9 dinamiche tossiche che portano alla fine di una relazione

L’idealizzazione del partner è il primo errore in cui cadiamo nell’instaurare una relazione.

Purtroppo i rapporti d’amore possono finire, bisogna farsene una ragione, anche quelle coppie che all’apparenza sembrano molto forti e inseparabili, in realtà possono arrivare alla rottura.

Quando una storia d’amore termina spesso a rimanere è solo un grande senso di impotenza, tanta tristezza e in certi casi un forte rancore. Di solito quando una delle due persone decide di mettere la parola fine ad un amore c’è poco da fare, eppure dietro tale scelta ci sono sempre dei motivi.

La fine di una relazione

Ogni storia ha le sue motivazioni, dato che è personale. Molte coppie si separano per colpa di terzi incomodi. Quando c’è una terza persona, infatti, all’interno della coppia è molto semplice capirlo. Lui cambia. Cambiano i tempi e cambiano anche le parole. Si comincia a parlare di meno e spesso anche la vita sessuale diventa latente. Ma non sono solo gli altri la causa della fine di un amore.

Molte volte i sentimenti cambiano e l’amore si trasforma in affetto e amicizia. Non si vede più l’altro come prima, quando era al centro dei nostri pensieri. Adesso troviamo molta più facilità del guardare gli altri, nella voglia di conoscere persone nuove e ragazzi nuovi. Questo è indicativo di un amore finito. Anche la voglia di trascorre del tempo insieme finisce.

Si inizia un nuovo modo di vedere la storia e a questo punto è meglio finirla perchè altrimenti le cose potrebbero solo peggiorare ulteriormente. Ecco quali sono le dinamiche più insidiose e come evitarle

10 dinamiche insane che minano la relazione

Oltre a imparare come far durare l’amore, quindi, occorre anche prevenire che si instaurino dinamiche negative. Nella maggior parte dei casi, non sono grandi cataclismi a far appassire la passione, ma piccole, cattive abitudini e tendenze negative si insinuano, indebolendo la relazione. Ad esempio…

1) Pigrizia

E con questo non intendo la scarsa, se non nulla, voglia di iscriversi in palestra o di indossare la scarpe da corsa e fare due giri completi del parco: l’indolenza in una relazione diventa assai più grave quando ci fa credere di “stare bene” e di sentirci “a nostro agio”, sebbene i fuochi d’artificio siano finiti da un pezzo e nessuno pare interessato a volerli accendere di nuovo. Cosa succede allora? Letteralmente, ci si siede sul rapporto, che a sua volta scorre come un lungo fiume tranquillo, senza particolari scossoni ma neanche picchi di irrefrenabile felicità. Ma l’amore non accetta l’indifferenza.

Come contrastarla: mettendo in atto una routine che faccia bene alla coppia, anche se costa un piccolo sforzo.

2) Gli egoismi individuali

Sono il voler avere sempre ragione o la pretesa che le proprie esigenze siano sempre assecondate, escludendo di poter arrivare a un compromesso e senza curarsi dei bisogni del partner: il classico “facciamo come dico io”. Quando finiscono per prevalere sui progetti comuni, li minano alle fondamenta e la coppia crolla.

Come contrastarli: con il dialogo, e stabilendo una regola di equità, del tipo: una volta tu, una volta io.

3) La gelosia

In una certa misura può essere persino sintomo della buona salute della coppia, ma più spesso diventa una pulsione distruttiva, che affonda le sue radici nell’insicurezza e nella paura dell’abbandono di chi la prova, sfibrando la fiducia tra i partner. A mietere vittime è soprattutto la gelosia retroattiva, quella che si prova nei confronti delle ex del partner. Secondo un’indagine svolta dal club per single Eliana Monti il 59% degli intervistati ha chiuso una relazioni per questo motivo.

Come contrastarla: valutando lucidamente la situazione. Se sta con te e non con lei, un motivo ci sarà: non funzionava.

