Quando il rapporto di coppia diventa insano e perché

Amo davvero questa persona o ne sono perdutamente invaghito/a?”Non è facile rispondere a questo interrogativo…più semplice è invece delineare quando l’innamoramento diventa dipendenza affettiva.

Per certi aspetti, l’innamoramento assume una forma di dipendenza affettiva ma è bene precisare che non è affatto la stessa cosa, anche se i sintomi della dipendenza ci sono tutti: idealizzazione, ansia da separazione, ossessione, manifestazioni somatiche (batticuore, rossore, eccitazione ecc).

L’amore e la prima ferita narcisistica

Questo stato ci permette di ri-vivere la nostra vita intra-uterina di cui non abbiamo memoria conscia; per ognuno di noi si è verificato il momento della nascita, nel quale ci siamo sentiti estromessi dal nostro paradiso personale, in cui abbiamo smesso di essere il centro assoluto del mondo, esattamente come accade nel momento in cui l’innamoramento si dissolve e siamo costretti a fare i conti con la deludente realtà, le nostre aspettative infrante e il disagio di trovarsi a vivere un cambiamento traumatico: così torniamo in contatto con la nostra prima ferita narcisistica, la perdita dell’egocentrismo infantile.

Ma quando accade che l’innamoramento assume le sembianza di un rapporto emotivamente insano e perché?

Quando ad esempio la nostra serenità interiore e il nostro valore hanno origine solo dal giudizio dell’altro, quando cerchiamo di colmare carenze affettive nel nostro compagno/a il più delle volte senza nemmeno accorgercene. Quando ci adattiamo a tutto pur di compiacere l’altra persona, quando diventiamo ossessivi se non ci telefona o non fa quello che vorremmo, quando smettiamo di coltivare amicizie e/o interessi.

Questi comportamenti possiamo definirli “tossicomania d’amore”. Proviamo insomma una ebbrezza per l’oggetto del nostro amore paragonabile a quella che provano i drogati per gli stupefacenti; ci identifichiamo in lui/lei e diviene indispensabile per sentirsi bene con se stessi. Le dosi (la presenza) diventano sempre maggiori e l’astinenza ci sfianca: in pratica esistiamo solo quando c’è l’altro e vogliamo continue rassicurazioni.

Genesi della dipendenza affettiva

Come sempre o quasi, tutto è imputabile alle nostre relazioni nella vita infantile e alla nostra dipendenza con i nostri genitori prima e al distaccamento da essi poi: i dipendenti affettivi non hanno costruito una sana dipendenza dai loro genitori e neppure un sano distacco, i motivi possono essere i più svariati e non necessariamente collegati a gravi episodi traumatici.

Mancata accettazione di sè

I vuoti da colmare che ne scaturiscono sono molteplici: rifiuto di sé, negazione dei propri bisogni e diritti, inadeguatezza e l’assurda presunzione di riuscire prima o poi a farsi amare, come e quando lo vogliamo. L’individuo si trova dunque a cercare inconsciamente di suturare la ferita in modo svalutativo o difensivo: il primo si basa su assunti quali “è colpa mia“, “c’è qualcosa di sbagliato in me“, “non merito una persona così, non merito amore“; una insofferenza verso se stessi, una non accettazione di sé.

Ferita narcisistica per compensare alla non accettazione di sè

Il processo difensivo invece delega all’esterno tutte le responsabilità:”non mi capisce”, “non mi ama abbastanza”, “non si comporta come vorrei”: una modalità narcisistica di integrare la perdita.

In pratica se il bisogno di attaccamento è contrastato, il bimbo non si sente speciale e sviluppa bassa autostima e le conseguenze si intravvedono non di rado in personalità che tendono a soddisfare le esigenze altrui per ottenere approvazione o altre che tendono a gonfiare il proprio ego per compensare la mancanza di autostima e sicurezza.

L’ambivalenza affettiva

Questi due meccanismi possono coabitare nella stessa persona, ma molto spesso appartengono a due distinti individui che per tali ragioni restano agganciati l’uno all’altro, in una ambivalenza affettiva che provoca sentimenti contrastanti: “non posso stare con te, ma neanche senza di te“, in una altalena costante di maltrattamenti e umiliazioni, insonnia, inappetenza, ossessività; e se poi la relazione finisce? Beh sarà comunque sempre colpa nostra e questa sensazione farà diminuire ulteriormente la nostra autostima.

Cosa è insano in una relazione di coppia?

