Disturbo post traumatico da stress: sintomi e valutazione

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Disturbo post-traumatico da stress
Disturbo post-traumatico da stress. illustrazione di Matthew Kramer

Il disturbo post traumatico da stress (PTSD o DPTS) è stato proposto dall’American Psychiatric Association nel 1980, introdotto con il DSM-III. Ad oggi, il DSM-V ha reso più semplici le diagnosi anche in caso di valutazione medico legale. Vediamo in dettaglio quali sono i sintomi e i risvolti psicologici del disturbo da stress post traumatico.  La sindrome insorge in seguito all’esposizione a un trauma.

Indice:

Nota bene: gli esami obiettivi (risonanza magnetica e test di laboratorio), così come il test MMPI-2, non sono test di routine nella diagnosi del distubo post traumatico da stress, ma sono usati solo in caso di valutazione medico legale nelle richieste di risarcimento danni.

Trauma psicologico

Il trauma psicologico è un’esperienza che colpisce oltre il 50% della popolazione generale, eppure, solo alcune persone sviluppano un disturbo da stress post-traumatico. Questo è stato osservato anche nei soldati: non tutti i soldati in ritorno dalla guerra sviluppano tale sindrome. Vi sono, infatti, dei fattori di rischio che rendono più vulnerabile al PTSD, i fattori in questione sono:

  • Esperienze traumatiche pregresse
  • Il trauma in questione ha causato una menomazione fisica
  • Esposizione a un lutto o una grave perdita poco prima dell’evento traumatico
  • L’incidente ha causato un decesso o un’altra perdita estrema
  • Pregressi problemi psichiatrici
  • Presenza di problemi coniugali e familiari
  • Assenza di una buona rete e routine sociale
  • Trascuratezza emotiva durante l’infanzia
  • Ridotto supporto sociale

Un trauma psicologico può innescare più facilmente il disturbo quando chi lo sperimenta lo vive come qualcosa che ha stravolto l’ordine naturale delle cose. Perché insorge il DPTS? Perché il vissuto traumatico va aldilà della capacità di accettazione di chi lo vive: l’individuo non vede come poter integrare l’evento vissuto nella sua esistenza o come possa continuare a vivere (e non sopravvivere) nonostante quell’evento.

Criteri diagnostici

La diagnosi del Disturbo post traumatico da stress viene eseguita quando, a seguito all’esposizione al trauma, compare un determinato quadro sintomatico. La diagnosi può essere fatta solo da professionisti qualificati. I principali criteri diagnostici presi in esame dal DSM 5 sono i seguenti.

  • Ricordi angoscianti ricorrenti, involontari e intrusivi, relativi al vissuto traumatico
  • Sogni spiacevoli ricorrenti
  • Reazioni dissociative (come flashback), in cui l’individuo si sente o si comporta come se l’evento traumatico si stia verificando
  • Disagio psicologico intenso o prolungato all’esposizione di fattori riconducibili al trauma
  • Marcate reazioni fisiologiche (vedi sintomi fisici)
  • Evitamento persistente degli stimoli associati all’evento traumatico (per esempio, evitare persone, luoghi o situazioni associate a ricordi angoscianti)
  • Incapacità di ricordare un aspetto importante dell’evento traumatico
  • Credenze negative persistenti ed esagerate
  • Marcata diminuzione di interesse o partecipazioni ad attività significative
  • Incapacità di sperimentare emozioni positive

Marcate alterazioni dell’arousal* e reattività associate all’evento:

  • Comportamento irritabile e scoppi d’ira
  • Ipervigilanza
  • Comportamento sconsiderato o autodistruttivo
  • Esagerata risposta d’allarme
  • Problemi di concentrazione
  • Disturbi del sonno

*Arousal: traduzione dall’inglese: eccitazione, risveglio. L’arousal è una condizione del sistema nervoso (generalmente temporanea) che induce uno stato di eccitazione, caratterizzato da un maggiore stato attentivo-cognitivo di vigilanza e di pronta reazione.

Per i bambini di età superiore a 6 anni, il DSM-5 evidenzia gli stessi criteri diagnostici presentati per gli adulti.

Disturbo post traumatico da stress cronico o acuto

Il DSM-5 esegue un’ulteriore categorizzazione e parla di disturbo acuto da stress disturbo da stress post traumatico cronico o acuto, la classificazione è fatta in base alla durata dei sintomi.

  • Se i sintomi hanno una durata inferiori o pari a un mese, si parla di disturbo acuto da stress
  • I sintomi che perdurano da 1 a 3 mesi configurano una sindrome da stress post traumatico di tipo acuto.
  • Se la durata dei sintomi è maggiore o uguale a tre mesi si parla di disturbo post traumatico da stress cronico.