4) Stare sempre insieme

All’inizio si ha voglia di passare molto tempo insieme, in qualsiasi occasione. Così – oltre a infastidire gli amici, che non ci possono più vedere se non “accompagnati” – si rischia di abituarsi a un legame simbiotico, in cui mancano gli spazi individuali, e prima o poi la sensazione di asfissia arriva. Inoltre, la mancanza di spazi individuali porta a perdere di vista sé stessi e i propri obiettivi personali, con il risultato che piano piano il partner non vedrà più la persona di cui si è innamorato.

Cosa fare: sforzarsi di prendersi del tempo per sé, per coltivare i propri interessi e amicizie; e poi si sa: stare da soli ogni tanto tiene vivo il desiderio!

5) La mancanza di sincerità

Che siano bugie grandi o piccole nei confronti del partner o mancanza di onestà verso i propri desideri, pensieri, bisogni, sentimenti. Nel primo caso, se vengono scoperte le bugie, si forma una falla nel tessuto della fiducia ed è facile che si estenda, fino a strapparla. Nel secondo, si rischia di ritrovarsi a vivere una relazione che non si desidera.

Cosa fare: guardarsi dentro; riflettere prima di agire, chiedendoci se le nostre azioni ci porteranno a mentire.

6) Evitare sempre il conflitto

A volte si chiude un occhio su atteggiamenti e comportamenti del partner che ci infastidiscono o ci feriscono. Ma se non si affronta l’argomento per paura di litigare, poi si rischia di esplodere come una pentola a pressione, provocando danni maggiori.

Cosa fare: imparare a discutere con calma e a trasformare il conflitto in un’occasione di crescita adottando le strategie del litigio intelligente.

7) Presumere, invece di chiedere e ascoltare

E’ quando pretendiamo di essere nella testa del partner, di sapere esattamente come si sente, cosa sta pensando, che cosa vuole e di cosa ha bisogno, come si comporterà a perché. Magari sbagliando.

Cosa fare: cercare di ascoltare il partner al di là dell’immagine – a volte stereotipata – che ci siamo fatti, e preferire una comunicazione diretta e sincera.

8) Pensare di non farcela da soli

Spesso si ha la tendenza a basare sul partner tutta la propria vita; ci si affida e ci si appoggia all’altro. Il risultato è che così si innesca un legame di dipendenza per cui non riusciamo più a vederci come individui, ma solo come parte di una coppia, e in cui la nostra crescita individuale rischia di bloccarsi, adagiata sulla sicurezza che “tanto c’è X”. Non bisognerebbe mai dimenticare che una coppia è formata da due persone indipendenti.

Cosa fare: ogni tanto chiedersi “cosa farei se non ci fosse Y” e farlo.

9) Le ingerenze

Tra moglie e marito non mettere il dito. E se la suocera ci mette del suo, anche i partner a volte si fanno influenzare negativamente da amici e parenti, che instillano dubbi. Ma solo la coppia conosce davvero com’è il rapporto, quindi solo alla coppia spetta prendere decisioni e fare il punto della situazione.

Come contrastarle: ringraziando per i consigli, ma sforzandosi di pensare sempre con la propria testa.

Ma perché è così difficile impegnarsi verso l’altro?

Perché l’impegno richiede sacrificio, rinunce, capacità di donarsi senza pretendere nulla in cambio, impiego di risorse personali a favore dell’altro, altruismo e assenza di egoismo, dedizione, disponibilità, apertura al dialogo, complicità, affetto, partecipazione emotiva, presenza, empatia.

Insomma amore: cioè quel sentimento di fatto indefinibile, ma che di raccoglie in sé tutte queste cose, quel sentimento che solo chi riesce ad aprirsi ad esso può provare davvero. A tal proposito vorrei invitavi a leggere l’articolo “Come costruire una relazione sana e duratura

Amori in crisi e paura di riflessione

Non temere di prenderti una pausa dalla relazione. Consiglio caldamente la lettura dell’articolo: quando è giusto prendersi una pausa di riflessione.

Immagine: Macarena Salinas/UPSOCL


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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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