Non posso stare con te nè senza di te: la codipendenza affettiva

Le relazioni sentimentali disfunzionali spesso sono caratterizzate dalla presenza di almeno un partner codipendente, dipendente affettivo e/o affetto da altre dipendenze (alcol, droghe, shopping, gioco d’azzardo, sport, cibo o qualsiasi altra attività che si caratterizzi in termini di dipendenza).

Il partner codipendente: non posso stare con te né senza di te

Le relazioni di codipendenza sono caratterizzate da un alternarsi ciclico di intense emozioni positive e intense emozioni negative tra i partner che sono codipendenti; si tratta di una condizione in cui vale la frase “non posso stare con te né senza di te” perché i partner non riescono né a lasciarsi né a stare bene insieme.

Le relazioni tossiche e disfunzionali possono nascere tra due individui dipendenti affettivi, due individui evitanti o tra un partner dipendente affettivo e un partner evitante, dando luogo a diverse tipologie di relazione, tra le quali quella tra un partner dipendente ed uno evitante appare essere la più turbolenta, dolorosa e pericolosa.

Si tratta di relazioni ad alta emotività: turbolente, passionali, instabili, caratterizzate dalla mancanza di rispetto, fiducia e reciprocità, a volte fisicamente violente e sempre fonte di disagio e sofferenza psicologica – quando non anche fisica – per le parti coinvolte.

Guarire una relazione di questo tipo può essere davvero difficile, poiché entrambi i partner dovrebbero lavorare sulle loro dipendenze, sui sentimenti dolorosi di abbandono, rabbia e vergogna legati alle esperienze infantili vissute, sulla capacità di strutturare confini relazionali sani, di avere cura di sé, di riconoscere i propri sentimenti e bisogni e distaccarsi dagli aspetti di dipendenza della loro relazione.

Sarebbe opportuno dunque che entrambi iniziassero separatamente un processo di guarigione, ma se anche uno solo dei partner decidesse di iniziare il percorso di guarigione, anche l’altro potrà indirettamente beneficiarne.

IL PROCESSO DI GUARIGIONE

Il processo di guarigione prevede di USCIRE DAI MECCANISMI DI DIPENDENZA NELLA RELAZIONE e lavorare sui sintomi della dipendenza. Ecco i passaggi da affrontare, secondo l’autrice americana Pia Mellody, dei quali il più importante è l’ammissione di avere una (o più) dipendenze.

AFFRONTARE LA DIPENDENZA, RICONOSCENDONE I SINTOMI.

La dipendenza affettiva crea una connessione con l’altro che, sebbene dolorosa, dona anche momenti di emozione, gratificazione e intenso piacere ed è perciò difficile rinunciarvi.

Oltre alla dipendenza dal partner possono essere presenti anche altre forme di dipendenza, alle quali l’individuo ricorre per mascherare il dolore derivante dalla relazione dipendente (alcol, droghe, lavoro, cibo, sesso, televisione ecc.). In questo ultimo caso, è fondamentale lavorare prima di tutto sulle dipendenze collaterali, poiché un individuo affetto da dipendenze creerà solamente relazioni disfunzionali.

E‘ importante interrompere queste altre dipendenze – nate perché il dipendente è incapace di affrontare la realtà nei suoi aspetti difficili e dolorosial fine di insegnargli ad affrontare l’astinenza e sviluppare capacità di fronteggiamento autonome.

ESSERE CONSAPEVOLI DELLE CONSEGUENZE DOLOROSE E PERICOLOSE DELLA DIPENDENZA AFFETTIVA.

Una volta imparato ad affrontare l’astinenza, si può lasciar emergere e/o apprendere risposte più sane e costruttive.

INTERROMPERE IL CICLO DELLA DIPENDENZA NELLA RELAZIONE.

Occorre interrompere volontariamente le dinamiche che innescano i comportamenti di dipendenza nella relazione per poter guarire.

AFFRONTARE L’ASTINENZA.

