10 segnali che lui/lei è emotivamente NON disponibile

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Scrittrice e fondatore di Psicoadvisor

Le relazioni affettive richiedono il giusto equilibrio tra vicinanza e distanza, interdipendenza e autonomia; le relazioni sane fluiscono in modo flessibile tra questi due poli. Nelle relazioni sane i partner sentono l’unione della coppia senza perdere la propria identità individuale, non solo, i partner possono sentire un maggiore bisogno di autonomia o vicinanza in base a eventi specifici della vita. L’equilibrio tra i due poli è scandito dalla modalità in cui i due gestiscono i confini interpersonali.

Quando un partner ha dei confini rigidi e pone costantemente distanze con l’altro, l’intimità di coppia ne soffre terribilmente. Se il tuo partner scandisce confini abissali e punta sull’autonomia, l’intimità di coppia può diventare del tutto inesistente. Ecco 10 caratteristiche che possono aiutarti a riconoscere un partner emotivamente non disponibile o evitante.

1. Impegno a breve termine

Quando c’è affiatamento, intimità e compartecipazione emotiva (condivisione di emozioni profonde), entrambi i partner non vedono l’ora di costruire il futuro della coppia. Cosa significa? Che si prospettano piani a lungo termine. Questa tendenza non si riscontra in chi non è emotivamente disponibile.

Chi è emotivamente indisponibile non riesce a fare progetti di coppia a lungo termine. Riesce a figurarsi da solo, ha piani e scopi di vita ma questi vertono solo su se stesso. Non è la precarietà e l’insicurezza personale a porre un freno, bensì il limite è imposto da una forte incertezza affettiva. Domande esplicite sul futuro di coppia otterranno solo risposte vaghe, aleatorie, nessuna concretezza effettiva.

2. Sono presi da altro

Possono vivere profondamente nel passato, nel lavoro, in un hobby… ma la stessa profondità manca nella coppia. Queste persone possono idealizzare relazioni passate in modo da tenerle vive nel presente come qualcosa di incompiuto o irrisolto; possono immergersi completamente nel lavoro o in un nuovo hobby… possono avere legami profondi ma non con te. Tutto diviene un espediente per essere meno emotivamente presente nella coppia.

3. Se tu avanzi, lei/lui fa passi indietro

Quando il gioco si fa serio, possono fare passi indietro fino a dileguarsi. Possono arrivare a sabotare la relazione anche con pretese infantili. Più incalza la tua vicinanza e il tuo bisogno di interdipendenza, più il suo bisogno di autonomia e distanza si farà sentire. Se percepisci un punto di svolta nella relazione, ogni tua speranza potrebbe essere stroncata anche da richieste bizzarre: potrebbe esprimerti il desiderio di vedere altre persone.

4. Comunicazione auto-centrata

Può diventare poco comunicativo e quando c’è un dialogo aperto, tendenzialmente fa un discorso auto-centrato, escludendo il concetto di coppia. Queste persone enfatizzano il concetto di libertà fino a distorcerlo completamente, così come distorcono lo stesso concetto di unione, fiducia e coppia. Temono le persone appiccicose e, ancora di più, non vorrebbero mai essere visti come appiccicosi quindi potrebbero pentirsi di slanci e manifestazioni d’affetto.

5. Si chiude in se stesso/a

Se lei/lui sta attraversando un periodo critico (conflitti con la famiglia di origine, problemi con il lavoro…), sarai coinvolto al minimo, anzi, sarai completamente tagliato fuori. Le persone emotivamente indisponibili non vogliono coinvolgimenti su piano personale, non li sanno gestire! Sono profondamente convinti di poter dipendere solo da se stessi e così erigono muri invalicabili. Vogliono auto-gestirsi totalmente e sentono che loro, sono tutto ciò che hanno.

6. Manda segnali contrastanti – 7. Ti confonde

Quando una persona ha conflitti interiori irrisolti, finisce per frammentarsi e vivere di emozioni contrastanti. Mentre c’è una parte di sé che rincorre qualcosa, c’è un’altra parte che la spinge esattamente nella direzione opposta. In altre parole, in determinati contesti, anche chi è emotivamente ritirato potrebbe sentire il bisogno di vicinanza affettiva. Così, mentre da un lato desidera unione, calore e dipendenza, dall’altro, desidera ferma autonomia, autosufficienza e distanza. In base al momento e agli eventi della vita, quella persona potrebbe oscillare tra il bisogno di vicinanza e il bisogno di distacco mandando, di volta in volta, richieste discordanti tra loro. Purtroppo quella persona ancora non ha conosciuto una sana interdipendenza e suppone che stringere legami significhi perdere se stesso nell’altro, perdersi nel legame. Per non correre questo rischio, allora, erige barriere e mette distanze.

Questa situazione manda in netta confusione il partner che, disorientato, non sa come reagire. Da un lato si sente incentivato e finalmente sente di poter coronare il suo desiderio di vicinanza, mentre dall’altro si sente respinto, rifiutato e impotente.

