11 criteri psicopatologici per identificare la dipendenza affettiva

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dipendenza affettiva cos'è
Illustrazione: Amanda Oleander

L’amore è certamente una componente fondamentale nella vita di tutti noi; si tratta di un sentimento complesso e ricco, in grado di indurre emozioni e sensazioni intense e positive, ma altrettanto capace di portare una persona a vivere relazioni disfunzionali e profondamente dolorose, quando non addirittura dannose.

Le manifestazioni chimiche legate all’innamoramento e alla passione possono essere molto simili a quelle indotte dalle dipendenze, e dunque assumere un aspetto patologico.

Da un punto di vista evoluzionistico, possiamo considerare l’amore come un fenomeno che permette ai partner di rimanere uniti al fine di riprodursi e crescere insieme la prole, al fine di garantirne una maggiore capacità di sopravvivenza.

Amore romantico e cos’è la dipendenza affettiva

L’amore romantico è un concetto universale ed universalmente conosciuto, che comprende specifiche manifestazioni comportamentali e neuropsicologiche ed è correlato ad un aumento della sopravvivenza della prole (Fletcher, 2015) poiché permette ai piccoli di essere curati e protetti al meglio.

Possiamo, a fini didattici, considerare che esistano tre “forme” di amore:

1. L’amore MATURO: è l’amore delle relazioni sane ed equilibrate che durano da molto tempo e si sono costruite negli anni. È caratterizzato da un senso di sicurezza, fiducia reciproca, intimità e confidenza;

2. L’INNAMORAMENTO: rappresenta un’esperienza che può verificarsi più volte e mostra molte caratteristiche in comune con le esperienze di dipendenza: infatti, quando ci si innamora, l’area del cervello denominata “circuito del piacere e della ricompensa” (Reward System) si attiva nello stesso modo in cui si attiva durante l’assunzione di una droga (Burkett e Young, 2012), e gli altri e bassi sperimentati sono molto simili a quelli sperimentati nelle dipendenze da sostanza (Fisher et al., 2016).

3. La DIPENDENZA AFFETTIVA: caratterizzata da comportamenti ossessivi, impulsivi e compulsivi che sono comuni alle dipendenze da sostanza e comportamentali.

Biochimica: dipendenza affettiva vs dipendenza da sostanze

La Dipendenza Affettiva fa parte delle dipendenze comportamentali o dipendenze senza sostanza; dipendenze da sostanza, dipendenze comportamentali e disturbi psichici si presentano spesso in comorbidità. Le dipendenze da sostanza e le dipendenze comportamentali, sono caratterizzate da manifestazioni cliniche quali craving, tolleranza, astinenza, ricerca compulsiva della sostanza o del comportamento e perdita di controllo durante l’uso della sostanza o la messa in atto del comportamento. Hanno inoltre un’altra importante caratteristica: un andamento cronicamente oscillante tra sobrietà e ricadute.

Un altro aspetto che accomuna le dipendenze da sostanza alle dipendenze comportamentali – dunque anche alla dipendenza affettiva – sono le alterazioni neurochimiche del cervello, in particolare quelle legate al sistema dopaminergico sotteso al funzionamento del circuito del piacere e della ricompensa.

I sistemi dopaminergici sono strettamente connessi agli stati emotivi e motivazionali (Boileau et al., 2015), alla memoria e alle capacità cognitive; la dopamina viene rilasciata in grandi quantità nelle aree mesolimbiche in risposta all’assunzione di droghe, cibo, acqua e durante l’attività sessuale (rinforzatori naturali) (Burkett e Young, 2012).

L’assunzione cronica di droghe provoca alterazioni di lungo periodo nel funzionamento dei circuiti dopaminergici, che perdurano molti anni dopo l’ultima assunzione (Nestler e Malenka, 2004) dunque il funzionamento e le risposte a livello cerebrale di un soggetto dipendente, sono diverse da quelle di un cervello “normale”. Nella DA si verificano dunque comportamenti estremamente disadattivi e disfunzionali, quali la ripetuta ricerca di contatto fisico, emotivo o psicologico con il partner a dispetto delle conseguenze negative che ciò può comportare, o pattern o ossessivi di pensiero focalizzati sul partner (Fisher et al., 2016; Zou et al., 2016).

