Le cose per le quali non dovresti mai vergognarti

vergognarsi

Meglio la vergogna sul viso che una macchia sul cuore. (Miguel de Cervantes)

La vergogna è un’emozione che può invalidarci l’esistenza. Quando si sviluppa in modo normale, rappresenta un fattore evolutivo importante, poiché rende possibile il senso di responsabilità e partecipa alla costruzione dell’etica personale. Ma quando la vergogna è eccessiva e fuori luogo costituisce un elemento di blocco molto doloroso.

Quando si prova questa emozione, il pensiero è quello di sentirsi inferiori, profondamente giudicati e diversi da come si vorrebbe essere. La mente continua a tornare lì e ci procura ogni volta lo stesso dolore: ci rimproveriamo, ci autoaccusiamo, malediciamo il nostro carattere, ci disprezziamo, ci paragoniamo agli altri. La vergogna in sé quindi non è un problema, ma lo diventa il ricorrere continuo di questa esperienza, la profondità del disagio e l’innescarsi di una sorta di vergogna preventiva.

A livello psicologico, la vergogna trae origine da tre motivi:

  • Eccessiva consapevolezza: sei troppo focalizzato su te stesso, e in particolare sui tuoi errori.
  • Eccessiva negatività: ossia pensi solo ai difetti e alle mancanze. Il pessimismo non è un balsamo per la timidezza.
  • Eccessiva focalizzazione sui propri errori.

Nel corso della vita arriviamo a nascondere molte cose e lo facciamo pensando che, in questo modo, riusciremo a mantenere in equilibrio tutto quello che ci circonda:

  • Zittiamo i nostri desideri e i nostri bisogni perché non si adattano alle necessità della nostra coppia o della famiglia
  • Ingoiamo molte parole per non ferire le persone
  • Tratteniamo la voglia di fare certe cose perché ci diciamo che non è il momento, che è troppo tardi, che ci renderemo ridicoli.

La vergogna provoca dei dubbi sulle nostre capacità; provoca la sensazione che qualcosa di fondamentalmente sbagliato sia in noi stessi; porta spesso a sentirci non meritevoli d’amore. Il solo risultato è di fissarsi su idee dannose come: “io non sono come gli altri”, “gli altri hanno qualcosa che io non ho”, “sono incapace”.

Si può arrivare a vergognarsi di qualsiasi cosa

Di cosa ci si vergogna? Di qualsiasi cosa, evento, azione, che consenta (anche tramite una lunga serie di collegamenti ed inferenze) agli altri e a noi stessi di giungere a valutazioni negative su di sé. Qualsiasi avvenimento può essere causa di vergogna. E’ possibile vergognarsi di azioni volontarie o involontarie, di caratteristiche fisiche o morali. Ci si può vergognare di essere grassi, di essere alti, bassi, di come ci comportiamo, di avere un padre alcolizzato, un vestito inadeguato, di scivolare per strada, di essere stati lasciati  dal tuo uomo o dalla tua donna. Tutto dipende dalla storia della persona che vive questa emozione.

La vergogna prorompe anche nel ricordo di situazioni negative passate, quando eri in determinate situazioni sociali e ti odi perché non hai saputo dire quanto volevi dire, non hai saputo comportarti, reagire e sbloccarti.

Cose di cui non devi vergognarti

Finora non hai vinto sulla vergogna perché non avevi alcun controllo su di essa. Eri inondato/a dalle sensazioni, dalle convinzioni distorte  di insufficienza e dovevi subire l’emotività. Ma il primo passo per risolvere un problema è riconoscerlo. Forse ti concentri troppo sui tuoi difetti e non abbastanza sui tuoi pregi….forse non sai che non è una vergogna essere timidi, avere un brutto carattere, essere grassi, avere fatto scelte sbagliate, aver amato troppo…

1. Avere amato

L’amore è sempre una scommessa, ma una scommessa in cui si vince sempre perché anche se hai perso e il rapporto è finito, potrai sempre fare tesoro dei bellissimi momenti passati insieme. Pertanto, non vergognarti mai di avere amato troppo.

