Elaborare le ferite inflitte dal narcisista, il racconto di una vittima

Rievocare non è mai una cosa semplice, ma può essere di aiuto a chi come me sta elaborando una ferita molto profonda e nello stesso tempo può essere utile per mettere in guardia le persone sensibili, come me, che incominciano una nuova conoscenza o relazione.

Elaborare le ferite inflitte dal narcisista e riscoprire il coraggio di amare

Ho vissuto Paradiso e Inferno in soli pochi mesi, in una relazione con una persona che alla luce dei fatti si è dimostrata avere un disturbo grave di personalità.

Ho conosciuto Luca (nome di fantasia per la privacy), durante la visita ad una fiera di settore. Alla fine della giornata ci siamo scambiati i numeri di telefono, in quanto ero interessata ad imparare l’attività di cui lui si occupava e più volte avevo chiesto ad altre persone che praticavano la stessa attività di poter imparare gratuitamente, ma nessuno mai me ne aveva data l’opportunità.

Lui si era mostrato gentile e disponibile e quindi avevo lasciato il mio recapito. Erano i primi di marzo. Luca ha 56 anni, non è sposato è “ragazzo”, me lo aveva sottolineato quando ci eravamo presentati vive da solo in montagna, non ha figli né si è mai sposato o ha convissuto con una donna. Dopo una settimana mi ha contattato per recarmi con lui ed incominciare ad imparare l’attività.

Ci davamo del lei, era molto premuroso, cercava di non farmi fare fatica, si preoccupava se ero stanca ed a che ora dovessi rientrare.

Dopo un mese che lavoravamo insieme gli ho chiesto se potevamo darci del tu in fondo ci vedevamo ogni giorno per lavorare e trascorrevamo tante ore insieme. Il lavoro si svolgeva all’aperto immersi nella natura in posti meravigliosi a contatto con animali selvatici ed in un periodo speciale era lo sbocciare della Primavera quando la forza di Madre Terra fa risvegliare mondo vegetale ed animale dal lungo sonno invernale.

Così dopo il lavoro e nel week end abbiamo incominciato a scambiarci dei messaggi, a parlare, a conoscerci e lui a dirmi che gli sarebbe tanto piaciuto costruire qualcosa con me, aveva perfino espresso il desiderio di regalarmi un cane da tenere nel suo posto di lavoro.

Quest’uomo così diverso da me, ma con la natura e la passione per gli animali nel cuore, mi attraeva anche mentalmente, il mio matrimonio era già in crisi da anni, più volte avevo tentato di recuperare in vari modi il il rapporto con mio marito, ma non c’era stato verso, vivevamo separati in casa ormai da mesi, e non c’erano più da anni manifestazioni affettuose, un vero deserto emotivo.

Più volte recandomi nei suoi posti a lavorare avevo notato dei segni che mi confermavano che forse una nuova stagione d’amore mi si stava aprendo: nuvole a forma di cuore, un sasso a forma di cuore, animali in coppia daini, anatre e due sciami d’api a forma di cuore.

Sentivo risvegliare il mio corpo (dopo tanti anni in cui mi sembrava di avere raggiunto la pace dei sensi) e perfino le farfalle allo stomaco.

Mi stavo innamorando ed era bellissimo. Lavorare insieme era speciale. C’era intesa e il tempo passava in fretta. Mi faceva tante promesse mi incitava a prendere ancora più sul serio e passione in questo tipo di lavoro ed io ne ero molto felice. Ero molto fiera di lavorare con lui.

Luca era una persona molto sicura di sé, all’apparenza. Da pochi anni svolgeva questa attività, ma ne era molto appassionato, gli piaceva. Lo chiamavo “Forza della natura”, tanta forza aveva nelle braccia e non era neanche un uomo tanto alto, né prestante, anzi era apparentemente esile, ma tutto muscoli.

Lo trovavo attraente fisicamente, nonostante le molte rughe in viso che testimoniavano il duro lavoro che aveva fatto per vent’anni come muratore. Mi piaceva quando mi faceva i complimenti diceva che la sua fortuna era stata quando era venuto alla fiera dove mi aveva conosciuto che ero una donna splendida per lui, forse troppo.

Mi affascinava e ci accomunava l’amore per la natura: infatti lui conosceva ogni animale o pianta che vedevamo. Ogni tanto però calava un gran silenzio tra noi lui imputava questo alla nostra diversità.

