Non lasciare che il peso della solitudine ti opprima

Ci sono giorni in cui la solitudine è un vino inebriante che ti ispira libertà, altri in cui è un tonico amaro, e altri ancora in cui è un veleno che ti fa sbattere la testa contro il muro. (Colette)

Sentirsi soli è una sensazione poco piacevole che appartiene a ciascuno di noi: già da piccoli temiamo di essere abbandonati dai nostri genitori. Da adulti le cose non migliorano; la paura della solitudine è sempre lì in agguato… quando veniamo lasciati, quando temiamo di perdere le persone che amiamo, quando temiamo di rimanere per sempre senza legami affettivi.

La trappola della paura della solitudine

La paura dell’abbandono ci porta a commettere grossi errori soprattutto in campo affettivo; instauriamo delle relazioni emotivamente dipendenti e poco sane basate sulla paura di perdere l’altro anziché sulla gioia di dare incondizionatamente. Puoi approfondire con la lettura del mio articolo “Sindrome dell’abbandono, le fragilità nell’infanzia e ripercussioni in età adulta

“Ecco allora che si sviluppa attaccamento e desiderio di possesso: esattamente il contrario della libertà, principio fondamentale dell’amore e dell’amicizia”

Pur riconoscendo che quelle relazioni non siano fatte per noi e non ci facciano stare bene, non riusciamo a troncarle per paura di rimanere soli. Così facendo non solo prolunghiamo questa sofferenza, ma escludiamo ogni possibilità di aprirci a nuove relazioni più salutari e adatte a noi (e all’altro). In altri casi, siamo così scottati e in preda alla paura da chiuderci totalmente e non volere più nessuno accanto per paura di essere abbandonati un’altra volta.

“La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista”
(Bernardo Bertolucci)

Come superare la paura della solitudine

Sentirsi felici e sereni è un diritto che spetta a tutti….avere delle relazioni grtificanti nella nostra vita è possibile. Cosa puoi fare per sconfiggere la paura di sentirti abbandonata?

Riconosci la tua vera paura

Come per molti altri comportamenti disfunzionali, la parola chiave è consapevolezza. Ammettere a te stessa di avere paura di qualcosa e riconoscere quella paura, (in questo caso essere abbandonata e rimanere sola), è il primo passo verso la tua trasformazione.
Cosa puoi fare? Prendi consapevolezza che hai davvero paura di rimanere sola. Più a lungo scacci questo pensiero, più potere avrà su di te.

Perchè pensi che stare da sola sia una condizione negativa? Questa condizione, se accolta a braccia aperte, può darti la possibilità di rigenerarti, di fare cose che magari prima non potevi fare.

Cerca di non rimanere bloccata nel passato. Ciò che hai fatto in precedenza ormai è stato superato e sono arrivati dei nuovi giorni da dedicare al cambiamento.

La tua solitudine è legata alla scarsa autostima? Allora prova a fare un elenco di tutti i tuoi successi nella vita e rileggilo ogni volta che ti senti abbandonata. Prova ad abbandonare l’insicurezza, riconosci il tuo valore e cerca di vivere in base alle tue aspettative personali, non a quelle degli altri.

Quando vuoi avvicinarti agli altri non avere paura di esprimere i tuoi sentimenti. Ogni volta che riuscirai a ritenerti meritevole dei doni che la vita e che le altre persone possono offrirti la tua solitudine diminuirà.

Lavora sulla TUA identità

Quando sei innamorata, sopravvaluti l’altro, ti sembra perfetto così com’è. In realtà, stai trasferendo all’altro tutte le qualità che vorresti avere tu. Quando poi la relazione finisce, ti senti persa, come se non valessi niente senza l’altro a fianco. Piuttosto che cercare nell’altro le qualità che non hai e che vorresti avere, cerca di costruirtele dentro di te. L’amore è uno scambio: se prendiamo e basta, cosa abbiamo da offrire?

Guarda il lato positivo

Il distacco porta con sé anche degli aspetti positivi. Tutto accade per una ragione; se una relazione, di qualsiasi tipo, arriva al capolinea è perché non è più adatta a te. Quando lasciamo passare un po’ di tempo e ci guardiamo indietro, ci accorgiamo di come il distacco sia stato un’importante fonte di riflessione, una ricchezza che ci ha fatto crescere, ci ha fatto vedere il mondo da un altro punto di vista e ci ha offerto più opportunità. Quello che stai affrontando ora deve essere uno stimolo verso situazioni nuove e migliori per te. Non c’è nulla di cui avere paura.

Smettila di generalizzare

Generalizzare ti porta a distorcere la realtà e a cancellare i dettagli che invece fanno la differenza. Così finisci per non vedere le vie di mezzo, e pensi in termini di tutto o niente, bianco o nero.
Il fatto che qualcuno ti abbia lasciata non significa che tutti siano uguali e si comportino allo stesso modo. Generalizzare ti allontana dalla fiducia, che invece è il pilastro su cui si dovresti fondare le tue relazioni.

Focalizzati sul qui e ora 

Il qui e ora è l’unico momento che esiste, l’unica certezza che hai. Pre-occuparsi delle cose prima che accadano è assolutamente inutile. Nulla è per sempre – siano essi momenti belli o brutti. Tutto è impermanente. Godi delle relazioni che hai ora, esattamente nel luogo in cui ti trovi con le persone di fianco a te. Non pensare a eventi negativi che potrebbero portarti via la persona amata, ma cerca di godere del dono che ti è stato fatto.

PER CONCLUDERE….

È vero, essere soli può diventare frustrante e creare grande ansia ma la solitudine ha anche un grande potere di guarigione. Potresti imparare a pensare che la tua vita può essere felice e completa anche senza la presenza di una persona al tuo fianco. Si tratta di un pensiero che accresce l’autostima e la consapevolezza del proprio valore individuale.

In qualsiasi situazione di solitudine, scelta o imposta, ci può essere una buona occasione per imparare qualcosa di nuovo su se stessi, ad esempio per provare a riconoscere il proprio valore personale, a volersi bene e a comprendere ciò che ci rende davvero felici.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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