Ecco come tua madre è riuscita a rovinarti la vita

E’ la voce di mia madre che mi parla all’orecchio; chissà perché l’ho tanto odiata quella voce.” Dacia Maraini

Il rapporto madre-figlio è tra i più saldi e meravigliosi che esistano al mondo.  Attraverso questo rapporto impariamo ad amare o odiare, fidarci o non fidarci, arrenderci o combattere… un rapporto a dir poco complesso.  Un insieme di molteplici aspetti tanto forti quanto contrastanti. 

Christiane Northrup, ginecologa e ostetrica, non poteva esprimere meglio il profondo legame che ci unisce fin da piccole alle nostre madri:

“Le nostre cellule si sono divise e sviluppate al ritmo del suo battito cardiaco. La nostra pelle, i capelli, il cuore, i polmoni e le ossa sono stati alimentati dal suo sangue, sangue che era pieno di sostanze neurochimiche formatesi in risposta ai suoi pensieri, credenze ed emozioni. Se provava paura o ansia, o se si sentiva molto infelice per la gravidanza, il nostro corpo lo percepiva, così come notavamo anche se si sentiva al sicuro, felice e soddisfatta”.

Tuttavia vi sono dei casi nei i quali tale vincolo assume un’accezione negativa condizionando per sempre la vita dell’individuo

Secondo il noto psicologo John Bowlby la madre è la figura in grado di creare una “base sicura”. La madre è in grado di stimolare il figlio, capace di infondergli fiducia. Nel momento in cui il bambino ha fiducia nella madre molto probabilmente riuscirà a credere anche in se stesso.

Madre-figlio: il legame affettivo più profondo

Che sia un rapporto sano o un legame tossico, la relazione madre-figlio a è tra quelle che condiziona di più la vita. Nel bene e nel male infatti questo rapporto influisce profondamente sulla capacità di instaurare relazioni affettive, sul modo di approcciarsi alla vita di ogni individuo.

“Le madri: non possiamo vivere né con loro né senza di loro” questa frase è tanto emblematica quanto veritiera.

Il rapporto con i genitori, in particolar modo il rapporto con una madre, condiziona quella che sarà la percezione del mondo e di sé stessi. Il legame tra madre e figlio è un qualcosa di talmente viscerale da superare ogni barriera, da risultare meraviglioso, puro, profondo.

Legame madre-figlio: dipendenza affettiva

Fin dalla tenera età si è spinti a ricercare l’approvazione da parte della madre. Per i primi anni di vita il bambino è strettamente legato alla figura materna. La dipendenza madre-figlio non è solo fisica ma anche emotiva. La madre infatti non solo nutre il suo piccolo e se ne prende cura ma manifesta anche il proprio affetto, lo coccola, lo ama.

Man mano che ci si avvicina all’adolescenza questo legame si trasforma: il piccolo o la piccola pian piano diventa adulto/a e ha bisogno sempre più di indipendenza, un’indipendenza che non sempre gli/le è concessa.

Per riuscire a condurre un’esistenza sana è importante però che il figlio riesca a percepire se stesso come individuo indipendente. Non sempre questo risulta semplice. Spesso infatti a causa di un atteggiamento eccessivamente apprensivo ed opprimente si rischia di spingere il bambino a vivere in simbiosi con la madre.

C’è una frase che una madre ripete spesso al proprio figlio: “Nessuno ti ama come me”. Se un bambino la prende alla lettera, è possibile che non esprima il diritto di lamentarsi anche se non si sente molto apprezzato da sua madre….perchè pensa “lo fa per il mio bene”

L’affetto dunque può trasformarsi in un rapporto malsano che impedisce al figlio di essere realmente indipendente. Parliamo della cosiddetta madre “castrante” o madre “simbiotica”.

Madre castrante

La figura della madre castrante è presente da sempre nell’inconscio collettivo delle persone. Nei  racconti popolari ma anche nelle fiabe e più recentemente nei cartoni animati la figura negativa della madre appare sotto forma di arpia, mostro o anche strega. La matrigna cattiva nella vita vera potrebbe essere proprio quella della mamma.

