Maltrattamento psicologico: le ferite interiori

Dove l’amore impera, non c’è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l’amore. L’uno è l’ombra dell’altro. Jung

Dove l’amore impera, non c’è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l’amore. L’uno è l’ombra dell’altro. Jung

Quando si parla di maltrattamento, si pensa subito alla violenza fisica o psicologica che un maltrattatore esercita sulla propria vittima. Tuttavia, esiste un altro tipo di maltrattamento “sottile” di cui a volte non si è molto coscienti e che a poco a poco finisce per distruggerci dentro.

Sono attacchi velati a cui normalmente non si reagisce perché l’aggressione non è così diretta o perché a volte può persino non essere volutamente fatta per ferire. Nonostante ciò, essendo costante, distrugge l’autostima e la sicurezza in se stessi. Attenzione, perché non mi riferisco solo al maltrattamento sottile che i partner possono infliggere: a volte persino i familiari possono farlo. Vi insegno a riconoscerlo così da potervi difendere.

Come avviene il maltrattamento

Il partner come maltrattatore psicologico
Un maltrattatore di solito inizia tormentando la vittima, riducendone la libertà, isolandola dal suo ambiente familiare e sociale, indebolendone l’autostima, bloccandola e minandone la percezione di sicurezza, rendendola a poco a poco dipendente.

Alcuni esempi di maltrattamento psicologico:

“Si arrabbia quando esco con le mie amiche”, “mi dice che non mi devo truccare troppo”, “non gli piace che indossi una gonna molto corta”, “non vuole che parli con i miei colleghi di lavoro uomini” sono le frasi più comuni tra le donne che subiscono maltrattamenti psicologici da parte del compagno.

Riprenderla, trattarla come una bambina, considerarla inutile o maldestra facendo sì che cambi il suo modo di essere o di vestire sono altre forme di maltrattamento.

Di solito il maltrattatore abusa anche del suo potere, che sia economico o fisico, e riesce a far sentire la donna colpevole per il suo modo di parlare, pensare e agire. Il problema della colpevolezza è molto comune e può anche sfociare nella cosiddetta “Sindrome di Stoccolma”, in cui si evitano le situazioni che possono creare conflitti o discussioni per non litigare o persino separarsi.

I genitori come maltrattatori psicologici
Pensate a una bambina a cui fin da piccola le hanno fatto credere di essere maldestra. Ogni volta che le cadeva qualcosa dalle mani, i suoi genitori glielo facevano notare; quando rompeva un oggetto senza volerlo, lo giustificavano per via della sua “goffaggine innata”.

Man mano che cresceva, affibbiavano questa sua goffaggine agli esami che non superava, alla sua incapacità di avere amici. I suoi genitori le vogliono bene, non c’è dubbio, e non la maltrattano fisicamente, questo è chiaro, ma durante la sua vita le hanno fatto credere di essere una persona “inetta e impacciata”. Questo maltrattamento “psicologico” ha fatto nascere in lei una grande insicurezza e una bassa autostima.

Le caratteristiche del maltrattatore

In genere il ciclo del maltrattamento inizia durante l’infanzia dello stesso maltrattatore, in molti casi, o con qualche trauma che lo ha colpito durante i suoi primi anni di vita fino all’adolescenza. Può accadere che il maltrattatore abbia vissuto in un ambiente pieno di violenza fisica o mentale e che abbia dovuto provare la paura, l’abbandono, la ritorsione, il controllo eccessivo, le percosse e altro ancora.
Queste sono le caratteristiche principali di una persona che incarna il profilo di chi abusa, del maltrattatore o di chi picchia.

Possessivo, dominante ed esigente
Una delle prime azioni che compie è voler allontanare la vittima da famiglia e amici. Come? Parlando male di loro, facendoli sentire a disagio in pubblico, volendo mettere zizzania in discussioni o problemi. Questo trasforma la personalità della vittima, la priva dell’appoggio esterno e la rende dipendente. Con l’uso della violenza, il maltrattatore esercita un potere assoluto su tutto quello che fa, pensa e sente, anche nella parte più intima del suo essere.

Egocentrico

Il mondo deve sempre girare intorno a lui, ma non lo ammette mai. Si fa quello che piace a lui in ogni momento (il film, il ristorante, il luogo delle vacanze, le uscite) altrimenti si irrita. La donna è semplicemente un satellite che deve muoversi intorno a lui, dipendendo da ciò che vuole ed essendo lì per compiacerlo. Tutto deve essere sotto il suo controllo e se lei desidera un po’ di indipendenza, mostrerà i suoi lati più violenti.

Chi non comprende di avervi ferito manca di empatia e non possiede l’intelligenza emotiva adeguata per creare rapporti sani. Dovete essere consapevoli che le parole possono far male quanto uno schiaffo. Le ferite interiori sono dolorose quanto un colpo.

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