Litigare in coppia senza nuocere al rapporto: 12 caratteristiche del litigio intelligente

A tutti noi è capitato, a volte, di arrabbiarci con il partner fino a litigare! Sappiamo bene quanto queste situazioni siano difficili e dolorose da gestire. Al di là del motivo scatenante, però, ciò che è pericoloso in questi momenti è la carica di aggressività che può essere riversata nel litigio, rendendo la discussione non solo inutile ma anche distruttiva.

Perchè il litigio diventa distruttivo?

Perché esiste in molti la tendenza a “mandare giù” le insoddisfazioni e posticipare il confronto con l’altro: in questo modo la rabbia viene sempre più compressa fino a esplodere in modo violento e fuori luogo alla prima occasione. Oppure tentiamo in ogni modo di evitare discussioni, nel timore dell’aggressività nostra e altrui o perché, “imbevuti” di moralismo, ci sforziamo di andare d’accordo a tutti i costi.

Litigare è inevitabile: impariamo a farlo “bene”

Fortunatamente, litigare in maniera intelligente è possibile; i conflitti fanno parte di ogni relazione umana e in ogni coppia: se ben affrontati, rappresentano un’occasione di crescita per accedere a un livello di amore più maturo ed adulto.

Si tratta, in altre parole, di affrontare i contrasti in maniera creativa e costruttiva, così che rinsaldino l’unione, invece di sfibrarla, e ci permettano una più profonda comprensione sia dell’altro che di noi stessi.

Guida al litigio intelligente

Seguendo questi semplici consigli, il litigio, quando avviene, può trasformarsi in un importante momento di confronto e di crescita.

1) Non evitate il conflitto

Non evitate il conflitto per non accumulare rabbia e risentimenti che finirebbero inevitabilmente per scoppiare in maniera violenta e confusa. Piuttosto favorite il confronto e imparate utilizzare le discrepanze della coppia come una ricchezza.

Infatti, un punto di vista diverso al nostro può sicuramente allargare i nostri orizzonti: il dissenso può essere un’occasione, il problema un’opportunità. E’ proprio attraverso le dinamiche e le criticità apportate dalla conflittualità stessa, che avviene la riaffermazione della propria identità e individualità.

2) Affrontate un problema per volta

Spesso, durante un litigio, si finisce per non sapere più né perché, né di cosa si sta discutendo. Invece, bisognerebbe sempre cercare essere precisi: ad esempio, introducendo l’argomento di cui si vuole discutere con “Vorrei parlarti di”, specificando le vostre motivazioni, e sempre restando ancorati al presente, al qui e ora, invece di rivangare il passato o di aggiungere altra carne al fuoco, creando un conflitto così aspro che sarà difficile uscirne indenni”.

3) Dividete i problemi

Quando si tratta di questioni complesse, può essere utile dividere il problema in micro-problemi. Ad esempio, se il motivo di discussione è la scarsa collaborazione nelle faccende domestiche, si può parlare prima della spazzatura, poi della lavatrice e poi dell’ordine in casa. Così frammentato non sembrerà più così insormontabile e si troverà più facilmente una soluzione, portando di conseguenza alla risoluzione del problema più ampio.

4) Non ci sono vinti, solo vincitori

Il conflitto non deve sfociare in una guerra aperta, ma in una collaborazione in cui vige il motto vita tua vita mea, perché in una relazione si vince solo se si vince insieme, e se uno dei due partner ha un problema, la coppia ha un problema. Non bisogna mirare a schiacciare l’altro dimostrando chi ha torto e chi ragione, ma ad un obiettivo comune: la risoluzione del problema per entrambi.

5) Considerate il compromesso

Uno degli errori più comuni che si fanno litigando, è dare per scontato di avere ragione e non provare neanche a comprendere quali siano le motivazioni o il punto di vista della controparte. Anche se può costare fatica, bisogna prendere in considerazione il fatto che la vostra soluzione non sia l’unica possibile e che le soluzioni del partner abbiano lo stesso valore della vostra.