Disturbo post traumatico da stress: sintomi

I sintomi sono quelli elencati tra i criteri diagnostici. In generale, nei pazienti affetti dal PTSD aumenta la vigilanza e il quadro che si presenta vede:

  • stato di allerta persistente,
  • insonnia,
  • irritabilità,
  • difficoltà di concentrazione,
  • angoscia,
  • paura persistente,
  • evitamento degli stimoli legati al trauma,
  • ricordi intrusivi,
  • flash-back,
  • illusioni (vissuti articolati simili ad allucinazioni),
  • incubi,
  • dissociazione (derealizzazione, depersonalizzazione),
  • ansia diffusa,
  • attacchi di panico,
  • depressione,
  • scatti d’ira*,
  • rimuginare sul trauma

Lo stato di allerta persistente è spiegato da un semplice fattore: la vittima del trauma non si sente più al sicuro. Vi sono, poi, altri sintomi che tardano il processo di guarigione dal PTSD. Se l’evento è percepito come una forte ingiustizia, insorgerà:

  • Rabbia
  • Senso di colpa
  • Senso di umiliazione

*La rabbia può tramutarsi in aggressività e la vittima potrebbe isolarsi essere isolata a causa di scatti d’ira.

Sintomi fisici

A livello squisitamente fisiologico, si nota una reattività neurovegetativa allo stress del sistema nervoso con un incremento della cortisolemia e delle catecolamine. Tali incrementi possono essere riscontrati attraverso esami di laboratorio (test del sangue per il cortisolo e test delle urine per le catecolamine).

Tra i sintomi fisici possiamo evidenziare:

  • Agitazione psicomotoria
  • Tremori
  • Sudorazione
  • Sintomi fisici dell’attacco di panico (difficoltà respiratorie, soffocamento…)
  • Disturbi del sonno
  • Tensioni muscolari
  • Sintomi dell’ansia (battito cardiaco accelerato, respiro affannoso…)
  • Nausea

Disturbo post traumatico da stress: TEST

L’assetto di personalità che si configura nel disturbo da stress post traumatico è riscontrabile con accertamenti psicodiagnostici e test biologici.

In particolare, il test MMPI-2, in caso di PTSD vedrà un’innalzamento patologico delle scale Hs, D, Hy. Sul fronte fisiologico, sono riscontrabili le alterazioni della risposta biologica allo stress attraverso l’innalzamento della cortisolemia e del livello delle catecolamine urinarie.

Nel web ci sono diversi test psicologici che cercano di evidenziare la presenza del disturbo da stress post-traumatico, tuttavia, la complessità del quadro sintomatico rende questi test del tutto inefficaci.

DPTS: cura

La cura del PTSD verte sull’elaborazione del vissuto al fine di consentire al paziente un nuovo adattamento alla realtà. La psicoterapia è uno strumento efficace per superare il disturbo post-traumatico da stress. In alcuni casi è indispensabile lavorare sul senso di colpa, sulla rabbia del torto subito e sull’umiliazione/svilimento. Il senso di colpa (per non essersi difeso o non aver agito in “modo ideale”) orienta la vittima verso il passato e ne tarda la guarigione.

E’ stato osservato che il supporto di una buona rete sociale (amici, famiglia…) anticipa il recupero. Al contrario, una storia pregressa di depressione e ansia porta a un recupero più complesso. La terapia con EMDR può servire al trattamento anche se l’esposizione immaginativa può essere difficile da sostenere sia per il paziente che per lo stesso terapeuta.

Sul fronte “trattamento farmacologico” decine di studi clinici randomizzati sulla cura farmacologica del DPTS ha evidenziato che gli antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) mostrano una certa efficacia, tuttavia, interrompendo l’assunzione dei farmaci si ha spesso una recidiva.

Valutazione medico legale e risarcimento danni per disturbo da stress post traumatico

Per la valutazione medico legale ci si avvale della professionalità di medici specialisti in psichiatria e psicologi per l’effettuazione di una diagnosi clinica.

Le fasi della valutazione includono:

  • Raccolta di dati anamnestici
  • Eventuali esami obiettivi
  • Accertamento specialistico volto al giudizio diagnostico, a cura di specialisti in Psichiatria/Psicologi;
  • Giudizio Diagnostico

La valutazione medico legale necessita anche di collegamento “nesso causale” tra l’evento psicotraumatico e la psicopatologia riscontrata.

Al momento degli esami obiettivi ci si può avvalere dei test citati nel paragrafo dedicato ai sintomi fisici (esame delle urine e del sangue) e, in alcuni casi, anche di risonanza magnetica. Chi ha vissuto un forte trauma psicologico e soffre di disturbo da stress post traumatico, vede alterata l’attività dell’asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene (IIS), predisponendo l’organismo a mettere in atto strategie per proteggersi da ulteriore stress e trauma.

L’alterazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene è correlata al forte rilascio di cortisolo a causa della persistente attivazione dell’asse IIS. Tale attività determina, a livello del lobo limbico, una riduzione del trofismo dell’Ippocampo, responsabile dell’elaborazione delle tracce mnesiche, riscontrabile strumentalmente con la RMN encefalica. L’increzione cronica del cortisolo è responsabile dell’atrofia ippocampale e dei correlati disturbi cronici della memoria.

Quando è richiesto l’esame obiettivo nella valutazione del danno psichico

Non tutti i casi di valutazione medico legale richiedono esami obiettivi, tuttavia, in caso di valutazione del danno psichico nei soldati o in altri operatori impiegati nella difesa pubblica, tali esami sono richiesti. La valutazione del danno psicologico e assai complessa e i fattori in gioco possono essere molteplici.

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Fonti e bibliografia: “Psicologia Clinica” di Ann M. Kring Sheri L. Johnson Gerald C. Davison J.M. Neale.

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