9 errori che ci rendono sempre più insicuri

L’equilibrio emotivo dipende in buona parte dal nostro modo di porci di fronte gli eventi; quando affrontiamo la vita con poca determinazione e sicurezza, rischiamo di diventare il nostro peggior nemico.

Gli effetti devastanti dell’insicurezza 

L’insicurezza pone le radici nella bassa autostima, una forza vampirizzante che ci fa sentire vulnerabili di fronte a qualsiasi cosa. Le nostre emozioni ci bloccano e ci fanno concentrare solo sulle cose negative, facendo sì che ogni banalità ci danneggi direttamente. Di conseguenza, distorciamo le parole e le intenzioni degli altri e reagiamo in modo aggressivo ed esagerato, credendo di doverci proteggere da un pericolo che esiste solo nella nostra mente.

9 errori che ci rendono sempre più insicuri

Quelli che seguono sono errori comuni apparentemente innocui che tuttavia ci creano nuovi problemi di autostima.

1) Diamo importanza al giudizio degli altri

Pensiamo che se gli altri ci apprezzano e ci approvano miglioreremo la nostra considerazione di noi stessi. Siamo portati a pensare che se curiamo il proprio aspetto fisico, ad esempio, l’abbigliamento o altri dettagli esteriori la nostra autostima cresce.

Questo è un errore perché questo atteggiamento si può ripercuotere contro noi stessi, perchè:

  • Il giudizio degli altri diventa fondamentale per la nostra autostima, e questo ci rende deboli
  • Non miglioriamo davvero la nostra autostima: in effetti stiamo solo cercando di avere apprezzamenti dalle persone con cui entriamo in contatto.
  • Il giudizio degli altri si basa su cosa vedono di noi, su elementi superficiali, pertanto è un sistema che dura poco, solo fino a che gli altri continuano ad apprezzarci.
  • Se la nostra autostima dipende da cosa dicono gli altri di noi, allora è finita: dipenderemo da loro e questo ci condizionerà in ogni aspetto della nostra vita.

In realtà è proprio quando teniamo conto del giudizio degli altri, che la nostra autostima è più debole

Il giudizio degli altri cambia velocemente, non ricorda le cose buone che abbiamo fatto, non sa cogliere quelle che potremmo fare.

Se appoggiamo la nostra autostima agli altri, anche se all’apparenza non sembra, sarà inevitabile andare sulle montagne russe. Oggi l’autostima sale, domani scenderà, in base all’umore di chi ci circonda. Questo è uno dei peggiori errori che possiamo commettere.


ESEMPIO: Caio sa di essere una persona insicura, per compensare quando sta con gli amici mette abiti griffati, un buon profumo….pensa insomma che questo suo look possa aiutarlo. Poi capita che va al supermarket senza curare il suo aspetto e incontra un suo conoscente. Ecco, la sua autostima starà sotto i piedi e se la terrà per un bel pò.


Come ci rendiamo conto che stiamo commettendo questo errore?

  • Quando quello che pensano gli altri di noi influenza il nostro umore.
  • Quando facciamo certe scelte in funzioni degli altri per evitare di scontrarci con il loro parere
  • Quando crediamo in ciò che facciamo semplicemente perchè sono gli altri a crederci. Allo stesso modo se nessuno crede in ciò che facciamo, nemmeno noi stessi avremo fiducia nelle nostre capacità.
  • Quando usiamo un linguaggio che non ci appartiene, parole, termini che utilizzano le persone che ci sono vicine.

2) Ci misuriamo in base ai nostri risultati

Secondo errore grave: basare il proprio valore sui propri risultati: “Se vinco vuol dire che valgo, se perdo no”

Perchè è un grosso errore?

In primo luogo i risultati che otteniamo dipendono dal metro con cui li misuriamo; vittoria e sconfitta sono concetti abbastanza relativi. Oggi possiamo non raggiungere un obiettivo ma questo non significa che non lo raggiungeremo mai! Ebbene sì, le sconfitte sono i momenti migliori per imparare, migliorare e poter poi raggiungere i nostri obiettivi.

Ovviamente se viviamo ogni sconfitta perdendo fiducia nelle nostre capacità, stiamo diventando i nostri peggiori nemici. I nostri risultati sono condizionati da tanti fattori che non possiamo controllare, per cui non sono mai espressione autentica del nostro valore.


ESEMPIO PRATICO. Caio si iscrive all’università con i migliori propositi. Le cose vanno abbastanza bene i primi tempi. Sostiene gli esami in programma, segue i corsi e per i primi due anni di studio tutto fila liscio.

