5 semplici frasi dal forte potere trasformativo

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Dott.ssa in biologia e psicologia. Esperta in genetica del comportamento e neurobiologia. Scrittrice e founder di Psicoadvisor

Capitano a tutti quei giorni in cui ci sentiamo giù e abbiamo bisogno di una dose di motivazione in più per non cadere nella passività. Quando capita, ad alcuni basta un semplice promemoria come un raggio di sole, il profumo di un fiore, una carezza amica… qualsiasi cosa possa ricordargli che la vita è bella. Ad altri, invece, sembra non bastare nulla. Qualcuno di noi, infatti, quando inciampa può cadere in una spirale buia dalla quale è difficile uscire. Allora passano giorni, settimane o addirittura mesi e niente sembra riuscire a illuminare i loro cuori infranti, ridotti in briciole.

Per queste persone, ogni giorno non è un dono ma uno sforzo. Un’altra impresa immane, un’altra sfida. Chi si arrende, purtroppo, finisce col vivere tutto in modo passivo, re-agendo agli stimoli per inerzia, senza riflettere e senza davvero essere presente a se stesso e alla propria vita. Chi, suo malgrado, accetta le sfide, può arrivare a sera sfinito e sollevato, alleggerito e sopraffatto. Sì, quando sei in una spirale buia puoi essere pervaso da tante emozioni, anche discordati tra loro. Allora è bene ricordare che ogni emozione, per quanto incongruente, assurda, irrazionale possa apparire dall’esterno, ha una buona ragione per esistere. È ascoltando quel groviglio di emozioni che tornerà la luce. Ecco perché la prima frase è:

1. Il tuo groviglio di emozioni è unico e speciale

Il tuo groviglio di emozioni è unico perché tu solo sai cosa significa sostenerle. È speciale perché quel groviglio così fitto e -diciamocelo! Anche misterioso- può svelarti grandi verità su chi sei e quali dolori hai vissuto facendo finta di niente.

L’ansia, la paura, le preoccupazioni che nutri oggi, sono indubbiamente collegabili a una questione concreta che è situata nel tuo presente. Al contempo, però, portano gli echi di paure, ansie e preoccupazioni passate, subite e mai affrontate.

Ogni emozione è il frutto di un prezioso scambio che avviene tra te e il mondo che ti circonda. Uno scambio che ha conseguenze comportamentali: le tue emozioni, infatti, possono farti sentire forte come un leone, pronto ad affrontare con coraggio qualsiasi avversità o spaventato come un cucciolo indifeso, solo e in balia degli eventi. Nel primo caso, riuscirai a vivere la vita prendendo “il toro per le corna”, nel secondo caso, procrastinazione, frustrazione e rinunce, popoleranno la tua vita.

Ogni emozione che provi nasce da un tema centrale e porta con sé gli apprendimenti impliciti che hai fatto nel tuo passato. Per esempio, la rabbia è un’emozione che emerge con uno scopo difensivo. È funzionale perché ci dice che stiamo subendo un danno e dobbiamo proteggerci.

Se, però, per un’inerzia (un automobilista ti sorpassa con l’auto, il cancello si blocca mentre già sei in ritardo, il traffico…) ti capita di sperimentare una forte rabbia, allora il tuo tentativo di protezione sta “eccedendo”. È lì che devi controllare il tuo groviglio! Riflettere su ciò che sta accadendo davvero dentro di te.

Riporto alcuni esempi: se ti capita di arrabbiarti tantissimo perché il tuo amico ha dimenticato di telefonarti, sappi che non è stata la telefonata in sé a generare l’offesa. A causa del tuo bagaglio emotivo, sarai portato a leggere quella dimenticanza come totale disinteresse, come un inaccettabile affronto personale; quella dimenticanza fa riecheggiare in te il dolore di un riconoscimento mancato, delle aspettative disattese e della noncuranza vissuta da piccolo.

Se invece a mandarti su tutte le furie è il sentore di un ingiustizia, vuol dire che in passato hai mandato già più torti di quanto avresti voluto. Quell’ultima ingiustizia è solo la goccia che fa traboccare un vaso già pieno.

Senso di colpa, vergogna, senso di vuoto, solitudine… Ogni emozione vuole raccontarti qualcosa. Hai solo bisogno di ascoltare cosa hanno da dirti. Una volta che avrai sciolto il tuo groviglio, non sarai più tenuto a «subirle», tutto avrà un senso e tu sarai finalmente libero.

2. Vai bene così come sei

Non aspettare che qualcuno ti dica «wow! Sei una persona fantastica!». Il consenso sociale è certamente importante, ma sai cosa lo è di più? Il riconoscimento che tu puoi dare a te stesso. Aspettando che siano gli altri a notarci, commettiamo l’errore più clamoroso: vivendo nell’attesa di (quel traguardo, quella meta, quella considerazione…), dimentichiamo di vivere!

