Predatori sociali: 3 cose da ricordare

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L’argomento relativo ai sociopatici e al modo in cui la personalità sociopatica si manifesta all’interno delle relazioni interpersonali e sentimentali mi è particolarmente caro, e ho anche scritto precedentemente alcuni articoli su questo tema.

In questo articolo, vorrei parlare nuovamente dell’argomento e in particolare, esporre brevemente tre principi importanti per riconoscere e sopravvivere ad una relazione con una personalità sociopatica.

Principio numero 1:

“Milioni di persone intorno a noi hanno personalità disturbate, caratterizzate dalla tendenza a sfruttare e manipolare gli altri a proprio vantaggio

E’ dunque importante ricordare che purtroppo nel mondo ci sono anche persone pericolose, scorrette e prive di rimorso che posso farci del male. E queste persone non necessariamente hanno l’apparenza del serial killer o del pericoloso criminale! Spesso, anzi, appaiono affascinanti, colte, eleganti e carismatiche (Robert Hare, il più grande studioso di psicopatia, li definisce in un suo libro: “Snakes in Suits” cioè serpenti in giacca e cravatta).

Si tratta di persone fondamentalmente diverse da noi, nella misura in cui non solo non seguono e non rispettano affatto le comuni regole di lealtà, rispetto e legalità della società civile, ma spesso sono anche incapaci di amare e di provare rimorso per le loro cattive azioni. Possiamo definire questa categoria di persone utilizzando il termine-ombrello “sociopatici”, indicando in questo modo tutte quelle persone cui potrebbe essere clinicamente diagnosticabile un disturbo di personalità narcisistico, borderline, antisociale, istrionico o psicopatico.

Sono individui che mostrano tratti francamente patologici nelle loro relazioni sociali, in quanto intenzionalmente sfruttano, manipolano, usano ed abusano chiunque possa essere loro utile per ottenere denaro, potere, sesso o status sociale.

Secondo alcune stime, circa il 12% della popolazione americana rientra nella definizione di sociopatia; dunque circa 30 milioni di persone solo negli Stati Uniti! E queste persone sono ovunque intorno a noi, trovandosi all’interno di ogni fascia sociale e spesso ricoprendo persino ruoli di prestigio e potere. Che ne siamo consapevoli o meno, probabilmente ci è capitato almeno una volta di avere a che fare con una personalità del genere.

Principio numero 2:

“Sebbene tutti i sociopatici manipolino e sfruttino intenzionalmente gli altri, non tutti lo fanno usando gli stessi strumenti, per la stessa durata di tempo o per ottenere le stesse cose.

Si tratta di individui accomunati dall’abitudine alla manipolazione e allo sfruttamento dell’altro, sebbene con delle differenze anche notevoli. Psicopatici e personalità antisociali sono i peggiori ed anche i più pericolosi: sono individui privi di coscienza e di rimorso, a volte freddi e calcolatori, altre volte violenti e capaci di compiere atti efferati. Alcuni di loro sono perfettamente capaci di distruggere qualcuno per il semplice e crudo piacere e divertimento che ne traggono.

Come è ben noto tutti gli psicopatici sono anche narcisisti ma non tutti i narcisisti sono anche psicopatici,  e possiamo considerare la psicopatia come una forma particolarmente estrema e grave di disturbo narcisistico di personalità.

La differenza sta anche nel grado di cattiveria che ne caratterizza gli atti; mentre psicopatici e antisociali sono capaci di fare intenzionalmente del male agli altri, i narcisisti tipicamente sono focalizzati su se stessi dunque non sempre si rendono conto del male che provocano. La letteratura distngue diversi tipi di narcisisti: alcuni sono francamente grandiosi, altri appaiono meno grandiosi e più “timidi” e passivi. Alcuni sono palesemente concentrati su se stessi e sul soddisfacimento del loro bisogno di grandiosità ed ammirazione, altri ancora agiscono in modo narcisistico al fine di dissimulare le loro profonde insicurezze.

Gli istrionici desiderano essere sempre al centro dell’attenzione e usano gli altri per ottenere ciò che desiderano, spesso ricorrendo a condotte sessualmente seduttive e promiscue. Per approfondire: disturbo istrionico di personalità.

Le personalità borderline sono invece caratterizzate dall’avere vissuto abusi sessuali in giovane età, sviluppando un senso di identità estremamente fragile e confuso. Diversamente da psicopatici, antisociali e narcisisti, i borderline soffrono molto del loro disturbo di personalità e adottano condotte manipolative e di sfruttamento degli altri per ottenere ciò di cui hanno bisogno.

Principio numero 3:

“I sociopatici riconoscono molto bene le nostre fragilità e le sfruttano a loro vantaggio e beneficio” 

I sociopatici sono perfettamente consapevoli delle loro cattive azioni, volte ad approfittare degli altri per il loro unico beneficio e divertimento. Queste persone sono molto abili nell’individuare e riconoscere le fragilità e le vulnerabilità (fisiche, sociali, emotive ecc.) di coloro di cui vogliono approfittare, e di fare leva su queste per ottenere ciò che vogliono, senza scrupolo né rimorso. Ecco allora che le nostre vulnerabilità ed i nostri bisogni diventano una sorta di “gancio” attraverso cui ci lasciamo inconsapevolmente  intrappolare. Questo accade quando ricerchiamo disperatamente affetto, riconoscimento, compagnia… i sociopatici sono capaci di farci credere che ci daranno tutto ciò di cui abbiamo bisogno, e che faranno diventare i nostri più profondi sogni realtà. Avere una vulnerabilità vuol dire che abbiamo fortemente bisogno o desiderio di qualcosa e queste persone sono in grado di trasformare qualsiasi cosa vogliamo in un gancio per catturarci.

CONOSCERE VUOL DIRE SALVARSI

Conoscere e ricordare questi tre semplici principi può aiutarci a non cadere nella trappola di quelli che Hare definisce “predatori sociali”: ricordiamoci che queste persone esistono e sono intorno a noi, che assumono comportamenti e apparenze diverse ma che sono accomunati dall’approfittare degli altri attraverso manipolazione e sfruttamento delle loro fragilità.

Dunque se abbiamo la sensazione di essere manipolati, raggirati,  o sfruttati facciamo attenzione alla persona che abbiamo di fronte e non escludiamo che possa trattarsi di una persona dannosa.

A cura di Annalisa Barbier, psicoterapeuta
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