Diceva “Siamo come il giorno e la notte, non abbiamo niente in comune, siamo come il bianco e il nero, come il sole e la luna” ed io pensavo tutto il contrario e gli dicevo che comunque gli opposti si attraggono. Addirittura quando ci fermavamo per un caffè era buffo vedere che, mentre io lo prendevo lungo, senza zucchero e con un goccio d’acqua naturale, lui lo preferiva ristretto dolce e con un goccio di acqua gassata.

Era una persona di sani principi portava rispetto ai suoi genitori anziani e alla sera prima di rientrare a casa passava sempre a salutarli. Per me erano tante le cose che avevamo in comune: entrambi mancini, il cane con lo stesso nome, l’amore per la natura e per gli animali, l’amore per questa nuova attività, l’inverno, Il mare d’inverno…. Lui mi diceva sempre che alla sera non usciva mai perché la notte lo spaventava. Amava molto la sua solitudine.

Un giorno dopo un pomeriggio splendido di lavoro in un frutteto di mele, dove al bianco dei fiori faceva da tappeto il giallo del tarassaco, Luca mi chiese se poteva darmi un bacio ed io, che già da qualche tempo sentivo tanta emozione quando lavoravo con lui acconsentii; un timido bacio sulla guancia. Quando riaprii gli occhi lui era diventato tutto rosso: mi piaceva la dolcezza che aveva quest’uomo, così all’apparenza rude.

Gli dissi che non cercavo avventure, che mi affezionavo alle persone: insomma non ero una donna “facile”, lui mi disse che lo aveva capito e che per questo gli piacevo. Era incominciata una favola, o almeno così sembrava all’inizio.

I baci più belli della mia vita?
Quelli che ho ricevuto da Luca. Proprio come quelli dell’adolescenza quando, per la troppa emozione, ti s’ “involavano” le braccia.

In quei bei posti di collina ogni occasione, dopo il lavoro, era propizia per baci appassionati, carezze, complimenti sussurrati alle orecchie, il solo tenersi per mano, era un gesto che a lui piaceva tanto perché da tempo nessuno più gli aveva riservato questa attenzione, almeno così mi diceva.

E quella sua timidezza, l’arrossire per un semplice sguardo, il respiro trattenuto dopo i baci, era tutto così autentico, o perlomeno lo credevo. Dopo un mese di baci, in un pomeriggio piovoso, abbiamo fatto l’amore per la prima volta a casa sua.

Mi aveva portato a vederla qualche giorno prima; una casa strana la sua, a mio parere troppo grande per un uomo solo, la stranezza più evidente era che aveva due di tutto: due cucine, due salotti, due camere da letto, due ingressi, tende oscuranti a tutte le finestre, niente quadri alle pareti.

Luca si definiva un uomo solitario per scelta. Mi aveva detto di avere avuto una grande delusione d’amore 25 anni prima (Luca ha 56 anni), per la quale aveva sofferto molto e la sua casa rispecchiava completamente la sua personalità lo avrei capito da lì a poco.

Quel giorno prima del rapporto Festeggiammo la Pasqua insieme, dato che il giorno di Pasqua l’avevamo trascorso ognuno con la sua famiglia di origine: gli regalai un oggetto che avevo confezionato per lui e che lui trovò bellissimo, il sasso a forma di cuore che avevo trovato in uno dei suoi luoghi di lavoro e una colomba dolce, lui aveva offerto del vino. Per me fu come fare l’amore la prima volta, toccante, una grande emozione: sentivo i nostri corpi perfettamente in accordo, ed una grande confidenza come se ci conoscessimo da sempre, anche le nostre anime si erano riconosciute fin dall’inizio, c’era magia.

Ci lasciammo quel giorno con la promessa di incontrarci nuovamente per lavorare insieme. Durante le ore successive lo sentivo ancora dentro di me, era una sensazione di pancia, coinvolgente e appagante, ero ancora viva, provavo ancora piacere. Adoravo sentire sulla mia pelle il suo odore…ero molto felice!

I giorni passavano, dopo un paio di incontri a casa sua, il suo atteggiamento cambiò repentinamente.

Un giorno mi disse che non dovevamo farci del male e che lui non voleva soffrire.

Poi di punto in bianco incominciarono le vessazioni:

mi porse un fazzoletto umido e volle che mi togliessi dal viso il trucco perché a lui le donne con la maschera non piacevano (di solito non esagero mai con il trucco, utilizzo soltanto un velo di fondotinta…).

