Come superare la fase più critica della relazione

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Illustrazione: Macarena Salinas – Upsocl

Nell’articolo “L’amore ha 5 fasi ma la maggior parte di noi non supera la quinta” ho sottolineato che la quintessenza dell’amore è, appunto, la sua quinta fase. Su Facebook e su Twitter ci avete sollevato diversi dubbi: come si fa a mantenere stabile una relazione e soprattutto, come è possibile superare la terza fase e arrivare alla quinta?

Tutto sta nella maturità emotiva e affettiva di chi compone la coppia.

Solitamente pensiamo che l’amore sia una forte emozione, un sentimento che proviamo nei confronti di noi stessi o di un’altra persona. In realtà, l’amore è qualcosa che “pratichiamo”, qualche che certamente offriamo spontaneamente dal cuore ma che al contempo “mettiamo in pratica”. L’essenza dell’amore che bramiamo provare e ricevere è una connessione profonda, sostenuta da un reciproco dare e ricevere dal cuore.

Cosa fare per amare, amarsi e stare bene nella relazione?

01. Liberarsi dal peso di dover dimostrare il nostro amore e pretendere simili prove in cambio. 

Sembra “facile” ma per molti non lo è affatto. C’è chi ama mettere costantemente alla prova il partner. Chi, per la paura dell’abbandono, mette in atto strategie disfunzionali per sabotare la relazione, chi controlla spostamenti e messaggistica… Questi sono solo degli esempi di ciò che la sfiducia ci fa fare nelle relazioni. Non necessariamente si parla di sfiducia nel partner ma la sfiducia nei legami, la sfiducia nel proprio valore. Sì, perché spesso è di questo che si tratta, nel valore che diamo a noi stessi e della percezione che abbiamo di noi stessi e dell’altro.

Perché nutriamo tutta questa sfiducia? Beh, la sfiducia si apprende. Traumi infantili, storie d’amore finite male, prese in giro, bugie subite, abusi sessuali, abusi emotivi oppure un accudimento disfunzionale da parte delle figure di riferimento, possono insegnarti tante cose. Le esperienze che hai vissuto fino a oggi, nel bene e nel male, ti hanno insegnato “qualcosa”, anche se è riduttivo dire “qualcosa”. Queste esperienze ti hanno insegnato il modo in cui oggi vivi, il mondo in cui percepisci te stesso, il modo in cui ti relazioni con il prossimo… in pratica tu sei il sunto del tuo vissuto. Così come è vero che la sfiducia si apprende, puoi imparare anche la fiducia. Esperienze emotive correttive possono insegnarti molto, così come può farlo un percorso di psicoterapia.

02. Evitare di fare cose per senso di colpa, risentimento, vergogna o obbligo.

C’è chi si sente in dovere di fare tutto bene, di non sbagliare, di non deludere le aspettative altrui… beh, proprio come la sfiducia, anche la vergogna e i sensi di colpa possono essere indotti da un vissuto particolarmente invalidante.

Il dolore legato alla lotta contro l’imperfezione si placa se ti accorgi che i tuoi difetti sono parte di te e che devi averne cura. Puoi avere cura dei tuoi difetti proprio come dei tuoi pregi. L’accettazione di se stessi è il primo ingrediente per una vita di coppia appagante. Come puoi amare e accogliere l’altro se prima non impari ad accogliere te stessa/o?

03. Esprimere in modo efficace sentimenti e bisogni.

Questo ci riporta, in qualche modo, al punto 01. Non avere magiche aspettative sul partner o sulla tua relazione, se hai bisogno di qualcosa esprimilo. Non puoi aspettarti che il partner riesca a capire “come per incanto” quali sono i tuoi reali bisogni per poi soddisfarli. La realtà è che sei tu l’unica/o responsabile del tuo appagamento e non il tuo partner.

Esprimi in modo chiaro e inequivocabile i tuoi bisogni e i tuoi sentimenti e lascia che il tuo partner faccia lo stesso con te.

04. Accogliere bisogni e… frustrazioni.

Se non sai cosa vuoi, non scaricare le tue frustrazioni sul partner ma prenditi la responsabilità della tua insicurezza: esplorala, cacciala fuori, guardala bene in faccia! Quell’insicurezza fa parte di te, lasciala accomodare senza giudicarla, impara a tollerarla mentre rinforzi la tua personalità e fai chiarezza sui tuoi reali bisogni.

05. Ascoltare sentimenti e bisogni degli altri.

Se è vero che è necessario dare voce ai tuoi bisogni, è altrettanto vero che nel rapporto di coppia deve esistere reciprocità. Sii pronto ad ascoltare i bisogni dell’altro e accoglierli senza giudizi. In genere chi tende a essere molto severo con se stesso finisce per giudicare pesantemente anche il partner perché “funziona” con schemi di pensiero rigidi. Ecco, l’ascolto empatico, in questo contesto, può esserti molto utile. Ti può aiutare nel rapporto che hai con te stesso e con chi hai a cuore.

Le relazioni sono un porto sicuro

Le relazioni dovrebbero essere intese come “un luogo sicuro” dove incontrarsi arricchisce, nutre e unisce. Un porto sicuro dove si può essere se stessi, risolvendo disaccordi in modo “pacifico”, esprimendo ciò che si prova, ciò di cui si ha bisogno, ciò che vorremmo ricevere dagli altri… In questo luogo non esistono disparità o livelli di importanza. Il partner è un nostro pari: ci offre il suo ascolto ematico e noi ci impegniamo nel comprenderlo e conoscere profondamente chi abbiamo di fronte.

L’empatia, nella coppia –ma anche nella vita in generale– è uno straordinario strumento per migliorare la qualità del rapporto, l’intimità e la soddisfazione reciproca. L’empatia può essere messa in pratica con l’altro e con se stessi, così da migliorare la qualità di vita e il rapporto che abbiamo con noi stessi e con gli altri.

Ascolto e comunicazione

In una coppia matura è possibile esprimersi in modo onesto e sincero. L’ascolto empatico e la comunicazione empatica sono due alleati preziosi nell’armonia di coppia. Consentono di condividere risorse, pensieri e anche di aprire le porte all’accettazione reciproca delle differenze che caratterizzano i due individui della coppia.

L’empatia è un’arma potente: ti consente di risolvere i conflitti in modo creativo e senza necessariamente accendere i fuochi della rabbia, del risentimento e del rancore.

Non mi fraintendete: una coppia non può essere sempre rose e fiori, ma con queste permesse si possono costruire le basi per un rapporto longevo, fatto di rispetto e di vero amore.

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