Quello che ho imparato dopo aver vissuto con un narcisista

narciso

Ho sempre pensato: “certe cose brutte, certe relazioni d’amore particolarmente devastanti, non possono accadermi… proprio a me no!” E invece ho avuto la sfortuna (chiamiamola sfortuna) di innamorarmi di un uomo narciso, un perfetto carnefice, manipolatore.

E’ molto difficile resistere al fascino di un narcisista, perché é li che risiede il suo unico gran talento

Fase del corteggiamento

Mi sembrava che tutti i miei sogni d’amore all’improvviso potessero realizzarsi; c’era una passionalità e un’intesa a dir poco magica: si mostrava dolce, tenero, attento, premuroso, innamoratissimo. Da subito è riuscito a farmi sentire speciale! Forse in quel momento per lui rappresentavo un “oggetto” interessante,  magari mi vedeva fragile, sensibile… mah, non saprei.

Una volta caduta in questa trappola, questo bellissimo principe azzurro si è tramutato pian piano in un rospo velenoso: sempre di cattivo umore, lunatico, silenzioso e a tratti lo sentivo lontanissimo… niente a che vedere con l’uomo premuroso dei primi tempi.

“Si dice che il narcisista non possa amare gli altri perché é innamorato di se stesso, ma in realtà è incapace di amare anche se stesso, ecco perché strumentalizza il prossimo: egli si alimenta dell’amore degli altri, come un vampiro, con l’unico fine di tollerare se stesso.”

Fase della svalutazione

Improvvisamente, non andava bene il vestito che mettevo, non andava bene il mio peso, il mio lavoro, le mie abitudini…Ho iniziato a sentirmi inadeguata, instabile, umiliata. Ho fatto di tutto per assecondare i suoi bisogni di ammirazione, ho evitato di contrastarlo in qualsiasi cosa… e guai se gli avessi posto richieste o questioni che gli creavano problemi.

Di parlare dei miei malesseri o problemi non se ne parlava…lui non lasciava molto spazio a discorsi che riguardavano ME.

Ho dovuto essere tollerante quando guardava le altre donne; a lui piaceva farsi ammirare da altre donne, eh sì, le sue incredibili doti non potevano non essere notate anche da altre. Anche se non è mai stata una cosa esplicita, sentivo che una delle sue”ammiratrici” poteva anche insidiare la mia posizione di compagna ufficiale, se non l’avessi assecondato in tutto. Mi ritrovavo in trappola, una situazione molto difficile da descrivere e da capire, se non vissuta in prima persona.

Le mie emozioni?

Provavo rabbia, gelosia, attaccamento, dipendenza, rabbia, ansia, paranoia.

La storia è finita!

La storia è finita non per merito mio, semplicemente perché lui voleva un rapporto libero, dove non dovevo chiedergli conto di nulla; poteva andare con altre donne, rientrare quando voleva…

E’ chiaro che non ho accettato, e lui mi ha lasciato: ma come può avermi trattata così? Avevo riposto tutto in questa storia, è durata 5 anni, l’ho amato troppo,  credevo che il nostro amore non potesse finire mai. All’inizio della rottura mi ritrovavo a pensare: “Se solo non mi fossi comportata in quel modo, forse lui ora sarebbe ancora qui.”

E’ trascorso ormai un anno, la mattina mi sveglio, la sera vado a dormire e il suo pensiero è sempre li: mi chiedo se riuscirò a guarire mai, quanto tempo ci vorrà e se dovrò portarmi dentro questa ferita per tutta la vita.

La cosa peggiore è che nel lasciarmi ha fatto in modo che fossi io a sentirmi sbagliata. Mi ha fatto dubitare di me stessa, proprio io che fino a 5 anni prima ero piena di certezze. La fine di questa relazione mi ha straziata, ha raso al suolo la mia autostima… mi ha lasciata perché io non avrei retto un giorno in più il suo atteggiamento ma per lui, dal suo punto di vista, mi ha lasciata perché non ho saputo comprendere il suo amore, i suoi ideali e non ho saputo condividere le sue ambizioni di uomo.

Perchè sono caduta nella rete di un Narcisista?

Certo, l’ho capito dopo, non sono una persona forte; avrò tante qualità, ma mi porto delle ferite del passato che mi hanno reso una donna sola, frustrata.

Di sicuro, se fossi stata una persona forte e indipendente non mi sarei mai legata a un Narcisista; mi sarei accorta subito, lo avrei distanziato in fretta.

Lo ammetto, non ero la persona forte che credevo di essere. Solo con la consapevolezza di questa storia ho capito di essere una persona fragile, mi sono sentita lusingata e importante per il fatto di essere stata scelta, dal mio carnefice, fra le tante pretendenti

“Il Narcisista è una persona che gioca solo a proprio favore e che mantiene l’interesse nella relazione solo fino a quando ne ricava a sufficienza e non ci perde nulla”

Se volete un consiglio da me su come chiudere una relazione con un narcisista, non credo di esserne all’altezza; non so cosa spinge certe donne ad accompagnarsi a uomini che le fanno soffrire. Non so come io ho potuto reggere per ben 5 anni. Posso solo dire che il problema “forse” siamo noi “fragili”; è colpa nostra se diventiamo le loro carnefici.

Campanelli d’allarme da non sottovalutare

Se vai a cena con una persona che ritieni interessante, non guardare come ti tratta ma come tratta il cameriere. Con la mia esperienza ho imparato che il narcisista rivela il proprio carattere quando può approfittare di persone che, per qualche motivo, hanno un ruolo subordinato.

Quindi fai attenzione a come tratta i bambini, gli animali, le persone che in un dato momento hanno un ruolo di servizio. Non concentrarti solo su come vieni trattata per poi dire: “Voi non lo capite, con me è dolcissimo!” Sta semplicemente tessendo la sua tela per intrappolarti.

Ma questa donna che si racconta esiste?

Si, esiste in tutte le vittime del narcisista. E’ la storia di Giovanna, di Sofia, di Maria, di Antonella, di Francesca, di Serena, di Stefania, Marta, Rita, Simona………..i nomi cambiano ma le dinamiche restano sempre le stesse. E’ la storia di tutte quelle donne che hann una relazione con un uomo capace di far sentire l’altra come la persona più importante e bella, salvo poi demolirla non appena si allontana dal suo ideale.

Noi donne siamo tutte potenziali vittime del narcisista?

I motivi profondi che possono portare chiunque, in una fase difficile della propria vita ad essere vittima di un amore malato, di un incontro doloroso con una persona incapace di amare pongono le radici nel non sentirsi meritevoli d’amore.

Non sentirsi degni di amore

L’essere stati cresciuti nel biasimo e nella critica distruttiva sin da bambini, ha fondato dentro l’individuo un modello per cui l’amore passa attraverso il giudizio; la persona si è nutrita di disamore verso se stessa credendo di valere ben poco. Da questo ne è derivata l’idea che non si è degni d’amore.

Sensazione di abbandono o rifiuto

La persona si è sentita abbandonata o rifiutata dai genitori e ha vissuto questo abbandono come un tradimento della fiducia. Il pensiero successivo è stato quello di sentirsi colpevole e meritevole di punizione; da questo il bisogno di cercare all’esterno continue conferme d’amore.

Qualunque relazione instaurata con un narcisista provoca effetti collaterali inammissibili: una dipendenza paragonabile alla più subdola delle droghe, una profonda sofferenza che lascia orribili cicatrici.


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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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