Mi disse che ero una donna molto misteriosa ed a suo dire anche molto astuta, più tardi ricevetti un messaggio sul cellulare dove mi chiedeva se fossi bisessuale.

Mi accusò di essere stata incapace di fare figli nonostante i miei due matrimoni e di essere una donna senza spina dorsale in quanto avevo cambiato tanti lavori.

Il suo comportamento mi ferì molto e lo trovai molto strano. Mi mancava di rispetto continuamente e non me lo sarei mai aspettato.

Dopo qualche giorno di silenzio nei giorni successivi tutto tornò alla normalità i baci, i complimenti, l’allegria nel lavorare tutto era tornato splendido. Pensai che forse si era trattato solo di un momento e accolsi questi comportamenti come spia di un suo malessere interiore da comprendere e non da condannare.

Esprimevo molta attenzione nei suoi confronti preparandogli del cibo da mettere in freezer ed alcuni dolci per la colazione sapendo che era solo; a lui faceva molto piacere e trovava molto buoni i miei cibi, lodandomi e facendomi sentire importante. Mi faceva piacere cucinare per lui ed essere apprezzata.

Un giorno mentre mi baciava gli dissi che mi ero innamorata di lui…lui corrugando la fronte divenne buio in viso per questa cosa che gli avevo detto… io non ci feci caso subito anche se lui mi disse che forse era meglio non vedersi più.

Mi aveva spezzato di nuovo il cuore

Per un paio di giorni non mi telefonò, poi seguì un altro incontro a casa sua e dopo il rapporto mi obbligò a fare la pipì davanti a lui, perché non si spiegava come mai avessi sempre bisogno del bagno; una situazione umiliante, mentre lui sembrava divertirsi molto a vedermi così in imbarazzo.

Ancora una volta mi aveva calpestata senza rispetto ed io glielo avevo permesso, quasi come se fossi io l’inadeguata.

Fu lì che si fece largo nella mia mente il pensiero che Luca fosse davvero disturbato psichicamente.

Ormai però non riuscivo a staccarmi, né da lui, né dal lavoro, tanto era l’amore che mettevo in entrambe le cose e fu così che un giorno di lì a poco mi disse che tra noi non poteva funzionare che per lui era tutto finito, che avevo tante cose da imparare sia a letto che nella vita e che lui non voleva impegnarsi.

Con le lacrime agli occhi me ne andai e quella notte non riuscii a riposare pensando quanto male mi facesse tutto questo. Lui mi disse che non voleva vedermi piangere perché anche lui provava le stesse cose per me, ma che per il lavoro potevo continuare ad andarci e io così feci, del resto avevo bisogno di soldi e lui mi pagava le ore che facevo; continuai ad andare, ma tra noi tutto era cambiato, Luca era un estraneo, una persona totalmente diversa da quella che amavo…. Mi trattava come una sconosciuta, non mi salutava neppure quando ci vedevamo per strada.

Era l’inizio dell’inferno

Mi sentivo indifesa, totalmente incapace di dire le mie ragioni a parole e a fatti: Luca mi faceva paura. Ogni volta che andavo là per lavorare ripeteva che non ero adatta a quel lavoro, che le donne dovevano stare a casa a cucinare, che ero totalmente inadeguata. Esercitava su di me i suoi appetiti sessuali in maniera frettolosa e senza affetto. Era brutale e freddo.

Se chiedevo qualcosa bestemmiava e si esprimeva con parolacce, diceva che ero troppo intelligente da non arrivarci con la testa e giudicava ogni mia parola e comportamento. Era diventato una belva crudele ed io la sua preda.

Pensavo che la sua fosse solo stanchezza per via del lavoro troppo pesante in quanto stava avanzando anche l’estate e le temperature si alzavano sempre di più. Poi, un pomeriggio, come se niente fosse, mi chiese se avevo piacere di andare con lui a vedere un posto poco distante da dove lavorava, per acquisire un altro lavoro ed io acconsentii.

Fu il pomeriggio più bello della mia vita. Mi portò in questo posto, in montagna, dove c’era un lago e tanto silenzio, ci fermammo un paio d’ore nei pressi di questo lago e parlammo a lungo, tenendoci per mano, abbracciandoci come se le cose spiacevoli non fossero accadute fino a quel momento.

