sé, evoluzione o sottomissione di sé e stagnazione. Puoi trovare il libro in qualsiasi libreria d’Italia o su Amazon, a questo indirizzo. È il libro che io stessa avrei voluto leggere prima ancora di studiare psicologia… Perché so una cosa: se c’ è una persona che non dovrebbe deluderti mai: quella persona sei tu! Ti prometto che, quando avrai letto l’ultima pagina, avrai la considerazione di cui hai bisogno. Mollerai la presa e smetterai di affannarti dietro a persone o cose che ti tormentano.

A cura di Ana Maria Sepe, psicologo e fondatrice della rivista Psicoasvisor
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