Non è raro infatti che la madre non si separi mai realmente dal figlio. Questo impedisce la formazione della personalità del bambino, che diventerà una sorta di satellite della figura materna. Un rapporto sano infatti è di fatto liberatorio. L’amore vero se da un lato fornisce radici salde, dall’altro deve dare la possibilità di spiccare il volo, di essere liberi, altrimenti non è amore, è costrizione.

Conseguenze di un rapporto tossico madre-figlio

Il bambino, che cresce con una madre simbiotica diventerà un adulto privo di autonomia in tutti i sensi, dalle cose più futili a quelle più serie.

Si potrebbe incorrere in:

  • Scarsa autostima
  • Problemi relazionali e sessuali
  • Ansia
  • Frustrazione
  • Difficoltà nel prendere decisioni

Come riconoscere un rapporto tossico con la madre

I rapporti madre-figlio tossici sono quelli nei quali la madre non riesce a riconoscere il figlio in quanto adulto. La madre dunque tende a comportarsi nei confronti del figlio considerandolo sempre come fosse un bambino.

La madre infatti:

  • Si rivolge continuamente al figlio con vezzeggiativi infantili,  spesso anche dinnanzi ad altre persone
  • Esige che il figlio condivida la sua stessa visione delle cose con frasi tipo “noi la pensiamo cosi”, “non la pensiamo allo stesso modo?” “Siamo sempre stati d’accordo”
  • Ha un rapporto morboso, anche a livello fisico, lo coccola di continuo e se non riesce a farlo va su tutte le furie o si mostra estremamente dispiaciuta, utilizzando spesso le lacrime per farlo sentire in colpa.
  • Ha una visione chiara del futuro del figlio, sa già cosa dovrà fare nella sua vita, anche se luio lei di fatto non si è espresso a riguardo. Questo atteggiamento si protrae per tutta la vita del figlio, anche da adulto, ed è proprio li che risiede il problema.

L’eredità delle nostre madri

Senza dubbio, il legame tra te e tua madre è stato uno dei più profondi che ci siano. Il problema è che in alcuni casi neghi quel legame, così neghi anche te stessa/o. Se non riconosci quanto è stato costruito da tua madre, non puoi crescere, rimarrai bloccata nella negazione.

Amare significa “lasciar liberi” , liberi di esprimersi, liberi di fare le proprie scelte per riuscire a condurre una vita sana.

Qualsiasi figlio porta con sè le conseguenze di tale rapporto. Se tua madre ti ha trasmesso messaggi positivi e insegnato ad amare e rispettare, i tuoi insegnamenti rappresenteranno una preziosa guida emozionale che ti accompagnerà ovunque tu vada.

Ma se hai avuto una madre tossica, forse sei diventata sospettosa, controllatrice o ricattatrice, atteggiamenti che in seguito replicherai nei nostri rapporti con gli altri. Se tua madre era timorosa e insicura, è probabile che avrai una bassa autostima e non oserai assumere dei rischi. In questi casi dovrai guarire. E per farlo dovrai essere in grado di capire quanto questi comportamenti e credenze che ti limitano provengono dal rapporto che hai avuto con tua madre.

Rapporto tossico madre-figlio: come superarlo

Non è semplice uscire da una situazione del genere, anche perché a causa del rapporto di dipendenza con tua madre è difficile che tu riesca a sviluppare un livello autocoscienza tale da permetterti di migliorare il rapporto. Tuttavia nel caso in cui tu riesca a individuare dei campanelli d’allarme è importante correre subito ai ripari.

Per evitare le disastrose conseguenze legate a un rapporto tossico con tua madre è necessario risolvere la questione. Come? Tagliando il “cordone ombelicale”, esigendo la tua indipendenza affettiva.
Inizialmente non sarà semplice, tua madre probabilmente farà leva sui sentimenti facendoti credere che le stai recando un danno, farà leva sui tuoi sensi di colpa. Eh si, una mamma quando vuole sa come essere crudele anche se in modo inconsapevole.