Era tornato il Luca dolce che amavo

Mi baciò con passione e questa volta era stato lui a cercarmi io non avevo fatto nulla. E così finimmo per fare l’amore ancora una volta a casa sua. Durante il rapporto gli dissi di nuovo che ero innamorata di lui che sentivo la sua anima, che mi sentivo bene vicino a lui e che avrei voluto appartenergli per trascorrere insieme un pezzo della nostra vita e lui mi chiese se mi avesse fatto piacere avere un figlio e io gli dissi, certamente… a questo punto si ritirò dal mio corpo, mi disse che ero pazza e mi mandò via da casa sua dicendomi che non era pronto e che quando fosse stato pronto me lo avrebbe detto.

Dove avevo sbagliato?
Ogni incontro con quest’uomo si trasformava in un test, era frustrante perché non sapevo mai quale fosse il comportamento da tenere o la risposta giusta da dare… mi sentivo sbagliata in ogni occasione… Il giorno successivo di nuovo al lavoro non mi rivolse la parola…chiesi “perché mi tratti così?” …ma non ebbi risposta.

Ogni volta che cercavo di capirne il motivo Lui mi guardava così male da farmi sentire colpevole di amarlo e taceva.

Dopo quegli eventi il nostro rapporto si raffreddò sempre di più: mi inviava dei messaggi telefonici con degli insulti celati dietro a delle frasi all’apparenza scherzose.

Era gentile solo quando aveva bisogno di me sia per questioni materiali, sia sessualmente: ormai ero soltanto il suo giocattolo.

Questa violenza verbale ed anche fisica che sentivo non era una cosa cosciente, ma era una cosa psicologica che mi era entrata in profondità. Ero letteralmente la sua preda e non riuscivo a sfuggire.

Ero totalmente incapace di reagire sia a parole che a fatti e nello stesso tempo questo suo scoraggiare i miei atti d’amore faceva sì che io mi attaccassi ancora di più. Piangevo. Ed incominciai a temerlo.

Attendevo costantemente i suoi messaggi sull’ora e il giorno in cui mi avrebbe portato di nuovo a lavorare, ma i giorni passavano e lui diradava sempre di più le chiamate e i messaggi ed io sempre di più bramavo ed attendevo questi messaggi; desideravo stargli accanto nonostante tutto, lo amavo.

Finché un giorno, di nuovo a casa sua, poiché mi aveva promesso in regalo, per il mio lavoro, una cospicua ricompensa economica mi chiese delle prestazioni sessuali perverse e io mi rifiutai andandomene prima che lui potesse approfittare di me.

Fu l’ultima volta che mi recai a casa sua non riuscivo più nemmeno a stargli vicino al lavoro perché la sua presenza mi incuteva terrore. Aveva atteggiamenti violenti a parole e scoprii anche che era un cacciatore di uccellini indifesi: utilizzava dei richiami vivi che aveva tenuto al buio per tutta l’estate in una casa diroccata.

Un pomeriggio mi aveva portato a vedere dove teneva questi poveri esseri: lui lo chiamava Guantanamo, era una cantina in una casa diroccata in una stanza buia senza finestre accanto ad essa c’era un’altra stanza chiusa sempre senza finestre…. mi disse che mai a nessuno avrei dovuto rivelare dove teneva queste povere bestiole.

Ebbi paura quel pomeriggio, paura che avrei potuto fare la fine degli uccelli che teneva prigionieri…e forse era già così! Ero la sua prigioniera d’amore.

Questo uomo era un mostro… Come avevo fatto a non accorgermene? non potevo crederci…

E tutti i sospetti che avevo nutrito fin dall’inizio sulla possibilità che lui avesse una doppia personalità si dimostrarono reali. Un giorno dopo l’ennesima mattinata di lavoro in silenzio dove io sentivo di non essere gradita e lui mi maltrattava solo con lo sguardo e facendo finta che io fossi invisibile mi disse che non mi voleva assolutamente come sua donna ed io gli risposi che non ero neppure la sua prostituta, al che lui mi disse che fra noi era tutto finito, che le cose che erano successe non sarebbero mai più accadute…

Da quella mattina lo rividi soltanto un paio di volte per farmi pagare il lavoro che avevo fatto e perché mi aveva chiesto di ordinargli delle cose su internet perché lui non era capace. Fui in grado soltanto di dirgli che mi faceva schifo il modo in cui mi aveva trattata… nient’altro. Ebbi solo indifferenza da quel giorno in poi. Per lui ero diventata invisibile…q uesto suo silenzio mi faceva molto male…

Luca era a mio avviso una persona con doppia personalità: un giorno mi abbracciava e il giorno dopo mi respingeva, un giorno mi amava ed il giorno dopo mi odiava, un giorno per lui ero bellissima, il giorno dopo per lui ero solo un oggetto dove sfogare la sua rabbia e le sue perversioni sessuali.