“Non devi vergognarti ad ammetterlo. Tutti abbiamo bisogno di un po’ di amore, non devi fingere che a te non importi. So che odi doverlo dire, so che vuoi cavartela sempre da sola, ma anche tu hai bisogno di essere abbracciata forte, sai? Anche tu hai bisogno di sentirti unica e speciale, non paragonabile a nessuno. Anche tu, sempre così forte, hai bisogno di qualcuno che ti raccolga quando ti senti a terra rotta in mille pezzi. Anche tu hai bisogno di qualcuno che ti tenga come se fossi il regalo più prezioso del mondo, anche tu hai bisogno di qualcuno che ti tenga forte e ti impedisca di fuggire via.” Miriana Cimbro,

2. Avere sbagliato

Noi impariamo sbagliando…Gli errori significano solo che ci abbiamo provato. Solo chi non fa nulla, chi si conforma e resta immobile, non sbaglia mai. Ogni errore contiene una lezione, e l’apprendimento dura tutta la vita. Pertanto, non ti pentire dei tuoi errori, impara da questi e vai avanti. Lo abbiamo fatto anche  quando abbiamo imparato a camminare. Siamo cascati e ci siamo rialzati svariate volte fino a che non abbiamo messo un passo dietro l’altro e ora ci riesce bene e naturale! Sbagliare vuol dire innovare, competere, migliorare e imparare.

Ciò vuol dire che l’errore mi ha arricchito! Mi ha fatto diventare forse migliore. Forse quello che sono oggi lo devo al fatto che ho commesso degli errori. Quindi sbagliare mi ha fatto evolvere, andare avanti. Entrare in quest’ordine di idee ci può aiutare a sbarazzarci dei rimpianti. Non dobbiamo aver paura dei nostri errori. Dobbiamo avere coraggio. E se falliamo, pazienza! Come dicevano gli antichi Romani? Sbagliare è umano!

3. Esserci arrabbiati

Anche se la società cataloga la rabbia come un sentimento negativo, la verità è che sopprimerla è ancor peggio. È normale che in alcune situazioni ci arrabbiamo, dobbiamo solo imparare a canalizzare l’emozione senza ferire gli altri. Perchè non dobbiamo aver paura di arrabbiarci?

Essere arrabbiati scatena una forza che ci motiva. Quante volte ci è successo di esserci arrabbiati molto per qualcosa, a tal punto da riuscire a cambiarla o da sforzarci di migliorarla? La rabbia è un modo per far crollare i muri mentali e aprire le porte delle nostre emozioni, superando gli ostacoli che ci poniamo da soli e che ci bloccano. Se qualcosa ci fa arrabbiare, è probabile che lo risolveremo. Infatti, uno studio condotto presso l’Università di Utrecht, ha rivelato che quando le persone si arrabbiano e lo esprimono, concentrano meglio la loro energia sui loro obiettivi e li raggiungono più facilmente.

4. Esserti persa/o

A volte è necessario perdersi per ritrovarsi. Si tratta di un insegnamento importantissimo e per questo non dobbiamo avere paura dei cambiamenti, perché, a volte, possono aprirsi nuove porte che ci permettono di avvicinarci sempre di più al nostro Io.

Quando tutto intorno a noi va a pezzi e non riusciamo a trovare un senso a ciò che facciamo o chi siamo, è meglio fare un passo indietro ed esplorare nuovi percorsi, anche se questo significa muoversi a tentoni. Se ti sei sentito/a perso/a ad un certo punto della vita, non vergognarti, perché non sei obbligato/a a conoscere tutte le risposte.

Perdersi per poi ritrovarsi richiede un’adeguata preparazione, perché non si tratta di fuggire, ma di allontanarsi per guarire, e la normalità è possedere un biglietto di ritorno per quando avremo preso una decisione.

5. Avere sofferto

Molte persone, quando guardano indietro, si rimproverano di avere sofferto “inutilmente”. Tuttavia, la sofferenza racchiude sempre un messaggio forte: ci insegna che siamo umani e vulnerabili. Ricorda che a volte, per uscire da una situazione, abbiamo bisogno di toccare il fondo. A tal proposito, non nascondere mai il tuo dolore o le cose che ti hanno fatto soffrire, quelle esperienze ti hanno reso la persona che sei oggi.

Per concludere……

Non dobbiamo vergognarci di chi siamo, di come siamo, di come agiamo o di come abbiamo agito. Semplicemente dovremmo preoccuparci di essere noi stessi, di conoscerci in profondità e poter parlare in base a quello che pensiamo ed agire di conseguenza, senza paura di quello che gli altri possono dire.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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