Voglio dimagrire ma mangio troppo

voglio dimagrire ma mangio

L’elaborazione del legame esistente tra emozioni negative e comportamento alimentare può interrompere il circolo vizioso fatto di depressione, rabbia, ansia, senso di colpa e abbuffate.

Molte persone riferiscono di essere a dieta praticamente da sempre, ma che non hanno mai trovato una soluzione al desiderio di mangiare;

molte altre riferiscono di perdere peso fino ad un certo punto, ma che poi non riescono mai ad andare oltre un certo numero di chili, quando diventa più difficile perderli e si lasciano andare alla ormai nota “zona di confort”.

E ancora altre affermano “Mi abbuffo perchè non ho forza di volonta” ; “L’unico modo per rimediare è abbuffarmi” con conseguente sensazione di “scoppiare”.

Alcune persone decidono di arrendersi e di lasciarsi andare all’aumento inesorabile di peso; altre decidono di intraprendere metodi chirurgici che a volte funzionano nel breve e medio termine (infatti molti studi longitudinali dimostrano che mediamente funzionano per 5 anni, tempo definito “honey moon” in cui la persona dovrebbe imparare a gestire l’assunzione di cibo anche in rapporto ai propri vissuti, alle proprie emozioni); pochissime decidono di andare in psicoterapia. Perchè la psicoterapia?

Binge Eating Disorder

Perchè molte persone che cercano una cura per la propria obesità o per perdere quei chili di troppo, presentano problemi di abbuffate compulsive o meglio presentano un disturbo alimentare oramai noto con il nome di “Binge Eating Disorder”.

Quali sono i sintomi del Binge Eating Disorder? Per citarne qualcuno: mangiare il cibo in maniere molto veloce, assunzione ricorrente e protratta di cibo, sensazione di perdere il controllo nell’atto del mangiare, senza pratiche di compenso (vomito, assunzioni di lassativi, eccessiva attività fisica).

L’abbuffata può presentarsi come fatto isolato durante la giornata e/o ripetuto nell’arco della settimana e/o si può protrarre anche nell’arco delle 24 ore.

Quindi chi ne soffre è quasi sempre obeso o sta vivendo un aumento di peso sproporzionato. Ma cosa c’è dietro questo disturbo?

  • storia di depressione propria e/o dei propri genitori
  • ansia
  • abuso di alcol e di droghe
  • traumi
  • bullismo
  • abusi sessuali
  • bassa autostima
  • bassa sensazione di autoefficacia
  • vulnerabilità emotiva
  • discontrollo degli impulsi
  • bassa autodirettività
  • ricerca della novità
  • evitamento del danno

Le conseguenze poi sono sia in ambito lavorativo, sia in ambito sociale, sia nella distorsione nella visione del proprio corpo, aspetto fisico e peso, aumentando inevitabilmente il tempo trascorso sotto regime di dieta e tra una dieta e l’altra.

Inoltre in alcune persone l’assunzione compulsiva di cibo può associarsi a quella di farmaci, sostanze e comportamenti compulsivi (gambling, sesso e shopping compulsivo). Sarebbe, perciò, più utile e più funzionale adottare una programmazione di perdita di peso più regolare e non restrittiva, attraverso il lavoro congiunto tra dietologo o nutrizionista e psicoterapeuta.

Il percorso psicoterapico, per quanto difficile da affrontare, offre buone probabilità di ottenere recupero efficace; esso punterà sul significato del cibo come risposta di coping, risposta agli stress ambientali e agli stati emotivi;

punterà sulla scoperta, la rielaborazione e ristrutturazione del legame esistente tra emozioni negative e comportamento alimentare, elementi che reggono il disturbo e che se non analizzati e affrontati non fanno altro che aumentare il circolo vizioso fatto di depressione, rabbia, ansia, senso di colpa e abbuffate.

In psicoterapia si lavorerà anche sulla bassa autostima, sulla rimuginazione. Quindi è fondamentale, innanzitutto, prendere coscienza dei comportamenti scorretti così da superare anche il vissuto di ambiguità “voglio dimagrire, ma mangio”.

Per un approfondimento: quando il cibo diventa la coperta dell’anima

A cura della dott.ssa Domenica Signorile, psicodiagnosta clinica


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Psicologa e Psicodiagnosta Clinica. Consulente in Aspetti medico-sociali della sessualità, esperta Aba/Vb.

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