 Cura le tue ferite emotive

Un pensiero disadattivo che ti limita quasi sempre si nutre di un conflitto che non hai risolto. Dunque, dovrai individuare quelle parti del rapporto con tua madre che non accetti e che richiedono un processo di guarigione. Trascinare con te questi problemi, far finta che non esistano, non ti consentirà di crescere.
Affronta i conflitti, perdona e volta pagina. A volte, tutto ciò di cui hai bisogno è fare la pace con le frustrazioni e le difficoltà che hai vissuto sulla tua pelle.

E magari non tutto è stato negativo

Può darsi che nel rapporto con tua madre hai trascurato molti aspetti positivi. Concentrati su tutte le cose positive del vostro legame. Ricorda che tutti noi abbiamo luci ed ombre, ma possiamo decidere se concentrarci sugli errori o apprezzare i successi.

La crescita emotiva passa per il perdono…..

Perdonare ogni torto, ogni mancanza, ogni scomoda eredità lasciata da tua madre, è il tuo biglietto per la libertà emotiva. Lo so, è più facile a dirsi che a farsi. La strada del perdono è lunga e piena di insidie… tuttavia dovresti provare a intraprenderla.

Qualcuno potrebbe confondere il perdono con il cadere di nuovo vittima di una mamma totalitaria…. già perdonandola ti esponi a un rischio emotivo, ma fidati, vale la pena correrlo. Ma dovrai avere fiducia in te stessa e nelle tue capacità. Dovrai concedere a te stessa tutti i riconoscimenti mancati del passato. Dovrai avere una buona dose di autoaffermazione e nutrire la tua autostima. Dovrai essere sicura di non farti nuocere di nuovo ma anche questo dipende solo da te.

Perdonare tua madre può essere un’arma a doppio taglio….

Dovrai, perciò, puntare sulla tua crescita emotiva e spostare la responsabilità su di te. Hai avuto una cattiva madre? E’ vero ma fa parte del passato. Se oggi sei un adulta, l’unica responsabile della tua felicità sei tu. Certo, i fantasmi del passato fanno soffrire ma sta a te scoprire le dinamiche che si celano dietro i tuoi problemi d’infanzia.

Vi lascio cari lettori con una citazione di  Jeanette Winterson: “La madre è la nostra prima storia d’amore. E se poi la odiamo, ci portiamo dietro quella rabbia e la riversiamo su chi amiamo. E se la perdiamo, dove la ritroveremo?

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

2 Commenti a “Ecco come tua madre è riuscita a rovinarti la vita”

  1. Angela Nardini

    Lug 25. 2018

    Francamente non riesco a attingere consigli….mi perdo…cmq devo dire che con mia madre le cose non sono state positive….non mi sono mai trovata a mio agio…..ho dovuto per forza seguirla ma nel mio mondo ho fatto altro….il legame ossessivo che lei mi ha imposto mi ha fatto decidere l’opposto….

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  2. Artemisia

    Mag 18. 2018

    Quanto è vero!!!! Ho creduto che, dopo la morte di sua madre, mio marito sarebbe rinato, niente di più falso, lei vive in lui, tutti i giorni. Lui giudica me e se stesso come farebbe sua madre, mente e si giustifica per cose assurde come era abituato a fare con lei, mi sgrida, quello che faccio non va mai bene. Mi ama? A volte penso di no, poi è carino, gentile, dolce…..fino a che non ricompare LEI. E’ insicuro, la sua autostima è inesistente anche se, secondo me, ritiene se stesso migliore di altri e cerca di sminuire tutti quelli che “disapprova”. Non è in grado di prendere decisioni, o meglio, le prende e poi va in crisi e non vorrebbe mai aver preso la decisione e si combatte per averla presa e se la prende con me incolpandomi della sua decisione. Io sono andata in terapia perchè mi sentivo sbagliata, lui no. Ora ho capito che non sono io ad essere sbagliata, non sono perfetta, ho anch’io un carattere particolare, ma perchè dovrei continuare ad annullarmi per lui? Ora cerco di ignorare le sue “cattiverie”, divento elusiva, diffondo nebbia e sembra funzionare. Sua madre? Lottare con una morta è dura, io cerco di essere, con mio figlio, esattamente l’opposto e anche questo, ovviamente, è stato fonte di notevoli problemi di relazione.

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