I professionisti della salute mentale: chi sono?

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Quando si parla di Coach, Counselor, Psicologi, Pedagogisti, Psicoterapeuti e Psichiatri si fa molta confusione. Proviamo a fare un po’ di chiarezza su queste figure professionali: sì, perché sono tutte figure professionali, nonostante i commenti diffamanti di alcuni “professionisti”. Già, perché in Italia è scoppiata una vera e propria guerra delle professioni.

Non so bene quando e come sia iniziata, tuttavia i professionisti della salute mentale, invece di cooperare si fanno battaglia tra loro. La guerriglia non si limita a qualche commento sprezzante su Facebook ma è sfociata in vere e proprie battaglie legali.

E’ triste essere spettatore di tale situazione: un vero professionista ha fiducia nelle sue capacità e non dovrebbe sentirsi minacciato ne’ tantomeno dovrebbe screditare altre professioni. Ogni figura professionale svolge ruoli differenti anche se affini. E’, però, di fondamentale importanza che il “consumatore” sia informato a 360° sul professionista che ha di fronte.

“Non c’è un ordine nazionale, non c’è professione”: falso

C’è chi afferma che “se non c’è un ordine riconosciuto, non c’è professione”, ma ciò è sbagliato. La legge 4/2013 legifera sulle professioni non regolamentate in ordini e collegi, stabilendo per esse la costituzione di associazioni nazionali organizzate. Questa norma tutela l’interesse pubblico sulle figure di professionisti anche se queste non sono riconosciute da sistemi ordinistici. Le organizzazioni e le associazioni nazionali, al pari di un ordine, dettano regole etiche e deontologiche.

Figure professionali come coach e counselor sono riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). L’intoppo legislativo lo troviamo riportato sullo stesso sito governativo:

L’attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati dai soci può essere rilasciato ai sensi della legge 4/2013 (artt. 4, 7 e 8) ma non è comunque requisito necessario per l’esercizio dell’attività professionale.

Ciò significa che counselor e coach possono svolgere la loro professione anche se non iscritti all’Associazione di Categoria (equiparata all’ordine), quindi non hanno un vero organo di controllo. Al contrario, psicologi e psicoterapeuti, per svolgere la loro professione, devono necessariamente essere iscritti all’ordine. Al pari di life coach e counselor, esistono anche mediatori familiariconsulenti coniugali anche in questo contesto non manca un’Associazione Nazionale riconosciuta dal MISE. Quindi sì, anche questi consulenti sono professionisti a tutti gli effetti.

La fitta rete delle organizzazioni professionali

Per la cronaca: se ne parla poco ma tale situazione è valida per tutte le professioni, quindi la fitta diversificazione non va a intersecarsi solo nel mondo di psicologi e psicoterapeuti che però sembrano essere “più sensibili” al caso.

Per esempio, un laureato in biologia, dopo uno studio quinquennale, può presentarsi presso una ASL o un’azienda per occupare una posizione come consulente di igiene e di rischio contaminazione. Per la stessa posizione potrebbe candidarsi un NON laureato iscritto all’Associazione italiana di Consulenti igiene alimentare. I copy writer “competono” con giornalisti iscritti all’ordine.

Ci sono operatori della sicurezza, educatori finanziari e consulenti finanziari che competono con chi è laureato in economia, informatici professionisti che competono con programmatori laureati, i personal trainer, pur non essendo laureati, competono con i nutrizionisti… Insomma, esiste una fitta costellazione di figure professionali che collimano per ambito di impiego anche se hanno una formazione diversa.

La “minaccia” non è rappresentata dalla concorrenza professionale ma dalla scarsa informazione. Un pubblico ben informato può orientarsi al meglio nella scelta, basandosi sulle sue attitudini personali. Proverò quindi a chiarire quali sono le differenze tra queste figure professionali a partire dall’ambito della formazione.

Gerarchia della formazione:

La guerra tra le professioni nasce spesso a causa della disparità degli anni di studio che ognuno ha dovuto sostenere. Quindi, in ordine, ecco la gerarchia in termini di anni di studio che ha portato alla formazione delle varie figure professionali. Ai vertici ci sono Psicoterapeuta e Psichiatra, coloro che hanno dovuto studiare di più.

Ora, ognuno di noi dà un peso diverso alla carriera universitaria: personalmente ho conosciuto tanti geni sulla carta che poi, a conti fatti, non era così brillanti. Tuttavia c’è una realtà di fatto che voglio evidenziare con questa piccola classifica. 

