Gli Haters, coloro che si sfogano sul web

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Per sopperire al limitato diritto di parola che ha nella vita, si fa spazio nel web dove a colpi di offese e ostilità, richiama attenzione su di sé e rifornisce il suo Ego.

C’è uno spazio democratico, dove chiunque ha l’opportunità di esprimere il proprio pensiero: il web. Questa opportunità di libertà di espressione però, viene da molti mal utilizzata perché accolta come una legittimazione all’aggressione verbale e alla critica. Sto parlando proprio di loro: gli haters.

Chi sono gli Haters?

Hater, traduzione dall’inglese: colui che odia.

Chi sono gli haters? Come anche il nome riporta, gli haters sono a tutti gli effetti dei veri e propri “odiatori” che utilizzano il web, ed in particolare i social network per denigrare e offendere persone comuni, personaggi dello spettacolo o anche brand e aziende. Non solo, ma spesso i bersagli degli attacchi sono specifiche categorie di persone ed in questo modo fomentano pregiudizi e odio.

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I messaggi che arrivano dagli haters sono carichi di insulti e di emotività, per queste caratteristiche di frequente inducono gli utenti a prendere parte alla “commedia dell’odio”. Insomma il loro unico obiettivo è portare la guerra in rete.

Ma perché fanno questo? Da cosa sono infastiditi? La risposta è solo una: dal loro peso emotivo. Gli haters infatti trovano un capro espiatorio per sfogarsi, una vittima sacrificale sulla quale scagliarsi nel tentativo di alleviare così il proprio dolore interiore.

Il profilo psico(pato)logico dell’Hater

L’hater è tendenzialmente una persona profondamente insoddisfatta e frustrata. Vive uno spiccato senso di impotenza ed ha limitati riconoscimenti nella vita reale. È emotivamente debole e grazie al filtro “dello schermo” riesce ad ottenere forza e sfacciataggine che altrimenti non avrebbe nella vita reale. Trova nel web un modo per riscattarsi dal suo malessere, della sua profonda insoddisfazione.

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Per sopperire al limitato diritto di parola che ha nella vita, si fa spazio nel web perché è più semplice ottenere ascolto e attenzione.

Sfoga on-line la sua frustrazione ed i suoi disagi repressi; e lo fa solo ed esclusivamente per passatempo o per spezzare la loro noiosa routine. Di frequente, il giudizio che esprime, non è necessariamente in linea al suo pensiero ma esclusivamente vomitato per denigrare l’altro.

Provano piacere e conforto nel screditare gli altri perché solo in questo modo hanno la possibilità di gonfiare il loro ego. Ed ovviamente, la soddisfazione è tanto più forte quanto è feroce l’attacco. Altro aspetto che lo caratterizza è: l’egocentrismo. Ha bisogno di essere notato, e cerca ogni mezzo per attirare l’attenzione, anche rischiando di essere criticato a sua volta. Per lui è infatti importante destare polemica e far parlare, indipendentemente dal contenuto.

La vita reale dell’Hater e i disagi psico-sociali

Nel passato di un hater vi sono immancabilmente disagi psico-sociali, generalmente anche un clima familiare conflittuale e ostile. L’impossibilità di esprimere le proprie frustrazioni, non fa altro che sedimentarle negli anni, così nell’età adulta trova un modo per scaricare questa energia attraverso le aggressioni sul web.

Un recente contributo di Sorokowski e collaboratori ha focalizzato l’attenzione sulle dinamiche psicologiche tipiche degli haters. Grazie ad alcuni test sottoposti agli haters che presero parte allo studio, Sorokowski et al. misero in luce che tra le caratteristiche comuni tra queste persone vi erano anche tratti psicopatici.

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Come rispondere agli hater?

Come comportarsi nei confronti di un hater? Anche se l’istinto potrebbe essere quello di cancellare il commento o rispondere con altrettanti insulti, è preferibile fare un bel respiro e trattenersi dal farlo.

L’unica risposta che può smontare un hater è la non risposta, quindi ignorarlo completamente è sempre un’ottima soluzione. Ovviamente nel caso in cui i commenti violino le regole imposte dai social o siano fortemente diffamatori, è utile segnalare e cancellare; nei casi più gravi, anche denunciare.

È importante sottolineare altresì che nella maggior parte dei casi, gli attacchi possono essere si pesanti, ma innocui e imputabili solamente ad un contesto virtuale, senza effetti concreti nel mondo reale.

Un’altra strategia che si rivela molto valida, sopratutto nel caso in cui l’hater abbia deciso di denigrare un’azienda o un brand, è quella di ribattere in maniera educata e puntuale, esponendo fatti reali. Cercare un dialogo che smonti le invalide tesi dell’hater. Perché, gli attacchi che muove, non hanno basi solide, ma sono esclusivamente attivati dalla sua frustrazione personale. In questo modo è possibile smascherarlo e mostrare a tutti la sua incompetenza; in questo modo perderà di credibilità.

Veronica Rossi, Psicologa e Mental Coach 
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