6) Ascoltatevi, invece di pensare a come ribattere

Provate ad applicare l’ascolto attivo: parlate uno alla volta, il più possibile con calma e date per assunto che sia il partner e non voi ad avere ragione. Ascoltate quello che vi sta dicendo, mettendovi nei suoi panni, facendogli delle domande precise che vi aiutino a capire profondamente le sue motivazioni. Vedendoci più chiaro, avrete davanti a voi un panorama molto più ampio di soluzioni e di comprensione reciproca.

7) Non siamo nella sua testa

Non bisognerebbe mai pensare che il partner voglia dire qualche altra cosa, rispetto a quello che vi sta effettivamente dicendo: per quanto possiamo conoscere a fondo una persona, non possiamo sapere né tanto meno immaginare sempre, quello che sta pensando. È un atteggiamento che limita l’altra persona a come noi pensiamo di conoscerla, negando la sua libertà di esprimersi.

Se si ha il dubbio che dietro quella tal frase ci sia un significato nascosto, meglio chiedere dei chiarimenti, senza supporre nulla. Quindi, non ritenere di sapere cosa sta pensando il partner, a meno che non sia esplicitamente espresso.

8) Evitate i confronti e le mortificazioni

I confronti non sono mai positivi: producono ira e stizza, mortificando il partner che non si sentirà considerato all’altezza della situazione e di conseguenza in grado di risolvere il problema. Anche se qualcosa non va, anche se in qualcosa il partner non si dimostra bravo, bello e buono come lo vorremmo, sarebbe ancora più nocivo infierire: si rischia solo di precludere e rendere più ardua la strada del miglioramento, facendogli intendere che manca la fiducia e che non ci si può aspettare un granché.

9) Vietato etichettare

Frasi come “Sei sempre il solito/a…” o “Non sei/fai/pensi mai…” sono altamente distruttive e certamente da evitare “perché investono un individuo nella sua totalità e non in quella precisa situazione e riguardo quel problema. In questo modo, sembra che la sua mancanza sia estesa e irrecuperabile, che “non ci si può mai fidare”, e che non ci possa essere modo né occasione per risolvere il conflitto”. Con un atteggiamento del genere, è facile che non avvenga mai.

Concentrate il discorso su un evento preciso, un comportamento, un’azione che non vi è piaciuta: l’altro sarà più propenso ad ascoltarvi senza sentirsi svalutato come persona. In questo modo eviterete reazioni violente.

10) Vietato rivangare il passato

Affermazioni quali “anche il mese scorso hai fatto così” non aiutano a discutere in modo sereno. Il litigio sano è centrato sul presente: se trascina vecchie questioni, significa invece che ci sono dei nodi irrisolti. Proponete allora di dedicare un altro momento in cui siete tranquilli per parlare delle situazioni in sospeso.

11) Niente sarcasmo, né lamentele

Se l’ironia può essere un ottimo strumento per affrontare questioni che ci stanno a cuore, il sarcasmo è assolutamente sconsigliabile. Da bandire quindi uscite del tipo “Certo che devi proprio volermi un gran bene se…” o “Certo che sei proprio bravo/a…” perché “suonano come un subdolo ricatto affettivo.

Meglio evitare anche la lamentela; è generica, mentre la coppia sta affrontando un problema specifico: l’esito più probabile sarà quello di scatenare il senso di colpa ed estendere il litigio,  portandolo a dilagare anche in ambiti che inizialmente non erano coinvolti nel problema, ingigantendolo, rendendolo di fatto meno affrontabile.

12) Vietato perdere la calma

È la cosa più difficile da fare durante un litigio, ma la più importante: osservarsi ed essere nel litigio stesso in piena consapevolezza. Parlare lentamente vi aiuterà a chiarirvi i pensieri mentre li esponete. Ascoltare l’altro senza interromperlo vi servirà a prendere tempo per riflettere. Cercate di monitorare anche i segnali del corpo: se il respiro o il battito del cuore accelerano troppo, siete a rischio di “esplosione di rabbia”. È il momento di fare uno stop.

È stato un litigio costruttivo se dopo…

  • Ci sentiamo più leggeri
  • Non rimandiamo gli impegni intrapresi prima del litigio
  • Manteniamo un’alimentazione regolare: niente abbuffate o mancanza di appetito
  • Non ci infastidisce la presenza del partner

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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