L’ostilità nascosta nel Disturbo Passivo-Aggressivo di personalità

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L’ostilità passiva è un mezzo per esprimere sentimenti di rabbia momentaneamente occultati. L’individuo passivo aggressivo, all’apparenza, non è affatto ostile. – Illustrazione: Davide Bonazzi

Circa dieci anni fa, andai in Turchia con un gruppo di amici, tra questi vi racconterò di M., alto, muscoloso, moro e gentile. Eravamo in un baretto a giocare a biliardo quando M. si avvicinò al bancone del bar e chiese un bicchiere d’acqua, il barista, porgendoglielo, glielo fece pagare 5 euro. M. pagò, ringraziò e continuò a giocare a biliardo come se nulla fosse, dopo andò in bagno, ruppe uno specchio e gettò alcune delle palle da biliardo nella tazza del water, un gesto villano e vandalico per consumare la sua vendetta trasversale; doveva sedare l’aggressività per quella banconota ceduta passivamente ma decisamente controvoglia. Ecco un eclatante esempio di atteggiamento passivo aggressivo. Io ed M. non siamo mai stati buoni amici e quella fu l’ultima volta che lo vidi.

Le persone passive e aggressive fanno così: ingoiano passivamente un gesto scomodo per poi sputarlo fuori con aggressività, anche in contesti del tutto inappropriati. Sono persone che si mostrano disponibili, ma sono di una disponibilità che poi faranno pagare a caro prezzo.

Come si forma la personalità passiva aggressiva?

L’individuo passivo aggressivo convive con una costante ambivalenza che rappresenta il conflitto cardine sul quale si basa la sua intera personalità. E’ desideroso di affermare se stesso, profondamente insicuro e per questo sempre in cerca di controllo e affermazione.

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La personalità passiva-aggressiva esprime un’ostilità passiva perché durante la sua infanzia non gli è mai stato concesso di mostrare disappunto. Non avendo imparato a manifestare in modo funzionale emozioni negative come la rabbia, la delusione o il rammarico, manifesta tali emozioni in modo atipico. Con le sue esperienze precoci di attaccamento, ha imparato che qualsiasi manifestazione negativa, fosse in grado di minacciare il legame emotivo instaurato con il caregiver.

Crescendo, queste persone hanno assunto una visione catastrofica degli eventi che ha inevitabilmente innescato in loro risposte ostili. Si considerano sottovalutati e infelici. Sono persone che non riescono a soddisfare le aspettative di chi investe emotivamente in loro. Fanno fatica a mantenere legami gerarchici in cui sono subordinati.

Tratti di personalità

Presentano una certa instabilità emotiva che può manifestarsi in molti modi (spunti ansiosi, depressivi, paranoici…). La loro vita è impregnata di un forte pessimismo che presentano al prossimo come puro realismo. Faticano a vedere l’aspetto positivo degli eventi e possono essere invidiosi fino a manifestare rabbia per quelli che “hanno più fortuna” di lui.

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Irritabilità e impulsività sono caratteristiche predominanti. Un meccanismo di difesa frequente è quello dello spostamento: allevia l’angoscia legata a questioni “troppo scomode” sfogandosi in situazioni emotivamente più accessibili. In pratica, se il passivo-aggressivo subisce un’ingiustizia da parte del suo datore di lavoro o una persona ritenuta “gerarchicamente superiore” non riuscirà a mostrare disappunto in modo diretto con chi l’ha ferito ma sposterà la rabbia e la frustrazione su qualcuno più accessibile (un partner sottomesso, il cameriere…).

L’ostilità passiva può manifestarsi in modi molto disparati, i più occulti (e anche i più comuni) sono:

  • Dimenticanze (ops… l’ho scordato!)
  • Procrastinazione (sì sì, poi pitturo la parete… poi faccio questo e quello… poi.. poi.. poi…)
  • Inefficienza (all’apparenza non riescono a organizzarsi, sono sciatti, svogliati…)

Le caratteristiche passive-aggressive sono spesso (ma non sempre) associate al disturbo dipendente di personalità. Quando l’ostilità passiva viene manifestata nei confronti di un caro (con il quale il passivo-aggressivo ha instaurato un legame affettivo), l’atteggiamento ostile è seguito da un successivo rimorso.

