La zattera: un racconto buddista ti mostra come sprechi la tua vita

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Spreca i tuoi soldi e avrai perso un patrimonio. Spreca il tuo tempo e avrai perso la tua vita – Michael LeBoeuf

Sai quali sono i più grandi rimpianti che potremo avere nella vita? Aver fatto attività che non hanno apportato alcun beneficio, che non ci hanno fatto stare bene, che non ci hanno fatto sentire vivi….  Una volta chiarito quali sono le cose che chiaramente sono una perdita di tempo nella nostra vita, è il momento di domandarci: “Cosa e chi meritano il mio prezioso tempo?”.

L’arte di non sprecare la propria vita e di non farsi travolgere dagli eventi del passato, è ben spiegato nella filosofia buddista nel racconto della zattera.

Il racconto della zattera

Per vivere bene, è necessario lasciarsi alle spalle ciò che non ci rende sereni e aprirsi al nuovo senza portare con sé delle zavorre. Per spiegare l’importanza di praticare il distacco da persone e cose, Buddha racconta questa storia. Protagonisti sono un uomo e una zattera che simboleggia ciò da cui dovremmo separarci lungo il cammino della nostra vita.

“Supponiamo, disse, che un uomo sia di fronte ad un grande fiume e deve attraversarlo per raggiungere l’altra riva, ma non c’è una barca per farlo, cosa farà? Taglia alcuni alberi, li lega insieme e costruisce una zattera. “Quindi si siede sulla zattera e usando le mani o aiutandosi con un bastone, si sposta per attraversare il fiume. Una volta raggiunta l’altra sponda cosa fa? Abbandona la zattera perché non ne ha più bisogno.

Quello che non farebbe mai, pensando a quanto gli era stata utile, è caricarla sulle spalle e continuare il viaggio con lei sulla schiena. Allo stesso modo, i miei insegnamenti sono solo un mezzo per raggiungere un fine, sono una zattera che vi trasporterà sull’altra riva. Non sono un obiettivo in sé, ma un mezzo per ottenere l’illuminazione”.

Questa è la storia che Gautama Buddha raccontò ai suoi seguaci per spiegare loro l’importanza di praticare il distacco e non aggrapparsi a cose, esperienze o relazioni. Tuttavia, quante volte ci aggrappiamo alla zattera e la trasciniamo con noi lungo la strada, anche se è completamente inutile?

C’era una volta una persona con una zattera sulla schiena

C’è tanta gente che sale sulla zattera e non rema, che dimentica anche che stava cercando di attraversare il fiume, perdondo così la prospettiva prima ancora di iniziare il viaggio. Peggio ancora, c’è chi pensa che sia meglio fare in modo che la zattera sia più comoda. Allora costruisce delle pareti e un tetto, la arreda con mobili e utensili da cucina, quindi invita amici e familiari per fargliela vedere. Cioè, trasforma la zattera in una casa e la lega saldamente alla riva perchè non gli interessa mollare le cime o issare l’ancora.

La riva sulla quale ci troviamo, spiega il Buddha, è il presente, l’esistenza legata all’ego, l’altra riva è quello che aspiriamo ad essere, rappresenta i nostri obiettivi e sogni. La zattera ci aiuta ad attraversare le acque, questa è la sua funzione, ma dopo dobbiamo abbandonarla“.

Questa parabola buddista ci avvisa della nostra tendenza ad aggrapparci a cose e situazioni, sprecando la nostra vita criticando, cercando di proteggere ciò che abbiamo realizzato o semplicemente alimentando una paura ecessiva che ci impedisce di scoprire quello che c’è sull’altra riva. Ci avvisa anche al fatto che, in alcune fasi della vita, ciò che era stato utile non lo è più, e questo fa parte del cambiamento e della crescita.

E tu vuoi rimanere sulla zattera?

Il succo del racconto consiste nel tener presente quanto sia importante, per vivere bene, lasciarsi alle spalle ciò che non ci rende sereni (che potremmo immaginare come tante zavorre) e che ci impedisce di aprirci al nuovo.

Naturalmente, la zattera non rappresenta solo i beni materiali, rappresenta tutto ciò che ti lega e ti impedisce di raggiungere il tuo pieno potenziale. Possono essere relazioni interpersonali che hanno perso la loro ragion d’essere o persino certi tratti o credenze della personalità che ti tengono legata.

Se rimani legata a quei modi di fare e relazionarti, non sarai in grado di avanzare. È per questo che una delle lezioni più importanti e difficili da imparare è che i legami che una volta ti sostenevano adesso ti tengono legata.

E’ giunto il momento di avanzare!

“Sei ancora legata al tuo ex? Hai paura di lasciare il tuo partner? Vorresti cambiare lavoro ma temi di non trovarne uno migliore? Corri il rischio di rimanere prigioniera sulla zattera precludendoti la possibilità di arrivare all’altra riva…..Lì potresti trovare ciò che desideri!

“I tuoi pensieri determinano le tue azioni; le tue azioni determinano il corso della tua vita” Buddha

Tu sei l’unica persona responsabile di creare la tua vita. Soltanto tu puoi creare la vita dei tuoi sogni. Se non ti piace restare sulla zattera, soltanto tu puoi decidere di scendere. E quando finalmente potrai dire a te stessa “Questo è ciò che mi piace, questo è ciò che mi emoziona e mi fa stare bene, questo è ciò che davvero conta per me“, vorrà dire che hai trovato il coraggio di abbandonare quella vecchia zattera.

E concludo dedicando ai miei cari lettori questo bellissimo aforisma di Fabrizio Caramagna “Quei periodi neri in cui sei come un tronco braccato da ogni onda e sbattuto continuamente sulla riva, finché un giorno vieni finalmente spiaggiato, e le prime parole che ti vengono incontro non ti sbattono più da una parte all’altra e impari di nuovo la mano aperta che ti raccoglie e la spinta che ti rialza”

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7 commenti su “La zattera: un racconto buddista ti mostra come sprechi la tua vita”

  1. Io da tempo ho smesso di lasciarmi suggestionare dalle parabole perché sono solo mezzi per esprimere in modo simbolico un concetto, ma non sempre la verità. In questo caso il passato, il proprio passato non può assolutamente essere ridotto ad una zattera usa e getta. Il nostro passato rappresenta le nostre radici che si incarnano nella nostra struttura nervosa e nella nostra memoria delle quali è impossibile liberarsi. Pertanto l´esempio della zattera non è assolutamente calzante. Per quanto riguarda il nostro passato , è possibile trasformarlo in consapevolezza, ma bisogna attraversare attraverso la porta della verità su se stessi.

  2. Donatella, forse hai solo bisogno di qualcuno che ti accompagna e ti permetta di vedere i tuoi punti di forza! La guida sei tu e ció che provi!

  3. E tutto vero , ma come si fa a fare le cose in realta, come si fa a considerare le cose cosi facilmente. Come si fa ad avere la forza?????

  4. Bellissimo articolo, peccato che io ancora oggi dopo tanti anni non riesco a mollare la zattera e per questo vivo nella paura del cambiamento.

  5. Questo articolo mi e piaciuto moltissimo, ma non e facile lasciare andare determinate cose, vorrei riuscirci, mi piacerebbe avere una guida per potermi insegnare tante cose ma soprattutto insegnarmi ad andare avanti senza restare con la zattera sulle spalle.

  6. la seguo con interesse. alcuni articoli li faccio miei, alcuni con piu difficolta’, questo non riesco proprio a condividerlo forse non l ho capito o forse e’ solo il suo punto di vista e quello di buddha.cordiali saluti

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