La qualità della tua vita è influenzata dal modo in cui affronti le tue emozioni

emozioni

Le emozioni sono alla base della qualità delle relazioni che stabiliamo e manteniamo con gli altri, sia sul versante positivo e costruttivo (amore, protezione, sostegno, cura, armonia, ecc.) sia su quello negativo e distruttivo (rabbia, aggressività, vergonga , disprezzo, ecc.). Questa natura “relazionale” delle emozioni, influenzando fortemente il nostro modo di comportarci e quindi i nostri rapporti interpersonali, è una delle componenti principali che conduce al benesssere o al disagio psicologico.

La qualità dell’esistenza di ogni persona è influenzata dal modo in cui affronta le proprie emozioni

Le persone con scarsa capacità di gestire le proprie emozioni sperimentano più facilmente alti livelli di ansia, rabbia, ostilità, tristezza. Una buona consapevolezza emotiva è invece alla base dell’empatia, migliora l’adattamento, favorisce lo sviluppo di altre competenze personali e sociali e migliora le relazioni interpersonali. Se prevalgono reazioni emotive distruttive, queste finiranno per influenzare negativamente il benessere psicologico. Le emozioni più frequenti diventano modalità di risposta abituali.

Per questa ragione è importante, di tanto in tanto, preoccuparci anche di disintossicare la mente e farlo nella piena convinzione che non possiamo sempre chiudere gli occhi e ignorare ciò che succede dentro di noi.

5 emozioni tossiche che accumuliamo frequentemente

Non tutte le emozioni negative sono insane. Ad esempio, la tristezza e la rabbia svolgono una loro funzione. Tuttavia, non riuscire a controllare qualsiasi tra le nostre emozioni, inclusa l’allegria, può essere negativo per il nostro benessere emotivo.

Riuscire a controllare le nostre emozioni ci aiuta ad evitare che diventino patologiche e che ci facciano del male. Ad esempio, arrabbiarsi può essere una reazione positiva, ma non deve cedere il posto all’ira incontrollata; allo stesso modo, la tristezza fa parte della vita, ma non deve convertirsi in depressione.

Non dobbiamo lasciare che il risentimento, il senso di colpa o l’insoddisfazione diventino stati emotivi cronici, perché il loro effetto cumulativo finisce per intossicare la nostra mente. Vediamo nel dettaglio:

La rabbia

È un meccanismo di autodifesa, ma ha un limite che non deve essere oltrepassato. Oltretutto, lasciarla sempre a piede libero, aumenta del 75% il rischio di infarto e mantiene il nostro organismo in un continuo ed inutile stato di eccitazione.

Il risentimento

Non essere capaci di voltare pagina e di perdonare ci intrappola nella dimensione del passato, condizionando la nostra vita presente e futura e sottoponendola ad un dolore emotivo continuo.

L’insoddisfazione

Sentirci insoddisfatti può essere uno stimolo al miglioramento. Ma quando diventa uno stato emotivo costante, perdiamo la gioia di vivere e ci blocchiamo, condizione che, oltre a sottrarre energia, alimenta il nostro malessere.

Il senso di colpa

Riempie la nostra mente di rimproveri, lamentele e preoccupazioni continue. Di conseguenza, sentiremo di valere poco o nulla e ci precluderemo la possibilità di sentirci realizzati.

La paura

È utile quando ci mette in guardia di fronte ad un pericolo imminente. Tuttavia, se perde la sua funzione normale, diventa un inutile ostacolo alla nostra crescita, un limite che distrugge la nostra capacità di reagire in modo sano.

Che cos’è la disintossicazione emotiva?

Innanzitutto, deve essere chiaro che la disintossicazione richiede il suo tempo e che, proprio come succede quando abbiamo bevuto troppo, soffriremo dei postumi della sbornia. I postumi, in questo caso, sono i sensi di colpa, un senso di rabbia continuo, difficoltà a prendere sonno, una tristezza incontrollabile.

Non preoccupatevi, se riuscite ad identificare le vostre emozioni e le vostre reazioni, significa che avete già imboccato la strada del recupero. Potete cominciare a smettere di “bere emozioni negative” e dare inizio al programma di pulizia emotiva. Presto i sintomi scompariranno e le vostre emozioni ritorneranno ad essere fedeli alla realtà.

I pensieri disfunzionali sono quelli che ci portano a provare emozioni negative intense e durature

I pensieri disfunzionali spesso hanno un carattere assolutistico, dogmatico e imperioso: “devo assolutamente essere all’altezza”, “devo ricevere l’aprovazione degli altri a tutti i costi”, “se non dovessi riuscire a passare questo esame sarebbe terribile e non potrei sopportarlo!”.

Per iniziare un processo di cambiamento dobbiamo essere innanzitutto consapevoli dei pensieri che innescano specifiche emozioni e di conseguenza comportamenti insoddisfacenti. Esistono alcune principali categorie di pensieri disfunzionali, pensieri cioè che contengono una distorsione nella visione della situazione: consistono nel ritenere che “le cose devono andare assolutamente così”, che “gli altri devono assolutamente comportarsi in un certo modo”, “che io devo avere assolutamente quello che voglio”. L’errore sta nel considerare un’esigenza assoluta ciò che nella maggior parte dei casi sarebbe obiettivamente una preferenza.

Come diventare osservatori consapevoli delle proprie emozioni

Quando siamo in balia delle emozioni e delle nostre insicurezze, ci logoriamo internamente. Non riusciamo ad interpretare la realtà con lucidità e tendiamo a dire o fare cose di cui ci potremmo pentire in seguito.

Al contrario, riconoscere di essere “ubriachi” di emozioni significa aver fatto un primo passo verso la guarigione. Provate troppo spesso insoddisfazione, rabbia, senso di colpa? Reagite in modo sproporzionato quando le cose non vanno come sperate?

Se volete, potete cominciare a scrivere un diario delle emozioni su cui appunterete ciò che provate ogni giorno e quanto intensamente. Date un nome alle vostre reazioni e poi sfogliate le pagine del diario: resterete sorpresi.

Imparare ad identificare velocemente queste cinque emozioni negative, ci permette di capire qual è il nostro grado di intossicazione emotiva e di poter rimediare in tempo.

Concedetevi di vivere pienamente le vostre emozioni

A volte è difficile accettare e vivere pienamente le nostre emozioni, quando per tutta la vita abbiamo cercato di negarle o nasconderle. Dobbiamo imparare a non averne paura e ad essere sinceri con noi stessi: è l’unico modo per gestire le emozioni e impedire che siano esse a gestire noi.

Mettetevi a dieta emotiva

Smettete di cibarvi di emozioni negative, se notate che vi fanno male. Per quanto difficile, dimenticate il vittimismo, il piacere di lamentarsi, la rabbia, il risentimento, il senso di colpa, la paura e tutte quelle sensazioni che boicottano la nostra crescita o il raggiungimento dei nostri obiettivi.

L’unico modo per superare questa tendenza al “suicidio personale” è diventare coscienti che una parte di noi ha il timore di raggiungere i nostri obiettivi. Temere di avere successo nella vita, in qualsiasi campo, è legato, in buona parte, alla nostra incapacità di sopportare l’incertezza. Siamo dipendenti dalle certezze quando non abbiamo fiducia nella nostra capacità di far fronte alle situazioni che via via ci si presentano.

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