Adesso la cosa che sento più difficile da superare è questa sua totale indifferenza. Sono consapevole del fatto che lui non sia una persona equilibrata, però mi ha lasciato una ferita talmente grande che a volte è più la sofferenza della razionalità: questa relazione mi avrebbe portato solo a stare male.

L’incontro con questo uomo è avvenuto in un particolare momento della mia vita quando vivevo in un deserto emotivo da anni. Quando in primavera Luca ha incominciato a corteggiarmi, ho pensato che forse la mia vita emotiva poteva rifiorire accanto a quest’uomo così sensibile e mi sono lasciata andare. Mi sono fidata. Luca mi ha adulato e poi mi ha mangiato letteralmente; si è presentato con una faccia e poi quando è stato soddisfatto mi ha vomitato addosso tutte le sue cattiverie, rivelandosi per quello che è veramente: una persona disturbata.

Prendere solo il buono, anche da un’esperienza dolorosa

In questa esperienza dolorosa ho voluto analizzare anche l’aspetto positivo, che è avermi fatto capire che sono ancora capace di amare, che lo desidero con tutta me stessa e che la vita con l’Amore nel cuore ha tutto un altro sapore.

A volte per capire veramente il nostro valore la vita ci mette alla prova e, non sono solo carezze, ma anche vere e proprie sfide quelle che ci si presentano.

Ho voluto condividere questa storia perché penso che donare amore sia una cosa davvero speciale, che fa stare bene per primi noi stessi e che nessuno, ripeto nessuno, dovrebbe permettersi di trattarci male solo perché lo amiamo.

Occorre fare molta attenzione e valutare bene con chi aprire il proprio cuore, perché queste persone disturbate a volte si nascondono dietro comportamenti all’apparenza sani e possono, davvero, farci tanto male.

Grazie per avermi letto!

Immagine: Macarena Salinas


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3 Commenti a “Elaborare le ferite inflitte dal narcisista, il racconto di una vittima”

  1. Sofia

    Ott 10. 2017

    Grazie per avere scritto.

  2. Il Montanaro

    Ott 12. 2017

    mesi fa mi ha abbordato una, a una fiera. non le ho dato molto conto, era sposata e tempo e voglia di incasinarmi non ne avevo.
    Nei giorni successivi mi ha talmente mangiato la testa che, alla fine con una scusa e con l’altra, mi si è piazzata in casa iniziando a tirarmela in faccia per giorni e giorni. Ma io niente, si vedeva da un km che era una mina vagante.
    Alla fine, dopo averle fatto capire come vedevo io la faccenda e avermi dato lei tutte le garanzie di aver capito, abbiamo cominciato una storia che prometteva essere “senza pensieri”.
    Mai lo avessi fatto! una pazza scatenata, passava dal letto dove, partita santerellina, era una assatanata che a volte mi imbarazzavo anche io, alla vita normale dove era tutto un film: “non mi apprezzi, lo capisco, mi hai guardato così, mi hai guardato colà ecc.”. Ho provato a mollarla in tutti i modi, anche in maniera un po’ rude.. ma niente, usciva dalla porta ed entrava dalla finestra. Ogni volta sembrava fatta, poi la trappola della trombata in amicizia (e io cretino che ci cascavo) per riprendere a trapanarmi le meningi col suo romanticismo da harmony, le porcate da 50 sfumature e i suoi problemi esistenziali.
    Giornate infernali passate a sentirmi dire che il mostro bipolare ero io, finché alla fine, ci sono riuscito! ho tagliato i rapporti, un po’ meno confidenza e niente sesso neanche quando ci prova in tutti i modi. tra l’altro son riuscito forse anche a levarmela da casa.
    Be, sapete una cosa? ora va a dire in giro che io sono un mostro, un serial killer e un approfittatore!!!
    Ragazzi, fate attenzione: se sulla stabilità mentale di una donna avete, istintivamente, qualche dubbio… beh non abbiate dubbi, scappate il più lontano possibile.
    Ciao Luca

  3. Mario Sarri

    Ott 19. 2017

    uhauhauhauah
    luca il montanaro, sei tutti noi!

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