  1. Psichiatra (12 anni di studio)
  2. Psicoterapeuta (9 anni di studio)
  3. Psicologo (5 anni di studio)
  4. Pedagogista (5 anni di studio)
  5. Coach / Counselor (corsi di formazione professionali riconosciuti, eventuale percorso universitario per supportare la professione)

Di seguito tutti i dettagli.

Differenze tra psicologo e psicoterapeuta

Lo Psicologo è laureato in Psicologia, ha svolto un tirocinio professionale di un anno, ha superato l’Esame di Stato per l’abilitazione professionale e si è iscritto all’Albo professionale dell’Ordine degli Psicologi. Se una persona si presenta come “dottore in psicologia” vuol dire che ha seguito il corso di studi senza poi iscriversi all’albo. Ciò avviene spesso per chi si laurea in psicologia senza voler poi svolgere la professione dello psicologo.

L’ordine, così come le associazioni di categoria di coach o counselor, chiedono una retta di pagamento annuale.

ll percorso di studi dello psicoterapeuta è più lungo. Alla laurea quinquennale dovrà succedere la frequentazione di una scuola di specializzazione in psicoterapia della durata di almeno quattro anni riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione.

Nota bene: tra tutte le figure professionali che nominerò in questo articolo, solo e soltanto lo psicoterapeuta è abilitato a fare psicoterapia, ossia il trattamento finalizzato alla cura dei disturbi psicopatologici.

Ti ho parlato della scuola di specializzazione in psicoterapia. Non tutti sanno che in base alla formazione post laurea, si possono individuare diversi approcci. Puoi trovare più informazioni qui: quante psicoterapie esistono?

Come tutelarsi? 

A prescindere dalla figura a cui ti rivolgi, per tutelarti faresti bene a chiederle preventivamente quale formazione ha svolto e quali titoli ha conseguito. Se il professionista si irrigidisce, farai bene a diffidare. Al contrario, qualsiasi professionista dovrebbe mostrare la piena trasparenza sul suo percorso di formazione e sull’eventuale iscrizione a categorie di professionisti o a ordini.

Counselor: che fa?

Come il coach, anche quella del counselor è una figura professionale riconosciuta dal MISE così come disciplinato dalla legge 4/2013 che equipara le Associazioni di Categoria agli OrdiniChe fa il counselor? E’ un professionista delle “relazioni di aiuto“.

Il counselor può essere d’aiuto a chi si trova in situazioni di difficoltà e incertezza, in caso di crisi coniugale o in generale nell’area del benessere mentale. Opera con strumenti diversi da uno psicoterapeuta e non ha competenze per affrontare psicopatologie. Non mancano counselor con vocazione sociale o che si offrono di portare “supporto” e ordine all’intero di un sistema familiare in forte crisi.

Nota bene: il counselor non può fare diagnosi ne’ tanto meno curare o individuare psicopatologie. Ciò compete allo psicoterapeuta.

Per diventare counselor non serve una laurea ma è necessario seguire corsi di formazione specifici. Il counseling offre supporto, orientamento, sviluppo dell’autonomia decisionale, training di abilità specifiche… invece nella psicoterapia si può parlare anche di riabilitazione, cura e trasformazione ricostruttiva della personalità!

Coach: che fa?

Il coach è una figura professionale che accompagna nel proprio successo personale, facilitando il superamento di momenti difficili e sviluppando una propria auto consapevolezza. Parola d’ordine: crescita personale!

Esistono diversi tipi di coach. Il life coach aiuta a tirare fuori risorse nascoste e a fronteggiare momenti difficili nella vita, il mental coach è una sorta di motivatore atletico, importante per molti sportivi. Non mancano coach orientati ad affiancare manager aziendali (financial coach)… insomma, mi piace pensare al coach come a un “potenziatore“, qualcuno che ti aiuta a eliminare gli ostacoli che si frappongono tra te e i tuoi obiettivi.

Il Il compito dello psicoterapeuta è quello di trovare una terapia efficace per disturbi riconosciuti a livello clinico, mentre il Life Coach si rivolge a persone senza particolari disturbi e che vogliono solo migliorarsi nell’affrontare le sfide quotidiane e i problemi della vita. Questa figura professionale è stata riconosciuta in Italia nel 2010.

Formazione? Anche in questo caso si tratta di corsi specifici. Spesso, però, per svolgere l’attività di coach è importante avere anche altre competenze. Per esempio, un life coach con vocazione salutistica e benessere può aver conseguito una laurea in discipline della salute umana così come un financial coach può essersi laureato in economia. Anche qui è necessario pretendere da chi hai di fronte chiarezza sul suo percorso di studi e sulla sua formazione.

Pedagogista: che fa?

