La tua pace interiore inizia il giorno in cui non avrai paura di guardarti dentro

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Freud ci aveva già avvertito: “non siamo padroni in casa nostra”. Molte volte, per evitare conflitti, ci arrendiamo alla manipolazione. Per paura di essere giudicati, maltrattati o non accettati finiamo per relegare i nostri bisogni in secondo piano, illudendoci che in questo modo troveremo un po’ di pace.

Intorno a questo presupposto costruiamo amicizie, relazioni e rapporti di lavoro che crediamo sani, ma che in realtà diventano man mano insostenibili perché sacrificano il nostro tempo, le nostre forze e soprattutto umiliano il nostro Io interiore.

La pace che ci prefissiamo di ottenere è solo illusoria perché basata su timori, bisogni inespressi e un fragile equilibrio nel quale dipendiamo dai capricci di qualcun altro.

Pace illusoria vs pace interiore e l’autocritica feroce

Senza la pace interiore è impossibile che nel mondo ci sia pace” Dalai Lama. Qualcuno ha detto “non esiste nemico peggiore di quello che creiamo nella nostra testa”. In effetti, questa frase ha molto senso e nella nostra mente, seppur inconsapevolmente, inventiamo modo di fare e modi di essere “fittizi” per perseverare l’obiettivo della buona immagine.

Dipendere dalla gratitudine e dell’ammirazione altrui innesca un circolo vizioso dal quale diventa difficile uscire:  risentimenti e delusioni cedono il posto a… nuovi risentimenti e delusioni. L’insicurezza prende il sopravvento insieme all’autocritica feroce.

Del resto lo afferma anche Freud nel libro “Psicopatologia della vita quotidiana“, dove mette in evidenza quanto sia limitata la nostra coscienza e quanto più estesa sia invece la parte di iceberg inconscio su cui galleggiamo.

Cos’è la pace illusoria

La pace illusoria è quel bisogno disperato di compiacere tutti, un comportamento che nasce spesso dall’esigenza di fare ordine dove non ne vediamo, di creare sicurezza e autostima dove non ci sono e di darci uno scopo nella vita.

Spesso iniziamo a sentirne il bisogno già da piccoli, quando cerchiamo di attirare l’attenzione e i complimenti di genitori distratti, oppure quando da adulti, per compensare in qualche modo le nostre mancanze ci facciamo carico di responsabilità che non ci appartengono.

A complicarci la vita poi ci  sono i social network con la sovraesposizione della nostra vita quotidiana: i like alle foto sembrano essere questione di vita o di morte dato che ci fanno sentire desiderati, considerati, apprezzati. Ci fanno sentire qualcuno (finalmente!).

Un “io” che si piega ai desideri degli altri non riesce a trovare la pace interiore di cui ha bisogno per crescere, piuttosto si auto-condanna all’insoddisfazione permanente.

Cos’è la pace interiore

La pace interiore è la nostra vera casa, non la classica casa fatta di mattoni e cemento ma un luogo  dove riusciamo a sentirci liberi da emozioni e sentimenti negativi, in totale connessione con l’universo e noi stessi. La pace interiore è un viaggio emotivo da percorrere giorno dopo giorno che si percorre solo quando sappiamo chi siamo, cosa vogliamo e ne siamo convinti.

Come raggiungere la pace interiore

Come posso riprendere il controllo della mia vita? Ecco, questo quesito è la chiave che conduce alla pace interiore.

Il primo passo consiste nell’esercitarci a guardare dentro noi stessi per trovare l’autostima: puoi imparare a valutare da solo quanto vali, senza cercare la conferma esterne. Sì, perché le persone più serene sono quelle che riescono a piacersi… la pace interiore non si raggiunge con il consenso altrui ma, più semplicemente, piacendo a sé!

Il secondo passo è quello più difficile, soprattutto se hai costruito la tua vita in funzione degli altri! Perché dovrai smettere di risolvere i problemi degli altri, smettere di voler migliorare la vita dei tuoi cari e farti in quattro per l’amico di turno (a meno che non ci sia una reale esigenza e un rapporto soddisfacente fatto di reciprocità e reale stima).

Per natura tendiamo a fare ciò che rende felici gli altri e magari non ci accorgiamo che ci stiamo condannando a essere infelici. Ed ecco che, senza accorgercene, ci troviamo a vivere in tutti gli effetti la vita di qualcun altro, estranea ai nostri bisogni, quando l’unica cosa che può considerarsi di successo è vivere la propria vita come davvero si desidera, in linea con i propri reali bisogni.

Ritrovare la stima di sé

Eh si, il tuo vero successo non consiste nell’indossare abiti di marca, sfoggiare la taglia perfetta e piacere a tutti. Anziché prodigarti per compiacere le persone che ti circondano non credi sia più gratificante compiacere te stesso? So bene che non è affatto facile ma non è nemmeno facile convivere con le tue insicurezze e le frustrazioni che derivano da un modo di vivere non in linea con la vera pace interiore.

Se hai bisogno del parere altrui per piacerti, beh, non sarai mai davvero felice dei traguardi raggiunti.  Sei tu a dover piacere a te stesso, a credere in ciò che fai e a trarne soddisfazione: questo è l’unico modo per ritrovare la vera autostima, per sfuggire all’insicurezza e creare rapporti solidi, sani, piacevoli.

Basta fare rinunce

L’insicurezza e la paura di fallire, essere screditati o non piacere, ci preclude tantissimo. Quante volte abbiamo detto “vorrei farlo ma…” e dopo quel “ma…” vi è una giustificazione spesso legata a un senso di vergogna.

Esempio. Carla ama la compagnia ma dopo un periodo difficile, ha messo su peso ed ha praticamente smesso di uscire: non vuole che gli amici la vedono con quei kg di troppo. Passa le serate in casa, davanti la tv. Passa le settimane a procrastinare appuntamenti e usciteCredi che Carla stando in casa possa essere più felice? Non sarebbe più felice trascorrendo una serata in compagnia, senza temere gli sguardi e i potenziali giudizi degli altri?

La vergogna che nutriamo segretamente per noi stessi ci impedisce di fare tante cose e ci impone rinunce implicite. Evitiamo di essere noi stessi per il timore di una mancata accettazione, quando in realtà siamo noi a non accettarci.

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