Purtroppo poi le circostanze cambiando, difficoltà esterne e interne (stati d’ansia, emotività, lutto, relazione finita male…) incidono fortemente sui suoi profitti universitari fino a paralizzarlo. Non segue più i corsi, i mesi passano e l’idea di fare un esame diventa sempre più lontana, più difficile da realizzare e intangibile. Il traguardo, la laurea, diventa una meta lontanissima, impossibile da raggiungere per Caio.


Come capiamo che stiamo commettendo questo errore?

  • Pensiamo bene o male di noi in base ai nostri risultati.
  • Evitiamo di parlare delle sconfitte, le nascondiamo se possiamo
  • Ci vantiamo con tutti dei nostri successi
  • Non è che abbiamo vinto o perso: noi pensiamo di essere vincenti o perdenti.
  • Abbiamo fiducia in noi se otteniamo solo buoni risultati, altrimenti pensiamo di essere degli incapaci

3) Facciamo paragoni

Abbiamo la cattiva abitudine di confrontarci con gli altri. Stabiliamo se valiamo in funzione del paragone che facciamo tra noi e alcune persone. Il paragone ci porta a valutare se siamo meglio o peggio di qualcuno.

“L’errore sta nel fatto che invece di valutare quanto valiamo, valutiamo se abbiamo fatto meglio degli altri”

Innanzitutto il paragone si basa sui risultati. Non abbiamo altri elementi su cui basarci. I risultati sono qualcosa di evidente e facile da cogliere. Così confrontiamo quello che abbiamo fatto tu con quello che hanno fatto gli altri e valutiamo chi è migliore.

Il paragone è un giudizio superficiale che non tiene conto di un sacco di variabili che non vediamo! La nostra storia, le nostre esperienze, le nostre emozioni, le scelte, i sentimenti, e tanto altro che non entra in gioco.

In più, il paragone si basa sempre sul giudizio degli altri: chi ha deciso cosa è meglio in una certa situazione? In base a cosa posiamo stabilire se siamo migliori o peggiori di altri? Semplicemente, in base ad aspetti che gli altri, hanno definito importanti e corretti.


Esempio: se Tizio si è laureato prima di Caio non significa che è più brava di lui.  Cosa sappiamo veramente di questa Tizio? Che privilegi ha avuto? Caio magari non si è ancora laureato ma nel frattempo ho guadagnato un bel pò di soldini: ha acquistato un’auto bellissima, ha avuto successo su altri fronti.


Come capiamo che stiamo commettendo questo errore?

  • Quando osserviamo il nostro percorso personale, lo confrontiamo con quello di persone simili a noi per età, cultura, istruzione, livello economico, città e via dicendo.
  • Quando per sentirci miglio, ci paragoni a chi, simile a noi, ha fatto peggio.
  • Quando ci sentiamo peggiori, pensando a chi, simile a noi, ha fatto meglio.
  • Quando tiriamo spesso in ballo gli altri: “Loro lo hanno fatto e io no” oppure “Perché dovrei farlo se loro non lo fanno?”.
  • Quando non sappiamo apprezzarci per quello che valiamo veramente, ma ci apprezziamo se superiamo qualcuno in quel determinato campo.

4) Ci focalizziamo su problemi e mancanze

L’autostima risente del modo in cui osserviamo chi siamo e le nostre capacità.

Un errore grave è pensare sempre in negativo quando riflettiamo su di noi; pensiamo più spesso agli errori che abbiamo commesso che non ai successi ottenuti.

“Conosciamo bene i nostri difetti ma fatichiamo a elencare i nostri pregi”

Sappiamo bene cosa non ci riesce,  ma non abbiamo presente le cose in cui eccelliamo. Pensiamo soprattutto a cosa ci manca  e consideriamo ovvie e banali, le cose che possediamo e ci arricchiscono.


ESEMPIO: Caio non è riuscito a laurearsi ma ora gestisce un locale che gli da gratificazioni notevoli


Come capiamo che stiamo commettendo questo errore?

  • Se ci chiedono di elencare 10 difetti, ci viene facile
  • Se ci chiedono di elencare 10 pregi dobbiamo pensarci un sacco, e forse non li troviamo
  • Parliamo spesso dei nostri problemi, delle difficoltà o di quello che ci manca e vorremmo, ma non abbiamo
  • Ci lamentiamo spesso
  • Anche negli altri vediamo più difetti che pregi.

5)  Ci accontentiamo e ci lasciamo andare

L’autostima che provi è legata ovviamente al tuo valore personale. Un grosso errore è accontentarsi, non voler migliorare chi siamo, limitarci alle poche cose che pensiamo di sapere fare.