Questa figura professionale necessita di una laurea quinquennale per svolgere la sua professione. Bisogni educativi speciali, dinamiche comportamentali disfunzionali, disturbi dello sviluppo, esigenze e fatiche genitoriali e richieste degli insegnati… Questo e tanto altro è compreso nel raggio di azione del pedagogista, figura dinamica e complessa, ma anche in questo caso, si tratta di una figura molto importante per ridurre le situazioni problematiche e migliorare la qualità della vita.

L’azione che il pedagogista potrebbe offrire alle famiglie, prevede, ad esempio, supporto alla genitorialità, parent training, aiuto nella gestione dei figli e delle eventuali problematiche comportamentali a casa e a scuola. Altro ambito d’intervento è appunto quello scolastico: con gli insegnanti il lavoro verte sul ruolo della didattica nella crescita e sviluppo del bambino, soprattutto in caso di bambini problematici.

Psichiatra

Tra tutte le figure professionali che ruotano intorno alla salute mentale elencate fin ora, lo psichiatra è l’unica che può prescrivere farmaci (fatta eccezione la casistica riportata in precedenza).

Lo Psichiatra è un medico specialista in psichiatria, con un approccio organico/biochimico alla malattia mentale. A mio parere, prima di rivolgersi a uno psichiatra, sarebbe più opportuno effettuare dei colloqui con uno psicoterapeuta per individuare la reale necessità dell’impiego di farmaci. Fatte le dovute eccezioni, lo psichiatra potrebbe avere un approccio prettamente organico così da sottovalutare il potere di un’alleanza terapeutica. Inoltre, l’uso di farmaci psicotropi andrebbe sempre associato a una psicoterapia per trarne vantaggi a 360°.

Tutti i professionisti dovrebbero rispettarsi vicendevolmente 

Bisognerebbe mettere l’etica professionale al primo posto: psicologi, coach e counselor, qualora dovessero notare che non basta un sostegno psicologico, non basta un motivatore o una semplice spinta per tirare fuori le risorse di chi si ha di fronte, dovrebbero consigliare al cliente di rivolgersi a uno psicoterapeutapossibilmente uno bravo! 🙂

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4 commenti su “I professionisti della salute mentale: chi sono?”

  1. Interessante contributo, anche se con alcune imprecisioni. A proposito di counseling, per esempio, nell’articolo viene scritto che “Per diventare counselor non serve una laurea ma è necessario seguire corsi di formazione specifici.” Detto così, si potrebbe pensare che basti un corso di qualche ora…
    Non viene spiegato che tali “corsi specifici” – in particolare, quelli riconosciuti dalle Associazioni di categoria a norma della Lgge4/2013, per esempio AssoCounseling – erogati da apposite scuole di formazione, sono almeno triennali, con un monte ore minimo di 450 ore di formazione, più 150 ore di tirocinio, più 72 ore di supervisione, più almeno 50 ore di percorso personale (100 ore se gruppale), ecc. ecc.
    Grazie per l’attenzione.
    Alessandra Callegari,
    Supervisor Trainer Counselor AssoCounseling e direttore della Scuola Collage Counseling

  2. In questa rassegna, come molto spesso si fa, non vengono distinte le aree d’intervento di counselor e coach da quelle dello psicologo, ma solo da quelle dello psicoterapeuta. Preciso che lo psicologo iscritto all’albo può operare anche se non è uno psicoterapeuta e tratta proprio il disagio e le altre tematiche di benessere e “potenziamento” che lei attribuisce a counselor e coach.
    Le chiedo quindi, secondo lei quale criterio dovrebbe orientare l’utente verso la scelta di un counselor o un coach piuttosto che di uno psicologo?
    Concordo con lei che un professionista dovrebbe fidarsi delle proprie competenze e non screditare le altre categorie, ma qui la legge permette una “sovrapposizione” fra le funzioni. Perchè abbiamo bisogno di altre figure (counselor e coach) se delle stesse tematiche se ne occupano gli psicologi? Tanto varrebbe eliminare la facoltà di psicologia se bastasse seguire i corsi di specializzazione di cui lei parla. Ecco spiegato secondo me il perchè di questa “guerriglia”.
    Detto questo, condivido che la sola laurea non è indice di competenza e professionalità, ma se vogliamo fare chiarezza facciamola integralmente!

  3. Vi è almeno una scorrettezza. Psicoterapeuta può essere anche un MEDICO con una specializzazione in PSICOLOGIA CLINICA. Perciò con autorità per prescrivere farmaci e competenze per indagarne la necessità. Perché ve lo scordate sempre? È una dimenticanza grave e che spesso induce confusione nei pazienti che tendono a credere che medico lo sia solo lo psichiatra. Questo è assolutamente non preciso.

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