Chi vive in prima persona desideri ed emozioni contrastanti non sa come scandire se stesso, non riesce a trovare una linearità e, di volta in volta, si identifica come bisognoso o non-bisognoso, non conoscere una via di mezzo. Non riesce a identificarsi, al contempo, come individuo a sé autonomo e individuo interdipendente e parte di una coppia. Nel mio libro «D’Amore ci si ammala, d’Amore si guarisce” ho dedicato molto spazio alla risoluzione delle conflittualità interiori quando non si riescono a scandire i confini interpersonali e si hanno più parti discordanti. Le conflittualità interiori emergono SEMPRE nei contesti relazionali e trovano SEMPRE il modo di contrastare una naturale e spontanea reciprocità affettiva, per fortuna si tratta SEMPRE di conflittualità che si possono risolvere.

8. È sospettoso/a

Ha difficoltà a fidarsi degli altri e talvolta interpreta qualsiasi comportamento come negativo e giudicante, “leggendo” le tue azioni nella peggiore luce possibile. Il timore non è quello di essere usato, bensì quello che tu possa limitare la sua identità. Ecco perché lui/lei vorrà sempre decidere per sé e, nel tentativo disperato di difendersi, potrebbe finire per prevaricarti (cioè per decidere anche per te). Quando prende una decisione, potrebbe condividerla con te solo quando è ormai troppo tardi per poterla cambiare.

9. È ipercritico

Si caratterizza per una scarsa flessibilità, cambia raramente idea e potrebbe fissare delle condizioni e delle regole rigide alle quali aderire. Non solo, potrebbe avere sempre da ridire su di te e il tuo operato così da assicurarsi che non sarai mai all’altezza. Piuttosto che abbracciare ciò che di bello ha la sua relazione, si concentra su eventuali problemi che potrebbero arrivare, smorzando così i sentimenti sul nascere e rallentando la crescita della relazione.

10. Come ti fa sentire

Sebbene possiamo provare empatia per chi vive con conflitti interiori irrisolti, è altrettanto vero che ognuno di noi ha il suo bagaglio emotivo da gestire e le sue ferite da curare. Bisogna ricordare che non sta a noi tentare di guarire l’altro, non di certo perché siamo egoisti o menefreghisti, semplicemente perché non possiamo, non ne abbiamo il potere. In più, nel maldestro tentativo di aiutare e rincorrere, possiamo finire per allontanarci troppo da noi stessi.

Ognuno di noi ha il sacrosanto dovere di prendersi cura di sé, di accogliersi e lenire le proprie ferite. La vita può essere dolce e crudele con tutti, se il dolore non risparmia nessuno, per le dolcezze dobbiamo essere abili noi a raccoglierle. Anche tu hai diritto alla tua fetta di torta, al tuo posto felice del mondo, puoi conquistarlo solo se inizierai a trattarti così come faresti con una persona cara.

Quando ami qualcuno, che fai? Te ne prendi cura, lo riempi di attenzioni e premure. Ecco, quando impariamo ad accoglierci finiamo per dedicarci attenzioni e cure, finiamo per guarire dalle nostre ferite e risolvere ogni sorta di conflittualità. In questo modo finiremo per scegliere un amore sano, profondo, completo, perché le relazioni con una persona emotivamente non disponibile alimentano solo emozioni che risuonano nel nostro passato. Una persona emotivamente indisponibile può farti sentire:

  • Non stimato
  • Emotivamente deprivato
  • Impotente
  • Mai abbastanza
  • Precario
  • Solo
  • Abbandonato
  • Rifiutato

Tu non meriti di sentirti così. Tu meriti un amore travolgente, completo, pieno in ogni sua parte.

Pianteresti mai un seme dove non cresce nulla?

Probabilmente no. Sceglieresti un terreno che possa accogliere e nutrire quel seme. E allora perché non fai lo stesso per la tua mente, il tuo corpo, le tue relazioni e i tuoi sogni? Nel mio secondo libro «d’Amore ci si ammala, d’Amore si Guarisce» (edito Rizzoli) ti spiego come prenderti cura di te e disinnescare le dinamiche relazionali più scomode, sia in coppia che in famiglia.  È un viaggio introspettivo che ti consentirà di trasformare le tue ferite e la tua attitudine difensiva in un’inattaccabile amor proprio. Già, perché l’armatura che più di tutte può difenderti (dalle umiliazioni, dai torti, dalle delusioni e dalla rabbia…) è proprio l’amor di sé. Perché come ho scritto nell’introduzione al mio libro: “Non è mai l’amore di un altro che ti guarisce ma l’amore che decidi di dare a te stesso”. Se hai voglia di costruire relazioni sane e appaganti, se hai voglia di scoprire le immensità che ti porti dentro e imparare a esprimere pienamente chi sei, senza timori e insicurezze, è il libro giusto per te. Il libro puoi acquistarlo in libreria o a questa pagina Amazon.

A cura di Ana Maria Sepe, psicologo e fondatrice della rivista Psicoasvisor
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