“Ci lasciamo andare invece di allenarci a migliorare. Ci accontentiamo di sopravvivere. Magari rinviamo a domani cambiamenti o scelte”

Quando viviamo in questo modo, trascinandoci di giorno in giorno, lasciamo impoverire il nostro potenziale. Potremmo fare tanto e ottenere grandi successi, ma non facciamo nulla. In questo modo non esprimiamo tutto il talento che possediamo, e meno lo mostriamo, meno potremo vederlo noi stessi

Per cosa dovremmo stimarci se non sappiamo nemmeno chi siamo e quanto potremmo dare? Lasciandoci andare e accontentandoci di come vanno le cose, da un lato sprechiamo il nostro potenziale, dall’altro pensiamo di valere poco.

Si innesca un circolo vizioso.

Poiché pensiamo di non valere ci accontentiamo. Così facendo esprimiamo sempre meno e vedendo poco, ci stimiamo ancora peggio.

Il punto non è essere attivi e dinamici perché gli altri possano apprezzarci. Non dobbiamo darci una svegliata in funzione degli altri ma per riscoprire quanto di buono c’è dentro di noi e ricominciare a dargli il giusto valore.


ESEMPIO: “Caio avrebbe voluto insegnare ma non ci è riuscito. Questa insoddisfazione lo porta a pensare che è un’incapace, che non farà nulla di buono. I suoi sogni sono infranti!


Ecco, niente di più sbagliato! Dietro un mancato insegnante, medico, commercialista… può esserci un ottimo blogger, commerciante, imprenditore…..

Come capiamo che stiamo commettendo questo errore?

  • Ci manca entusiasmo, voglia di fare ed energia
  • Spesso proviamo noia, insoddisfazione, ma continuiamo a fare le stesse cose di sempre.
  • Ci lamentiamo che la nostra vita non è come vorremmo, ma di fatto è come è stata negli ultimi mesi, o anni.
  • Magari abbiamo tante idee e programmi, ma poi non realizziamo nulla, sia perché procrastiniamo, sia perché non crediamo di farcela.

6)  Ci giudichiamo in base ai nostri errori

In passato abbiamo commesso diversi errori, alcuni a nostro avviso anche gravi: un divorzio, rinunciato a qualcuno, a qualcosa… Per questo, abbiamo una pessima autostima, o peggio, pensiamo di aver fallito nella vita.

In realtà questo è un errore gigantesco. Gli errori sono un dato di fatto (ma sono davvero errori?); in ogni caso non è che possiamo tornare indietro nel tempo e non commetterli.

Lasciare condizionare il nostro valore da situazioni immodificabili, significa sentenziarsi una condanna senza via d’uscita.

Può sembrarti assurdo, ma magari per un’altra persona, quelli che tu definisci errori, può essere una benedizione.


ESEMPIO: “Caio ha divorziato, ora è convinto che sarà destinato a rimanere solo. Ha provato a frequentare qualcuna ma gli rimane sempre quel vuoto “.


Se stiamo a rimuginare su questo evento non daremo a noi stessi la possibilità di conoscere un’altra persona e magari migliore del nostro ex.

Ovviamente ci sono errori universali, ma è sempre sbagliato usarli come metro di giudizio su noi stessi. L’errore è spesso il miglior maestro, ci insegna come migliorare se comprendiamo bene la lezione.

Un errore è un tentativo

Nel suo libro “Il potere delle abitudini“, Charles Duhigg racconta di come, alla NASA, abbiano iniziato a festeggiare ogni errore in fase sperimentale. Esplodevano apparecchi costosissimi, e loro festeggiavano i rottami. Il motivo è semplice: volevano insegnare che va bene sbagliare se stiamo tentando, cercando di fare meglio.

Degli errori che abbiamo commesso, dovrebbe interessarci solo il motivo per cui abbiamo sbagliato e l’insegnamento che ne abbiamo tratto. Insomma, come non ripeterli, come ci hanno reso una persona migliore, più matura.

 “L’errore non dice chi sei, oggi, e cosa potresti fare domani”

Dice solo cosa abbiamo fatto ieri e non tiene spesso conto dei fattori che hanno inciso su quel risultato. In più, è inutile piangere sul latte versato. Avere una bassa autostima pensando ai nostri errori non serve a rimediare e non ci aiuta a farne tesoro.

Come capiamo che stiamo commettendo questo errore?

