6 psicopatologie amorose da cui guardarsi

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L’abbandono e la separazione, quando la storia è stata intensa e lunga, equivalgono a un lutto. Quando capita, pensiamo che sia insopportabile e senza soluzione. Ma non è così; un amore finito fa parte della vita, è un’esperienza inevitabile attraverso cui deve passare ognuno di noi.

In un certo senso, è una tappa obbligata della crescita. Poi, il dolore è il risultato di uno scombussolamento nei livelli di dopamina del cervello: in mancanza dell’amato, non sono più stimolati i neurotrasmettitori del piacere e il corpo va in crisi di astinenza.

Ci vogliono due anni, ma alla fine l’equilibrio perduto viene ripristinato. È lo stesso periodo di tempo necessario perché la delusione sia superata a livello psicologico. Inutile tentare di divertirsi a tutti i costi: la sofferenza deve fare il suo corso. Bisogna imparare a stare da soli e a organizzare interessi e hobby in autonomia.

6 tipi di patologie sentimentali da cui guardarsi

Abbandono a parte, l’amore può avere caratteristiche patologiche. Il guasto può esserci nella fase dell’attrazione, durante l’attaccamento, dopo l’abbandono. Ecco le principali malattie d’amore.

ATTACCAMENTO IMMEDIATO

Le persone che desiderano ardentemente avere un legame stabile si sentono innamorate subito dopo il primo incontro. Bastano pochi appuntamenti perché dicano ti amo, cominciando a fantasticare su una vita in comune, rese cieche dal desiderio.

Di solito, chi si fa travolgere al primo sguardo è attratto da partner che non contraccambiano l’interesse o almeno non con la stessa intensità, perché sono già impegnati o si stanno prestando al gioco della seduzione. In altri casi, si costituisce la coppia, ma lo squilibrio di aspettative tra le due parti persiste e alla fine quello meno coinvolto se ne va, incapace di reggere alla pressione affettiva.

ATTACCAMENTO OSSESSIVO

La paura che l’interesse e l’amore del partner finiscano da un momento all’altro può diventare simile a un disturbo ossessivo compulsivo. Ci si innamora ma, una volta insieme, cominciano i dubbi. L’insicurezza personale viene proiettata anche sul compagno. Tutte le prove d’amore assumono sfumature di incertezza.

La compulsione porta a ripetere centinaia di volte la stessa domanda: mi ami davvero? Il rapporto viene svuotato dall’interno. Questi ammalati d’amore non provano gioia nella vita a due e sono vittime di un’altalena di sensazioni. La conclusione inevitabile è la rottura, brusca e ingiustificata.

ATTACCAMENTO-DIPENDENZA

Il bisogno del partner e l’attrazione nei suoi confronti a volte degenerano in forme di dipendenza caratterizzate da attacchi di ansia simili alla crisi di panico.

La persona si sente menomata senza il compagno, soffre a stare da sola anche per poche ore come se fosse stata abbandonata per sempre. La relazione è vissuta in modo esclusivo: non è tollerabile che il partner abbia interessi al di fuori della coppia. Il legame serve a placare l’ansia da separazione, legata a un vissuto infantile povero delle attenzioni dei genitori.

ATTACCAMENTO OSTINATO

Il lato patologico dell’ostinazione in amore è che l’individuo è consapevole di non essere ricambiato e, ciò nonostante, i suoi sentimenti crescono e maturano sempre di più. La relazione si struttura a senso unico. La disfunzione deriva dall’incapacità di decodificare correttamente i segnali che provengono da un potenziale partner e la conseguenza è una sofferenza molto profonda. L’attaccamento ostinato è più frequente nelle persone che rivestono ruoli di prestigio e sono abituate a comandare.

ATTACCAMENTO DELIRANTE

Innamorarsi di un personaggio dello spettacolo, di un divo del cinema o di un cantante è un atteggiamento tipico degli adolescenti. Ma si tratta di una manifestazione emotiva patologica, una forma di delirio, che a volte sopravvive anche negli adulti. Alcune persone sviluppano un amore immaginario per chi non ha nessun interesse nei loro confronti o non le conosce neppure. Poi, a un certo punto, provano a farsi avanti e diventano aggressive quando ricevono il rifiuto.

GELOSIA PATOLOGICA

Torna in aiuto la saggezza popolare: non c’è amore senza gelosia. Capire che cosa sia questo sentimento rappresenta una sfida per la psichiatria ed è molto difficile stabilire i confini tra normalità e patologia. Si può comunque affermare che la gelosia insana è il sospetto infondato dell’infedeltà del partner. I tentativi di trovare prove del tradimento inducono al controllo furtivo degli oggetti, degli spostamenti, di ogni parola. La gelosia scatena liti, accuse e sfocia spesso nella violenza fisica. È soprattutto negli uomini che la frustrazione porta al delitto passionale.

A cura di Donatella Marazziti, docente di psichiatria all’Università di Pisa e autrice del libro “La natura dell’amore
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