Disturbo Passivo-Aggressivo di personalità

Non tutti sanno che fino alla quarta revisione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV), il modello passivo-aggressivo era presente in una diagnosi categoriale: il disturbo di personalità passivo aggressivo. Nell’attuale DSM-V tale disturbo è stato abolito perché sovrapponibile ad altre diagnosi. In pratica, gli Autori del DSM-V hanno ritenuto che più che un disturbo a sé, si tratta di una caratteristica di personalità che può presentarsi in molte persone, spesso accompagnato da compromissioni tipiche di altri disturbi di personalità. In particolare, la sovrapposizione si presentava nel 75% dei casi con uno di questi disturbi:

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  • Disturbo narcisistico di personalità
  • Depressione
  • Disturbo istrionico di personalità
  • Ansia e fobie, compresi disturbi d’ansia come l’agorafobia
  • Disturbo dipendente di personalità
  • Abuso di sostanze
  • Disturbo borderline di personalità
  • D. da sintomi somatici (disturbo somatoforme)
  • Disturbo dissociativo

Nel DSM III e IV, la personalità passivo-aggressiva era inserita anche come variante del disturbo dipendente di personalità. Nel paziente dipendente, infatti, talvolta si verifica una ribellione interna alla dipendenza da altri generando una personalità passivo-aggressiva.

Personalità dipendente passivo-aggressiva

In questo contesto, la persona tende a fare ostruzionismo senza opporsi apertamente (per timore di perdere la benevolenza altrui) a cose che non gradisce. In apparenza si mostra inefficace, incapace, passivo… ma queste caratteristiche vogliono solo mascherare un disappunto di base, il soggetto non vuole prendersi la responsabilità di tale disappunto e per questo procrastina ogni impegno, appare sciatto e appunto, passivo.

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La personalità dipendente passivo-aggressiva accetta di essere additata come inefficace, accetta infatti le lamentele di chi le sta accanto anche per questioni banali (es.: si rifiuta di eseguire dei compiti, sabota appuntamenti, rimanda impegni…). Con il tempo, queste persone tendono a diventare più arrabbiate e a vedere il mondo in modo estremamente negativo.

La personalità dipendente passivo-aggressiva può mostrare atti espliciti di rabbia, ribellione e schietto disprezzo, tuttavia tali manifestazioni si trasformano rapidamente in sottomissione e passività di fronte alla paura di perdere il legame affettivo.

La classificazione di Theodore Millon

Non tutti i passivi aggressivi sono dipendenti, inoltre non è sempre come nel mio esempio in alto: è davvero difficile individuare il comportamento con cui si manifesta l’ostilità passiva.

Theodore Millon, psicologo che ha contribuito alla nascita della teoria dell’apprendimento biosociale della personalità e dello stesso DSM, ha studiato molto il comportamento passivo aggressivo fino ad individuarne diversi sottotipi. Per le sue caratteristiche, il passivo aggressivo è stato anche detto «negativista». Stando alla classificazione di T. Millon esistono quattro sottotipi di negativisti.

  • Il vacillante
  • L’insoddisfatto
  • Il tortuoso
  • L’abrasivo

Ogni sottotipo ha tratti di personalità caratteristici. Stando alla classificazione di T. Millon, M. rientrerebbe nel sottotipo abrasivo. Premesso che tutti i profili mettono in atto comportamenti passivi e aggressivi declinati in diverse sfumature, concludo riportando i tratti di personalità caratteristici di ogni sottotipo.

Negativista vacillante

Questo sottotipo presenta alcuni tratti sovrapponibili a quelli del disturbo borderline di personalità. Le emozioni sono intense e fluttuano in modi sconcertanti, enigmatici, difficili da comprendere per chi osserva dall’esterno. Questa persona si mostra estremamente testarda, capricciosa, incoerente e assume atteggiamenti negativistici in un’ampia varietà di contesti. Tende a sentirsi incompresa e l’unica depositaria della verità… un verità anch’essa fluttuante, proprio come i suoi stati emotivi.

Negativista insoddisfatto

L’insoddisfatto si avvicina a un modello depressivo secondo il quale tutto sembra essere inutile. Si lamenta spesso, è meschino, facilmente irritabile, sempre amareggiato, lunatico e incapace di confrontarsi. Si lamenta per questioni concrete ma banali. 

Negativista tortuoso

Traspare un’opposizione indiretta, ambigua, difficile da individuare: dimenticanze, procrastinazione, inefficacia, testardaggine… Il suo ostruzionismo non è mai esplicito ma sempre subdolo, trova modi impliciti per sfogare risentimento e rabbia. Alcuni tratti di personalità sono sovrapponibili con il disturbo dipendente di personalità e altri con il disturbo antisociale di personalità.

Negativista abrasivo

Si nutre di vendette trasversali e può essere lesivo per il prossimo, alcuni tratti sono sovrapponibili con il disturbo antisociale di personalità con tendenze sadiche.

E’ litigioso, intransigente, tra i sottotipi è quello più sprezzante: nei comportamenti, mostra un’assoluta noncuranza del prossimo. Tende a sminuire chi gli sta accanto, è completamente privo di sensi di colpa o rimorsi. Si contraddice ritenendo, ogni volta, di essere nel giusto. E’ irritabile, irritante e controverso.

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