1. Dare “tutto” senza ricevere mai “niente” in cambio

Si tratta di un errore che si è soliti fare. Amare qualcuno significa dare sfogo a tutte le nostre emozioni senza alcun limite, dando tutto per passione e sincero altruismo. Di certo questo è un aspetto positivo, sempre e quando l’altra persona ci ricambi e ci dimostri che tutto lo sforzo ne vale la pena, che tutti i gesti sono sostenuti da un amore sincero in cui non esiste l’egoismo.

Se date tutto senza ricevere altro che esigenze o rimproveri, arriverà un momento in cui vi sentirete frustrati e vuoti. Questa sensazione è altamente distruttiva e dovete tenerlo in considerazione. Amate, date, offrite… ma ricordate che anche voi meritate di ricevere lo stesso trattamento.

Distruggere la propria autostima o i propri valori

In una coppia è normale che ci siano diversi gusti, interessi e persino valori, ma fin quando ci sarà il rispetto e la riconoscenza, tutto funzionerà bene. Potete permettere che il vostro partner, per esempio, valorizzi molto la spontaneità, il divertimento, l’uscire molto, ma esigere al tempo stesso di condividere il tutto con voi e che a sua volta capisca quando gli chiederete ogni tanto giornate più tranquille ed intime in casa.

Bisogna esserci un equilibrio. Tuttavia, se l’altra persona vi critica perché non siete “così divertenti” o molto amanti delle feste, allora vi sentirete male e inizierete a dubitare di voi stessi. Sono davvero una persona noiosa? Sono una persona con cui lui/lei non può essere felice? Questo tipo di domande possono danneggiare molto la propria autostima. Il vostro partner deve rispettarvi e valorizzarvi. È essenziale. Se non c’è il rispetto, non potrà esistere la felicità.

Invadere e distruggere il proprio spazio personale

Tutti noi abbiamo i nostri interessi, i nostri amici, le nostre passioni… cose a cui non possiamo rinunciare. Non mettete mai da parte la vostra famiglia ed i vostri amici per il vostro partner. Non rinunciate a tutto quello che vi piace per il vostro partner, perché altrimenti non vi rimarrà nulla e perderete sempre più la vostra identità. Gli spazi personali sono quegli spazi intimi in cui si trova la nostra personalità, la nostra vita sociale e le nostre passioni. Non ignoratelo!

Cancellare i propri sogni e le proprie speranze

A volte si mantengono relazioni affettive con partner tossici. Persone che tagliano le ali e che ripetono giorno dopo giorno che non siete in grado di fare qualcosa, che non siete intelligenti per svolgere determinate attività, che non otterrete mai il lavoro che desiderate tanto perché non ne siete all’altezza. Personalità che giorno dopo giorno vi tarpano le ali e annullano le vostre aspirazioni, facendo della vostra personalità una caricatura nella quale rimangono appena brio ed energia. Non permettetelo mai.

Permettere di trasformarsi in una persona infelice

È la cosa più importante. Quando vi svegliate la mattina, chiedetevi se siete felici. Chiedetevi se la persona che avete accanto è quella con la quale volete invecchiare, colei che accompagnerà la vostra maturità e che vivrà con voi in armonia e tranquillità. Se il vostro partner vi apporta sicurezza, maturità e voglia di crescere, non dubitate: questa relazione è giusta e dovete lottare per essa. Se invece vi sentite vuoti e percepite che il vostro partner non vi regala sorrisi, ma lacrime, e che vivete i vostri giorni con somma tristezza, dovete reagire. Meritate di essere felici. È il diritto vitale di qualsiasi persona.

Come fare dunque a non permettere che tutto questo avvenga?

Indubbiamente il primo passo per risolvere un problema, come tutti ormai sapranno, è ammettere di averlo: riconoscere quindi la dinamica quando messa in atto e affrontare quel vuoto antico che si cerca di colmare.

Come? Occupandosi delle proprie solitudini, carenze affettive, bisogni di accettazione e riconoscimento in prima persona, senza addossarle sull’altro e sulla vostra relazione come un pesante cappotto infeltrito. Chiedendo scusa al partner quando ciò si verifica e se serve, anche a se stessi.

Prendendo saldamente a due mani il coraggio di analizzarsi, combattersi e migliorarsi ogni giorno guardandosi dentro e così facendo costruendosi una propria solida serenità di spirito, una propria libertà individuale (anche fisica) senza per questo sentirsi abbandonati, traditi o trascurati.


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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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