Psicologia introspettiva: 6 domande da porti se vuoi davvero cambiare la tua vita

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Vuoi cambiare la tua vita, e farlo a partire da oggi? Se la risposta è si – e sono certa che sia proprio così! – allora puoi iniziare a porti le 6 domande che ho voluto condividere con te.

Potrebbero costituire un buon punto di partenza per poter dare una marcia in più alla tua esistenza, reagendo dinanzi alle aspettative della società, alle sfide che la vita ti ha posto e a un senso di frustrazione che magari ti assale ogni volta che guardi al futuro con incertezza, timore e preoccupazione.

Le certezze ci pongono dove siamo, i dubbi aprono nuove strade… ci consentono di vedere oltre, andare oltre

Porti domande significa che sei riuscito ad uscire dai limiti stabiliti e stai cercando di vedere le cose da un’altra prospettiva. E quando ti rendi conto di quanto possa amplificare la tua mente una semplice domanda, inizi a mettere in discussione tutto.

Si tratta di domande semplici e dirette. Che, tuttavia, richiederanno da parte tua una profonda analisi del tuo “io”. Rispondendo a queste domande scoprirai infatti quali sono le tue reali passioni, i tuoi punti di forza, i tuoi valori, i tuoi desideri e le tue motivazioni.

Sollevando le domande giuste, puoi diventare una persona più libera e creativa, perché finalmente ti rendi conto che il fatto che le cose sono sempre state fatte in un certo modo non vuol dire che quello è l’unico modo possibile.

Insomma, coglierai l’opportunità per poter comprendere quali sono alcuni dei più importanti aspetti del tuo animo e della tua personalità, e potrai utilizzarli per poter migliorare il tuo impegno verso l’obiettivo del “cambiamento”.

Prima domanda: cosa non mi soddisfa della mia condizione attuale?

La risposta potrebbe richiedere ragionamenti prolungati o… magari potresti già avere un’idea di ciò che realmente non ti soddisfa! In ogni caso, non c’è una risposta “corretta”.

psicoterapeuta

Elenca tutti gli aspetti della tua vita che potrebbero rallentare la tua crescita emotiva, cioè le cause sottostanti alla tua insoddisfazione. Pensa a quelle situazioni che ti fanno sentire “una persona insoddisfatta” e a cosa si può fare per cambiare. Pensaci con una mente critica e distaccata, come se le problematiche riguardassero un’amica e non te!

Questo lavoro introspettivo ti aiuterà a mettere in luce le vere insoddisfazioni e ti faranno acquisire maggiore consapevolezza… e cioè che restare fermi nella condizione attuale non può essere una soluzione e che, invece, ci sono tante altre soluzioni che ancora non hai vagliato.

Seconda domanda: quali sono stati i miei più grandi successi finora?

La seconda domanda che mi piacerebbe tu ti facessi è legata alla necessità di riportare in modo chiaro quali sono stati i tuoi principali successi fino a questo momento.

Molto spesso siamo portati a focalizzarci su quello che ci manca nella vita: perché capitano tutte a me? Perché mi va sempre tutto storto? Perché tizio deve guadagnare più di me? Perché tutti gli altri sembrano essere più felici e avere cose che a me mancano?

Rivolgersi a se stessi in modo denigratorio significa gettare il seme di un malessere inconscio.

Se invece ti rivolgi a te stesso  con espressioni di potere quali: sono meraviglioso, tutti mi vogliono bene, sono bravissimo nel mio lavoro, sono una persona amorevole, sono pieno di risorse e capacità, sto benissimo ecc. ti renderai conto che, pian piano, il malessere viene rimosso per lasciare il posto a un benessere senza precedenti e a un potere senza limiti.

In particolare, una domanda da porti se vuoi aumentare vertiginosamente la tua possibilità di essere felice  è la seguente: “A che cosa sono grato oggi?”.

Cerca di elencare tutti i momenti di cui sei particolarmente grato, e quelli in cui sei riuscito a raggiungere degli obiettivi a cui ambivi particolarmente. Prova poi a compiere uno sforzo ulteriore e tenere sempre questi momenti ben fissati in mente! Un problema del nostro approccio alla vita è focalizzare la nostra attenzione selettiva solo su ciò che ci causa malessere, tralasciando il resto.

Terza domanda: come potrebbe migliorare la mia vita una volta intrapreso il percorso di cambiamento?

Schopenhauer disse che “Il cambiamento è l’unica cosa immutabile”. In effetti, come dargli torto?

Il cambiamento è l’unica cosa certa che anima la nostra esistenza: nel corso del tempo cresciamo, il nostro corpo si modifica, viviamo esperienze sempre diverse. Insomma cambiamo anche senza muoverci e senza volerlo. Eppure, spesso capita che il nostro modo di trascorrere le giornate o il nostro modo di vedere le cose non cambiano!

Certo! Il cambiamento può spaventare;  richiede la messa in campo di molteplici risorse emotive, cognitive e fisiche che non sempre puoi essere in grado di attivare. Ma che cosa ti blocca? Perché rimani ancorato al passato, senza darti la possibilità di esplorare la nuova realtà delle cose?

Se desideri migliorare la tua vita è ovvio che dovrai fare dei cambiamenti. Ciò che conta è iniziare dalle piccole cose. Chiediti: “quale piccolo cambiamento posso fare oggi?”

Quarta domanda: ho troppe cose da fare?

Capita di avere così tanti impegni da non avere tempo per le cose piacevoli. Ma sono necessarie? Il tuo cervello ha bisogno di rilassarsi e magari, invece, lo stai sovraccaricando pretendendo di fare cose che magari non ti competono, dicendo tanti si. Dunque, scaricalo un po’, dando priorità a tutto ciò che dà valore alla tua vita.

Quinta domanda: sto sprecando il mio tempo?

Spesso, quando si sta male, c’è chi si fionda in modo ossessivo sul lavoro, e chi invece passa le proprie giornate nel letto, davanti alla televisione o al cellulare, senza combinare nulla. Il rischio è quello di arrivare a fine giornata e dirsi: “non ho fatto niente tutt’oggi!”, e sentirsi ancora peggio.

Quindi, anche se è davvero difficile, scava dentro di te, trova la tua forza di volontà, prova a eliminare i pensieri negativi e proponiti di fare qualcosa di produttivo… ma senza gettarti nel lavoro altrui, qualcosa di “fruttuoso” per la tua emotività e il tuo benessere! Mettersi in movimento, fare qualcosa di concreto, aiuta a non ristagnare nei propri pensieri.

Sesta domanda: che emozioni provo?

Spesso abbiamo dentro di noi così tanti pensieri, così tante emozioni confuse, che non riusciamo neanche noi a capire cosa ci sta succedendo.

Trova un momento per riflettere su ciò che provi dando un nome alle tue emozioni.

Chiediti da che cosa sono causate e perché. Butta tutto fuori: puoi andare a correre o camminare, puoi rifugiarti in un amico, nella lettura, nella musica o in qualsiasi sperimentazione possa farti sentire meglio, come anche la scrittura. Mettere nero su bianco le proprie emozioni, senza limiti e senza freni, è molto liberatorio.

Per concludere…

Ricorda, ogni domanda racchiude il seme della crescita.  E sappi che non sono importanti le risposte che ti dai, ciò che conta è che hai aperto un po’ di più la mente e hai trovato una nuova possibilità che prima non riuscivi a intravedere. Porsi delle domande è un dono inestimabile che fai a te stesso: i dubbi dai quali tutti fuggono e che in genere generano ansia, in realtà possono essere dei grandi amici della propria crescita!

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