L’astinenza da sostanze e da comportamenti comprende una serie di sintomi caratteristici e molto spiacevoli, a volte anche pericolosi, che compaiono quando la sostanza viene eliminata o il comportamento impedito.

Si tratta di sintomi cognitivi, emotivi, fisici e spirituali. Affrontare l’astinenza ed i suoi sintomi è molto difficile e – quando necessario – occorre ricorrere anche al supporto farmacologico.

In questa fase sono di grande aiuto e utilità i gruppi di sostegno, come quelli degli Alcolisti Anonimi, dei Codipendenti Anonimi o dei Narcotici Anonimi, ai quali ci si può rivolgere gratuitamente. Interrompe il ciclo della dipendenza affrontando l’astinenza, rende l’individuo più capace, fiducioso e in grado di apprendere nuove modalità di fronteggiamento delle situazioni.

USCIRE DAI MECCANISMI DELLA DIPENDENZA ALL’INTERNO DELLA RELAZIONE

Questa importante fase del lavoro di guarigione e ripresa non significa necessariamente no-contact o separazione e divorzio, poiché non tutte le coppie sono pronte, né desiderano affrontare questo.

Essa tuttavia prevede di eliminare o evitare accuratamente ogni contatto emotivo che possa portare a liti, intense reazioni emotive e sentimenti dolorosi, o tentativi di risolvere la dipendenza tra partner;

in questa fase occorre MANTENERE AL MINIMO (affrontandoli eventualmente solo in presenza del terapeuta) le interazioni emotive, critiche e accuse, discussioni per risolvere tra partner importanti problemi pratici che richiedano una soluzione immediata. Mantenendo un atteggiamento educato e gentile verso l’altro, senza rispondere ai tentativi di ingaggiare una discussione, se accadessero.

Se una questione non può essere evitata, deve essere affrontata in presenza di una terza parte che possa moderare il processo (ad esempio il terapeuta).

Nel momento in cui si affronta la guarigione dalla dipendenza, occorre SMETTERE DI VOLER AGGIUSTARE LA RELAZIONE E FOCALIZZARSI SUL PARTNER e riportare l’attenzione su di sé e sui propri processi interni.

Di seguito gli aspetti del percorso di distacco da seguire all’interno della relazione durante la fase di cura delle dipendenze:

Smettere di focalizzarsi sul partner per controllare/giudicare cosa fa, cosa non fa o dovrebbe fare.

Semplicemente OSSERVARE il partner senza intervenire con suggerimenti, commenti, critiche, giudizi o tentativi di cambiarlo.

Imparare a prendersi cura di sé e della propria vita, portare avanti il proprio percorso di guarigione e imparare ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti di se stessi e degli altri, senza aspettare che sia qualcun altro a prendersi cura dei propri bisogni.

Non stuzzicare il partner con atteggiamenti litigiosi o seduttivi al fine di riottenere attenzione e intensità emotiva nella relazione. Infatti, l’alternanza emotiva tipica delle relazioni disfunzionali potrebbe venire a mancare nella fase di distacco, in seguito al disimpegno nei confronti del continuo criticare/giudicare e voler cambiare l’altro, e venire attivamente ricercata attraverso atteggiamenti critici, arrabbiati o seduttivi verso il partner.

Osservare il partner per vederlo come realmente è.

Notare ed osservare ciò che accade nella fase del distacco per conoscersi meglio, e lasciar emergere nuove risposte e nuova consapevolezza invece di agire i vecchi schemi automatici.

Non raccogliere alcuna provocazione rabbiosa o seduttiva da parte del partner. Ciò non vuol dire di non avere rapporti sessuali, ma di non averne a fini manipolativi, controllanti o di vendetta/dispetto.

Evitare liti, discussioni, manifestazione di rabbia, critiche e giudizi e qualsiasi atteggiamento/manifestazione verbale emotiva ad alta intensità emotiva, che potrebbe re innescare la spirale della dipendenza nella relazione.

A cura di Annalisa Barbier, psicoterapeuta


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Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, dottore di Ricerca in Neuropsicologia ed esperta in Mindfulness.

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