La dipendenza affettiva al maschile

Tempo fa, trattando il tema delle dipendenze affettive, ho sottolineato come, per diversi motivi, colpiscano sopratutto le donne. Ciò non significa che gli uomini siano totalmente esuli da questo tipo di problematiche. Anche il sesso maschile è vittima di angosce che hanno origine durante l’infanzia che possono portare a sviluppare una dipendenza affettiva.

Tra le cause della dipendenza maschile, si nasconde spesso il rapporto con la propria madre. Rapporto basato sull’eccessivo amore e protezione della figura materna nei confronti del figlio.

Sicuramente nella cultura italiana parecchi figli maschi sono curati, iperprotetti e idolatrati dalla madre. L’iperprotezione materna porta inevitabilmente i figli a dipendere prima dalla figura genitoriale, poi da altre figure femminili: soprattutto, ma non solo, per quanto riguarda il trascorrere della vita quotidiana che va dalla capacità di accudire se stessi, la casa, i figli, la partner.

Questi soggetti vivendo come privilegio l’essere accuditi perché così sono stati cresciuti, sempre più spesso esasperano le loro compagne. Alcune di queste arrivano a livelli di insofferenza tali da volersene separare.
D’altro can to esistono uomini che sono stati “rifiutati” e trascurati dalla figura materna per diversi motivi, e questo, ancora una volta, li condanna a ripiegare le loro frustrazioni e il loro senso di abbandono sulle compagne di vita.

Gli uomini cresciuti da madri iperprotettive o carenti, non riescono a prendere delle decisioni senza avere il benestare della figura materna, hanno una scarsa autostima, sono abituati ad essere svalutati e per questo non si sentono legittimati a prendere da soli le scelte per la propria vita.

Essere stati svalutati, non equivale solo ad aver avuto una madre carente, ma anche ad aver avuto una madre troppo efficiente, che ha sempre soddisfatto ogni minima esigenza del figlio anche prima che questa si presentasse. Questo, sia nei neonati che negli adulti porta ad un enorme senso di frustrazione e alla convinzione di non essere capaci ad “autosostenersi”, per questo motivo devono sempre essere “accuditi” da qualcun altro.

Lo stesso Freud, ai suoi tempi, affermò che il legame tra madre e figlio è qualcosa di talmente forte che inevitabilmente verrà preso in esempio come prototipo di tutte le altre relazioni d’amore.
Basti pensare a quante volte le discussioni in una coppia nascano dai tentativi della partner di “staccare” il compagno dall’influenza della madre.

Gli uomini dipendenti reagiscono al loro male diversamente rispetto alle donne. Cercano di proteggersi e alleviare le loro pene “concentrandosi” più su fattori esterni che interni: ad esempio, si appassionano al lavoro o allo sport. Per questo motivo, la dipendenza maschile è più “mascherata” rispetto a quella femminile.

Accade pure che per allontanare dalla mente il dolore delle violenze, carenze o prevaricazioni subite in giovane età, gli uomini sviluppino dei meccanismi di identificazione con l’attore di queste mancanze, riproponendo lo stesso comportamento con altri individui, o che sviluppino altri tipi di dipendenze.

L’influenza culturale porta l’uomo a controllare le emozioni e gli affetti per la necessità di apparire forte e padrone di sé; la struttura sociale inoltre gli consente di far passare come privilegi i suoi bisogni di dipendenza.

Esistono diversi modi di vivere la dipendenza affettiva maschile e di nasconderla. Alcuni, per nasconderla cercano di dominare gli altri ed entrano in rapporto con donne manifestamente dipendenti. Si instaurano dei rapporti complementari che possono rimanere in equilibrio anche per anni, fino a che la donna accetta di ricoprire il ruolo di essere debole, subordinata e bisognosa.

Ci sono poi uomini che mascherano la loro dipendenza sviluppando una fobia dei legami, ovvero non possono fare a meno di stare in relazione con una donna, ma non sanno stare sempre con la stessa partner se non per un breve periodo, al di là del quale rivendica monotonamente il suo bisogno di libertà. All’inizio credono nella relazione, ma quando il legame affettivo con la partner viene percepito come un vincolo che potrebbe diventare irreversibile scatta la fobia.

Questa sembra “anestetizzi” e di conseguenza, celi la dipendenza.

Ci sono poi quelli che celano la propria dipendenza con l’anaffettività. Non sono calorosi, affettuosi con la partner. Il sintomo della dipendenza potrebbe essere il bisogno continuo di far l’amore che non viene capito dalla compagna.
Uomini dipendenti arrivano nello studio dei terapeuti senza avere la minima consapevolezza della loro problematica.

Così come per le donne, seppure il problema sia più mascherato, anche per gli uomini è possibile guarire dalla dipendenza attraverso un percorso terapeutico che si basi sulla presa di coscienza del problema, la volontà di cambiare e la costanza nell’impegno. Come la gran parte dei problemi che affliggono l’animo umano, per uscirne, basta volerlo e acquisire i mezzi giusti per farlo.

A cura di Caterina Steri,
Psicologa-Psicoterapeuta Strategica Integrata con formazione in EMDR

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