Dipendenza affettiva: criteri distintivi

Nel loro interessante ed esaustivo articolo, Redcay e Simonetti (2018) identificano 4 fattori e 11 criteri distintivi in grado di definire la Dipendenza Affettiva:

1) DIFFICOLTA’ DI CONTROLLO
2) IMPAIRMENT
3) IGNORARE IL COMPORTAMENTO SPIACEVOLE DEL PARTNER
4) COMPORTAMENTI DI COPING DISFUNZIONALE FINALIZZATI A PREVENIRE O RIDURRE LE EMOZIONI INTOLLERABILI

Difficoltà di controllo

Il fattore 1 Difficoltà Di Controllo o Impaired Control è costituito a sua volta da 4 criteri:
a) il desiderio di interrompere il contatto con il partner o la relazione;
b) sforzi fallimentari nell’interrompere i contatti o chiudere la relazione;
c) frequenti preoccupazioni, pensieri o ossessivo bisogno di fare domande, parlare con il partner, preoccupazioni ossessive relative al futuro immaginato o alla fine della relazione;
d) intenso desiderio, urgenza, impulsività o compulsività nel ricercare continuamente il contatto con il partner.

Impairment

Il fattore 2 Impairment, comprende 4 criteri costitutivi: a) interferenza del vissuto relazionale con la capacità di portare a termine obblighi e scadenze, con il normale svolgimento delle attività lavorative, sociali, scolastiche o familiari indotta dal continuo contatto o ricerca di contatto con il partner; b) creazione o esasperazione di problemi. La relazione viene portata avanti nonostante sia causa di problemi psicologici, sociali, scolastici, emotivi, finanziari o lavorativi; c) eccessiva richiesta ed affidamento a consigli esterni su cosa fare, o al contrario tendenza ad ignorare i consigli. Riduzione o interruzione dei contatti con la famiglia o con la rete di amici, interruzione di hobby, attività sociali ed interessi esterni alla relazione; d) comportamento disadattivo. Tipicamente bugie finalizzate a nascondere agli altri la relazione, il mantenimento dei contatti o il cattivo comportamento del partner. Oppure comportamenti disfunzionali quali eccessiva condiscendenza, bugie, furti, liti violente o tentativi di suicidio o comportamenti autolesivi.

Ignorare i comportamenti negativi del partner

Il fattore 3 è la tendenza a ignorare i comportamenti spiacevoli del partner, ed il criterio appartenente a questa dimensione riguarda il mantenimento dei contatti e della relazione nonostante la persistenza di comportamenti disfunzionali e violenti o distruttivi, come ad esempio: abuso verbale, emotivo o fisico, richieste continue di denaro o furto, manipolazione, gelosia patologica, invalidazione, bugie e infedeltà, abuso di sostanze, problemi legali o finanziari.

Comportamenti di coping disfunzionali

Il fattore 4 riguardai i comportamenti disfunzionali messi in atto al fine di prevenire o ridurre le emozioni intollerabili, e i 2 criteri che ne fanno parte sono i seguenti:
a) ricadute finalizzate a prevenire emozioni dolorose di rifiuto abbandono, solitudine, vuoto ecc. il continuo alternarsi di distacco e ricadute provoca nel dipendente affettivo imprevedibili sbalzi di umore, aumento di intensità delle esperienze emotive, confusione, sensazione di perdita il controllo ed eccessiva percezione del senso di perdita legato alla fine del rapporto, che viene vissuto in maniera molto più intensa di quanto sarebbe normalmente adeguato al contesto;
b) ricadute provocate dal tentativo di ridurre l’intensità delle emozioni dolorose; in questo caso le ricadute avvengono quando il DA non è più in grado di sostenere l’intensità delle emozioni che prova in seguito alla chiusura del rapporto: senso di solitudine, insicurezza, senso di vuoto e scarsa autostima, preoccupazioni, depressione, ansia, sbalzi di umore, confusione, perdita di controllo, dolore eccessivamente intenso in seguito alla perdita del partner.

Vivere l’attaccamento

La Dipendenza affettiva è una modalità disfunzionale e disturbata di vivere l’attaccamento nelle relazioni sentimentali, che porta ad assumere comportamenti nocivi per sé e per la relazione, che da fonte di gratificazione e gioia diviene fonte di dolore, paura, depressione e disturbi psicologici e fisici.

Questi criteri di valutazione sono in grado di indicare, in maniera esaustiva e chiara quelli che sono i principali sintomi indicativi della DA, per poter aiutare professionisti e non a individuare anche i primi segnali di una modalità insana e pericolosa di vivere i rapporti sentimentali e di poter intervenire tempestivamente, prima che la situazione possa degenerare, provocando problemi considerevoli in ogni ambito della vita di chi ne è affetto.

A cura di Annalisa Barbier, psicoterapeuta 
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