Ogni giorno, ricorda a te stesso che vai bene così come sei. Se questa frase ti fa innervosire perché non ti piaci e vuoi cambiare, sai qual è il paradosso che le scienze psicologiche hanno evidenziato? Solo quando riuscirai ad accettarti per ciò che sei, riuscirai a cambiare! Quando ti dai la considerazione che meriti, ogni parte di te inizia a muoversi nella stessa direzione! Non essendoci alcuna parte di te che ti remo contro, potrai dirigerti ovunque tu voglia, potrai diventare ciò che desideri: nessuna resistenza, nessun sabotaggio, solo un sereno progredire!

3. Calma e gentilezza sono tue amiche

Dovremmo tutti imparare a mantenere la calma. Quando regoli la rabbia e non hai reazioni aggressive contro un’altra persona, in realtà il favore lo fai a te e non all’altro. Non sei compassionevole o buono, semplicemente sei una persona che ha imparato a vivere. Mantenere la calma con certe persone non è semplice e spesso non lo è neanche farlo con se stessi. Eppure la calma e la gentilezza possono darti tanto. Invece di rimproverarti per i tuoi errori, prova a essere grato per ogni piccolo passettino che fai.

4. Sei già abbastanza

Ricordi cosa ti ho scritto qualche frase più su, riguardo il significato delle emozioni? Ogni sensazione che sperimenti è un segnale, ti comunica qualcosa che ha a che fare con il tuo presente ma anche con il tuo passato.

Se oggi ti capita di pensare:

  • dovrei impegnarmi di più
  • devo raggiungere il tal dei tali degli obiettivi altrimenti non valgo nulla
  • se non lo faccio, è tutto perso
  • sono il solito stupido
  • ma cosa c’è che non va in me?!

Sappi che queste frasi sono il frutto di una sensazione di inadeguatezza. Perché la sperimenti? Probabilmente perché, in passato, ti hanno fatto sentire troppo spesso così. Oggi, non ti senti indegno per ciò che hai fatto o per ciò che non hai fatto! Cioè, all’apparenza potresti pensare «non vado bene perché non mi sono laureato», oppure «non vado bene perché ho dei chilogrammi in più» o «non vado bene perché non ho saputo tagliare il traguardo che mi sono prefissato da una vita». Ma nella realtà dei fatti, anche se il tuo obiettivo l’avessi centrato, le tue percezioni su te stesso non sarebbero cambiate!

Che assurdità vero? Ciò significa che potresti raggiungere qualsiasi obiettivo, quell’obiettivo ti darà solo un appagamento provvisorio e poi la sensazione di inadeguatezza ritornerà. Tu neanche la riconosci l’inadeguatezza, ma quella è lì che ti fa pensare «cosa c’è che non vai in me?», «se non sono abbastanza efficiente allora non vado bene…». 

Non importa ciò che fai, se hai imparato a sentirti così fuori posto, inferiore, sbagliato… è così che continuerai a sentirti. Hai costruito la tua identità sulla base di questa “credenza”. Ma è ora di smetterla. Rifletti sul tuo groviglio. Quando ti sei sentito fuori posto? Ingombrante, di peso o inopportuno per la prima volta?

Quando eravamo bambini, se la nostra famiglia ci ha messo ai margini, ci ha fatto sentire di peso, non considerati… è sulla mancanza di considerazione che abbiamo costruito la nostra identità. Sentirci “non abbastanza” è qualcosa che riguarda il nostro passato e neanche noi, ma come ci hanno trattato gli altri. Oggi, però, siamo adulti e possiamo ammettere con noi stessi che ci bastiamo.

Se emerge una vocina che prova a dirti che non vali abbastanza, rispediscila nel passato da dove è venuta!

5. Si nasce due volte, la prima quando vieni al mondo e la seconda, quando decidi di volerti bene

Questa celebre frase è la citazione di apertura del mio primo libro e anche l’aforisma di chiusura del mio secondo manuale di psicologia. Allora, inizia ogni giorno con un sentito e profondo «mi voglio bene». Non devi pronunciarlo, ma devi sentirlo, puoi imparare a sentire l’amore che nutri per te stesso perché egli è già lì, da qualche parte.

Come avrai capito, quando riuscirai a far entrare le scienze psicologiche nella tua vita, tutto assumerà un significato diverso, riuscirai a sperimentare modalità di esistere del tutto inedite e ti sorprenderà scoprire quanti meravigliosi doni può tenderti il tuo “groviglio”. Mi sono presa due anni per scrivere i due manuali di psicologia che io stessa avrei voluto leggere prima ancora di iscrivermi alla facoltà di Psicologia! Adesso sta a te. I titoli sono: «Riscrivi le Pagine della Tua Vita» e «d’Amore ci si Ammala, d’Amore si Guarisce». Se ti senti solo, ti consiglio di iniziare da questo: d’Amore ci si Ammala, d’Amore si Guarisce, mentre se sei molto sensibile e le emozioni sono troppo intense, inizia dal primo. Li trovi in tutte le librerie o su Amazon, a questo indirizzo:

Autore: Anna De Simone, psicologo esperto in psicobiologia
Autore del bestseller «Riscrivi le pagine della tua vita» (tradotto in 5 lingue) e del nuovo «d’Amore ci si Ammala, d’Amore si Guarisce».
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