  • Pensiamo di non valere molto perché abbiamo commesso degli sbagli in passato.
  • I nostri errori ci definiscono e diventano le parole con cui esprimiamo chi siamo
  • Ripensiamo spesso agli errori che abbiamo commesso.
  • Prima di fare qualcosa abbiamo in mente come abbiamo sbagliato in passato, e ci convinci di non riuscirci neanche oggi.

7) Ci confrontiamo con il nostro passato

Il passato è spesso chiamato in causa non solo in tema di errori. Cosa abbiamo fatto finora nella nostra vita?

L’errore è pensare che il nostro valore dipenda, o derivi, da quello che abbiamo fatto finora. Così è facile vedere persone che si identificano totalmente con la loro storia. Ma questo è un errore.

La prima motivazione sta nel fatto che il passato non dice niente del futuro. Cosa potremo fare tra dieci minuti? E domani, tra un anno?

Magari finora abbiamo fatto una vita che reputiamo mediocre, ma tra un anno potremmo aver ottenuto successi enormi. Come? Sfruttando il nostro valore, il nostro potenziale. Ma sarà possibile solo se sappiamo come migliorare la nostra autostima per comprenderlo.

“Il problema è che non basiamo l’autostima sul valore che abbiamo, ma su cosa abbiamo fatto fino a oggi.”

Sono due cose differenti. La storia è piena di persone che potevano essere considerate un fallimento fino a 40 o 50 anni, e che dopo hanno fatto grandi cose. Magari conosciamo anche noi la storia di qualcuno che a un certo punto ha dato una svolta alla sua vita.

La tua autostima deve misurare questa capacità di cambiare, le risorse a cui si attinge quando si inizia a fare sul serio.

Devi valutare il potenziale che possiedi e non se, o come, lo hai espresso finora.


QUALCHE ESEMPIO?

Laura Ingalls Wilder, l’autrice della serie di libri “La piccola casa nella prateria” pubblicò la sua prima opera all’età di 65 anni.

Frank McCourt, per aver raccontato la propria infanzia nel bestseller ‘Angela’s Ashes’, raggiunse il successo letterario all’età di 66 anni. Per molti decenni insegnò in scuole superiori a New York. Una volta andato in pensione si decise a scrivere raggiungendo un successo globale, confermato da successive pubblicazioni.


Come capiamo che stiamo commettendo questo errore?

  • Ci vantiamo spesso delle cose positive che abbiamo ottenuto in passato.
  • Proviamo orgoglio per cose positive fatte dalla nostra famiglia, di cui non siamo minimamente responsabili.
  • Ci vergogniamo di aspetti della nostra vita o di quella dei nostri genitori.
  • Ci definiamo usando parole che si riferiscono a cosa abbiamo fatto, dove siamo stati, come abbiamo vissuto.

8) Giudichiamo gli altri

Cosa c’entra questo con il fatto di essere persone estremamente insicure? Semplice: più abbiamo l’abitudine a giudicare le altre persone, più sarà probabile che daremo anche noi peso al giudizio che loro hanno di noi.

“Un grosso errore è considerare importante il giudizio degli altri. Ma se pensassimo davvero che non lo fosse, allora non giudicheremmo nemmeno noi gli altri”

Se iniziamo ad abbandonare l’abitudine di giudicare gli altri, ci accorgeremo che anche il loro giudizio peserà sempre meno su di noi. Purtroppo, quasi nessuno considera questo come un errore che incide sull’autostima, ma è così. Giudicare gli altri fa male alla nostra autostima.


ESEMPIO: Caio commenta negativamente il fatto che Tizio pubblica su facebook qualsiasi cosa e lo fa ogni giorno. Caiopensa “ma questo non ha una vita privata?” Nello stesso momento in cui sta giudicando Tizio, Caio pensa di essere giudicato se pubblica post con una certa frequenza… e magari si frena perché teme il parere altrui.


Come capiamo che stiamo commettendo questo errore?

  • Giudichiamo spesso gli altri
  • Se ce lo fanno notare, diciamo che non è un giudizio, ma solo un’opinione
  • Le persone diventano buone o cattive in funzione del giudizio che esprimono su di noi, e difficilmente lo cambiamo.
  • Confrontiamo le loro azioni con le nostre: pensiamo frasi del tipo “io non lo farei” oppure “io non mi comporterei in questo modo”.

PER CONCLUDERE….

L’insicurezza, nelle sue varie forme può essere un ostacolo molto insidioso per la NOSTRA felicità.  Se facciamo tesoro di ciò che è scritto in questo articolo,  potremo  diminuire l’influenza dell’insicurezza nella nostra vita per diventare una persona sempre più sicura e libera.


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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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